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Benvenuti nel sito di fondazione march per l’arte conteporanea.

Dopo sette anni di attività (2007-2014) questa avventura ha concluso il suo viaggio per trasformarsi ancora in qualcosa di nuovo.

Così come prima,  il nostro impegno rimane rivolto alla creazione di  progetti culturali, visivi ed emozionali.

Visita signaletic.it e grazie a tutti coloro che ci hanno  seguito e sostenuto in questa idea!
Silvia Ferri + Paolo Fontana

 

Welcome to the fondazione march for the contemporary art website.

After seven years of activity ( 2007-2014 ), this adventure ended his journey to become something new, again.

As before, our commitment remains focused on creating cultural, visual and emotional projects.

Please, visit signaletic.it and thanks to all those have followed and supported this idea!
Silvia Ferri + Paolo Fontana

Detour festival del cinema di viaggio – i vincitori

PREMIO PER IL MIGLIOR FILM
A Hijacking (Kapringen)

di Tobias Lindholm

per lo stile di regia ricco di componenti innovative, per il coraggio di proporre un quadro estetico originale, per la performance attoriale. Il film restituisce forti elementi di realtà senza mai scadere nella finzione più convenzionale.

Gentile giuria, signore e signori,
sono onorato di accettare questo premio proprio nello stesso paese in cui il mio film è stato visto per la prima volta. L’Italia è stato il primo paese in cui ho potuto raccontare questa storia al mondo. Voglio condividere questo grande onore con tutte le persone che hanno lavorato al film, davanti e dietro alla macchina da presa, e che hanno messo a disposizione tutto il loro talento e mestiere in modo che io potessi realizzare questo film al meglio delle mie possibilità.
Non potevo fare un film che raccontasse la verità sui dirottamenti che avvengono nell’Oceano Indiano, perché non credo che esista un’unica verità possibile. Ho potuto però fare un film che racconta di uomini di mare, di pirati, di amministratori delegati e legami familiari. Perché figure come queste esistono davvero: in Danimarca, in Italia e nel resto del mondo. E’ con grande umiltà che accetto questo premio tributato al mio film dalla giuria e dal Detour Film Festival. Vi ringrazio.
Tobias Lindholm

Copenhagen
20 October 2013

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA
Tanta agua
(So Much Water)
di Ana Guevara e Leticia Jorge

per aver messo in scena un racconto intimo, che ci accompagna con umanità e ironia nel periodo difficile dell’adolescenza. Uno sguardo attento e una grande sensibilità caratterizzano le scelte narrative ed estetiche delle due giovani registe.

Abbiamo saputo che Tanta agua ha riscosso un grande successo al festivale  e questo ci riempie di gioia. Girare il film è stato di per sé un viaggio, dove abbiamo avuto la fortuna di poter contare sulla compagnia e l’aiuto di una troupe e di attori che hanno dato il meglio di se stessi. Questa sera ci piacerebbe poter dedicare il premio a Maximiliano Angelieri, grande amico e musicista, che ha composto la colonna sonora del film direttamente da casa sua a Roma. A nome di tutti ringraziamo il Detour festival e festeggiamo con voi a distanza un abbraccio forte e molte grazie.
Ana e Leticia

Montevideo
20 ottobre 2013

PREMIO DEL PUBBLICO
Libri e nuvole
(Books and Clouds)

Ci tengo a ringraziare il pubblico di Detour, perchè il premio degli occhi attenti e pazienti degli spettatori è tra i riconoscimenti chefanno più piacere e danno maggiore speranza.
Pier Paolo Giarolo

20 ottobre 2013

Detour festival del cinema di viaggio – Eventi speciali

 

River Water – London to Istanbul
di Paolo Muran, Nicola Pittarello

Proiezione di un lungo estratto del film documentario River Water e incontro con Giacomo De Stefano. Il film racconta il viaggio di due anni di Giacomo De Stefano, da Londra a Istambul, a bordo di una piccola barca a remi di 6 metri, per riscoprire le antiche vie fluviali e per testimoniare l’importanza fondamentale dell’acqua come elemento naturale da preservare.

The We and the I
di Michel Gondry

Alcuni studenti del Bronx si ritrovano sull’autobus che li riporterà a casa alla fine dell’ultimo giorno di scuola. Lungo il percorso emergono i diversi caratteri dei ragazzi, ognuno impegnato a reagire agli attacchi degli altri e a cercare di difendere la propria individualità. Dal regista di Se mi lasci ti cancello e L’arte del sogno.

La jaula de oro
di Diego Quemada-Diaz

Juan, Sara e Chauk, tre adolescenti guatemaltechi, attraversano il Messico per raggiungere clandestinamente gli Stati Uniti. Il viaggio lungo e pericoloso porterà i ragazzi a fare i conti con la cruda realtà.

Lo spaventapasseri
di Jerry Schatzberg

Due vagabondi, Max Milian (Gene Hackman) appena uscito dalla galera, e Francis “Lion” DelBuchi (Al Pacino) tormentato dal rimorso per aver abbandonato la ragazza che gli ha dato un figlio, diventano amici per la pelle e progettano di andare a Pittsburgh ad aprire una stazione di servizio. Un film cult della New Hollywood, Palma d’Oro a Cannes nel 1973.

Detour festival del cinema di viaggio – Viaggio in Italia

Viaggio in Italia è una sezione pensata per ospitare alcuni tra i film e gli autori più interessanti della nostra cinematografia e contemporaneamente offrire uno sguardo in movimento sull’Italia, di ieri e di oggi. A unire i film scelti, tematicamente distanti tra loro è la forma documentario che ad oggi rappresenta una delle istanze vitali del nostro cinema. A tenere a battesimo la sezione sarà l’omonimo film di Rossellini Viaggio in Italia nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna, dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, dal Coproduction Office e da Cinecittà Luce. Sul film di Rossellini, il regista francese Jacques Rivette nel 1955 ha scritto: “Mi sembra impossibile vedere Viaggio in Italia senza sentire con l’evidenza di una sferzata che questo film apre una breccia, e che il cinema intero deve attraversarla per non morire”. La pellicola verrà proiettata nellversione restaurata dalla Cineteca di Bologna. Gli altri film in programma sono: Summer 82 when Zappa came to Sicily (2013) di Salvo Cuccia, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 2013, Il mio paese (2007) di Daniele Vicari, David di Donatello per il miglior documentario nel 2007 e due lavori di Costanza Quatriglio: Terramatta (2012)  e Con il fiato sospeso (2012).
Costanza Quatriglio e Salvo Cuccia saranno ospiti del festival.

Viaggio in Italia
(Journey to Italy)
di Roberto Rossellini

Una coppia di coniugi inglesi (George Sanders e Ingrid Bergman) durante un viaggio nel sud dell’Italia, ritrova una speranza di comunicazione e comprensione reciproca, per uscire dalla noia e dalla solitudine.

Il mio paese
(My Country)
di Daniele Vicari

Partendo dal reportage documentario L’italia non è un paese povero, realizzato da Jori Ivens nel 1959, Vicari compie oggi lo stesso viaggio, da Gela fino a Marghera, nell’Italia della crisi. Dal regista di Diaz e La nave dolce. David di Donatello per il miglior documentario nel 2007.

Summer 82 When Zappa Came to Sicily
di Salvo Cuccia

Due viaggi paralleli nell’estate del 1982: quello del grande Frank Zappa in Italia con un tour indimenticabile che si chiuderà con il concerto a Palermo, e quello del giovane regista Salvo Cuccia, all’epoca militare ad Aviano, che insieme al padre torna a Palermo per assistere al concerto del suo idolo.

Terramatta
di Costanza Quatriglio

Nato nel 1899, l’analfabeta siciliano Vincenzo Rabito racconta il Novecento attraverso migliaia di fitte pagine dattiloscritte raccolte in quaderni legati con la corda. Un viaggio nella storia del nostro paese. Nastro d’Argento per il miglior documentario nel 2012.

Con il fiato sospeso
di Costanza Quatriglio

Stella (Alba Rohrwacher) studia farmacia all’università. Durante la tesi si rende conto che nei laboratori di chimica qualcosa non va. L’ambiente è insalubre, e qualcuno comincia a star male. Ispirato ad una storia vera.

Detour festival del cinema di viaggio – Omaggio a Wes Anderson

L‘Omaggio all’autore è dedicato a Wes Anderson, uno dei più acclamati cineasti contemporanei. Non un semplice omaggio ma una retrospettiva completa, la prima in Italia, con tutti i suoi film, a cominciare dai primi due lungometraggi inediti per le sale italiane Bottle Rocket (Un colpo da dilettanti, 1996) e Rushmore (1998).
I suoi film, ricchi di invenzioni stilistiche hanno di fatto reinventato il genere della commedia con risvolti surreali e malinconici. I personaggi, affidati a un gruppo di attori che spesso ritornano da un’opera all’altra (Owen e Luke Wilson, Bill Murray, Jason Schwartzman), compongono un universo umano eccentrico e stralunato. Sono degli outsider e dei sognatori, fragili e inadeguati, in perenne conflitto con nuclei famigliari sui generis e con le regole imposte dalla società. Ed è attraverso il viaggio che questi antieroi cercano di inseguire i loro desideri e risolvere i propri conflitti.

Rushmore
Il quindicenne Max Fischer (Jason Schwartzman), è un giovane brillante che frequenta la prestigiosa Rushmore Academy. Nella sua vita entra Herman Blume (Bill Murray), uomo d’affari miliardario profondamente infelice. I due stringono una singolare amicizia che viene però messa a dura prova quando si innamorano entrambi di una giovane insegnante.

Hotel Chevalier
Jack Whitman è disteso sul letto nella sua camera dell’Hotel Chevalier a Parigi. Riceve la telefonata inattesa di una donna che gli annuncia la sua visita. Jack fa ordine nella stanza a e si prepara all’incontro. Lei arriva. Tra lunghi silenzi, accompagnati dalle note di Where Do You Go To (My Lovely) di Peter Sarstedt, emerge l’epilogo di una complicata storia d’amore.

Il treno per Darjeeling
I fratelli Whitman, Francis (Owen Wilson), Peter (Adrien Brody) e Jack (Jason Schwartzman), si ritrovano in India a bordo di un treno speciale, il Darjeeling Limited. Meta finale del viaggio, organizzato e promosso da Francis come un’avventura spirituale di riconciliazione fraterna, è in realtà un convento ai piedi dell’Himalaya dove è andata a vivere la loro madre (Anjelica Huston).

Le avventure acquatiche di Steve Zissou
L’esploratore e documentarista Steve Zissou (Bill Murray) parte per una nuova spedizione subacquea: dare la caccia allo “squalo giaguaro” che ha ucciso un suo amico durante la realizzazione del loro ultimo documentario. Si uniscono all’equipaggio la moglie Eleanor (Anjelica Huston), una giornalista incinta (Cate Blanchett) e un presunto figlio (Owen Wilson).

Un colpo da dilettanti
Appena uscito da un istituto psichiatrico, Anthony (Luke Wilson) non sa che fare della sua vita, e si lascia convincere dal suo amico Dignan (Owen Wilson) molto più folle di lui, a partecipare a un piano criminale che coinvolge il “leggendario” Mr. Henry. Con l’aiuto del vicino di casa Bob, i due amici danno inizio al piano criminale il cui esito sarà molto lontano dalle loro aspettative. Film d’esordio di Wes Anderson.

I Tenenbaum
I Tenenbaum sono una famiglia modello composta da Royal (Gene Hackman), la moglie Etheline (Anjelica Huston) e i loro tre bambini prodigio: Richie (Luke Wilson), Chas (Ben Stiller) e Margot (Gwyneth Paltrow). Vent’anni dopo, però, le cose sono molto cambiate e i tre fratelli si ritrovano quando Royal, ormai separato dalla moglie, riappare improvvisamente mentre questa sta per risposarsi.

Fantastic Mr Fox
Il signor e la Signora Fox vivono pacifici col figlioletto Ash dentro un grande albero in cima alla collina. Ma la natura selvatica del signor Fox lo spinge a saccheggiare i depositi dei malvagi contadini della zona. Il furto metterà a repentaglio non solo la sua amata famiglia ma l’intera comunità animale che abita la collina. Uno straordinario film d’animazione realizzato con la tecnica della stop-motion.

Moonrise Kingdom – Una fuga d’amore
Estate 1965. A New Penzance, un’isoletta al largo delle coste del New England, i dodicenni Sam e Suzy si conoscono casualmente a una recita: si innamorano, stringono un patto segreto e decidono di scappare insieme lontano da famiglie e tutori. Con Bill Murray, Edward Norton, Bruce Willis.

Detour festival del cinema di viaggio – Concorso

A Hijacking
di Tobias Lindholm

Nell’Oceano Indiano, una nave cargo con a bordo sette uomini dell’equipaggio viene dirottata dai pirati somali. Al quartier generale della compagnia di navigazione, l’amministratore delegato conduce un sottile gioco psicologico con i pirati, sperando di riportare a casa i marinai e di contrattare il minor prezzo possibile.

Tanta Agua
(So Much Water)
di Ana Guevara e Laeticia Jorge

Alberto, padre divorziato, decide di portare i figli, Lucía e Federico, a trascorrere una vacanza alle terme. Ma a causa delle insistenti piogge le piscine sono chiuse e la loro stanza è senza tv. Saranno tre giorni di difficile convivenza tra improbabili escursioni e fugaci avventure amorose.

Welcome to Argentina
(Mariage à Mendoza)
di Edouard Deluc

Antoine e suo fratello Marcus arrivano in Argentina per partecipare alle nozze di un loro cugino. Marcus è elettrizzato dall’idea del viaggio e deciso a divertirsi, Antoine è depresso perché la moglie l’ha appena lasciato. Attraverso le valli e i vigneti dell’Argentina, le tappe del loro viaggio saranno segnate da improbabili incontri e inaspettate scoperte.

Poor Folk
(Qiong Ren, Liu Lian,Ma Yao, Tou Du Ke)
di Midi Z

A Hong e sua sorella hanno attraversato clandestinamente la frontiera della Birmania per raggiungere la Tailandia. La ragazza è finita nelle mani di una gang, mentre A Hong, nel tentativo di riscattarla, deruba turisti cinesi e vende anfetamine ai criminali. Una anomala gangster story dove tutto ruota intorno al denaro.

Ruta de la luna
(Routhe on the Moon)
di Juan Sebastián Jácome

Tito, trentenne albino e introverso, deve percorrere mille chilometri attraverso l’America centrale per partecipare a un torneo di bowling.
Suo padre, malato e testardo, insiste per accompagnarlo e sostenerlo, per la prima volta dopo decenni. Durante il viaggio riscopriranno i motivi per cui sono rimasti lontani per così tanti anni.

Libri e nuvole
(Books and Clouds)
di Pier Paolo Giarolo

In un villaggio delle Ande Peruviane una bambina aspetta l’arrivo dei nuovi libri che una bibliotecaria trasporta sulle spalle camminando per le montagne, tra cielo e nuvole. Le Biblioteche Rurali del Perù sono formate da poche decine di libri che una volta letti vengono scambiati fra le comunità. I libri camminano come camminano le persone.

The Forgotten Kingdom
di Andrew Mudge

Atang lascia Johannesburg per tornare in Lesotho, nello sperduto villaggio dove è nato e dove ora deve seppellire suo padre. Qui ritrova Dineo, un’amica d’infanzia diventata ora una giovane insegnate. Con lei riscopre la mistica bellezza del paese e la durezza delle persone che ormai aveva dimenticato.

Mobile Home
di François Pirot

Dopo aver lasciato la ragazza e il lavoro, Simon torna al paese natale dove ritrova Julien, un amico d’infanzia. Insieme decidono di partire per un avventuroso viaggio on the road. Comprano un grande camper ma una serie di eventi li costringe a rinviare la partenza. Fermi sul posto, compiranno un viaggio senza spostamenti ma ricco di scoperte.

Little World
(Mon petit)
di Marcel Barrena

Albert ha diciannove anni e si muove in sedia a rotelle fin da bambino. Questo però non gli ha impedito di realizzare il suo sogno: viaggiare per il mondo, senza soldi, senza accompagnatori, senza valigie. Ora è diretto dall’altra parte del mondo…

Rendez-vous à Kiruna
di Anna Novion

Ernest, architetto francese di successo, riceve una telefonata che lo spinge a intraprendere un lungo viaggio fino a Kiruna, in Svezia, dove dovrà identificare il corpo di suo figlio, che non ha mai conosciuto. Durante il viaggio l’incontro con il giovane Magnus farà vacillare le sue certezze e gli rivelerà una parte di sé che non conosceva.

Hiver nomade
(Winter Nomads)
di Manuel Von Stürler

Carol e Pascal partono per la loro lunga transumanza invernale: in quattro mesi dovranno percorrere 600 chilometri nella regione della Svizzera francese, accompagnati da tre asini, quattro cani e ottocento pecore, sfidando il freddo e il maltempo. Un viaggio nel cuore di un territorio attraversato da profonde trasformazioni.

Le novità di Detour Festival del Cinema di Viaggio

Detour. Festival del Cinema di Viaggio
Porto Astra (Padova)
15-20 ottobre 2013

L’edizione di quest’anno si presenta davvero molto ricca: quasi trenta i film presentati nei sei giorni di festival, con una nuova sezione, Viaggio in Italia, che si aggiunge al concorso internazionale, agli eventi speciali e all’omaggio all’autore. Ed è proprio la retrospettiva dedicata a Wes Anderson a renderci particolarmente orgogliosi. Si tratta infatti di uno dei registi contemporanei più amati dalla critica e dal pubblico, un cineasta visionario che in pochi anni ha realizzato opere meravigliose e personali, un cinema il suo popolato da personaggi indimenticabili entrati ormai nell’immaginario collettivo. Un’occasione davvero unica per poter vedere su grande schermo tutti i suoi film. Per la seconda volta Detour racconterà storie di viaggi, di scoperte, di esperienze. I percorsi saranno diversi e spesso distanti tra loro, a volte lineari, altre volte accidentati, ma a guidarci c’è sempre l’idea di esplorare i confini, per realizzare una sorta di catalogo personale dell’immaginario che il cinema ha costruito e continua a costruire intorno all’esperienza straordinaria che ogni viaggio porta con se.
Marco Segato – Direttore Artistico

 Si è chiuso a giugno con successo il bando per partecipare al Concorso Internazionale. Anche quest’anno ha confermato una grande attenzione e adesione al festival: tanti i film iscritti provenienti da ventisette paesi diversi. La selezione ufficiale sarà comunicata a settembre.

Detour aprirà con un evento davvero speciale: l’anteprima assoluta di River Water, film documentariodi Paolo Muran e Nicola Pittarello, che racconta lo straordinario viaggio Giacomo De Stefano e il suo progetto Man on the River. Dopo aver passato vari anni a lavorare come architetto e project manager, Giacomo reinventa la sua vita intraprendendo un viaggio di 5200 km da Londra a Istanbul, con una piccola barca a remi e vela, attraversando i fiumi dell’Europa e passando per 15 paesi nell’arco di due anni. Man on the River è un viaggio slow e sostenibile, una riscoperta e un ritorno alle radici primordiali dell’uomo dove i fiumi erano considerati fonte di energia e vita. Un’avventura eccezionale ed un invito alla società dei consumi ad una decrescita felice attraverso un armonioso rapporto con la natura. Come racconta Giacomo: un viaggio alla ricerca di un nuovo concetto di mondo, di economia, di relazioni umane,un nuovo modo di toccare questa terra con gentilezze a leggerezza.

L’Omaggio all’autore è dedicato a Wes Anderson, uno dei più acclamati cineasti contemporanei. Non un semplice omaggio ma una retrospettiva completa, la prima in Italia, con tutti i suoi film, a cominciare dai primi due lungometraggi inediti per le sale italiane Bottle Rocket (Un colpo da dilettanti, 1996) e Rushmore (1998). I suoi film, ricchi di invenzioni stilistiche hanno di fatto reinventato il genere della commedia con risvolti surreali e malinconici. I personaggi, affidati a un gruppo di attori che spesso ritornano da un’opera all’altra (Owen e Luke Wilson, Bill Murray, Jason Schwartzman), compongono un universo umano eccentrico e stralunato. Sono degli outsider e dei sognatori, fragili e inadeguati, in perenne conflitto con nuclei famigliari sui generis e con le regole imposte dalla società. Ed è attraverso il viaggio che questi antieroi cercano di inseguire i loro desideri e risolvere i propri conflitti. E non importa che l’obiettivo sia preciso (l’India ne Il treno per il Darjeeling; lo squalo giaguaro ne Le avventure acquatiche di Steve Zissou) o meno (la fuga dei protagonisti del recente Moonrise Kingdom,), il viaggio li aiuterà a raggiungere una nuova consapevolezza. Dopo i primi due film la conferma internazionale per Anderson arriva con il successo de I Tenenbaum (The Royal Tenenbaums, 2001), film che racconta le vicende di una bizzarra famiglia benestante dall’alta borghesia americana. Il suo stile creativo e surreale si conferma ne Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou (The Life Aquatic with Steve Zissou, 2004), un ricercatore/documentarista interpretato da Bill Murray, alle prese con un esilarante spedizione alla caccia dello squalo giaguaro. Nel 2007 presenta al Festival di Venezia, Il Treno per il Darjeeling (The Darjeeling Limited,2007) un road movie di tre fratelli a bordo di un coloritissimo treno indiano, arrivando dopo due anni a realizzare il suo primo film di animazione in stop motion Fantastic Mr. Fox (2009). L’ultimo lavoro del regista ha aperto il Festival di Cannes nel 2012, Moonrise Kingdom, una romantica fuga d’amore di Sam e Suzy, due adolescenti alle prese con un mondo di adulti immaturi ed egoisti.

 Il festival ospiterà fuori concorso film importanti di autori riconosciuti, sempre legati al tema del viaggio, tra questi il recente The We and the I (2012) di Michel Gondry, e il cult Lo Spaventapasseri ((Scarecrow, 1973) di Jerry Schatzberg, road movie con Al Pacino e Gene Hackman vincitore del Grand Prix al Festival di Cannes nel 1973.

Il cinema italiano avrà una sezione interamente dedicata dal titolo Viaggio in Italia, dove troveranno spazio sia film del passato che film più recenti, sia di fiction che documentari. Sarà l’occasione per incontrare i cineasti italiani e riflettere con loro e con i loro film sul nostro paese. A tenere a battesimo questa nuova sezione sarà proprio il film Viaggio in Italia (1954) di Roberto Rossellini, restaurato e presentato lo scorso anno a Cannes. Il film racconta il viaggio di una coppia inglese che ritrova, a contatto col Sud Italia, una speranza di comprensione reciproca per uscire dalla noia e dalla solitudine.

In attesa del festival Detour proporrà a settembre tre giornate (18-20 settembre) di eventi al Superflash Store di Padova. Di grande interesse l’incontro curato da Touring Club Italiano con Silvestro Serra e Giuseppe Cederna sul ruolo dell’immaginario cinematografico nel successo turistico di un luogo. A chiudere i tre giorni una maratona di lettura con On the Road di Jack Kerouak e Booksharing.


Fausto De Stefani a Lezioni di Viaggio. Venerdì 14 giugno ore 17.00

In collaborazione con MONTURA -Tasci Srl
Venerdì 14 giugno, ore 17.00, Sala Paladin, Palazzo Moroni Padova.
Fausto De Stefani è uno dei più importanti alpinisti italiani. Le sue spedizioni si mettono in evidenza soprattutto per l’essenzialità dell’attrezzatura e per l’attenzione che rivolgono ai temi ambientali, è tra i pochi al mondo ad aver scalato senza ossigeno le 14 montagne più alte della terra. Sempre in prima linea, anche nelle manifestazioni di denuncia del disprezzo ambientale, è tra i fondatori dell’associazione internazionale Mountain Wilderness.
Da dieci anni si dedica con grande energia alla realizzazione di progetti umanitari in Nepal, promuovendone lo sviluppo culturale, con la fondazione della Rarahil Memorial School un complesso di scuole primarie e secondarie attualmente frequentate da oltre 1.000 fra bambini e ragazzi poveri e di un poliambulatorio destinato all’intero villaggio di Kirtipur, all’avanguardia dal punto di vista sanitario.

Tutti noi siamo il risultato delle esperienze della nostra vita. Tutti noi siamo depositari di una storia che è iniziata quando siamo nati e che ora vive e pulsa in noi.
La mia è una storia di viaggi, di incontri. Il primo, e forse il più importante, risale all’infanzia, con un vagabondo/libero pensatore di nome Mandelo. Quest’uomo, povero e solitario, girava di cascina in cascina a raccontare ai bambini favole e meravigliose storie di viaggio. Con lui ho cominciato il mio viaggiare, a vedere con la fantasia mondi, montagne, ghiacciai.
Grazie a lui, la curiosità del viaggio e della conoscenza sono entrate in me portandomi, successivamente nel mondo, alla ricerca di cime da scalare, silenzi da ascoltare e spazi da respirare.
Ho incontrato popoli e genti la cui esistenza di dignitosa bellezza, malgrado la povertà e la durezza estrema imposta dalle altitudini, mi ha fatto alzare ancora di più lo sguardo fino ad approdare a nuove dimensioni. E’ inutile andare lontano con le proprie gambe, se non si è capaci di andare lontano con lo spirito.
Questa, forse, è la lezione più importante che ho imparato, e che mi ha portato a dedicarmi proprio a loro – “al mondo offeso“ – con l’urgenza sempre più forte di offrirgli una possibilità di riscatto sociale. Così è nata in Nepal, la Rarahil Memorial School di Kirtipur. Inizialmente era solo una scuola, ma nell’arco di dieci anni è diventato un complesso molto articolato che ospita circa un migliaio di bambini e ragazzi poveri, per il ciclo completo di studi a cui, recentemente, si è affiancato un ambulatorio medico per l’intera comunità.
A chi mi chiede, e succede spesso, se sono soddisfatto di quello che ho fatto fino adesso, rispondo no. O almeno non del tutto, non ancora. La scuola richiede ancora molto lavoro e un impegno costante per reperire le risorse necessarie al mantenimento delle strutture. Ma il viaggio continua e in questo mondo le cose possono cambiare, allora perché fermarsi?

Fausto De Stefani

Piazza dell’Artigianato 0

Giovedì 23 maggio è stata inaugurata Piazza dell’Artigianato 0, una nuova piazza di Villa del Conte, un progetto realizzato da 4 collettivi: Aspramente, Ninanò, Orizzontale, Publink, in collaborazione con Francesco Careri (Stalker).

Il progetto è lo step conclusivo del progetto Green Industrial Space che gode del contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo tramite il bando “Culturalmente” e della collaborazione e patrocinio del Comune di Villa del Conte e di Lago spa.

Scultura realizzata con materiali di scarto offerti dalle aziende della zona industriale.
La scultura costituirà un nuovo spazio funzionale sia alle aziende – che potranno organizzare meeting, conferenze o riunioni – sia alle persone che sosteranno nella nuova piazza.
Infatti, la scultura abitabile funge da piattaforma per qualsiasi tipo di attività, dal relax al gioco, e in questo modo rimane attiva per chiunque la voglia utilizzare.
La scultura è collocata all’interno di un giardino edibile autosufficiente. Il giardino è costituito da piccoli alberi da frutto e arbusti organizzati secondo le regole della permacultura. L’operazione permette di rileggere la vegetazione, non solo come ornamento, ma anche prodotto da consumare e autosufficiente.

Palafrutta: é una scultura interattiva che, posizionata attorno agli alberi da frutto, permette alle persone di poter raccogliere più agevolmente la frutta dall’albero. L’azione del cogliere la frutta, ormai quasi dimenticata, viene riscoperta grazie alla scultura, che permette di avvicinarsi alla natura per osservarla, conoscerla, e rispettarla.

Face to face: è una panchina che permette alle persone di sdraiarsi e trovarsi faccia a faccia. Avendo dimensioni maggiori di una seduta normale, permette di sedersi in posizioni comode, senza perdere la possibilità di poter guardare l’altra persona negli occhi. Bipanca favorisce l’interazione ampliando le possibilità di condivisione nello spazio pubblico.

Selezionatori di visioni: selezionano scorci suggestivi del paesaggio, visibili al loro interno. L’idea è di offrire al pubblico una rilettura dello spazio, mettendo in evidenza dettagli inattesi. Inserendo la testa nell’incavo, si ha una sensazione di straniamento che favorisce la contemplazione, per effetto dell’isolamento della visione e del suono. I selezionatori di visione possono essere singoli o posti ad altezze multiple, per permettere la visione a più persone contemporaneamente.

Piazza dell’artigianato 0

Nasce a Villa del Conte “Piazza dell’Artigianato 0”, progetto di riqualificazione dell’area verde della zona industriale attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.

Giovedì 23 maggio alle 18.30 verrà ufficialmente inaugurata, alla presenza del Sindaco di Villa del Conte,“Piazza dell’Artigianato 0”, step conclusivo del progetto “Green Industrial Space” che gode del contributo dellaFondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo tramite il bando “Culturalmente” e della collaborazione e patrocinio del Comune di Villa del Conte e di Lago spa

Secondo una normativa comune, le zone verdi sono incluse nella progettazione dei siti industriali, e non essendo purtroppo caratterizzate da arredi, sono spesso sotto utilizzate, se non completamente lasciate a loro stesse. La volontà di Aspramente, NINANÒ, Orizzontale e Publink, i quatto collettivi artistici che sono stati selezionati per il progetto e che hanno partecipato al workshop condotto da Francesco Careri – Stalker, è invece quella di costruire un luogo dove la comunità locale possa riscoprire una sorta di ritualità aggregativa includendo le aree verdi industriali abbandonate all’interno della città.

Piazza dell’artigianato 0 sarà costruita attraverso due azioni fondamentali: quella del “piantare” e quella del “costruire”. Dal 20 al 23 maggio, gli artisti saranno fisicamente e visivamente presenti sul territorio, attraverso un cantiere/campeggio nelle aree verdi del polo industriale, che lavorerà 24 ore su 24, alla costruzione della piazza attraverso una serie di azioni di piantumazione e costruzione in cui si cercherà di coinvolgere sia la comunità che le aziende.

La progettazione di Piazza dell’Artigianato 0 prevede la realizzazione di sculture che impiegano l’utilizzo di materiali di scarto offerti dalle aziende del distretto industriale, e un giardino edibile autosufficiente realizzato secondo le regole della permacultura.
Nell’area verde della zona industriale verrà, infatti, creato un ”modulo piazza 1”, volendo esportabile, costituto da una una scultura abitabile che prevede dei tavoli e delle sedute sopra ad un pavimento di assi di legno avvitate, realizzata con materiali di scarto. Essa fungerà da piattaforma per qualsiasi tipo di attività, dal relax al gioco, divenendo in questo modo anche un nuovo spazio funzionale per le aziende del territorio che potranno organizzare meeting, conferenze o riunioni all’aperto.

Attorno ad essa verrà piantato un “giardino edibile” composto da alberi da frutto. Il giardino è progettato in un’ottica di mimesi dei sistemi naturali. Cercando di riprodurre l’equilibrio ecologico tipico forestale, la composizione sarà diversificata attraverso l’avvicendarsi di specie e varietà utili a ricreare un micro-ecosistema naturale. Verranno selezionate oltre a varietà di alberi da frutto resistenti, altre specie vegetali che si rivelano utili per la lotta biologica contro i parassiti, per il controllo delle infestanti, insettarie e azotofissatrici.

La piazza così creata sarà ulteriormente arricchita con ulteriori istallazioni (modulo piazza 2) in modo da incentivare ulteriormente la fruizione della stessa.
Palafrutta
é una scultura interattiva che, posizionata attorno agli alberi da frutto, permette di avvicinarsi alla natura per osservarla, conoscerla, e rispettarla.
La riscoperta degli scorci suggestivi del paesaggio è affidata ai “selezionatori di visione”. Inserendo la testa nell’incavo, essi creano una sensazione di straniamento che favorisce la contemplazione, per effetto dell’isolamento della visione e del suono. I selezionatori di visione saranno singoli oppure posti ad altezze multiple, per permettere la visione a più persone contemporaneamente.
Face to face: è una panchina che permette alle persone di sdraiarsi e trovarsi faccia a faccia, una Bipanca che favorisce l’interazione ampliando le possibilità di condivisione nello spazio pubblico.
La campagna “Adotta un albero” promossa dagli stessi artisti, infine, mirerà al coinvolgimento attivo dei lavoratori delle aziende e dell’intera comunità di Villa del Conte attraverso associazioni, scuole e singoli individui. Chiunque o desideri avrà la possibilità di accudire lo sviluppo di ogni singola pianta in modo che il frutteto possa crescere rigoglioso.
Piazza dell’artigianato 0 si pone, dunque, come terreno di prova per una riflessione sulla trasformazione urbana finalizzata alla ‘riaffezione’ degli spazi verdi collettivi, attraverso il cambiamento del luogo e tramite il suo utilizzo, producendo un cambiamento delle relazioni sociali tra coloro che a Villa del Conte vivono e lavorano.

Leggi il progetto

Giacomo De Stefano a Lezioni di Viaggio

Giovedì 16 maggio, ore 17.00, sala ottagona del Caffè Pedrocchi, secondo incontro di Lezioni di Viaggio

Giacomo De Stefano dopo aver lavorato molti anni come ricercatore e documentarista ha deciso di compiere un viaggio a impatto zero su una barca a vela.
Man on The River 5400 km attraverso le “strade liquide d’Europa”
Sulla scia della sua barca ha provato a tracciare anche la via per un nuovo mondo, la strada per nuove opportunità economiche, una forma di turismo maggiormente rispettoso e sostenibile, riportando la voce di chi è riuscito a creare molto con poco, a generare economia e valore lavorando con la natura e non contro di essa, dimostrando che non solo si può viaggiare con poco e rispettare la natura, ma che questa forma di turismo è immensamente più ricca di emozioni e soddisfazioni. Man on the River è stato un viaggio attraverso il cuore dell’Europa, sulle autostrade liquide che sono vita, da sempre; un cuore verde che cerca di sostituirsi ad un cuore nero e disattento. Forse malato. Cambiare si può!

Francesco Careri inaugura Lezioni di Viaggio

Lezioni di Viaggio è un ciclo di incontri che ci accompagnerà fino a Detour. Festival del Cinema di Viaggio, nel segno di una riflessione che bene esprimono le parole di Bruce Chatwin: “il viaggio non soltanto allarga la mente: dà forma”.
Viaggiatori di diverso tipo ci faranno scoprire le varie sfacettature del viaggio, da chi lo compie attraverso l’arte a chi ne fa un modello di vita sostenibile o a chi vuole promuovere un turismo consapevole.

Francesco Careri aprirà questi incontri 19 aprile 2013 alle ore 17.30 al Caffè Pedrocchi.
Per l’occasione presenterà il suo libro Walkscapes. Camminare come pratica estetica.
Il libro attraversa diversi momenti della storia dell’uomo che cammina. L’atto di attraversare lo spazio nasce dal bisogno naturale di muoversi per reperire il cibo e le informazioni necessarie alla propria sopravvivenza. Ma una volta soddisfatte le esigenze primarie il camminare si è trasformato in forma simbolica che ha permesso all’uomo di abitare il mondo. Modificando i significati dello spazio attraversato, il percorso è stato la prima azione estetica che ha penetrato i territori del caos costruendovi un nuovo ordine sul quale si è sviluppata l’architettura degli oggetti situati. Il camminare è un’arte che porta in grembo il menhir, la scultura, l’architettura e il paesaggio. Da questa semplice azione si sono sviluppate le più importanti relazioni che l’uomo intesse con il territorio.

È in questa prospettiva che sono stati approfonditi tre importanti momenti di passaggio della storia dell’arte – tutti assolutamente noti agli storici – che hanno avuto come punto di svolta un’esperienza legata al camminare. Si tratta dei passaggi dal dadaismo al surrealismo (1921-24), dall’Internazionale Lettrista all’Internazionale Situazionista (1956-57) e dal minimalismo alla land art (1966-67). Analizzando questi episodi si ottiene simultaneamente una storia della città percorsa che va dalla città banale di Dada alla città entropica di Smithson, passando per la città inconscia e onirica dei surrealisti e per quella ludica e nomade dei situazionisti. Quella che viene scoperta dalle erranze degli artisti è una città liquida, un liquido amniotico dove si formano spontaneamente gli spazi dell’altrove, un arcipelago urbano da navigare andando alla deriva. Una città in cui gli spazi dello stare sono le isole del grande mare formato dallo spazio dell’andare.

Francesco Careri (1966) è architetto e dal 2005 è Ricercatore Universitario presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre. Dal 1995 è membro fondatore del laboratorio di Arte Urbana Stalker Osservatorio Nomade, con cui sperimenta metodologie di intervento creativo nella città multiculturale e dell’abitare informale a Roma, prima con azioni di arte pubblica al Campo Boario, in seguito a Corviale con studi e progetti sulle microtrasformazioni operate dagli abitanti, attualmente nella città dei Rom, tra baraccopoli, campi attrezzati e auto recupero di spazi occupati. Dal 2006 è titolare del Corso di Arti Civiche della Facoltà di Architettura di Roma Tre, un corso opzionale a struttura peripatetica che si svolge interamente camminando analizzando e interagendo in situ con i fenomeni urbani emergenti. Dal 2012 è Direttore del Master Arti Architettura Città, ed è coordinatore del Master PIMC – Politiche dell’Incontro e Mediazione Culturale. Tra le sue pubblicazioni: Constant. New Babylon, una città nomade, Testo & Immagine, Torino 2001e Walkscapes. El andar como pràctica estética / Walking as an aesthetic practice, Editorial Gustavo Gili, Barcellona 2002, trad.it. Walkscapes. Camminare come pratica estetica, Einaudi, Torino 2006.

Detour. Festival del Cinema di Viaggio 2013

Detour. Festival del Cinema di Viaggio
Padova, 15-20 ottobre 2013

Le novità della seconda edizione di Detour. Festival del Cinema di Viaggio

Con Detour abbiamo ideato un festival dove il cinema e il viaggio si fondono e si incontrano in modi imprevedibili e sempre nuovi. Se la prima edizione ha segnato il percorso, con la seconda si amplieranno gli orizzonti verso nuove direzioni, soprattutto verso tutti quegli autori che affollano con le loro opere i grandi festival internazionali ma che quasi mai raggiungono le nostre sale e i nostri palinsesti.
Saranno cinque giorni densi non solo di film, ma anche di incontri, workshop e altri eventi per vivere un’esperienza unica. Per chi ci seguirà, l’idea di viaggiare al cinema, con il cinema, non potrà essere più concreta.

Marco Segato – direttore artistico del festival

Dopo il successo della prima edizione di DETOUR festival del cinema di viaggio ecco alcune anticipazioni della nuova edizione che si svolgerà sempre a Padova dal 15 al 20 ottobre 2013.

Il Concorso Internazionale, come lo scorso anno, presenterà, in un’unica sezione, lungometraggi di finzione e documentari, legati al tema del viaggio, film che hanno partecipato a festival in Italia e all’estero, ma che non hanno ancora avuto una distribuzione ufficiale nelle sale italiane.
È ufficialmente aperto il bando di concorso che scade l’8 giugno 2013, tutte le informazioni sono disponibili sul sito: www.detourfilmfestival.com.
Tre i premi del festival: Premio Miglior film, Premio Speciale della Giuria e Premio del Pubblico. Quest’anno il Premio Miglior film sarà sponsorizzato da Trivellato Spa per l’ammontare di 3.000 euro.

Tante le novità di questa seconda edizione, a cominciare dall’omaggio a Wes Anderson, il giovane regista americano molto amato da pubblico e critica, che ci ha regalato opere straordinarie come I Tenenbaum, Le avventure acquatiche di Steve Zissou, fino al recente Moonrise Kingdom. Un cinema, quello di Anderson, dove i personaggi sono spesso in fuga da un mondo le cui regole sono troppo strette. Fughe improvvise, romantiche, esistenziali, spesso a segnare la distanza da famiglie troppo opprimenti, da una società troppo rigida che ha smarrito il piacere della fantasia.

Viaggio in Italia sarà invece la nuova sezione che ospiterà film italiani che hanno raccontato e tutt’ora raccontano il nostro paese. Un’occasione per rivedere le opere di grandi cineasti del passato e al tempo stesso scoprire i film di registi esordienti. Sarà proprio Viaggio in Italia di Roberto Rossellini, restaurato dalla Cineteca di Bologna e presentato lo scorso anno a Cannes a tenere a battesimo questa nuova sezione.

Il programma del Festival si arricchisce inoltre delle importanti collaborazioni di Touring Club Italiano, Scuola del Viaggio e ParalleloZero, grazie alle quali verranno organizzati incontri e workshop.

Infine, in attesa del festival, prende avvio ad aprile un nuovo ciclo di incontri, Lezioni di Viaggio, che ci accompagneranno fino all’inizio di Detour, nel segno di una riflessione che bene esprimono le parole di Bruce Chatwin: “il viaggio non soltanto allarga la mente: dà forma”.
Tra i protagonisti di Lezioni di Viaggio: Francesco Careri fondatore del collettivo Stalker, artista e scrittore del libro Walkscapes. Camminare come pratica estetica, sostenitore del camminare come atto necessario per interpretare il paesaggio che ci circonda; Giacomo De Stefano protagonista di uno straordinario viaggio di 5.400 chilometri su una barca a remi da Londra a Instanbul, mosso dalla volontà di ridare centralità alla natura e renderci consapevoli della sua ricchezza; Touring Club Italiano istituzione da anni impegnata a promuovere il concetto di turismo sostenibile, inteso come incontro, viaggio responsabile, consapevole e rispettoso.
Potete trovare il calendario sul sito del Festival: www.detourfilmfestival.com

Nel contesto attuale di crisi delle sovvenzioni pubbliche e di forte ridimensionamento dei finanziamenti privati vorrei ribadire l’importante ruolo di crescita culturale dei festival, il loro essere un’occasione di confronto con esperienze diverse e lontane, la loro potenzialità di creare dei riti e delle relazioni sociali complesse, ma soprattutto la capacità di creare un indotto economico, di richiamare risorse e produrre valori. Per questo ringrazio i nostri partner che credono nei progetti culturali e nel loro effetto moltiplicatore.
Silvia Ferri de Lazara – direttore organizzativo del festival

Detour è curato da fondazione march diretto dal regista Marco Segato e presieduto da Francesco Bonsembiante. Main partner del progetto è il gruppo Trivellato (dealer Mercedes-Benz). Main sponsor sono Superflash, MasterCard, Cassa di Risparmio del Veneto (Gruppo Intesa Sanpaolo). La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo contribuisce all’iniziativa. Detour si avvale del patrocinio e della collaborazione delle Istituzioni come il Comune di Padova, la Regione del Veneto, la Provincia di Padova, l’Università degli Studi di Padova e il Consorzio DMO.

5 x mille a fondazione march

Il 5 x mille è una grande opportunità per sostenere la cultura!

Se anche tu vuoi sostenere l’arte contemporanea dona il tuo 5 x mille a fondazione march.

Nello spazio dedicato alla scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF presente nella tua dichiarazione dei redditi, scrivi il codice fiscale della Fondazione e fai la tua firma.

Il codice fiscale di fondazione march è 92196230285.

La casella corretta dove scrivere il nostro codice fiscale è quella dedicata al “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art.10, c.1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1977”.

Tutto questo non ti costa niente, perché il 5 x mille è una parte dei contributi che devi allo Stato e che lo Stato ha stabilito ad enti e associazioni che si distinguono per la loro attività nei confronti della cultura e del sociale.

Publink al workshop Green Industrial Space

I Publink parteciperanno al workshop Green Industrial Space che si terrà nelle giornate del 17, 18 e 19 aprile. Saranno guidati dal collettivo Stalker ed entreranno in contatto con la realtà sociale ed industriale di Villa del Conte.

Publink
Publink è formato da Roberta Bruzzechesse, Maddalena Vantaggi e Maria Zanchi ed è un gruppo artistico nato nel 2007 con l’obiettivo di indagare le potenzialità del linguaggio dell’arte, esplorando i limiti tra lo spazio pubblico e privato, tra collettività e individuo, nel quotidiano. Publink crede nell’utilità dell’arte, infatti le sue opere hanno una utilità pratica per il pubblico che le utilizza. I progetti vengono quindi vissuti come servizi, attivando una serie di riflessioni sul nostro vivere contemporaneo e sullo statuto dell’arte.
Alcune voci che compaiono nel loro manifesto sono: spazio pubblico, inteso come bacino di potenzialità socialmente condivise, rimaste sino ad ora nascoste nelle abitudini generate dalla quotidianità contemporanea; fruitore, l’individuo che trova nell’opera una possibile risposta ad un’esigenza; utilità, interagendo con l’opera il fruitore diviene attore responsabile di una possibile trasformazione sociale; sostenibilità, la stretta collaborazione con i cittadini e le istituzioni locali incentiva le potenzialità del territorio e della comunità stessa necessarie a rendere l’opera auto.
I Publink sono impegnati nella progettazione di alcuni lavori interessanti che simboleggiano l’importanza delle potenzialità produttive della cooperazione, del comune rispetto per l’ambiente e di riscoperta e rilettura del tessuto urbano.

Cassonetti RCA, progetto “Rifiuto con Affetto“, Ravenna, 2007.

 

 

Cassonetti RCA, progetto “Rifiuto con Affetto“, Bergamo, 2007.

Ninanò al workshop Green Industrial Space

Ninanò Officina Laboratorio parteciperàanno al workshop Green Industrial Space che si terrà il 17, 18 e 19 aprile. Sarà guidato dal collettivo Stalker ed entrerà in contatto con la realtà sociale e industriale di Villa del Conte.

Ninanò

NINANÒ è uno spazio sperimentale a Roma, fondato da Fabio Pennacchia e Ciro Natalizio Paduano, ospita e realizza progetti di arte, fotografia, architettura, teatro e artigianato.
NINANÒ mette a disposizione il suo spazio per promuovere la condivisione di competenze professionali rivolte alla costruzione fisica delle idee attraverso l’ingegno e la pratica
Un’officina-laboratorio che propone lo scambio di saperi e materiali, aperta a chi sente il bisogno di lavorare ai propri progetti in uno spazio condiviso.
NINANÒ crede nell’artista e nell’artigiano, si occupa di ideazione, progettazione e produzione di scenografie, allestimenti di mostre, collabora con collettivi di auto-costruzione, architetti, artisti e propone workshop.

NINANÒ  è composto da: Fabio Pennacchia, Ciro Natalizio Paduano, Luigi Greco e Fabio Rebolini.

 Cultural Farm, Butera, Caltanissetta (CL).

DettoFatto

 

 

 

“Pollaio Mobile. LA POLLO”, che è insieme serra e set di sedute da giardino componibili, © DettoFatto / Studiodeda, Cultural Farm, Butera, Caltanissetta (CL).

 

Orizzontale al workshop Green Industrial Space

Gli Orizzontale parteciperanno al workshop “Green Industrial Space” che si terrà il 17, 18 e 19 aprile. Saranno guidati dal collettivo Stalker ed entreranno in contatto con la realtà sociale ed industriale di Villa del Conte.

Orizzontale
Orizzontale è un collettivo di architetti con base a Roma il cui principale oggetto di interesse è costituito dai processi di riattivazione degli scarti urbani. A partire dall’intercettazione di luoghi, idee ed oggetti espulsi dal ciclo (ri)produttivo della metropoli, Orizzontale attiva processi collaborativi in forma di performance o installazioni, “atti pubblici” durante i quali i residui materiali e immateriali si restituiscono mutualmente senso.

A partire dal 2010 Orizzontale ha promosso progetti di autocostruzione di spazi pubblici relazionali, dando forma ad immagini di città dismesse o inedite. Questi progetti sono stati terreno di sperimentazione per nuove forme di interazione tra gli abitanti e i beni comuni urbani, e al tempo stesso occasione per mettere alla prova i limiti del processo di creazione architettonica.

Gondwana“, installazione architettonica componibile in palco, spalti e infrastruttura per l’uso quotidiano, realizzata all’interno del Festival di architettura Festarch.lab 2012 di Terni.

 

UP“, scala realizzata, con materiali di recupero, all’interno dell’Ecoweek 2012 insieme a Osa Architettura e Paesaggio, LUS -Living Urban Scape e con la collaborazione di una ventina di studenti stranieri.

 

Aspra.mente al workshop Green Industrial Space

Gli Aspra.mente parteciperanno al workshop “Green Industrial Space” che si terrà il 17, 18 e 19 aprile. Saranno guidati dal collettivo Stalker ed entreranno in contatto con la realtà sociale ed industriale di Villa del Conte.

Aspra.mente
Aspra.mente è formato da Eva Cenghiaro, Giulia Gabrielli, Gabriella Guida e Alessandra Saviotti. Nasce intorno all’idea del “work in progress” inteso come ideazione di progetti interdisciplinari che si sviluppano nel tempo attraverso l’apporto fondamentale di altri individui. Il lavoro che ne scaturisce è spesso frutto di una approfondita ricerca preliminare e la forma finale non è determinata se non nel momento dell’esposizione al pubblico. La linea di lavoro è prevalentemente legata al contesto sociale e culturale del luogo in cui il progetto viene proposto cercando di coinvolgere direttamente il pubblico e cercando una sorta di responsabilizzazione collettiva che renda l’atto artistico il più partecipativo possibile. L’indagine artistica è rivolta al consumo del cibo come prodotto essenzialmente legato alla terra capace di generare progetti agri-culturali.
Aspra.mente individua la sua politica d’azione nell’agricoltura, nelle azioni di “Guerrilla Gardening”, e si realizza nella partecipazione del pubblico invitato ad interagire attraverso diversi supporti.

Performance al mercato, progetto “Veline d’artista“, Venezia, 2007.

 

 

 

Rivitalizzazione di un’aiuola pubblica, progetto “Kitchen Garden in Venice”, Eva Cenghiaro, 2008.

 

 

 

 

Stalker protagonisti del workshop Green Industrial Space

Francesco Careri e Lorenzo Romito del noto collettivo Stalker nelle giornate del 17, 18 e 19 aprile nell’azienda Lago spa terranno un workshop con l’obiettivo di guidare un gruppo di giovani artisti nell’ideazione e progettazione di un intervento artistico che coinvolgerà le aree verdi, che rappresenterà anche nuovo passo del processo di trasformazione della zona industriale di Villa del Conte in un distretto industriale evoluto.

Gli Stalker sono un collettivo che dal 1995 compie ricerche e azioni sul territorio, con particolare attenzione alle realtà di margine, territori in abbandono e in trasfrmazione chiamati “Territori Attuali”. Dal 2002 Stalker promuove Osservatorio Nomade, una rete transdisciplinare di ricercatori – in grado di integrare competenze e linguaggi – che si configura attorno a un territorio di ricerca e azione operando attraverso le diverse espressioni che assume di volta in volta nei diversi progetti di ricerca, così come è avvenuto per Suilettidelfiume (2007), Campagnaromana (2006) e per Primaveraromana (2009-incorso), un progetto che si attiva con una serie di percorsi a piedi attraverso il territorio di Roma da cui prendono avvio azioni creative e collettive di uso e riappropriazione di spazi dismessi o critici in collaborazione con gli abitanti. La modalità di intervento proposta da Stalker è sperimentale, fondata su pratiche spaziali esplorative, di ascolto, relazionali, conviviali e di progettazione collaborativa, attivate da dispositivi di interazione creativa con l’ambiente investigato, con gli abitanti e con gli archivi della memoria. Tali pratiche e dispositivi sono finalizzati a catalizzare lo sviluppo di processi evolutivi auto-organizzanti, attraverso la tessitura di relazioni sociali ed ambientali, lì dove per abbandono o per indisponibilità sono venute a mancare.
Stalker ha esposto tra l’altro a:
International Architecture Biennale Rotterdam (2009), Milano Triennale (2008), Rome Art Quadriennale (2008)   Biennale di Venezia (2000, 2008) all’N.A.I. di Rotterdam (2006), all’Arc en reves di Bordeaux (2004), alla Biennale Europea Manifesta (Lublijana 2001).

Lorenzo Romito fondatore di Stalker (dal1995), della rete transnazionale Osservatorio Nomade (dal 2002) e di Common Design (2010). Laureato in Architettura presso l’Università la Sapienza di Roma (1997). Prix de Rome Architecte, presso l’Accademia di Francia, Villa Medicici (2000).
Ha insegnato allo IUAV di Venezia (2004-5) e presso il programma internazionale Urban Body dell’Università TU Delft (2006 – 2008). Ha tenuto conferenze, seminari e workshops in diverse università, centri studi e musei nel mondo, tra cui: Univ. of California, Berkley. Storefront for Art and Architecture, Cooper Union, Pratt, New York. Architectural Associacion, Bartlett, London. Oxford Brookes Univ. T.U. Delft. N.A.I. , Berlage, Rotterdam. UPC, Elisava, Barcelona. Kunsthalle, Basel. Biennale, Venice. Biennale, Istanbul. Documenta, Kassel, Triennale, Milano. Urban China, Beijing.

Ha pubblicato saggi ed articoli  tra cui: Campagna Romana, distanced and belongings in the “beyondcity”, Routledge, Oxford 2007. Netting the egnatia, dialogue with Marina Fokidis. in” Urban Ecology by K. Park/ICUE. MAP, Hong Kong 2005. Stalker and the big game of campo boario, with F. Careri, in architecture and partecipation, spoon press, London 2005. “Stalker” in “Suburban Discipline” edit by Peter Lang. Princeton Architectural Press, 1997, e molti altri a nome di Stalker, Osservatorio Nomade, Primaveraromana.

Francesco Careri (1966) è architetto e dal 2005 è Ricercatore Universitario presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre. Dal 1995 è membro fondatore del laboratorio di Arte Urbana Stalker Osservatorio Nomade, con cui sperimenta metodologie di intervento creativo nella città multiculturale e dell’abitare informale a Roma, prima con azioni di arte pubblica al Campo Boario, in seguito a Corviale con studi e progetti sulle microtrasformazioni operate dagli abitanti, attualmente nella città dei Rom, tra baraccopoli, campi attrezzati e auto recupero di spazi occupati. Dal 2006 è titolare del Corso di Arti Civiche della Facoltà di Architettura di Roma Tre, un corso opzionale a struttura peripatetica che si svolge interamente camminando analizzando e interagendo in situ con i fenomeni urbani emergenti. Dal 2012 è Direttore del Master Arti Architettura Città, ed è coordinatore del Master PIMC – Politiche dell’Incontro e Mediazione Culturale. Tra le sue pubblicazioni: Constant. New Babylon, una città nomade, Testo & Immagine, Torino 2001e Walkscapes. El andar como pràctica estética / Walking as an aesthetic practice, Editorial Gustavo Gili, Barcellona 2002, trad.it. Walkscapes. Camminare come pratica estetica, Einaudi, Torino 2006.

Green Industrial Space

Green Industrial Space è un progetto nato con l’intento di intervenire e riqualificare attraverso il linguaggio e le strategie dell’arte contemporanea le zone industriali, contribuendo così alla progettazione dell’identità visiva del contesto suburbano.
Il progetto ideato e curato da
fondazione march gode del contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo tramite il bando Culturalmente e della collaborazione e del patrocinio del Comune di Villa del Conte e di Lago spa.
Il progetto mira ad attivare processi di riflessione e trasformazione urbana proponendo una nuova decodificazione della realtà attraverso diverse azioni che potranno ricostruire relazioni all’interno di una zona e innescare scambi positivi con il resto della città.

Attivatori di questo processo di trasformazione saranno Francesco Careri e Lorenzo Romito del collettivo Stalker che guideranno dei giovani artisti a ideare un progetto per rivivere un’area verde della zona industriale di Villa del Conte.

Con Green Industrial Space si vuole fare un ulteriore passo avanti verso la trasformazione dell’area industriale di Villa del Conte in un distretto industriale evoluto, un luogo deputato al lavoro, ma anche alla partecipazione e condivisione del vissuto, attraverso la presa di coscienza dei fruitori dell’area industriale sui punti critici della zona e la proposta di strategie creative che possano diventare nuove abitudini e che stimolino le relazioni tra le aziende. Obiettivo principale di questo progetto è coinvolgere la popolazione e i lavoratori della zona per permettergli di riacquisire e rivivere degli spazi verdi altrimenti abbandonati e non considerati come bene della città.

Il progetto si svilupperà in quattro diverse fasi:
17-18-19 aprile 2013
: workshop “Spazi verdi industriali e Guerrillia Gardening”
a cura di Francesco Careri e Lorenzo Romito del collettivo Stalker

Un workshop di tre giornate tenuto dal noto collettivo di artisti Stalker, che da anni compie ricerche e azioni sul territorio, con particolare attenzione alle aree di margine, urbane e suburbane. Il workshop sarà rivolto a  giovani artisti (under 35), selezionati su invito.

6-8 maggio 2013: Giuria e progetto vincitore
Una giuria composta da: Silvia Ferri de Lazara, presidente e direttore di fondazione march, Chiara De Cristan, vice-direttore di fondazione march, Paolo Fontana, designer e proprietario di Signaletic srl, Francesco Careri e Lorenzo Romito del collettivo Stalker, selezionerà un progetto e un artista vincitore.

8- 23 maggio 2013: open studio
Il progetto vincitore potrà essere affinato ed esposto durante un momento di open studio che si terrà nell’Art Waiting Room dell’azienda Lago spa, con lo scopo di condividerlo con i cittadini, i lavoratori della zona in modo da raccogliere il contributo di tutti coloro che vorranno partecipare e lasciare un segno sul territorio. Lo studio sarà infatti aperto al pubblico e i passanti potranno conoscere il progetto e al tempo stesso collaborare per accrescerlo.

24 maggio 2013: performance collettiva progetto vincitore
La performance porterà alla riscoperta dell’area industriale e il coinvolgimento del pubblico in tutte le fasi del progetto. Permetterà di sviluppare nelle persone una sorta di responsabilizzazione sociale e culturale, trasformando la zona industriale in una vera propria comunità industriale.

Artisti

Stalker è un soggetto collettivo nato nel 1995, che compie ricerce e azioni sul territorio con particolare attenzione alle realtà di margine, territori in abbandono e in trasformazione chiamati “Territori Attuali”. Rappresentanti del gruppo saranno: Lorenzo Romito e Francesco Careri 

Artisti partecipanti al workshop:
Aspra.mente

Orizzontale

Fabio Pennacchia

Publink

Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo: ente di diritto privato senza scopo di lucro che opera per promuovere lo sviluppo sociale ed economico delle comunità delle province di Padova e Rovigo. Svolge due tipi di attività strettamente connesse: gestisce il proprio patrimonio per produrre reddito; promuove, sostiene e realizza progetti di utilità collettiva principalmente nei seguenti ambiti: ricerca scientifica, istruzione, arte e attività culturali, salute e ambiente, assistenza e tutela delle categorie deboli, sport e protezione civile. Gli stanziamenti previsti nel 2013 per l’arte e le attività culturali ammontano a 8,5 milioni di euro.

Lago spa. Nata come impresa artigianale, LAGO ha saputo ritagliarsi nel tempo una sua identità precisa diventando un marchio innovativo nel panorama del design italiano. Dal 2006, sotto la conduzione di Daniele Lago, fortemente orientata al design, l’azienda diventa una delle più interessanti rivelazioni degli ultimi anni. La visione allargata del design come disciplina che produca senso e non solo prodotti, in grado di innovare tutta la filiera, ha reso possibile l’affermazione di LAGO come azienda innovativa capace di proporre nuove visioni e nuovi modelli per l’abitare.  Più che prodotti l’azienda progetta alfabeti e chiama il fruitore ad utilizzarli, creando un design partecipativo, bottom-up, che si arricchisce delle energie che provengono dall’utente finale. Partecipazione, contaminazione e condivisione sono le parole chiave dell’azienda e da questo modo di intendere il design e la comunicazione sono nati il progetto Appartamento Lago che offre a chiunque la possibilità di diventare ambasciatore dell’azienda e Lagostudio, il laboratorio creativo dell’azienda che ospita ogni anno designer, architetti per creare i prodotti e le idee del futuro.

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François Truffaut | cinema è vita

Mercoledì 21 novembre, presso il cinema Lux di Padova, si terrà una giornata ad ingresso gratuito per omaggiare la memoria di François Truffaut, a cura di Franco Pavanello ed Enoch Battagin.

Critico cinematografico prima, cineasta tra i più rappresentativi del panorama europeo poi, Truffaut ha saputo trovare la propria collocazione all’interno della storia del cinema grazie alla sua capacità di narrare storie attraverso un linguaggio del tutto personale e al saper raccontare se stesso attraverso i propri film.
Un amore per il cinema che, inevitabilmente, si è riflesso in amore per la vita.

Antoine Doinel, sempre interpretato da Jean-Pierre Léaud e protagonista delle cinque pellicole che verranno proiettate durante questa giornata (4 lungometraggi ed un cortometraggio), è una sorta di alter ego del regista francese e il ciclo di film che lo ritraggono possono essere visti con un unico lavoro artistico che copre un lasso temporale di 20 anni, una specie di autobiografia cinematografica di Truffaut: in questo senso, la visione in serie delle pellicole, tutte nell’arco di una stessa giornata, vuole sottolineare questo aspetto.
Un’occasione unica sia per chi già conosce il regista francese, sia per chi ancora non si fosse confrontato con le sue opere: da un lato la rara possibilità di rivedere in sala alcuni dei suoi lavori più apprezzati, dall’altro la giusta occasione per avvicinarsi al suo cinema.

Programma della giornata:

ore 11.00
Il regista dello schermo accanto
(intervista tv del 1959, inedita in Europa, da “Il ragazzo salvato”, dinDodo 2009, a cura di Mario Serenellini)

Tavola rotonda con:

Enoch Battagin
Ezio Leoni
Cristina Menegolli
Mario Serenellini
Giorgio Tinazzi

ore 12.30 Rinfresco

ore 14.15 | I quattrocento colpi
ore 16.15 | Antoine e Colette
ore 16.45 | Baci rubati
ore 18.30 | Domicilio coniugale
ore 20.30 | L’amore fugge
ore 22.20 | Il cinema che migliora la vita
(intervista tv del 1971, inedita in Europa, da “Il ragazzo salvato”)

I film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.

In collaborazione con:
circolo The Last Tycoon, Fondazione Cives, Radio-Canada

Per maggiori informazioni: enoch.battagin@gmail.com

I vincitori di Detour Film Festival

Il premio al Miglior film in concorso è stato assegnato dalla giuria ad Argentinian Lesson di Wojciech Staron, per la raffinata capacità di esprimere un cinema migrante nell’emozionante spontaneità dei giovani protagonisti, fra viaggi fisici e viaggi di formazione interiore, alla mobile frontiera fra documentario e cinema di finzione.

Il Premio Speciale della Giuria e il Premio del pubblico sono andati entrambi a Riding for Jesus di Sabrina Varani, un film che ci trascina in un’America profonda e grottesca in cerca di salvezza. Due vite perdute che trovano una redenzione. Una rivelazione finale forte e inaspettata. Una storia che racconta in modo personale il mondo sorprendente dei Bikers americani.

È stata conferita una Menzione speciale ad Alpi di Armin Linke, per il suo essere esperienza visiva insieme estraniante e magnetica, per la sua capacità di creare un viaggio intorno a un’idea geografica, la montagna alpina, che diventa un viaggio transnazionale, translinguistico, un viaggio fluido e condotto con la potenza di un raffinato cinema di osservazione.

Detour Party

Detour Party è la festa di inaugurazione di Detour. Festival Internazionale del Cinema di Viaggio, che si terrà presso la nuova sede di Trivellato S.p.A. in via Via Settima strada, 9 (Padova), giovedì 18 ottobre alle 19.00.
Per l’occasione, si esibirà in una speciale performance live Debora Petrina, definita da Blow Up come una fra le artiste più originali e deliziosamente visionarie di questi ultimi tempi. Petrina è l’unica cantautrice italiana che David Byrne abbia scelto per le sue radio playlist. In attesa dell’imminente uscita del suo prossimo album (con ospite lo stesso David Byrne, oltre a John Parish), e della sua partecipazione al Jazz Festival di Madrid, Petrina si presenta al pubblico del Detour Film Festival con Mirko Di Cataldo, chitarrista e bassista ormai con lei sui palchi da diversi anni, e Tommaso Cappellato, batterista e compositore ben noto al pubblico del jazz, e non solo.

La partecipazione a Detour Party è esclusivamente su invito.
Per richiedere l’invito scrivere a pr@fenicepr.it
La serata proseguirà al cinema PORTOastra con le prime proiezioni dei film del Festival.

 

Detour Film Festival | Eventi Speciali

 

Piazza Garibaldi
di Davide Ferrario
Documentario, Italia, 2011, HDcam, 100′
Il regista sarà presente in sala.
In viaggio sulle orme della spedizione dei Mille, Davide Ferrario prova a analizzare il rapporto tra passato e presente nel Bel Paese. È un percorso pieno di sorprese, incontri e riflessioni, un grande road movie attraverso la storia e la geografia del paese cercando di rispondere a una domanda assillante: perché noi italiani non riusciamo più a immaginarci un futuro?

 

Viaggio verso Agartha
(Children Who Chase Lost Voices)
di Makoto Shinkai
Animazione, Giappone, 2011, 116′
L’avventuroso viaggio di Asuna, accompagnata dal maestro Morisaki, attraverso il leggendario mondo sotterraneo di Agartha, una terra d’incanto dove sono custoditi i segreti del mondo, con la speranza di poter rivedere per l’ultima volta una persona cara. Miglior regia al Tokyo Anime Award 2012.

 

La rabbia giovane
(Badlands)
di Terrence Malick
Fiction, USA, 1973, 35mm, 94′
Evento in collaborazione con il British Film Institute.

L’indimenticabile esordio di Terrence Malick, uno dei più acclamati cineasti viventi. Il film racconta la storia di Holly, una quindicenne inquieta, e Kit, il suo ragazzo, un giovane spiantato. Quando il padre di Holly si oppone alla loro relazione, Kit lo uccide e i due fuggono insieme. Inseguiti dalla polizia, attraversano una terra sconfinata e desertica, lasciandosi alle spalle una scia sempre più lunga di crimini.

 

Padova incontra il cinema
Appuntamento in collaborazione con il Comune di Padova, un omaggio alle personalità di maggior rilievo legate al mondo del cinema e alla città.

Detour Film Festival | Incontri

FILM INDUCED TOURISM
Giovedì 18 ottobre, ore 9.30 | Cinema PORTOastra

La promozione di una destinazione turistica è stata per lo più affidata, in Italia e non solo, a strumenti classici – dalle pubblicità sui vari media ai cataloghi e brochure fino
alla partecipazione alle fiere di settore – il cui costo si è spesso rivelato eccessivo e non in grado di bilanciare efficacemente investimenti e risultati.
Oggi, nell’impossibilità per enti pubblici e molte realtà private di destinare ingenti somme alla realizzazione di ricche e articolate campagne di comunicazione, si impone la necessità di ricorrere a soluzioni meno onerose e dalle potenzialità forse ancora parzialmente inesplorate o inespresse.
Se il pensiero in questi casi va dritto verso la piattaforma online e quanto in essa è consentito sviluppare e lanciare, non vanno certo escluse altre aree di azione foriere di possibili significativi risultati.
Il film induced tourism, quella forma di vacanza e fruizione del territorio che nasce dagli stimoli al viaggio che uno spettatore può ricevere al cinema o guardando la televisione, è un canale che va sfruttato pianificando e gestendo iniziative volte a fare leva sulla realizzazione e distribuzione di film che hanno il proprio territorio come set, sfruttandoli come strumenti di promozione dello stesso.
Anche in un periodo di contrazione delle possibilità di spesa e di investimento, un’attenta comprensione del circolo virtuoso che può generarsi tra cinema, turismo e territorio può condurre ad attivare azioni di promozione in grado di assicurare un soddisfacente rapporto costi-benefici.

VIAGGIO IN ITALIA
Incontro con Davide Ferrario e Marco Paolini, coordina Giorgio Tinazzi.
Sabato 20 ottobre, ore 10.30 | Teatro Ruzante
La collaborazione tra Davide Ferrario e Marco Paolini, autore, regista e attore di teatro e cinema, noto al grande pubblico per Il racconto del Vajont e quale autore e interprete di narrazioni di forte impatto civile (tra cui i recenti Miserabili e Ausmerzen approdati in diretta televisiva su La7), comincia nel 2001 durante i primi “Appunti partigiani”, la manifestazione che si teneva ogni 25 aprile a Milano. Successivamente prosegue con la realizzazione di alcune trasposizioni video degli spettacoli teatrali di Paolini, tra cui I-TIGI a Gibellina – Racconto per Ustica registrato nella cornice unica del Cretto di Burri a Gibellina, e soprattutto con la creazione della serie di monologhi Teatro Civico per la trasmissione Report di RaiTre, girati nello scenario affascinante e metafisico del teatro abbandonato di Schio.
Entrambi viaggiatori per lavoro e per interesse, Ferrario e Paolini nei loro lavori attraversano il nostro paese con un’attenzione particolare al suo presente, al suo mutarsi e alla sua storia.
Accompagnati da Giorgio Tinazzi – studioso e professore di Storia del Cinema, autore di importanti volumi di critica e teoria del cinema – propongono a Detour un viaggio per parole, uno sguardo disincantato e ironico sull’Italia di oggi e di ieri.

 

 

 

Detour Film Festival | Omaggio a Werner Herzog

In questa prima edizione Detour. Festival Internazionale del Cinema di Viaggio rende omaggio al regista Werner Herzog, uno dei registi che nella sua opera ha meglio interpretato il senso del viaggio, superando le convenzioni ed esplorandone i limiti. Durante il Festival verranno proiettati alcuni dei suoi più noti documentari: Cave of Forgotten Dreams (2010), Into the Abyss (2011) e Encounter at the End of the World (2007).

Werner Herzog (Monaco, 1942) cresce in una piccola cittadina di montagna in Bavaria. Il suo primo lavoro Ercole (1962), un cortometraggio ispirato all’omonimo mito, risale al 1962, quando appena ventenne, ultimava gli studi liceali e lavorava di notte come saldatore in una acciaieria.
Nel 1968 presenta al Festival di Berlino il lungometraggio Segni di vita (1968), vincendo l’Orso d’Argento Speciale: è l’anno della svolta internazionale. Da quel momento la sua produzione, come scrittore e regista, cresce incredibilmente, annoverando oltre 40 pellicole, dal cortometraggio che considera uno strumento di grande forza comunicativa, al lungometraggio, al cinema documentario.
Tra i suoi lavori principali: Nosferatu, il principe della notte (1978), Fitzcarraldo (1982), Apocalisse nel deserto (1992), Invincibile (2001), Grizzly Man (2005) e i più recenti L’alba della libertà (2006), Incontri alla fine del mondo (2007), Il cattivo tenente – Ultima chiamata New Orleans (2009), My Son, My Son, What Have Ye Done (2009), La bohème (2009), Happy People: A Year in the Taiga (2010) in co-regia con Dmitry Vasyukov, Cave of Forgotten Dreams (2010), Old to the Dawn of Man (2011), Into the Abyss (2011) e On Death Row (2012).

Cave of Forgotten Dreams (2010)
Werner Herzog ottiene l’accesso esclusivo nelle grotte di Chauvet, nella Francia meridionale, in cui compie un viaggio alla scoperte delle più antiche creazioni pittoriche realizzate dall’uomo, circondato da uno stupendo scenario naturale. Il regista sfrutta la tecnologia 3D per andare in profondità di queste grotte, portandoci indietro nel tempo di oltre 30.000 anni.

Into the Abyss – A Tale of Death, a Tale of Life (2011)
Il film è ambientato in un carcere penitenziario americano e racconta la storia di due detenuti condannati a morte. Le conversazioni sono state filmate presso l’Unità Polunsky in Livingston/Texas e Huntsville/Texas e vede la partecipazione di Michael Perry, che fu giustiziato otto giorni dopo l’intervista, e Jason Burkett.

Encounter at the End of the World (2007)
Un migliaio di uomini e donne vivono insieme in Antartide, rischiando la vita per
la ricerca scientifica d’avanguardia. Ora, per la prima volta, un estraneo è ammesso
in questa comunità alla fine del mondo. Werner Herzog, accompagnato solo dal suo
cameraman, si reca nella comunità di McMurdo Station, il fulcro del programma
americano antartico, nel cuore di uno dei luoghi più remoti della terra. Nel corso del
suo viaggio, Herzog esamina l’uomo e la natura, giustapponendo le località mozzafiato
dell’Antartide alle esperienze profonde, surreali e spesso assurde di biologi marini,
fisici, idraulici, e camionisti che formano questa comunità unica.
Encounters at the End of the World è un’esplorazione di grande impatto visivo della
bellezza cruda di una terra di fuoco, ghiaccio e solitudine corrosiva.

Detour Film Festival | Premi e giuria del Concorso Internazionale

La Giuria del festival è composta da Enzo Monteleone presidente della giuria, Marco Bertozzi, Marco Mancassola, Andrea Occhipinti e Alessandra De Luca.

Enzo Monteleone
Enzo Monteleone comincia a occuparsi di cinema durante gli anni dell’università come direttore del Centro Universitario Cinematografico e del cineclub CinemaUno di Padova. Si trasferisce a Roma e nel 1986 viene realizzata la sua prima sceneggiatura: Hotel Colonial una co-produzione Italia-Usa con Robert Duvall, John Savage, Rachel Ward e Massimo Troisi. Inizia quindi una collaborazione con Gabriele Salvatores per il quale scrive quattro film: Kamikazen, Marrakech Express, Mediterraneo (Oscar 1992 come miglior film straniero) e Puerto Escondido, campione di incassi della stagione ‘92-’93. Come sceneggiatore ha lavorato con i più interessanti registi della nuova generazione: Mazzacurati, Piccioni, D’Alatri, Sciarra e Cristina Comencini. Prima di passare alla regia ha scritto la sceneggiatura del film Dispara! del regista spagnolo Carlos Saura, con Antonio Banderas e Francesca Neri. Nel 1994 esordisce nella regia con La vera vita di Antonio H. “Nastro d’Argento” ad Alessandro Haber come attore protagonista, cui seguono Ormai è fatta! (1999) “Grolla d’oro” a Stefano Accorsi e 4 Nominations ai “David di Donatello”, El Alamein – la linea del fuoco (2002) vincitore di 3 “David di Donatello”, 2 “Globi d’Oro”, 1 “Nastro d’Argento”. Nel 2004 dirige per la televisione Il tunnel della libertà un film in due parti con Kim Rossi Stuart premiato come miglior fiction dell’anno. Nel 2007 co-dirige con Alexis Sweet 6 puntate tv di Il capo dei capi, cinquant’anni di storie di Mafia attraverso le vicende di Totò Riina con Daniele Liotti e Claudio Gioè, la mini-serie di maggior successo dell’anno. Nel 2009 torna al cinema con la versione per il grande schermo della commedia teatrale di Cristina Comencini Due Partite, un film tutto al femminile con Margherita
Buy, Isabella Ferrari, Paola Cortellesi, Alba Rhorwacher. Il suo ultimo lavoro è il film per la tv Walter Chiari – fino all’ultima risata (2012) con Alessio Boni, che ripercorre la vita del famoso attore italiano dagli esordi fino alla fine, una vita fatta di grandi successi e di rovinose cadute premiato al Roma Fiction Festival come miglior regia, miglior sceneggiatura e miglior attore.

Marco Bertozzi
Marco Bertozzi fa parte di quel gruppo di autori che, negli ultimi anni, ha contribuito alla rinascita del documentario di creazione. L’impegno teorico (tra i suoi libri, L’idea documentaria, Lindau, 2003 e Storia del documentario italiano, Marsilio, 2008, Premio Domenico Meccoli e Premio Limina Awards 2009 quale miglior libro di cinema dell’anno) e di promozione culturale (con Villa Medici, il Premio Solinas, L’Associazione
italiana documentaristi, L’Archivio audiovisivo del movimento operaio) si uniscono all’attività di filmmaker. Tra i suoi ultimi lavori: Appunti romani (2004, presentato al Festival di Locarno e vincitore, fra gli altri, del Festival Big Screen Exhibition, in Cina), Rimini Lampedusa Italia (2004, presentato al Torino Film Festival e meritevole del premio Roberto Gavioli per i documentari sul mondo del lavoro), Il senso degli altri (2007, vincitore del “Sole e luna International Doc Festival” di Palermo), Predappio in luce (2008, in concorso al Film Festival di Roma e vincitore dell’Art Film Festival di Asolo), Profughi a Cinecittà (2012, meritevole, con altre produzioni di Cinecittà Luce, del Nastro d’argento per la qualità nel riuso di materiali d’archivio). Ha insegnato Cinema documentario al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e attualmente è professore associato di Cinema alla Facoltà di Design e Arti dell’Università IUAV di Venezia.

Alessandra De Luca
Alessandra De Luca è nata a Napoli nel 1966, vive a Milano. Collabora con il quotidiano Avvenire, con il mensile di cinema Ciak. Ha lavorato per il Festival di Locarno, è stato membro del comitato di selezione del Festival Internazionale del Film di Roma e dal 2012 collabora con la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Ha organizzato numerose rassegne, ha scritto diversi saggi sul cinema di animazione e ha pubblicato monografie su Johnny Depp, Michel Cimino e i serial televisivi.

Marco Mancassola
Marco Mancassola è autore di romanzi e di saggistica. I suoi ultimi libri sono stati il romanzo La vita erotica dei superuomini, pubblicato in Italia da Rizzoli e in Francia da Gallimard; e la raccolta di racconti Non saremo confusi per sempre (Einaudi 2011, vincitore del Premio Fiesole Narrativa), cronaca della storia italiana più recente riletta con sfumature fantastiche. Oltre che come autore, lavora come sceneggiatore e come collaboratore di testate giornalistiche. Ha scritto per numerose testate italiane e francesi ed è attualmente columnist per l’edizione italiana di Rolling Stone.

Andrea Occhipinti
Attore di cinema in passato, Andrea Occhipinti è attualmente il proprietario e amministratore unico della Lucky Red, società di produzione e distribuzione cinematografica italiana, da 25 anni tra le più apprezzate società indipendenti del settore cinematografico. La società ha distribuito in Italia autori di fama internazionale
tra i quali Ang Lee, Lars von Trier, Tsai Ming-Liang, Alejandro Amenabar, Robert Altman, Atom Egoyan, Aki Kaurismaki, Wong Kar Wai, Thomas Vinteberg, Jacques Perrin, Jean-Pierre e Luc Dardenne, Agnes Jaoui, Peter Mullan, Patrice Leconte, Park Chan Wook, Cristian Mungiu, Darren Aronoski, Michael Haneke, Abdellatif Kechiche, Hayao Miyazaki, Danny Boyle, Paolo Sorrentino, Paul Thomas Anderson, Wes Anderson.

Tre i premi principali del festival:

Premio al miglior film in concorso. Premio assegnato dalla giuria al miglior film del Concorso Internazionale.

Premio Speciale della Giuria. Premio assegnato dalla giuria al film del Concorso Internazionale che meglio interpreta l’idea del viaggio.

Premio del Pubblico. Premio assegnato dal pubblico che è chiamato a
votare tra i film presentati nel Concorso Internazionale.

Film in concorso

Detour 2012
Concorso internazionale

Á Annan Veg
(Either Way)
di Hafsteinn Gunnar Sigurdsson
Fiction, Islanda, RED, 2011, 83′
L’estate di Finnbogi e Alfred, impiegati della compagnia stradale islandese, al lavoro sulle strade solitarie del profondo nord dell’Islanda. Nella completa solitudine, con solo la reciproca compagnia, in quell’arida regione selvaggia che diventa luogo di avventura e scoperta, entrambi si trovano davanti a difficili crocevia della loro vita.

Alpi
di Armin Linke
Doc., Germania, 16mm, 2011, 60′
Alpi è il risultato di setti anni di ricerche dell’artista Armin Linke sulla percezione del paesaggio delle Alpi nel mondo contemporaneo, giustapponendo luoghi e situazioni, attraversando le nazioni confinanti, e compiendo numerosi viaggi nella regione alpina che ci portano però molto lontano, fino a Dubai.

Americano
di Mathieu Demy
Fiction, Francia, Super 16mm, 2011, 105′
Martin vive a Parigi con Claire. Dopo la morte della madre, deve tornare a Los Angeles, la città in cui è cresciuto. Qui però troppi ricordi lo riportano alla sua infanzia. Incapace di farvi fronte, parte per Tijuana sulle tracce di Lola, una misteriosa donna messicana che ha occupato un posto molto importante nella vita di sua madre.
Esordio alla regia di Mathieu Demy, figlio d’arte – di Agnès Varda e Jacques Demy -, con un cast d’eccezione tra cui, oltre allo stesso Demy, Salma Hayek, Geraldine Chaplin e Chiara Mastroianni.

Argentyńska lekcja
(The Argentinian Lesson)
di Wojciech Staron
Doc., Polonia, 35mm, 2011, 60′
Janek, 8 anni, si trasferisce da Varsavia in un piccolo paese nel nord dell’Argentina dove la madre lavorerà come insegnante. Circondato da un mondo nuovo, fa amicizia con una ragazzina del luogo, Marcia, e con lei inizia un viaggio di scoperta e crescita che segnerà le loro vite.

Avé
di Konstantin Bojanov
Fiction, Bulgaria, 35mm, 2011, 81′
Viaggiando in autostop da Sofia a Ruse, il giovane Kamen incontra Avé, una ragazzina fuggitiva di 17 anni che diventa, suo malgrado, la compagna di questo viaggio. A ogni nuovo incontro, Avé inventa per loro identità immaginarie. Inizialmente in difficoltà per queste bugie e restio ad addentrarsi in questa avventura, Kamen inizia un po’ alla volta a innamorarsi della sfuggente Avé.

Behold the Lamb
di John McIlduff
Fiction, UK, S16mm, 2011, 83′
Una commedia dark, un road movie anomalo sulle tracce di Liz ed Eddie, ventenne lei e depresso padre di famiglia lui. Due personaggi agli antipodi, le cui vite non si sarebbero mai incontrate se non fosse per motivi tanto necessari quanto improbabili: Liz vuol rivedere il figlio dato in adozione, mentre Eddie deve consegnare una partita di droga al posto del figlio. I due compagni di viaggio intraprenderanno così un viaggio catartico attraverso una gelida Irlanda.

Las Acacias
di Pablo Giorgelli
Fiction, Argentina, DCP/35mm, 2011, 74′
Rubén è un camionista che trasporta legno viaggiando lungo l’autostrada che collega Asunción a Buenos Aires. Un giorno da un passaggio a una donna che non conosce, Giacinta, e la sua bambina. Davanti a loro ci sono 1500 chilometri e l’inizio di una storia.

Riding for Jesus
di Sabrina Varani
Doc., Italia, HDV, 2011, 55′
Pastor Paulee e Annalisa sono bikers cristiani che dedicano la loro vita a chiunque abbia bisogno di aiuto. Hanno alle spalle un passato difficile fatto di dipendenza da droghe, ma ora sono ferventi adoratori di Gesù, e, in sella alle loro Harley Davidson, continuano la loro missione di aiuto e sostegno spirituale a chi è in difficoltà, in giro per gli Stati Uniti.

Sayome
di Nikos Dayandas
Doc., Grecia, HD, 2011, 56′
Sayome è cresciuta in piccolo villaggio giapponese, con il nonno, lontano dai genitori. A vent’anni ha lasciato il Giappone, per seguire un marinaio greco a Creta. Ora dopo 35 anni, alla notizia della morte della madre, deve tornare a casa. Il film la segue nel suo viaggio alla ricerca del passato che si è lasciata alle spalle.

Ulises
(Ulysses)
di Óscar Godoy
Fiction, Cile, Super 16mm, 2011, 84′
La storia di Julio, un peruviano emigrato in Cile, del suo peregrinare solitario attraverso le strade di Santiago per trovare un lavoro, un luogo dove vivere, una ragazza, per cercare il suo posto nella città senza perdere il suo legame con la terra d’origine e i suoi affetti.

Un Mundo Secreto
(A secret world)
di Gabriel Mariño
Fiction, Messico, HD, 2012, 87′
L’ultimo giorno di scuola María, una ragazza di diciotto anni con un rapporto difficile con i genitori, i coetanei e la sua città, parte per un viaggio on the road che la porterà da Città del Messico ai deserti di Sinaloa fino a La Paz. Un viaggio d’iniziazione attraverso paesaggi immensi e meravigliosi.

Detour. Festival Internazionale del Cinema di Viaggio.

Detour. Festival Internazionale del Cinema di Viaggio
18 / 21 ottobre 2012
Padova

A Padova nasce un nuovo festival cinematografico: Detour. Festival Internazionale del Cinema di Viaggio, dal 18 al 21 ottobre, si svolgerà presso il cinema PortoAstra e in altre sedi cittadine, e avrà un tema preciso e affascinante: il viaggio.

Viaggi di scoperta e di esplorazione, viaggi spirituali, storie sull’inseguimento e sull’essere, o credersi, inseguiti, per raccontare distanze, tragitti, tappe. Film di generi diversi, dal dramma al road movie ai film di fantascienza.

Il cinema ha la capacità di farci viaggiare con la mente, attraversare luoghi e vivere situazioni incredibili, dandoci la possibilità di confrontarci con noi stessi e con gli altri, talvolta portandoci al limite della nostra stessa razionalità. Un film di viaggio diventa così l’occasione di vivere un’esperienza unica.

La sezione principale del festival è il Concorso Internazionale, che prevede undici film provenienti da altrettanti paesi, tutti non distribuiti in Italia ma che hanno partecipato ai più importanti festival nazionali e internazionali.
In questa prima edizione, Detour rende omaggio al grande regista tedesco Werner
Herzog
, che nella sua opera ha saputo interpretare al meglio il senso del viaggio;
verranno proiettati i suoi ultimi film documentari: Encounters at the End of the World (2007) Cave in Forgotten Dreams (2010) in 3D e Into the Abyss (2011).
Una serie di Eventi Speciali, tra cui il film documentario Piazza Garibaldi (2011) di
Davide Ferrario, Viaggio verso Agartha (2011) film d’animazione di Makoto Shinkai e
La rabbia giovane (1973), road movie ormai cult di Terrence Malick, andranno ad approfondire il tema del viaggio, attraversandone generi ed epoche. La proposta del festival continua con l’evento: Padova Incontra il Cinema, promosso dal Comune di Padova, un omaggio alle personalità di maggior rilievo legate al mondo del cinema e alla città.
A chiudere il programma ci saranno alcuni Incontri, un’occasione per potersi
avvicinarsi ai professionisti del mondo del cinema: Viaggio in Italia, un appuntamento
speciale con Davide Ferrario e Marco Paolini per ragionare sull’Italia di oggi, Film
induced tourism, un evento organizzato da Turismo Padova Terme Euganee, Padova
Film Commission e Risposte Turismo Srl pensato per riflettere su come il cinema
possa incentivare un turismo ad esso dedicato.

Detour. Festival Internazionale del Cinema di Viaggio è organizzato e curato da
fondazione march, diretto dal regista Marco Segato e presieduto dal produttore
Francesco Bonsembiante.
Main partner del progetto è il gruppo Trivellato, dealer Mercede Benz.
Main sponsor è Superflash, Cassa di Risparmio del Veneto (Gruppo Intesa
Sanpaolo). La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo contribuisce
all’iniziativa. Detour si avvale del patrocinio e della collaborazione delle Istituzioni
come il Comune di Padova, la Regione del Veneto, la Provincia di Padova e
l’Università degli studi di Padova.

Per informazioni: info@detourfilmfestival.com

Sito del Festival: http://www.detourfilmfestival.com/

Pubblicato il volume riassuntivo degli incontri di “Cos’è il contemporaneo? 4”

È stato pubblicato presso la casa editrice Cleup il volume riassuntivo di “Cos’è il contemporaneo? 4“, svoltosi a Padova tra il febbraio e maggio dello scorso anno.
Curato da Enoch Battagin e Silvia Ferri de Lazara, il volume fornisce una panoramica completa degli incontri che hanno caratterizzato la passata edizione di “Cos’è il contemporaneo?”, restituendo su carta le esperienze precedentemente vissute durante le conferenze.
Per maggiori informazioni >>>

FESTIVAL DELL’OZIO 2012 – Villa dei Vescovi, Luvigliano (Padova)

16 e 17 giugno – Due giorni dedicati all’ “ozio” e alla cura del sè, del proprio intelletto, del proprio spirito e allo sviluppo del proprio lato creativo. Attività all’aperto, passeggiate, laboratori, incontri culturali, bookcrossing, visite speciali, spettacoli serali e offerta gastronomica a “km zero”.

Un piccolo antidoto al ritmo infernale della nostra civiltà per recuperare i ritmi naturali dell’esistenza e i piaceri considerati non produttivi, tra la cura del sé, del proprio intelletto, del proprio spirito e lo sviluppo del proprio lato creativo.
Due giorni ricchi d’iniziative rivolte a tutte le fasce d’età: laboratori creativi, attività all’aria aperta, visite speciali e spettacoli serali si alternano a semplici consigli oziosi.

fondazione march cura, all’interno del programma del festival, due laboratori “ludici”: “Gioco dell’elastico” e “Origami“, dedicati a bambini dai 6 ai 13 anni.

Per info e prenotazioni >>>

Scarica il programma del Festival

Motore:Passione 2012 | LaCentrale

Motore:Passione 2012
3 aperitivi dedicati all’arte e al design
a cura di fondazione march

fondazione march, in collaborazione con Centro Porsche Padova, presenta la seconda edizione di Motore:Passione un ciclo di tre aperitivi per indagare e rendere fruibile quelle che sono considerate abitualmente delle passioni: l’arte e il design.
Per l’occasione verranno presentate le opere di tre giovani artisti e designer.

Terzo e ultimo appuntamento:

Mercoledì 30 maggio 2012
Ore 19.00/22.00 – Baessato Padova – largo Europa 14
allestimenti del collettivo LaCentrale

Giovane studio d’interni che dal 2011 si occupa della progettazione di spazi temporanei e permanenti seguendo la filosofia del recupero e del riuso. Studio del prodotto, realizzazione di ambienti e conservazione totale degli elementi d’arredo sono la base della loro etica di restauro e progettazione.

L’aperitivo è un tempo di conversazione, di svago e di confronto durante il quale si parla di ciò che accade, si fanno nuove conoscenze o semplicemente si esorcizza ciò che è avvenuto durante la giornata.
L’aperitivo oltre ad un tempo è uno spazio fisico dove ognuno può vivere uno spazio di socialità in cui vivere un’esperienza, dove la ritualità consolidata viene cambiata attraverso nuovi input dati dal linguaggio del contemporaneo.
Il luogo che ospita l’evento, per una sera, cambierà la sua veste: da semplice punto di ristoro e di incontro diventerà un vero e proprio contenitore di esperienze. Si vuole così, attraverso un linguaggio diverso dal solito, stimolare il risveglio dei nostri sensi in un modo esperienziale diretto, privo di intermediazioni, che fa immergere il pubblico in un ambiente rinnovato e arricchito.

Scarica l’invito online

Alcune foto dell’evento:





Motore:Passione 2012 | Francesca Pasquali

Motore:Passione 2012
3 aperitivi dedicati all’arte e al design
a cura di fondazione march

fondazione march, in collaborazione con Centro Porsche Padova, presenta la seconda edizione di Motore:Passione un ciclo di tre aperitivi per indagare e rendere fruibile quelle che sono considerate abitualmente delle passioni: l’arte e il design.
Per l’occasione verranno presentate le opere di tre giovani artisti e designer.

Secondo appuntamento:

Giovedì 24 maggio 2012
ore 19,00/22,00
Centro Porsche Padova – Corso Stati Uniti 35
installazioni di Francesca Pasquali
ed evento conclusivo della mostra “A me gli occhi”

Attraverso l’uso di materiali plastici e polimerici industriali, talvolta di scarto, Francesca Pasquali parte dall’osservazione del dato naturale e della struttura elementare della materia, ne esplora le qualità e le potenzialità espressive, per tradurre ciò che vede in dato artificiale: i materiali utilizzati diventano infatti elementi di una sintassi visiva, alfabeti di un gioco creativo.

Alcune foto dell’evento:








Si ricorda l’ultimo appuntamento:

Mercoledì 30 maggio 2012
Ore 19.00/22.00 – Baessato Padova
allestimenti del collettivo LaCentrale

Ingresso libero fino a esaurimento posti
prenotazione obbligatoria

Per informazioni:
info@fondazionemarch.org
t 0498808331

Per prenotazioni
eventi.cpp@porsche.it
t 348 7272755

Segnaletica in progress

Segnaletica in progress
Laboratorio all’interno del progetto
Da una zona industriale
ad una Comunità industriale.
a cura di fondazione march e Signaletic
4 maggio – 6 luglio 2012
Lago SpA,
Via dell’Artigianato, 21
Villa del Conte (Pd)

Art Waiting Room propone una prima riflessione su un progetto di segnaletica e di ripensamento delle aree industriali, tema di confronto per le Amministrazioni Comunali e per la Federazione del Camposampiero, curato da fondazione march per l’arte contemporanea in collaborazione con Signaletic, studio di progettazione grafica applicata all’architettura.

Lago S.p.A., dopo il progetto Il tempo è il luogo del 2011 sul concetto di zona industriale evoluta, condivide ed ospita questo primo approccio al progetto 2012 presentando alcuni esempi in cui la riqualificazione passa attraverso interventi permanenti e temporanei e dove designers e artisti diventano interpreti di bisogni collettivi.

Gli obiettivi del progetto sono quelli di stimolare la riscoperta delle aree industriali del territorio attraverso un nuovo sistema di segnaletica, quale insieme di elementi che danno all’utente le indicazioni necessarie all’orientamento e al tempo stesso stimolare l’utente a fruizioni diverse ed inattese e di attivare un’economia territoriale in cui pubblico e privato collaborano insieme.

A Villa del Conte, scelta come zona pilota del progetto, grazie al ruolo di attivatore di Lago S.p.A., si opererà sia su un livello funzionale sia quello creativo, attivando processi di cooperazione, identificazione e conoscenza tra le varie realtà produttive presenti.
Utilizzando, infatti, strategie di arte relazionale e di progettazione laterale, il progetto, apparentemente tecnico, lavorerà invece su base partecipativa ed emozionale, assumendo quindi un ruolo di catalizzatore, trasformando la zona industriale in una vera e propria comunità industriale.

Nel 2011 è stato attivato un nuovo pensiero, una nuova visione. Quest’anno stiamo lavorando su un sistema e per il 2013 vorremmo giungere alla realizzazione concreta, individuando partner che possano sostenere il progetto.

Alcune immagini dell’Art Waiting Room:



Motore:Passione 2012 | Martin Romeo

Motore:Passione 2012
3 aperitivi dedicati all’arte e al design
a cura di fondazione march

fondazione march, in collaborazione con Centro Porsche Padova, presenta la seconda edizione di Motore:Passione un ciclo di tre aperitivi per indagare e rendere fruibile quelle che sono considerate abitualmente delle passioni: l’arte e il design.
Per l’occasione verranno presentate le opere di tre giovani artisti e designer.

Il primo appuntamento:

Mercoledì 16 maggio 2012
Ore 19.00/22.00 – Baessato Padova – largo Europa 14
installazione interattiva di Martin Romeo

Martin Romeo (Carrara, 1986) vive a Venezia dove è impegnato nel campo delle arti visive e multimediali. Filo conduttore dei suoi lavori è l’interazione: tra gli spettatori, tra linguaggi artistici diversi, con l’obiettivo di instaurare relazioni tra opera e fruitore. Martin Romeo è anche ideatore e direttore artistico del ToolKit Festival di Venezia.

L’aperitivo è un tempo di conversazione, di svago e di confronto durante il quale si parla di ciò che accade, si fanno nuove conoscenze o semplicemente si esorcizza ciò che è avvenuto durante la giornata.
L’aperitivo oltre ad un tempo è uno spazio fisico dove ognuno può vivere uno spazio di socialità in cui vivere un’esperienza, dove la ritualità consolidata viene cambiata attraverso nuovi input dati dal linguaggio del contemporaneo.
Il luogo che ospita l’evento, per una sera, cambierà la sua veste: da semplice punto di ristoro e di incontro diventerà un vero e proprio contenitore di esperienze. Si vuole così, attraverso un linguaggio diverso dal solito, stimolare il risveglio dei nostri sensi in un modo esperienziale diretto, privo di intermediazioni, che fa immergere il pubblico in un ambiente rinnovato e arricchito.

Scarica l’invito web

Alcune foto dell’evento:




Si ricordano gli altri due appuntamenti:
Giovedì 24 maggio 2012
Ore 19.00/22.00 – Centro Porsche Padova
installazioni di Francesca Pasquali

Mercoledì 30 maggio 2012
Ore 19.00/22.00 – Baessato Padova
allestimenti del collettivo LaCentrale

Ingresso libero fino a esaurimento posti
prenotazione obbligatoria

Per informazioni:
info@fondazionemarch.org
t 0498808331

Per prenotazioni
eventi.cpp@porsche.it
t 348 7272755

Motore:Passione 2012

fondazione march e Centro Porsche Padova presentano

Motore:Passione 2012

Tre aperitivi dedicati all’arte e al design
a cura di fondazione march

Motore:Passione è un ciclo di tre aperitivi per indagare e rendere fruibile quelle che sono considerate normalmente delle passioni: l’arte e il design. Per l’occasione verranno presentate le opere di tre giovani artisti e designer.
I tre appuntamenti si terranno presso il wine bar Baessato Padova (Largo Europa 14, Padova PD) e presso Centro Porsche Padova (Corso Stati Uniti 35, Padova PD).

L’aperitivo è un tempo di conversazione, di svago e di confronto durante il quale si parla di ciò che accade, si fanno nuove conoscenze o semplicemente si esorcizza ciò che è avvenuto durante la giornata.
L’aperitivo oltre ad un tempo è uno spazio fisico dove ognuno può vivere uno spazio di socialità in cui vivere un’esperienza, dove la ritualità consolidata viene cambiata attraverso nuovi input dati dal linguaggio del contemporaneo.
Il luogo che ospita l’evento, per una sera, cambierà la sua veste: da semplice punto di ristoro e di incontro diventerà un vero e proprio contenitore di esperienze. Si vuole così, attraverso un linguaggio diverso dal solito, stimolare il risveglio dei nostri sensi in un modo esperienziale diretto, privo di intermediazioni, che fa immergere il pubblico in un ambiente rinnovato e arricchito.

Tre installazioni: tre interventi site specific che oltre a creare delle opere con luce, oggetti e immagini cambiano completamente la percezione del luogo ed il nostro muoversi in esso.

Programma:
Mercoledì 16 maggio 2012
Ore 19.00/22.00 – Baessato Padova
installazione interattiva di Martin Romeo

Carrara, 1986. Vive a Venezia dove è impegnato nel campo delle arti visive e multimediali. Filo conduttore dei suoi lavori è l’interazione: tra gli spettatori, tra linguaggi artistici diversi, con l’obiettivo di instaurare relazioni tra opera e fruitore. Martin Romeo è anche ideatore e direttore artistico del ToolKit Festival di Venezia.

Giovedì 24 maggio 2012
Ore 19.00/22.00 – Centro Porsche Padova
installazioni di Francesca Pasquali
Bologna, 1980. Attraverso l’uso di materiali plastici e polimerici industriali, talvolta di scarto, Pasquali parte dall’osservazione del dato naturale e della struttura elementare della materia, ne esplora le qualità e le potenzialità espressive, per tradurre ciò che vede in dato artificiale: i materiali utilizzati diventano infatti elementi di una sintassi visiva, alfabeti di un gioco creativo, creando opere impossibili da oltre-passare.

Mercoledì 30 maggio 2012
Ore 19.00/22.00 – Baessato Padova
allestimenti del collettivo LaCentrale

Giovane studio d’interni che dal 2011 si occupa della progettazione di spazi temporanei e permanenti seguendo la filosofia del recupero e del riuso. Studio del prodotto, realizzazione di ambienti e conservazione totale degli elementi d’arredo sono la base della loro etica di restauro e progettazione.

Ingresso libero fino a esaurimento posti
prenotazione obbligatoria

Per informazioni:
info@fondazionemarch.org
t 0498808331

Per prenotazioni
eventi.cpp@porsche.it
t 348 7272755

fondazione march segnala “Io, tu, lui, lei”

Martedì 6 marzo – lunedì 26 marzo 2012, Palazzetto Tito – Fondazione Bevilacqua La Masa

Io, tu, lui, lei” è un progetto espositivo frutto di un laboratorio artistico sulle memorie e culture queer, che da circa un anno è attivo nella città di Venezia grazie all’Osservatorio lgbt (lesbico, gay, bisex, trans) dell’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune e all’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità. Il progetto origina da A Special Day dialogo intergenerazionale sull’omofobia, l’isolamento e l’esclusione sociale, che si è tenuto nel 2011, in forma privata, tra sei giovani artisti e un gruppo di otto donne e uomini veneziani omosessuali, nati tra gli anni ’30 e ’40 del XX secolo.

La mostra, a cura di Francesco Ragazzi e Francesco Urbano, sarà ospitata a Palazzetto Tito e proporrà i lavori di Antonio Bigini e Rachele Maistrello, Tomaso De Luca, Sabina Grasso, Andrea Romano e Annatina Caprez. Molte delle opere – performance, vj-set, video e foto installazioni – manterranno un carattere in progress anche all’interno dello spazio espositivo, che per l’occasione sarà trasformato in sala cinematografica, e saranno messe a verifica dal confronto con materiali, testimonianze e documenti, relativi alla vita degli otto veneziani coinvolti. Il corpus raccolto restituirà in frammenti la memoria di una città per certi versi inedita e segreta. Una sala di Palazzetto Tito sarà inoltre decorata da piccoli elementi caricaturali. Oli su tela di ridotte dimensioni raffigureranno scene o particolari tratti dal celebre cartoon The Flintstones, in cui una specie più antica ed estinta appare paradossalmente subordinata al prototipo di famiglia eterosessuale borghese.
La mostra sarà corredata da un catalogo interdisciplinare che conterrà anche i contributi critici di alcuni dei partecipanti a A special Day: i curatori Pier Luigi Tazzi, Filipa Ramos e Camilla Seibezzi, l’artista Chiara Fumai, il sociologo Luca Trappolin.

Il titolo della mostra si riferisce al lungometraggio di Chantal Akermann “Je, tu. il, elle“, manifesto del cinema sperimentale oltre che di una ricerca radicale sull’identità. Il film è diviso in tre atti che sembrano coincidere con le diverse fasi di produzione: “tempo della soggettività”, “tempo degli altri” e “tempo di relazione”. “Io, tu, lui, lei” è l’atto finale, il momento in cui le relazioni si compiono, in uno spazio che è in parte ciò che esse stesse producono.

Ricreare – quinto laboratorio

Venerdì 10 febbraio presso la scuola elementare “Fabio Filzi” a Ponte Crepaldo (Eraclea) è stato effettuato il quinto laboratorio del ciclo “Ricreare” con Antonio Guiotto e Nicola Genovese.
Guarda il progetto generale

Antonio Guiotto:
Il laboratorio è iniziato con un semplice gioco, partendo dalla parola “Mostro”, ogni bambino per associazione di idee ha poi proposto una seconda parola. Antonio ha spiegato il gioco attraverso la proiezioni di immagini e schemi e ha analizzato vari esempi di riciclaggio. In un cartellone è stata scritta la sequenza di parole che i bambini hanno detto in classe, nella seconda parte del laboratorio ognuno realizzerà con i materiali di scarto delle aziende un’istallazione rievocativa della parola emersa durante il gioco.

Nicola Genovese:
Il laboratorio si prefigge di stimolare i ragazzi a una visione particolare, i materiali di scarto, infatti, possono avere una seconda opportunità di vita, diventare qualcos’altro e acquisire nuovi significati. Un’introduzione illustrerà artisti e in particolar modo stilisti che hanno fatto del riutilizzo un modus operandi. I bambini andranno a sviluppare con i materiali di scarto delle aziende dei veri e propri vestiti e accessori.
Cartone, plastica e pezzi di tessuto sono materiali che si prestano alla creazione di abiti vicini allo spirito del carnevale e del travestimento.

Ecco alcune fotografie scattate durante il laboratorio:











Ricreare – quarto laboratorio


Venerdì 3 febbraio presso la scuola elementare “San Giovanni Bosco” ad Arino Di Dolo è stato effettuato il quarto laboratorio del ciclo “Ricreare” con Serena Vestrucci e Elisa Strinna.
Guarda il progetto generale

Serena Vestrucci:
Durante il laboratorio sono state presentate dieci notizie tratte da giornali su avvenimenti accaduti in tutto il mondo: Lituania, Norvegia, Yemen, Haiti e Giappone. Nel corso della lettura delle notizie I bambini hanno cercato di dare a queste una collocazione geografica, una presenza fisica all’interno del planisfero. Ad ognuno è stata assegnata una parte del planisfero e attraverso l’utilizzo di materiali di scarto che le aziende hanno donato andrà a ricreare la sua parte di mondo.

Elisa Strinna:
L’attività di Elisa ha coinvolto i bambini nel processo che porta a rendere praticabile la dimensione dell’immaginario. Si è proposta la lettura di una fiaba che facesse riflettere sul tema della metamorfosi tra mondo umano ed animale.
Dopo aver letto la fiaba è stata presentata ai bambini una griglia con gli animali, le loro caratteristiche e virtù. Ad ognuno è stato chiesto di scegliere un animale con cui si sentono particolarmente affini e da lì si procederà per realizzare delle maschere o delle piccole sculture con i diversi materiali di riciclo.

Porsche Live. Pensieri e altri suoni. Le Metropoli. Terzo appuntamento con Stacy Hardy

Porsche Live. Pensieri e altri suoni.
Le Metropoli.
2-4 febbraio

Caffè Pedrocchi, Sala Rossini, Padova
Teatro Verdi, Padova
Entrata libera

“Porsche Live. Pensieri e altri suoni. Le Metropoli.”, giunto alla sua terza edizione, è un progetto che unisce culture diverse, all’insegna di percorsi unici e inaspettati che nascono da quel magico connubio tra forme d’arte diverse che si incontrano sotto forma di performance.
New York, Città del Messico, Parigi, Berlino e Città del Capo.

L’immagine della Metropoli è il tema portante. Luoghi dedicati allo scambio, alla commistione di idee, culture e opere, luoghi dinamici che permettono la nascita di nuove energie. Ciascuna città verrà esplorata e ripercorsa attraverso immagini, incontri musicali, opere d’arte e poesia.
fondazione march propone per il ciclo di incontri “Porsche Live. Pensieri e altri suoni. Le Metropoli.” gli interventi degli artisti internazionali Daniel González, Mariana Castillo Deball e Stacy Hardy. La loro esperienza artistica, profondamente legata al tema della Metropoli, aprirà la strada a un percorso di tre giornate che accompagnerà lo spettatore in un viaggio multidisciplinare, attraverso l’arte, la letteratura e la musica.

Guarda programma completo

STACY HARDY
Cape Town. iKapa. Kaapstad: The City and the City and the City

Una riformulazione in chiave fantascientifica di uno spazio urbano in Africa. L’autore fantasy inglese China Miéville ha recentemente vinto un premio con il romanzo La Città e la Città, che è costruito su una singola, strana e concettuale premessa. Immaginate due città – delle vere città-stato con governi, lingue e culture distinte – costrette a condividere lo stesso territorio.
Le città sono situate una sopra all’altra, stranamente sovrapposte e fuse insieme, come due immagini in sovrimpressione in una stessa pellicola. Ma per la legge, i cittadini devono decidere di ignorare – di non vedere – quelle parti intrusive della città altrui che talvolta si trovano davanti.
Le violazioni di questo confine sono considerate “Infrazioni”, e vengono duramente punite. Fantascienza? Forse il mondo che ha creato Miéville è ossessionato dal ricordo della città contemporanea di Cape Town, una città la cui storia fratturata dal colonialismo, dall’apartheid e dalla globalizzazione ha lasciato profondamente divisa.
Usando il romanzo di Miéville come un punto di partenza, questa presentazione esplora Cape Town come una città fantascientifica, concentrandosi sulle sue numerose sovrapposizioni tra reale e irreale – dai campi profughi alle comunità chiuse. Allo stesso tempo esplora come la fantascienza può essere impiegata come una strategia creativa per svelare, mettere in discussione e capovolgere queste irrealtà. Guardando a molti recenti interventi urbani speculativi site-specific nell’arte, nella radio, in letteratura e nei media, ci si chiede come sia possibile re-immaginare Kaapstad e potenziali futuri.

Stacy Hardy è una scrittrice che vive a Città del Capo, Sud Africa. Ha ottenuto un doppio incarico di ricercatrice e direttrice del personale della rivista africana
Chimurenga. I suoi scritti sono apparsi su una serie di pubblicazioni come Evergreen Review, Itch, Donga, Sweet Magazine, Litnet, Pocko Times, Art South Africa, Ctheory e naturalmente, Chimurenga. Diversi suoi racconti sono stati pubblicati in libri, antologie letterarie e cataloghi e una raccolta di lavori sono prossimi alla pubblicazione presso Pocko Books, Londra. Il suo cortometraggio, I Love You Jet Li, realizzato in collaborazione con Jaco Bouwer, ha fatto parte del transmediale.06: video selection, International Film Festival Rotterdam 2006 ed ha ottenuto il premio come miglior film sperimentale al Festival Internazionale Cileno del Cortometraggio di Santiago del Cile; inoltre è incluso nel Lowave’s IN/FLUX – Mediatrips from the African World DVD, 2010. Stacy Hardy ha recentemente completato il libretto per un’opera lirica in collaborazione con il poeta Lesego Rampolokeng. Tra i suoi tanti progetti attuali e futuri ci sono una serie di film e romanzi illustrati – sia lavori personali che co-produzione con una vasta molteplicità di creatori.

Sabato 4 febbraio 2012, ore 17.00
Sala Rossini, Caffè Pedrocchi, Padova

Le foto dell’incontro:






Porsche Live. Pensieri e altri suoni. Le Metropoli. Secondo appuntamento con Mariana Castillo Deball

Porsche Live. Pensieri e altri suoni.
Le Metropoli.
2-4 febbraio

Caffè Pedrocchi, Sala Rossini, Padova
Teatro Verdi, Padova
Entrata libera

“Porsche Live. Pensieri e altri suoni. Le Metropoli.”, giunto alla sua terza edizione, è un progetto che unisce culture diverse, all’insegna di percorsi unici e inaspettati che nascono da quel magico connubio tra forme d’arte diverse che si incontrano sotto forma di performance.
New York, Città del Messico, Parigi, Berlino e Città del Capo.

L’immagine della Metropoli è il tema portante. Luoghi dedicati allo scambio, alla commistione di idee, culture e opere, luoghi dinamici che permettono la nascita di nuove energie. Ciascuna città verrà esplorata e ripercorsa attraverso immagini, incontri musicali, opere d’arte e poesia.
fondazione march propone per il ciclo di incontri “Porsche Live. Pensieri e altri suoni. Le Metropoli.” gli interventi degli artisti internazionali Daniel González, Mariana Castillo Deball e Stacy Hardy. La loro esperienza artistica, profondamente legata al tema della Metropoli, aprirà la strada a un percorso di tre giornate che accompagnerà lo spettatore in un viaggio multidisciplinare, attraverso l’arte, la letteratura e la musica.

Guarda programma completo

MARIANA CASTILLO DEBALL
Il rapporto che si instaura tra Città del Messico e l’archeologia è una relazione complessa. Oltre a studiare il lontano passato attraverso le sue vestigia, si è cercato di analizzare in maniera più approfondita gli aspetti più recenti della politica, dell’educazione, dell’identità e delle opere pubbliche. I diversi strati del nostro passato sono sempre presenti, dando vita a continue interpretazioni, ricostruzioni, demolizioni, e annessioni. L’archeologia del Messico si risolve nel presente e la nostra storia viene modificata come i paesaggi urbani, la politica e i libri di testo. L’attuale ricerca dell’artista Mariana Castillo Deball nell’opera “These Ruins you see (Queste rovine che vedete)”, si muove tra politica, storia, patrimonio e identità, nel tentativo di trovare, nel presente, le vestigia della pratica archeologica. Alcuni importanti oggetti archeologici hanno un destino “irrisolto”, spostandosi tra cortili, cantine, piedistalli, vetrine, musei, mostre itineranti e collezioni private. Le rappresentazioni archeologiche sono state divulgate attraverso copie, illustrazioni, libri di testo, modellini e souvenir. Il significato e l’autenticità del materiale archeologico sono coinvolti in questa catena di rappresentazione infinita. Victor Buchli definisce “l’archeologia del passato contemporaneo”, come un’archeologia impegnata “qui e ora”. Tradizionalmente, in questo campo esiste una separazione tra archeologia e oggetto di studio; nell’archeologia del presente, al contrario, questa distanza scompare e l’archeologo è esposto ad un contesto dinamico che ne studia direttamente l’oggetto.

Mariana Castillo Deball, nata a Città del Messico nel 1975, vive e lavora a Berlino. Ha partecipato a Manifesta 7, Biennale Shangai (2007), Biennale Atene (2009), Biennale San Paolo (2010), Biennale di Venezia e a molte altre manifestazioni internazionali. La ricerca artistica di Mariana Castillo Deball si sviluppa tra racconti e favole popolari, attraverso viaggi e ricerche in archivi e biblioteche, percorrendo e confermando l’assunto di Darwin secondo cui la crosta terrestre è un immenso museo. L’artista costruisce il suo lavoro proprio a partire da quel grande patrimonio che è il passato, la storia: non quella dei grandi eventi, piuttosto quella più intima, quella dei luoghi, delle tracce, del popolo, quella da scovare/recuperare, magari tra le carte più antiche di una biblioteca o in fondo a una grotta in Brasile. Nelle sue istallazioni e nei suoi film, l’artista lega le date di ritrovamento degli oggetti storici con le proprie creazioni, sviluppando una meravigliosa polifonia nella rappresentazione di fatti storici.

Venerdì 3 febbraio 2012, ore 17.00
Sala Rossini, Caffè Pedrocchi, Padova

Le foto dell’incontro:





Porsche Live. Pensieri e altri suoni. Le Metropoli. Primo appuntamento con Daniel González



Porsche Live. Pensieri e altri suoni.
Le Metropoli.
2-4 febbraio

Caffè Pedrocchi, Sala Rossini, Padova
Teatro Verdi, Padova
Entrata libera

“Porsche Live. Pensieri e altri suoni. Le Metropoli.”, giunto alla sua terza edizione, è un progetto che unisce culture diverse, all’insegna di percorsi unici e inaspettati che nascono da quel magico connubio tra forme d’arte diverse che si incontrano sotto forma di performance.
New York, Città del Messico, Parigi, Berlino e Città del Capo.

L’immagine della Metropoli è il tema portante. Luoghi dedicati allo scambio, alla commistione di idee, culture e opere, luoghi dinamici che permettono la nascita di nuove energie. Ciascuna città verrà esplorata e ripercorsa attraverso immagini, incontri musicali, opere d’arte e poesia.
fondazione march propone per il ciclo di incontri “Porsche Live. Pensieri e altri suoni” gli interventi degli artisti internazionali Daniel González, Mariana Castillo Deball e Stacy Hardy. La loro esperienza artistica, profondamente legata al tema della Metropoli, aprirà la strada a un percorso di tre giornate che accompagnerà lo spettatore in un viaggio multidisciplinare, attraverso l’arte, la letteratura e la musica.

Guarda programma completo

DANIEL GONZÁLEZ
Pop-up Museo Disco Club
progetto pubblico per El Museo’s Bienal: The (S) Files
Curato da Rocío Aranda-Alvarado, Trinidad Fombella e Elvis Fuentes
Museo del Barrio, New York City

Partendo dal concetto di “Architetture effimere”, Daniel González presenterà una delle sue ultime produzioni, Pop-up Museo Disco Club, realizzata per la Biennale di El Museo, The (S) Files 2011, a New York. Pensata come un’installazione site specific l’artista ha voluto cambiare la normale funzione di uno spazio pubblico, utilizzando come supporto la struttura dei cartelloni pubblicitari sul fronte del museo.
L’artista argentino, ispirandosi all’estetica dei libri pop-up, ha trasformato l’ingresso del Museo del Barrio in una favola e lo spazio circostante in un “block party” durato sei mesi, rievocando così le costruzioni architettoniche celebrative di età barocca. Attraverso la proiezione di alcune immagini e di un video dell’opera, l’artista spiegherà le diverse fasi di creazione e soprattutto la funzione che ha assunto la sua installazione durante i mesi di permanenza a New York.
Ad introdurre Pop-up Museo Disco Club vi sara` una rapida presentazione di alcune opere precedenti dell’artista, come Pop-up Building a Rotterdam, Chili Moon Town Tour a Città del Messico e Homeless Rocket with Chandeliers a Milano, con cui sarà possibile conoscere l’esperienza pregressa e il rapporto di González con la città.

Daniel González (Buenos Aires, 1963), vive e lavora tra Berlino e New York. I suoi progetti pubblici, i banner-painting di paillette e i pezzi unici indossabili presentati in performance ad alto impatto creano mondi deliranti, sexy e pieni di energia: spazi di libertà dove le convenzioni esistenti collassano. Dal 2007 ha lavorato in collaborazione con l’artista italiana Anna Galtarossa a due progetti su larga scala: Chili Moon Town Tour, una città utopica galleggiante, inaugurata a Città del Messico nel 2007, e Homeless Rocket with Chandeliers, prodotto a Lambrate è una gru-installazione in uso in un cantiere. Dopo un workshop-performance per Manifesta 7 ha esposto alla Zabludowicz Collection di Londra, al Musée d’Art Contemporain de Bordeaux e al Witte de Withstraat festival di Rotterdam dove ha presentato Pop-up Building, una chiesa storica coperta di cartone intagliato, come un libro pop-up gigante. Nel 2011 ha partecipato alla Biennale del Museo del Barrio di New York realizzando Pop-up Museo Disco Club, un progetto sulla facciata dell’istituzione sulla 5th avenue.

Giovedì 2 febbraio 2012, ore 17.00
Sala Rossini, Caffè Pedrocchi, Padova

Le foto dell’incontro:











© Matteo Danesin

“Porsche Live. Pensieri e altri suoni”, al via la terza edizione interamente dedicata a Le Metropoli

Sta per prendere il via la nuova edizione della rassegna “Porsche Live. Pensieri e altri suoni”, quest’anno dedicata a Le Metropoli. Tre serate, dal 2 al 4
febbraio, dedicate a New York, Città del Capo, Berlino, Città del Messico e Parigi. L’intero ricavato delle serate sarà devoluto alla Clinica Oncoematologica di Padova del Prof. Zanesco e all’Associazione di musicoterapica Nuova Realtà.
Padova. L’Inverno all’insegna della cultura targato Porsche Italia parte con la terza edizione della rassegna musicale “Porsche Live. Pensieri e altri suoni”, in cartellone a Padova dal 2 al 4 febbraio. La manifestazione, ideata e organizzata da Porsche Italia con la collaborazione e il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, vedrà la direzione artistica a cura del fotografo Pino Ninfa e della Scuola di Musica “Gershwin” e la collaborazione di fondazione March per l’arte contemporanea.
La rassegna quest’anno sarà dedicata a cinque tra le più influenti Metropoli del Mondo: New York, Città del Capo, Berlino, Città del Messico e Parigi, che verranno raccontate attraverso l’arte contemporanea, la letteratura e la musica.
Si partirà quindi giovedì 2 febbraio con la città di New York. Il primo appuntamento della giornata sarà alle ore 17.00 presso la Sala Rossini del Caffè Pedrocchi con l’artista Daniel González.
Durante l’incontro verranno videoproiettate foto e video delle installazioni e le opere dell’artista.

Il pomeriggio continuerà poi alle ore 19.00, sempre al Caffè Pedrocchi, con una conferenza sulla vita di Thelonious Monk in occasione del trentennale dalla sua scomparsa, tenuta dal musicologo Maurizio Franco.
La serata, dedicata la grande spettacolo live alle ore 21.00 presso il Teatro G. Verdi, vedrà invece protagonista in un primo set il Mark Turner Quartet e in un secondo set la Lydian Sound Orchestra che si esibirà insieme a Mark Turner.
Durante i concerti verranno proiettati i migliori scatti dedicati a New York realizzati da Pino Ninfa e altri fotografi italiani.
Il venerdì 3 febbraio sarà invece dedicato a Città del Messico e Parigi.
Alle ore 17.00 presso il Caffè Pedrocchi il pubblico potrà incontrare l’artista Mariana Castillo Deball, che si racconterà al pubblico attraverso le videoproiezioni delle sue opere.
Alle ore 19.00 saranno invece protagonisti il poeta Claudio Pozzani che leggerà le opere del poeta colombiano Alvaro Mutis e il pianista Danilo Rea, che presenterà un progetto dedicato a brani scritti da Fabrizio De Andrè ispirati alla poesia di Mutis. Contestualmente verranno proiettate le foto di Città Del Messico scattate da Gianni Maffi.
La serata al Teatro G. Verdi sarà dedicata nella prima parte a Parigi con un concerto del quartetto di Aldo Romano “Inner Smile” con ospite il trombettista Enrico Rava.
La seconda parte sarà invece dedicata a Città del Messico e vedrà protagonista il sassofonista Francesco Bearzatti che presenterà il suo progetto dedicato a Tina Modotti con il Tinissima Quartet. Durante il concerto verranno proiettate foto della fotografa messicana.
La rassegna chiuderà sabato 4 febbraio con un programma dedicato a Cape Town e Berlino.
La prima parte del pomeriggio, sempre alle 17.00 al Caffè Pedrocchi, vedrà protagonista l’artista Stacy Hardy, con videoproiezione delle sue opere; successivamente alle ore 19.00 la critica Itala Vivan intervisterà il poeta africano Mak Manaka.
L’ultima serata al Verdi sarà invece dedicata nella prima parte alla città di Berlino con l’esibizione del duo composto dal trombettista Markus Stockausen e dal chitarrista Ferenc Snétberger.
A chiudere la rassegna i colori e il folklore del gruppo di percussionisti franco-burkinabesi Sokan.
Il ricavato delle prime due serate andrà interamente devoluto alla Clinica Oncoematologicadel Prof. Zanesco di Padova, mentre l’ultima serata sarà dedicata all’Associazione di Musicoterapia “Nuova Realtà”.
Per informazioni scrivere a attivita.culturali@porsche.it

Modalità d’ingresso:
Eventi al Caffè Pedrocchi
Ingresso libero, prenotazioni allo 348 7272755
Eventi al Teatro Verdi
Ingresso 5,00 € alle serate al Teatro “G. Verdi”
Abbonamento 3 serate 10,00 €
Biglietteria Teatro “G.Verdi”
Tel. 049 87770213
lunedì 15 – 18.00
da martedì a venerdì 10 – 13 e 15 – 18.00
sabato 10 – 13
La sera dello spettacolo dalle ore 20

Programma

Giovedì 2 febbraio – New York
Dalle 17.00 alle 18.00 – Caffè Pedrocchi (Sala Rossini)
Daniel Gonzaléz – moderatore dell’incontro Silvia Ferri De Lazara, fondazione march per l’arte contemporanea.
Daniel González (Buenos Aires, 1963), vive e lavora tra Berlino e New York.
I suoi progetti pubblici, i banner-painting di paillette e i pezzi unici indossabili presentati in performance ad alto impatto creano mondi deliranti, sexy e pieni di energia: spazi di libertà dove le convenzioni esistenti collassano. Dal 2007 ha lavorato in collaborazione con l’artista italiana Anna Galtarossa a due progetti su larga scala: Chili Moon Town Tour, una città utopica galleggiante, inaugurata a Città del Messico nel 2007, e Homeless Rocket with Chandeliers, prodotto a Lambrate è una gru-installazione in uso in un cantiere.
Dopo un workshop-performance per Manifesta 7 ha esposto alla Zabludowicz Collection di Londra, al Musée d’Art Contemporain de Bordeaux e al Witte de Withstraat festival di Rotterdam dove ha presentato Pop-up Building, una chiesa storica coperta di cartone intagliato, come un libro pop-up gigante. Nel 2011 ha partecipato alla Biennale del Museo del Barrio di New York realizzando Pop-up Museo Disco Club, un progetto sulla facciata dell’istituzione sulla 5th avenue.
Dalle 18.00 alle 19.00 – Caffè Pedrocchi (Sala Rossini)
Conferenza sulla vita di Thelonious Monk a cura di Maurizio Franco.
Musicologo, didatta, saggista, dirige con Franco Cerri ed Enrico Intra l’Associazione Culturale Musica Oggi.
Maurizio Franco condurrà lo spettatore in un viaggio nella vita del pianista e compositore Thelonious Monk,
con fotografie del celebre artista in Italia e a New York.
Alle ore 21.00 – Teatro G.Verdi
Mark Turner Quartet e la Lydian Sound Orchestra (arrangiamento e direzione di Riccardo Brazzale)
Mark Turner Quartet: Mark Turner (sax tenore), Avishai Cohen (tromba), Joe Martin (basso), Marcus Gilmore
(batteria) Lydian Sound Orchestra: Pietro Tomolo (soprano e sax tenore), Robert Bonisolo (contralto e sax tenore), Rossano Emili (sax baritono e clarinetto), J Kyle Gregory (tromba e ottavino), Roberto Rossi (trombone), Dario Duso (tuba), Paolo Birro (pianoforte), Marc Abrams (basso), Mauro Beggio (batteria)

Venerdì 3 febbraio – Città del Messico e Parigi
Dalle 17.00 alle 18.00 – Caffè Pedrocchi (Sala Rossini)
Mariana Castillo Deball – moderatore dell’incontro Silvia Ferri De Lazara, fondazione march per l’arte contemporanea.
Nata a Città del Messico, vive e lavora a Berlino. Mariana costruisce il suo lavoro a partire da quel grande patrimonio che è la storia: non quella dei grandi eventi, piuttosto quella più intima dei luoghi, delle tracce, dei racconti e delle favole popolari, quella da scovare magari tra le carte antiche di una biblioteca in fondo a una grotta in Brasile.
Dalle 18.00 alle 19.00– Caffè Pedrocchi (Sala Rossini)
Claudio Pozzani e Danilo Rea “Alvaro Mutis”
Il grande poeta e musicista italiano Claudio Pozzani interpreterà poesie e scritti del celebre artista Alvaro Mutis dedicati a Città del Messico, seguito dal concerto per piano solo di Danilo Rea dedicato alle canzoni di Fabrizio De Andrè, che a sua volta si ispirò proprio a Mutis per il brano “Smisurata Preghiera”.
Alle ore 21.00 – Teatro G.Verdi
Aldo Romano “Inner Smile” Quartet con Enrico Rava
Aldo Romano (batteria), Baptiste Trotignon (pianoforte), Rosario Bonaccorso (contrabbasso), Enrico Rava (tromba, flicorno)
Tinissima Quartet: Francesco Bearzatti (sax tenore, clarinetto), Giovanni Falzone (tromba, effetti “umani”), Danilo Gallo (contrabbasso, chitarra basso), Zeno De Rossi (batteria, percussioni).

Sabato 4 febbraio – Città del Capo e Berlino
Dalle 17.00 alle 18.00 – Caffè Pedrocchi (Sala Rossini)
Stacy Hardy – moderatore dell’incontro Silvia Ferri De Lazara, fondazione march per l’arte contemporanea.
Scrittrice di Città del Capo, Stacy è anche ricercatrice e redattrice della rivista d’arte e di cultura panafricana Chimurenga. Diversi suoi racconti sono stati pubblicati in raccolte, antologie e cataloghi letterari. Il suo cortometraggio con Jaco Bouwer è stato premiato miglior film sperimentale al Festival Internacional Del Chileno Cortometraje De Santiago nel 2006.
Dalle 18.00 alle 19.00/19.30 – Caffè Pedrocchi (Sala Rossini)
Incontro con il poeta africano Mak Manaka mediato dalla critica Itala Vivan.
Il poeta sudafricano Mak Manaka, noto esponente della giovane generazione di spoken word artistis, offre un recital di poesia in dialogo con la critica letteraria Itala Vivan, che ne ha tradotto i testi. Oggi l’antica poesia orale africana rinasce nel contesto urbano dove la performance diventa momento di aggregazione e confronto, rinnovando tradizioni secolari nel crogiolo della modernità. Figlio del drammaturgo Matsemela, ha pubblicato le raccolte poetiche If Only e Time.
Alle ore 21.00 – Teatro G.Verdi
Markus Stockenausen e Ferenc Snétberger e il gruppo Sokan
Markus Stockausen (tromba, flicorno), Ferenc Snétberger (chitarra)
Sokan: Issa Dembele (djembè, balafon, n’goni, percussioni, voce), Solo Diarra (djembè, balafon, percussioni, danza, voce), Drissa Diarra (djembè, balafon, n’goni, percussioni, voce), Adama Diarra (djembè, balafon, calebasse, congas, percussioni, voce), Fatoma Dembele (djembè, balafon, percussioni, voce), Fanta Dembele (danza, canti, maschera).

Antonio Guiotto – I want to tell you somethig about that

Antonio Guiotto, 1978, vive e lavora a Padova
Nel 2006 si diploma all’Accademia di Belle Arti Di Venezia. Completa la sua formazione con corsi, workshop, studi personali e attività di varia natura.
Partecipa a diverse mostre personali e collettive e progetti collaterali.
Si interessa di: scrittura, fotografia, cinema, video, design e cucina.
I media che predilige sono: disegno, scultura, installazione, fotografia, video, scrittura, arte relazionale e performance.
Uno a cui piace raccontare storie.

L’esperienza Technogel Artist Project – Jelly Fish raccontata da Antonio Guiotto.
Raccolte le interviste fatte agli artisti, collaboratori e dirigenti dell’azienda Technogel, Antonio Guiotto ha immaginato e realizzato sette tracce audio, attraverso cui trasmettere le sensazioni suscitate.
Le parole di ogni intervistato si tramutano in suoni, rumori, voci e frammenti musicali creati e messi insieme per presentare in modo diverso i vari aspetti e attori che hanno dato vita all’esperienza Technogel Artist Project – Jelly Fish.
Il progetto in questione si muove o cerca di muoversi in un equilibrio con una stabilità invisibile. Lo considero come un esperimento letterario, sonoro, invasivo, che stimolando un unico senso, cerca di portare attenzione sulla meditazione, sulla suggestione.
È necessario chiudere gli occhi, inspirare e ascoltare, dinamica del tutto simile a quando si cerca l’ispirazione per progettare qualcosa, per farsi catturare e portare lì dove si vuole andare, perché tanto era già nei piani.
Questo è il modo in cui io ho visto e vedo alcuni aspetti di questo progetto, come ho visto e vedo l’azienda, quello che avrei voluto dire a chi ha fondato tutto questo, come ho inteso il tipo di collaborazione che si instaura dentro e fuori i confini del lavoro, che tipo di importanza percepisco nel loro modo di sperimentare e come ho percepito il lavoro di ogni artista, sia come metodo, che come opera in sé.
” Antonio Guiotto

L’azienda
[audio: http://www.fondazionemarch.org/wp-content/uploads/docs/1_factory.mp3]

Il colore giallo è in sintonia con la zincatura e con il celeste.
Tubi zincati, turbine ed eliche.
Un ventilatore, un altro ventilatore. La rotazione è un movimento, la rotazione è un rumore sicuro. Motori che iniettano un liquido in uno stampo. Lo stampo è stato creato per una forma precisa. Ogni forma è precisa. Un gel tecnologico. Il gel viene iniettato nella forma, per creare altre forme uguali. Forme uguali per creare una forma unica.
Un martello che sbatte, un carrello elevatore, un altro rumore di martello, più vicino. Persone che passano, persone che parlano.
Qualcosa di verde, il calore, una giostra. Qualcuno lavora, qualcuno parla di lavoro. Uno sbuffo. Un sibilo. Il pavimento è cemento. Il carrello elevatore passa silenzioso sul cemento. Fuori la natura dentro le macchine fanno rumore. Soffice e appiccicoso, morbido per dormire, per sognare, per pensare, per riposare e avere pensieri nuovi.
Le luci al neon, fanno una luce fredda.
Intanto, il gel continua ad essere appiccicoso. Uno spruzzo, un compressore, il nylon per non far attaccare le mani. Mani attente, mani precise separano materiali differenti.
Nuove forme, differenti dalle forme di ieri, differenti dalle forme di domani.
Un altro sogno, un riposo e domani ancora pensieri nuovi.

Collaborazioni
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Lavorare in gruppo, portare il bene comune verso una direzione univoca, ma non solo, saper ascoltare, saper leggere le persone, dire, mediare, decidere, scegliere, intuire che in una giornata sbagliata il tempo ha una relazione differente dal resto dei giorni, riuscire a cogliere l’essenza e il talento di ogni individuo.
Per tutti una qualità comune, intuire, saper dire no, saper dire, sapersi esprimere con un mezzo che è personale, saper cogliere quel modo di esprimersi, metodo, ordine, un pizzico di follia, saper guardar lontano, saper aspettare, saper superare un limite per crearne un altro da superare e così via. Capacità di risolvere i problemi, predisposizione, bagaglio, esperienza, fiducia e amicizia, passato in tasca, ricordi, ottimismo, discussione, scontro, incontro, bisogno, necessità, preparazione, fare ciò che altri non hanno il coraggio di fare, andare contro a tutti, dire “basta”, dire “finalmente”, dire la verità, non dire “te l’avevo detto”, anticipare, correre, pensare, meditare, lavorare, sognare, aprire gli occhi, propri e altrui, tirare un sospiro di sollievo, aver paura, temere, tenere, non cambiare idea, cambiare idea, cambiare direzione, restare, saltare, delegare, premiare, perdonare, punire, pulire, sussurrare, urlare, ridere e arrabbiarsi, abbaiare, abbagliare, cadere, rialzarsi, spolverarsi, stare in piedi di fronte a tutti per dire qualcosa di importante, partecipare, prestare attenzione, seguire, mangiare, gratificare.

Sperimentazioni
[audio: http://www.fondazionemarch.org/wp-content/uploads/docs/3_experimentation.mp3]

Provare, provare e provare di nuovo, fino a che non otteniamo un risultato, il fatto è che non sappiamo cosa stiamo cercando, forse abbiamo in mente qualcosa. Si aprono porte, sono i miracoli che ci attendono, sono troppi da calcolare. Una collezione di errori, vale tanto quanto i successi, possiamo permetterci di sbagliare, possiamo migliorare, perché sappiamo che se non domani, forse, il giorno dopo avremo una soluzione. A volte cerchiamo qualcosa e invece ne troviamo un’altra, questo non è un miracolo ma poco ci manca, è un traguardo, perché certe cose arrivano la notte, quando si dorme, quando si sogna e poi al mattino, prima di grattarci il capo un po’ intorpiditi, arriva quell’intuizione, arriva uno schema, arriva un immagine, come sciamani scientifici e tecnologici, apriamo la mente e lasciamo entrare tutto, tanto poi facciamo una cernita. Non parliamo degli insuccessi, almeno non di tutti, perché sappiamo che a volte, sbagliando strada, e solo perché abbiamo letto male la cartina o non abbiamo dato retta al navigatore, trovarsi per caso di fronte ad una trattoria, ad un bar, ad una piazza, per incontrare qualcuno che ci ha cambiato la vita. Se non si sperimenta nella vita, se non si accetta l’imprevisto, si perde il piacere di fare le cose. Si perde il piacere di fare le cose, si perde il piacere di fare le cose, si perde il piacere, si perdono le cose, si perdono cose.

Luca Trevisani
[audio: http://www.fondazionemarch.org/wp-content/uploads/docs/4_trevisani.mp3]

Artista gel, gel per capelli, capelli scolpiti, scultura di gel, pezzo di gel, pezzo di gel tecnologico, gelatina, gelato, lacci delle scarpe, cinquemila, un disco, camminare, andare lontano, legare le mani, restare fermo, trasparenza, fluorescenza, corda, lavoro, tirare, mollare, tenere, sospendere, un movimento rotatorio con la mano di un ciuffo di capelli, stare seduto, aspettare sospirare, ammirare, parlare, domandare, rispondere, scrivere, tirare una linea, la prima linea di un progetto, il momento esatto in cui la punta di una penna, una matita, un gessetto si posa su un foglio, un pezzo di legno, una pagina di un taccuino, il momento esatto in cui un dito, con o senza guanto, si posa su un tasto del computer, del mouse, sul bottone di una macchina che inietta un gel prescelto per quella funzione precisa, 5+5, 5 parole, 5 sensazioni, 5 concetti, 5+5 suoni che ti ricordano quello che hai fatto, e perché l’hai fatto, 5 secondi per scartare una caramella di gelatina, 5+ 5 secondi per guardarla e mangiarla, nodi, immagini, non sembra contento, uno sbuffo, un problema da risolvere, forse ci siamo, appiccicoso, un po’ il materiale, un po’ l’umidità, Luca Trevisani, Senza Titolo, o centoquattro (104) in numero, un codice, una catalogazione, no, è il numero di elementi, 520, un liquido che bolle, non acqua, le bolle del liquido, per 104 volte, non 104 bolle appena, palline rimbalzine, 3 almeno, poi, pausa, un ventilatore e un ferro da stiro, il suono che otteniamo cercando di far rimbalzare le palline e il ferro da stiro mentre il ventilatore gira, in più un vaso di coccio, le stesse cose e poi fai andare un trapano e mentre registri il suono sia alla luce che al buio, tanto è uguale, riflessione, ma che non si deve prolungare, carte da poker, mani che fanno scorrere le carte, rumore di vecchio ascensore, chiacchiere delle signore anziane milanesi che si raccontano, cigni bianchi di Berlino, mani che si sfregano, che fanno attrito veloce palmo con palmo, mani sul mento, mentre le macchine sfrecciano nella strada provinciale alla sua destra.

Michael Fliri
[audio: http://www.fondazionemarch.org/wp-content/uploads/docs/5_fliri.mp3]

La forza di gravità che vince sempre, almeno sulla terra, la forza di gravità, l’ha scoperta Newton, e prima di lui? Tutto per aria? No, c’era comunque, l’ha scoperta, non l’ha inventata. C’è una faccia gigante, forse di un gigante, forse una maschera per nascondere che siamo tristi, forse una maschera grande per tante piccole facce, forse una maschera grande per una faccia grande, che comunque dorme beata, o pare che sia così.
Quindi, dietro la maschera una faccia, oppure davanti alla faccia una maschera che cola, che prima era molla e poi si è solidificata, e non ci sono calcoli precisi, è stato un po’ il caso, è stato un po’ il volere di qualcuno, un po’ il tipo di materiale, ma lui ad un certo punto ha detto STOP!
E allora quella forza di gravità che ha scoperto Newton è un altro componente di questa ricetta, niente stampo, solo una forma, una forma di faccia come base, forse di nuovo la faccia di un gigante, speriamo buono, speriamo che aiuti a proteggere qualcosa che vale la pena di proteggere, un’idea, un pensiero, un progetto importante.
Se la tocchi oscilla.
1- i cavalletti
2- un palo
3- una faccia
4- il gel che cola
5, 6, 7, 8, 9, 10 il tempo, la forza di gravità, l’artista che dice basta, lo stupore di chi assisteva, il tempo che ci mette quel gel a solidificare, il caso.

Michael Beutler
[audio: http://www.fondazionemarch.org/wp-content/uploads/docs/6_beutler.mp3]

E’ un rumore bianco, è un dolore all’addome, alle braccia, alle gambe, più ti dimeni, più rimani fregato, è una ragnatela di metallo, senza ragno, con le spine, è un giardino di rovi, è un giardino di rovi attorcigliati, freddo, taglia e punge, è il senso di paura di chi mette il cartello “PROPRIETA’ PRIVATA”, tutto insieme, tanto che non dorme la notte, che lui, quello del cartello, fa strani sogni, come ad esempio: qualcuno che gli ruba la sua proprietà. Perché in quella proprietà, che è privata, lui pensa che ci sia un tesoro, il tesoro è la proprietà, lui ha paura, lui non dorme la notte, non dorme bene, dorme poco. Al mattino gli stessi pensieri di ieri, brutti pensieri, pensieri di qualcuno che gli ruba qualcosa.
Poi c’è l’altro, che prende quel giardino di rovi di metallo attorcigliato, che più ti muovi e più rimani fregato, e ci mette la gomma, un gel duro, che protegge quel filo spinato, che protegge la proprietà, che continua ad essere privata, però chi ha messo il cartello, ora dorme tranquillo, ora dorme, fa bei sogni, e al mattino, quando si sveglia ha pensieri nuovi, forse toglierà il cartello, forse aprirà le porte e i cancelli, nel caso qualcuno decida di fargli visita.
Proprietà privata, no è uno scherzo…

Qualcosa di differente
[audio: http://www.fondazionemarch.org/wp-content/uploads/docs/7_something%20different.mp3]

Oltre la fame, oltre ogni aspettativa, c’è come una strada che non è segnata, quasi non si vede, ma ti chiama, e sai che nonostante i rovi e le sterpaglie, nonostante i sassi a punta che spaccheranno le scarpe, lacerandone le suole, spaccando le caviglie, caviglie comunque allenate perché abituate a fare attenzione e a rischiare in strade simili ma sempre differenti.
Nonostante tutto questo sei e sarai sempre attratto da quelle strade, magari per ora solo da questa, perché sarà sempre una e una sola strada per volta che dovrai percorrere, ma lo farai, e non lo sai precisamente, cioè, non ne riesci a dare una definizione che possa soddisfare gli altri. Qualcuno potrebbe azzardare delle teorie che riguardano qualcosa di genetico, come una sorta di predisposizione; chi nasce guerriero, chi nasce parassita, chi vuole l’avventura, l’imprevisto per sentirsi vivo, per paura di deludere se stesso perché la natura chiama, perché è così e basta. E allora segui quella strada, altrimenti te ne pentirai per tutta la vita, e sempre per quel fatto che tutte le strade poco segnate, saranno sempre diverse.
E non importa se poi qualcun altro seguirà l’erba abbassata da ogni tuo passo, non importa se dopo qualcun altro si vanterà di ciò che tu hai azzardato per primo, lascialo fare, lascia che si goda la sua menzogna, perché sai in cuor tuo che tu l’hai fatto per qualcos’altro che gli altri non capiscono, ma che poi li migliorerà.
C’è un fuoco, c’è quella stessa sostanza magnetica che è presente nei becchi dei piccioni, delle anatra, e di chi migra, c’è questa sostanza nel sangue, con il fuoco e tutto il resto, e questo ti rende pioniere, questo ti rende capace di staccarti, e rende possibile le cose. Meritiamo anche di sbagliare, meritiamo anche di fallire, per sommare fatiche ed errori e portarci a capire qualcosa in più rispetto a prima, avendo la sensazione esatta che ogni altro uomo potrebbe assomigliarti ed aiutarti a raggiungere quel punto esatto, ma sempre un passo per volta, o un salto per volta.
Io la vedo così, tu la vedi così, e sai che siamo fatti della stessa sostanza, sai che nonostante tutto, ogni porta è una stanza differente, ogni eco rimbalza in modo differente e ogni giorno sarà differente, perché lo vogliamo e facciamo in modo che sia così.

Ricreare – terzo laboratorio

Venerdì 27 gennaio presso la scuola elementare “Zanetto Elti da Rodeano” a San Michele Al Tagliamento è stato effettuato il terzo laboratorio del ciclo “Ricreare” con Serena Vestrucci e Nicola Genovese.
Guarda il progetto generale

Serena Vestrucci:
Durante il laboratorio sono state presentate dieci notizie tratte da giornali su avvenimenti accaduti in tutto il mondo: Lituania, Norvegia, Yemen, Haiti e Giappone. Nel corso della lettura delle notizie I bambini hanno cercato di dare a queste una collocazione geografica, una presenza fisica all’interno del planisfero. Ad ognuno è stata assegnata una parte del planisfero e attraverso l’utilizzo di materiali di scarto che le aziende hanno donato andrà a ricreare la sua parte di mondo.

Nicola Genovese:
Il laboratorio si prefigge di stimolare i ragazzi a una visione particolare, i materiali di scarto, infatti, possono avere una seconda opportunità di vita, diventare qualcos’altro e acquisire nuovi significati. Un’introduzione illustrerà artisti e in particolar modo stilisti che hanno fatto del riutilizzo un modus operandi. I bambini andranno a sviluppare con i materiali di scarto delle aziende dei veri e propri vestiti e accessori. Cartone, plastica e pezzi di tessuto sono materiali che si prestano alla creazione di abiti vicini allo spirito del carnevale e del travestimento.

Ecco alcune fotografie scattate durante il laboratorio:









Ricreare – secondo laboratorio

Mercoledì 18 gennaio, presso la scuola elementare “Tiziano Vecellio” di Mestre, è stato effettuato il secondo laboratorio del ciclo “Ricreare” con Alex Bellan e Antonio Guiotto.
Guarda il progetto generale

Alex Bellan:
Alex parte da una riflessione sulle funzioni della maschera e l’importanza che ha sempre avuto nella storia. Si sono raccolti spunti collettivi per partire con una fase di progettazione, che accompagnerà ogni allievo nella rappresentazione grafica del tema stabilito. Nella seconda fase saranno riprese riflessioni e progettualità, accompagnando lo studente nel graduale sviluppo di un personale elaborato utilizzando i materiali di riciclo dalle aziende coinvolte.

Antonio Guiotto:
Il laboratorio è iniziato con un semplice gioco, partendo dalla parola “Scolaro”, ogni bambino per associazione di idee ha poi proposto una seconda parola. Antonio ha spiegato il gioco attraverso la proiezioni di immagini e schemi e ha analizzato vari esempi di riciclaggio. In un cartellone è stata scritta la sequenza di parole che i bambini hanno detto in classe, nella seconda parte del laboratorio ognuno realizzerà con i materiali di scarto delle aziende un’istallazione rievocativa della parola emersa durante il gioco.

Ecco alcune fotografie scattate durante il laboratorio:







quARTer Magazine, la prima rivista interattiva sul tema Arte e Cultura d’Impresa

quARTer Magazine è una rivista trimestrale, online e gratuita, incentrata principalmente sul rapporto tra arte e impresa. L’obiettivo è quello di realizzare un prodotto nuovo capace di imporsi nel mercato editoriale e internazionale come una realtà da subito riconoscibile all’interno del mondo con cui interagisce: un mix eterogeneo di approcci e riflessioni contemporanee.
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Ricreare – primo laboratorio

Venerdì 13 gennaio, presso la scuola elementare “Gaspare Gozzi” di Venezia, è stato effettuato il primo laboratorio del ciclo “Ricreare” con Alex Bellan e Elisa Strinna.
Guarda il progetto generale

Alex Bellan:
Alex parte da una riflessione sulle funzioni della maschera e l’importanza che ha sempre avuto nella storia. Si sono raccolti spunti collettivi per partire con una fase di progettazione, che accompagnerà ogni allievo nella rappresentazione grafica del tema stabilito. In seguito saranno riprese riflessioni e progettualità, accompagnando lo studente nel graduale sviluppo di un elaborato personale utilizzando i materiali di riciclo dalle aziende coinvolte.

Elisa Strinna:
L’attività di Elisa ha coinvolto i bambini nel processo che porta a rendere praticabile la dimensione dell’immaginario. Si è proposta la lettura di una fiaba che facesse riflettere sul tema della metamorfosi tra mondo umano ed animale.
Dopo aver letto la fiaba è stata presentata ai bambini una griglia con gli animali, le loro caratteristiche e virtù. Ad ognuno è stato chiesto di scegliere un animale con cui si sentono particolarmente affini e da lì si procederà per realizzare delle maschere o delle piccole sculture con i diversi materiali di riciclo.

Ecco alcune fotografie scattate durante il laboratorio:

Ricreare

Il progetto Ricreare è un’iniziativa ideata e promossa da Fondazione di Venezia, con la collaborazione di fondazione march.
Lo scopo del progetto è dare sfogo alla creatività dei bambini consentendo loro di creare liberamente degli oggetti colorati e fantasiosi utilizzando materiale di riciclo, dando così un nuovo uso a oggetti che altrimenti verrebbero gettati.
Il bambino verrà chiamato a mettersi in gioco, a liberare la fantasia, a sviluppare la manualità, a lavorare da solo o in gruppo. I bambini apprenderanno con molta semplicità e attraverso la sperimentazione diretta, come lavorare con l’arte attraverso concetti quali creatività, gioco, manualità. Si vorrà inoltre far riconsiderare materiali di scarto apparentemente poco interessanti e inutilizzabili.
Il progetto si suddivide in due fasi: una di ideazione e progettazione, tenuto da un operatore culturale e da un artista con la presenza di un insegnante nelle scuole selezionate da Fondazione di Venezia. L’incontro prevede la conoscenza dell’operatore e dell’artista, che spiegheranno brevemente, con semplicità e grazie al supporto di immagini e di oggetti come guardare con occhi diversi i materiali di scarto. Attraverso gli esempi e le creazioni di altre persone i bambini riusciranno a comprendere come la creatività, il gioco e il lavoro manuale possono trasformare gli oggetti e la realtà intorno a noi. L’artista e l’operatore poi spiegheranno ai bambini l’importanza di elaborare un progetto prima di iniziare a lavorare e li inviteranno a pensare all’oggetto da realizzare da soli oppure in gruppo.
Nella seconda fase avviene la realizzazione degli oggetti e artefatti. Verrà allestito uno spazio all’interno della Fondazione di Venezia che dovrà fungere da “atelier” nel quale verranno messi a disposizione dei bambini i materiali di scarto per costruire gli oggetti ideati e pensati nella prima fase.
Gli artisti che prenderanno parte al progetto sono:

Alex Bellan – Nato a Adria nel 1981 , si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, si specializza presso l’Accademia di belle arti di Bologna. Nel 2009 ha la prima personale “IMPORT-EXPORT” presso la galleria Perugi arte contemporanea(PD), partecipa a numerose collettive tra cui “Officina Italia 2” presso lo spazio ALT arte contemporanea (BG), “Suspence” presso la Fondazione Bevilacqua La Masa (VE), “XIII Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo”(BA), “Salon itinerant d’art contemporain jeune création européenne”. Nel 2010 è cofondatore del progetto “Superfluo”.

Nicola Genovese – 
Nato a Dolo (Venezia) nel 1971 vive e lavora a Padova. E’ stato in residenza presso: Salzamt Residency (Linz), Rave Residency con Adrian Paci (Trivignano-Udine) e Stichting BAD (Rotterdam). Tra le sue personali ricordiamo: “I’ve been here before BB15” (Linz Austria), “Breathing under” a cura di Federico Mazzonelli e Silvia Conta; “UploadArtProject” (Trento) e “Overtime” a cura di Valerio Dehò; “Lab 610 Xl” (Sovramonte Belluno). Ha partecipato inoltre a numerose collettive tra le più recenti ricordiamo: “Nicola Genovese – Mark Požlep Odprtje Razstave, Mala Galerija (Ljubljana Slovenia); “Edge Park” a cura di Riccardo Caldura, Forte Marghera (Mestre – Venezia), “Condensation” a cura di Daniele Capra e Elena Tamarro, Nuovo Museo (Clauiano Udine); “Dolomitenhof Resort” a cura di F.Ragazzi e F.Urbano, Dolomiti Contemporanee (Sospirolo Belluno).

Antonio Guiotto – 
Nato nel 1978 vive e lavora a Padova. Nel 2006 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Completa la sua formazione con corsi, workshop, studi personali e attività di varia natura. Partecipa a diverse mostre personali e collettive e a progetti collaterali. Si interessa di: scrittura, fotografia, cinema, video, design e cucina. I media che predilige sono: disegno, scultura, installazione, fotografia, video, scrittura, arte relazionale e performance.
Uno a cui piace raccontare storie…

Elisa Strinna – Nata a Padova nel 1982, dopo essersi diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, frequenta il biennio specialistico in Arti Visive l’Università IUAV di Venezia. Nel suo lavoro di ricerca investiga temi quali il rapporto tra l’uomo e il dato naturale, il ruolo dell’opera d’arte nella società attuale, le dinamiche culturali che vengono a generarsi attraverso lo spostamento transnazionale di beni e persone. Nel 2010/2011 vince il premio “6ARTISTA” presso la Fondazione Pastificio Cerere (ROMA). Tra le altre residenze di cui è stata beneficiaria troviamo gli studi d’artista alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia tra il 2008/2009. Nel 2010 partecipa al Corso Superiore di Arti Visive alla Fondazione Ratti di Como con l’artista Hans Haacke come visiting professor. Mostre passate: “GIVE&TAKE” a cura di Anna Daneri e Cesare Pietroiusti, VIAFARINI e DOCVA-Milano; “Iuav al MAXXI” a cura di Angela Vettese e Cornelia Lauf, MAXXI-Roma.

Serena Vestrucci – 
Nata a Milano nel 1986, ha conseguito nel 2009 il Diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera(MI). Si trasferisce nel 2008 a Berlino dove collabora con il centro non profit “91mQ Art Project Space” fino al 2010, anno in cui decide di iscriversi al corso di laurea specialistica in Arti Visive presso l’Università IUAV di Venezia. Attualmente è in residenza presso gli ateliers della Fondazione Bevilacqua La Masa.

Le scuole selezionate per il progetto sono:
Scuola primaria “G. Gozzi” – Venezia
Scuola primaria “T. Vecellio” – Mestre
Scuola primaria “Zanetto Elti da Rodeano” – San Michele al Tagliamento
Scuola primaria “F. Filzi” – Eraclea
Scuola primaria “S. Giovanni Bosco” – Dolo


Quarter Magazine – il video di presentazione ufficiale

E’ disponibile il video di presentazione ufficiale di Quarter Magazine (www.quartermag.org), la nuova rivista trimestrale online gratuita incentrata principalmente su arte e impresa di cui fondazione march curerà i contenuti.
Ogni numero di Quarter sarà bilingue (italiano e inglese) e verterà su un particolare argomento, di volta in volta scelto dalla redazione: per il primo numero, in uscita a gennaio 2012, la tematica di riferimento sarà la fiducia.
I contenuti saranno realizzati da particolari “redattori”, appositamente selezionati in base al tema conduttore, appartenenti a diversi ambiti del sapere: artistico, letterario, economico, scientifico, ecc.
Una ricchezza di idee, spunti di riflessione e visioni d’autore che possano coinvolgere una vasta gamma di lettori, dai curiosi agli addetti ai lavori.
Il primo numero uscirà a gennaio 2012 e sarà visualizzabile direttamente dal sito ufficiale e tramite applicazione per IPad. Le potenzialità del tablet permetteranno di realizzare un periodico improntato sull’interattività, garantendo un progetto dinamico e accattivante anche dal punto di vista visivo.

Technogel Art Project – Jelly Fish | Michael Fliri, Luca Trevisani, Michael Beutler|

Technogel Art Project è la sezione dedicata ai progetti di arte contemporanea di Technogel. fondazione march ne cura annualmente una visiting artists research, in cui un artista viene selezionato per realizzare un’opera d’arte con il materiale prodotto dall’azienda, indagando su alcune tematiche di interesse.
Michael Fliri è stato visiting artist nel 2009, Luca Trevisani nel 2010 e Michael Beutler nel 2011.
To Paise Exaggeration” di Michael Fliri è un’indagine sull’identità e le sue possibilità: sostituire la propria con altre per poter scoprire nuove opportunità e sensazioni, indagando così anche la propria esperienza personale.
Con “104Luca Trevisani ha infranto la serialità tipica della produzione industriale, realizzando un qualcosa che possa ricondurre alla manualità della creazione. Il concetto centrale è la mano, indagata sia attraverso la sua funzione di mezzo per creare, sia come elemento di unione nel momento in cui, toccandosi, mettono in comunione e in relazione le persone.
Alla base di “Soft Fence” di Michael Beutler c’è l’incontro tra materiali che danno vita a qualcosa di completamente nuovo. Unire del filo spinato con il materiale prodotto dall’azienda fa sì che la funzione principale, il motivo d’essere dell’oggetto, venga rivisto e ripensato.
Tutti i video sono stati realizzati da Macinino™.

Michael Fliri: “To Praise Exaggeration”

Luca Trevisani: “104”

Michael Beutler: “Soft Fence”

Meet the Artist


fondazione march propone una serie di incontri con la formula “Meet the artist” in un locale della città di Padova. Appuntamenti che danno la possibilità a tutti gli appassionati e curiosi di arte di poter parlare, conoscere, confrontarsi con giovani artisti la cui arte spazia dai video, alle istallazioni fino alle forme più contemporanee di espressione artistica. Una “serata sperimentale” per comprendere come l’opera d’arte non sia il semplice risultato di libera creatività espressiva bensì il frutto di un lungo e sapiente lavoro di ricerca e studio; uno strumento diverso per valutare gli aspetti dell’arte contemporanea legati alla socialità.
Il luogo che ospita l’evento, per una sera, cambierà la sua veste e da semplice punto di ristoro diventerà un vero e proprio contenitore culturale. Nel primo incontro sarà presente Daniele Zoico, giovane artista che con la sua partecipazione farà
vivere in maniera non convenzionale il momento dell’aperitivo.

Daniele Zoico (1985) vive e lavora a Venezia.
Laurea magistrale in Produzione e progettazione delle arti visive allo IUAV di Venezia; è membro del collettivo Blauer Hase e la sua produzione spazia dai video alle performace.

Infomazioni:
Quando: giovedì 17 novembre 2011
L’artista sarà presente dalle 18.30 alle 20.30
Dove: Bar-Enoteca Il Gottino, via delle piazze 16 – Padova
Partecipazione con prenotazione obbligatoria.
Contributo per la serata compreso di aperitivo: 10€.

Per la serata è possibile diventare membri di fondazione march acquistando la tessera al prezzo speciale di 5€.

Posti limitati, max 40 persone.
Prenotazione e pagamento dei 10 euro obbligatori: clicca il pulsante





Interviews in Action

Dopo la conclusione del ciclo di incontri “Cos’è il contemporaneo? 4 – L’arte si racconta”, che ha visto come main partner il Centro Porsche Padova ed organizzato in collaborazione con il Comune di Padova e APS Holding, si apre la mostra di fine progetto “Interviews in action”, che vede come protagonisti i ragazzi delle classi superiori e studenti universitari che hanno deciso di partecipare attivamente all’iniziativa.
Compito degli alunni è stato quello di approfondire una conferenza, dal loro punto di vista particolarmente significativa, attraverso delle interviste ai soggetti interessati: da questo spunto sono nate delle riflessioni che spesso hanno portato a rielaborare il concetto stesso di intervista.
Le modalità attraverso le quali si sono svolti questi lavori variano a seconda delle scelte dei ragazzi: trascrizione cartacea di domande e risposte, video o semplici frasi che evochino il momento d’incontro tra intervistato e intervistatore.
Il frutto di questi mesi di lavoro è riunito in questo speciale progetto multimediale, curato da fondazione march.

Hanno partecipato a Interviews in Action:
-Sabina Bassetto
-Fabrizio Dante
-N’aì Fabris
-Giorgio Fortin
-Maddalena Scarabottolo


Sabina BassettoSuggeritore semi-aleatorio

Il software opera su un archivio di risposte raccolte intervistando varie persone, chiedendo di proporre argomenti, idee, temi, spunti, eventi e personaggi del contemporaneo su cui vale la pena pensare e magari condividerne le riflessioni, anche attraverso un mezzo espressivo come l’opera d’arte.




Fabrizio Dante Dici a me?


Il ciclo d’incontri “che cos’è il contemporaneo” è stato molto utile per avere una panoramica sulla situazione artistica contemporanea dei nostri giorni. “Interviews in action” è stato per me un modo per approcciare l’attività giornalistica ed in particolare quella dell’intervista appunto. Dopo un’analisi che mi ha condotto lungo le principali linee guida e le tecniche di un’intervista, era giunto il momento di fare culminare il percorso in un opera che esprimesse il concetto dell’intervista in sè. Alcune idee che mi sono passate per la testa hanno raggiunto maturità ma, essendo di difficile attuazione e presentate su una piattaforma virtuale, non sono state portate a termine. L’opera che iniziava a delinearsi tra i miei pensieri avrebbe dovuto assumere un carattere vocativo ed essere autonoma nel senso che a ciascun spettatore che si poneva davanti sarebbe dovuto venire lo stimolo all’autointerrogazione, di quì si è poi giunti poi alla forma autoriflessiva. Ho lavorato con gli specchi, con il cartongesso e con i riflessi dell’illuminazione ma credo che i risultati raggiunti in quei lavori si debbano basare su un’indiscutibile empatia dello spettatore che non volevo come dato di fatto ma bensì che volevo suscitare mediante il lavoro stesso. Perciò sono approdato ad un comunicato blando ed elementare, una scrittura di perifrasi del pensiero, semplice nero su bianco, niente codici, zero interpretazioni solamente fantasia allo stato puro. Il titolo all’ insegna dell’ironia “Dici a me?” solleva in sè il dubbio su chi è o meno il destinatario delle domande. Lo schema teorico principale a cui mi riferivo durante l’esecuzione del lavoro è quello del reporter che nell’interesse della stampa ossia del grande pubblico presenta una serie di domande ad una persona dalla quale vuole ottenere informazioni oppure dichiarazioni. Ciascun immagine si prefigge quindi d’assumere il ruolo del giornalista ponendosi l’obiettivo d’interrogare lo spettatore per mezzo di proposizioni… lasciate in sospeso e che necessitano di un intervento per essere completate.

Scarica “Dici a me?”
Scarica “Good Morning, Venice”

N’aì FabrisScala d’artista


L’obbiettivo delle mie interviste è stato quello di capire come nasce il giovane artista e quali sono le sue opportunità per immettersi in quello che è il grande mercato dell’arte, alla ricerca della propria realizzazione in campo lavorativo. Ho anche considerato il punto di vista di chi, al contrario, è già affermato nel campo artistico ed ha il ruolo di scegliere quale arte e quali artisti giudicare validi. L’arte oggi si svincola dalla ‘madre pittura’ per prediligere medium espressivi alternativi e più accattivanti come il video, l’installazione, performance ed è anche utilizzata dal marketing per creare brands pubblicitari. Ho intervistato Circopitanga, un duo di artisti itineranti che si esibiscono in spettacoli di strada; Enrico Bari, giovane artista della provincia vicentina che utilizza il video per le sue creazioni; Giovanni Munari, direttore della galleria Anfiteatro Arte a Milano e a Padova. Nella scala che ho realizzato trovano spazio le tre interviste, poste come tappe del percorso insicuro ed incerto dell’artista alle prime armi, senza una meta certa, ma proiettata verso l’affermazione di sé. Per riuscire in questa sorta di scalata, Circopitanga punta sulla forza fisica e sulla perseveranza, Bari sulla collaborazione e l’originalità, Munari sulla sensibilità che si acquisisce con l’esperienza. Alla fine, nella parte superiore sicurezza lavorativa e stabilità economica sono rappresentate da una pietra angolare, fondamentale per la costruzione del nostro futuro.

Scarica “Scala d’artista”

Giorgio FortinIntervista a Rudy 61

Prendendo spunto dall’incontro del 21.04.2011 del ciclo “Cos’è il Contemporaneo” Urban Code e dalla mia immensa ammirazione per gli artisti Keith HARING e Jean Michel BASQUIAT, ho effettuato questa mia ricerca sul mondo articolato dei Writers, o “Graffitari,” cercando di tracciare un profilo su questa anomala figura, molto spesso tormentata e perseguita dai regolamenti e dalle normative vigenti.

Scarica l’intervista

Maddalena ScarabottoloImpressione di un paesaggio


“Impressione di un paesaggio” nasce dall’analisi e dalla rielaborazione di argomenti e aspetti che sono stati trattati all’interno degli incontri di “Cos’è il contemporaneo? 4″.
In particolare mi sono soffermata sui temi del paesaggio, del bombardamento di immagini e infine, da come richiesto, sul tema dell’intervista.
Come si può vedere dall’elaborato, ho concepito l’intervista come fosse un racconto, un racconto incentrato sul tema del paesaggio.
L’aspetto interessante, è che ciò che è raccontato in realtà è un ricordo, un qualcosa che solitamente ha bisogno di essere rievocato attraverso la memoria e l’immaginazione.
Proprio per questo motivo il video mostra unicamente un’immagine, una tela bianca dove poter apporre le proprie sensazioni e idee nello stesso istante in cui la voce, all’interno del video, stimola le nostre facoltà immaginative. In questo modo si crea un rapporto, un continuo scambio tra opera e spettatore, ovvero l’esatto contrario all’indifferenza che invece crea il bombardamento di immagini.

Cena di Gala: a sostegno dei servizi per le donne vittime di violenza

Presentazione
Gruppo Polis riunisce 5 Cooperative Sociali padovane che operano da 25 anni a favore delle persone in difficoltà. Realizzano servizi educativi, riabilitativi, residenziali ed occupazionali, promuovono il collocamento lavorativo delle persone svantaggiate
e sostengono la cultura dell’accoglienza, dell’inclusione e della solidarietà.
Da alcuni anni è attivo un servizio di accoglienza protetta e di accompagnamento sociolavorativo per donne vittime di violenza e di tratta.
Confcooperative è l’Organizzazione di rappresentanza e coordinamento del movimento
cooperativo; diffonde gli ideali, i principi e le esperienze della cooperazione.
L’Associazione Ristorantori Padovani, che festeggia il trentennale dalla sua costituzione, riunisce 14 tra i più noti e rinomati Ristoranti della provincia di Padova, accomunati dalla volontà di difendere e promuovere le tradizioni culinarie del territorio ma anche dall’attenzione alle istanze di carattere sociale.
La sinergia dei Soggetti citati, nella valorizzazione delle rispettive competenze, ha consentito l’organizzazione di questo importante evento, uniti da un comune obiettivo: promuovere il sostegno alle donne vittime di violenza, affinchè nessuna sia lasciata sola.

Programma
A partire dalle ore 20
Aperitivo e buffet di benvenuto sulla balconata esterna.
Cena di gala
Menù ed abbinamento vini a cura dei Ristorantori Padovani.
Interventi
Vera Slepoj, psicoterapeuta e scrittrice con un intervento dal titolo “Alle radici della violenza”.
Gruppo Polis presenta il progetto in favore delle vittime di violenza e di tratta.
Consegna del “Premio Veritas”, gioiello disegnato e prodotto per l’occasione dalla Maison Pianegonda, con la partecipazione del Presidente Franco Pianegonda.
Conduce la serata Cristina Catarinicchia, giornalista Antenna 3.
Gran finale con intervento musicale di Cheryl Porter accompagnata dai suoi musicisti.
Nel corso della serata a tutti i partecipanti verrà consegnato il Ricettario dei Ristorantori Padovani.

Il contributo di partecipazione chiesto agli ospiti è di 80 euro a persona. L’intero ricavato della serata è destinato a sostenere i servizi di Gruppo Polis a favore delle donne vittime di violenza.

Per partecipare alla serata sono previste tre modalità:
a) Ritiro dei biglietti e versamento della quota di adesione presso: tutti i Ristoranti aderenti all’associazione Ristorantori Padovani (www.ristorantoripadovani.it) o presso la sede di Gruppo Polis (via Due Palazzi 16, Padova).
b) Prenotazione telefonica allo 049.8900506 o al 345.6201349 oppure
all’indirizzo mail: eventi@gruppopolis.it e successivo bonifico
su c/c bancario Banca Padovana di Credito Cooperativo Agenzia di Villafranca
Padovana, intestato a Sinfonia scs IBAN: IT 89 M 08429 62980 00000AC12851
c) Prenotazione telefonica allo 049.8900506 o al 345.6201349
o all’indirizzo mail: eventi@gruppopolis.it versamento della quota e ritiro dei biglietti la sera dell’evento a partire dalle 19.30.
Il termine per l’adesione è venerdì 23 settembre.

Per informazioni
Gruppo Polis Cooperative Sociali
via Due Palazzi, 16 – Padova
tel. 049.8900506 – cell. 345.6201349
info@gruppopolis.it
www.gruppopolis.it/cenadigala

Iniziano i laboratori domenicali per bambini a Villa dei Vescovi del FAI, Luvigliano di Torreglia. Vi aspettiamo!

Tutte le domeniche dal 3 luglio al 2 ottobre sarà possibile per i bambini dai 4 ai 10 anni partecipare ad una attività didattica e creativa per vivere e scoprire la villa in modo divertente ed educativo. Dalle 15.00 alle 17.30 si parteciperà ad un breve percorso in villa seguito da un laboratorio creativo che potrà essere, a seconda della domenica, “c’è posta per te”, “animal park” o “ri-calca la natura”.

C’è posta per te: Ogni volta che si va in un luogo che ci piace vogliamo condividere l’esperienza con chi non è presente inviando una cartolina. La cartolina sarà costruita dai bambini con elementi naturali (foglie, ramoscelli, erba, fiori…) su una base di cartoncino e nel retro la potranno dedicare a chi vogliono. In questo modo si vuole far riflettere i bambini su un elemento che per loro sia risultato particolarmente significativo, sviluppando così un’analisi critica della visita.

Animal Park (anima il park): La villa è caratterizzata da un ampio parco che ospita piccoli amici animali. Utilizzando la tecnica degli origami i bambini potranno realizzare un piccolo animale (rana, cane, cigno, …) con il quale costruire una storia collettiva o realizzare tornei tra rane salterine. In questo laboratorio verranno stimolate oltre alla capacità manuali e quelle creative, l’immaginare ed il ricostruire la dimensione ludica della villa.

Ri-calca la natura: Il paesaggio circostante alla villa è ricco di alberi, sentieri, che hanno una loro identità. Utilizzando il sistema del frottage con colori a cera, verrà chiesto ai ragazzi di fare un ritratto delle varie superfici che si possono trovare e toccare vicino alla villa. Si crea così una consapevolezza di quanto ogni elemento del paesaggio sia particolare ed unico se gli prestiamo l’adeguata attenzione.

Costo a bambino: 4 euro (oltre al costo di ingresso)
Per informazioni: 049 9930473
faivescovi@fondoambiente.it

INFORMAZIONI:

• num max: 30 bambini
• Nel caso in cui ci fossero più di 30 bambini è necessaria la presenza di qualche genitore
• nel caso di bambini con disabilità devono essere sempre accompagnati.
• i bambini durante il laboratorio si possono sporcare.
• i laboratori utilizzeranno diversi materiali, in caso di allergie è necessario segnalarle all’inizio per valutare la fattibilità.

fondazione march presenta Boris Eldagsen al 2°padiglione internet alla Biennale di Venezia


ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI VENEZIA, NTA
ospita
IL 2° PADIGLIONE INTERNET
ALLA BIENNALE DI VENEZIA 2011
e
BYOB VENEZIA
Giovedi 2 Giugno 2011, dalle ore 19.00 alle 24.00
Isola di San Servolo
PADIGLIONE INTERNET, iniziato da Miltos Manetas, presenta BYOB, un format espositivo creato da Rafaël Rozendaal.

Artisti confermati: Agnes Bolt, Alterazioni Video, Andreas Angelidakis, Angelo Plessas, Anna Franceschini, Billy Rennekamp, Boris Eldagser, Britta Thie,
Claudia Rossini, Cristian Bugatti, Eilis McDonald, Elisa Giardina Papa, Giallo Concialdi, Giona Bernardi, Hayley Silverman, Interno3 and crew, Iocose, Ivano Atzori, Jaime
Martinez, Jeremy Bailey, Les liens invisibles, LG Williams/ Estate Of LG Williams, Luca Bolognesi, LuckyPDF, Marc Kremers, Marco Cadioli, Marisa Olson, Marlous Borm, Martin Cole, Matteo Erenbourg, Mike Ruiz, Miltos Manetas, Nazareno Crea, Nikola Tosic, Parker Ito, Pegy Zali, Petros Moris, Priscilla Tea, Rachele Maistrello, Rafaël Rozendaal, Rene Abythe, Riley Harmon, Sarah Ciraci, Sarah Hartnett, Theodoros Giannakis, Travess Smalley, UBERMORGEN.COM, Valery Grancer, Wojciech Kosma, Yuri Pattison – lista in aggiornamento

Curatori: Margherita Balzerani, Gloria Maria Cappelletti, Caroline Corbetta, Silvia Ferri De Lazara, Marina Fokidis, Elena Giulia Rossi, Valentina Tanni, Mara Sartore, Yvonne Force Villareal, Doreen Reemen M: Jan Aman, Manuel Frara, David Quiles Guilló, Miltos Manetas, Lev Manovich, Angelo Plessas, Rafaël Rozendaal, Domenico Quaranta, Francesco Urbano e Francesco Ragazzi.



Due anni fa abbiamo introdotto alla Biennale di Venezia il PADIGLIONE INTERNET, un Padiglione dedicato alla Rete e presentato, alla sua prima edizione, come evento collaterale.
Per l’occasione abbiamo invitato il popolo di ThePirateBay.org a recarsi a Venezia ed inaugurare la prima Ambasciata dei Pirati che ha trovato sede al Quartier Generale S.A.L.E. dei Magazzini del Sale, nei pressi di Punta della Dogana. Nel corso degli ultimi 2 anni sono cambiate molte cose. Una buona parte della Rete ha abbandonato il Network per muoversi in direzione di sistemi indipendenti come iPod/iPads e altre Internet Tablets. E se i networks erano sorte di “nuvole” questi sistemi sono, invece, paragonabili a “isole” e la nostra attitudine psicologica differisce significativamente da quella che dimostravamo verso i computers. Crediamo che queste “isole leggere” – così chiamate per via del loro design – rappresentino un primo passo verso l’era neo-analogica della tecnologia. Al contempo, esse possono ospitare il cosiddetto “SlowNet”, ovvero una versione di Internet indipendente dal server e quindi identificabile come territorio libero.
In occasione del 2° Padiglione Internet alla Biennale di Venezia abbiamo intenzione di presentare sia l’idea di “SlowNet” che quella di “MetaScreen”.
Mr. Leonard Kleinrock, il padre di Internet, si lamenta del fatto che non siamo abbastanza seri nell’utilizzo della Rete e che i nostri corpi informazionali sono ancora intrappolati da sistemi come monitor, proiettori, computers e simili. Mr. Kleinrock pretende la possibilità di connessione da ogni luogo e da ogni sistema – sia esso anche una forchetta o una scarpa usurata. Predica, inoltre, che questi sistemi di connessione siano invisibili.
In definitiva, Mr Kleinrock chiede che Internet divenga nient’altro che un elemento della Natura, un suo ulteriore strato al quale rapportarci nello stesso modo con il quale ci relazioniamo a nuvole, pecore e onde dell’oceano. Non ci è ancora possibile soddisfare le richieste di Mr. Kleinrock, per lo meno non ora. Possiamo, però, cominciare a parlare, a sognare di quel giorno in cui smetteremo di servire questa Nuova Piramide Tecnologica che stiamo attualmente costruendo.
In questo contesto, BYOB, BringYourOwnBeamer, evento performativo ed itinerante ideato da Rafaël Rozendaal, rappresenta un perfetto esempio della situazione attuale: le persone portano le proprie macchine e proiettano su qualsiasi spazio disponibile. Nel tentativo di aprire una finestra sull’immaginario e sulla creatività all’interno dello spazio reale così fortemente radicato, BYOB, rappresenta una delle più originali espressioni di arte visuale sinora raggiunta. E’ il grido dei nostri corpi estesi ancora intrappolati tra la tastiera di un computer e la luce innaturale di un videoproiettore.



Miltos Manetas

In Collaborazione con:
Accademia di Belle Arti di Venezia (corso di Applicazioni Digitali per l’Arte del Dipartimento di Nuove Tecnologie di San Servolo)
Gloria Maria Gallery
Associazione E:
Galleria A+A Centro Pubblico per l’Arte Contemporanea
fondazione march per l’Arte Contemporanea

Cinema alla luce del giorno – Una rassegna eterosessuale


Cinque film che raccontano, da differenti angolazioni, identità e relazioni oblique.
Ad inaugurare la serie di screening, Apichatpong Weerasethakul con “Tropical Malady” (2004) e Tsai Ming-liang con Goodbye, “Dragon Inn” (2003), film scelti e presentati per l’occasione dal critico e curatore Pier Luigi Tazzi. Seguiranno, nei giorni successivi, “Flaming Creatures” (1963) di Jack Smith, “L’assassinio di Sister George” (1968) di Rob…ert Aldrich e “Paris is Burning” (1990) di Jennie Livingstone.

Le cinque proiezioni mattutine, curate da Francesco Ragazzi e Francesco Urbano, mirano a rinnovare l’esperienza cinefila delle matinées, invertendo il senso comune che associa il queer a scenari oscuri e perturbanti.

“Cinema alla luce del giorno – Una rassegna eterosessuale si inserisce nel programma di “A special day”, workshop a cura di Associazione E che vedrà coinvolti come artisti Antonio Bigini, Tomaso De Luca, Sabina Grasso e Motel Lucie – rappresentati da Andrea Romano.

Lavoreranno in una settimana “di residenza” con curatori, sociologi, artisti, giornalisti. E incontreranno un gruppo di gay e lesbiche veneziane nati attorno agli anni ’40: da questo incontro prenderanno vita materiali creativi su identità, memorie e culture queer.

Un evento del progetto “A Special Day”
della serie “Otto+1. Materiali identitari ed imprevisti queer”

– co-finanziato da: UNAR – Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali – Dipartimento nazionale Pari Opportunità
– promosso da: Comune di Venezia – Assessorato alle politiche giovanili/Osservatorio Queer
– curato da: Associazione “E”
– in collaborazione con: fondazione march ed Associazione “Ottava Traversa”
– con il supporto di: Lago S.p.A e Coop

PROGRAMMA:
dal 23 al 27 Maggio 2011, ore 11
Facoltà di Design e Arti
Università Iuav di Venezia
sede Terese
Aula G

LUN 23/05
Tropical Malady
Apichatpong Weerasethakul
118′ | 2004 | Thailandia

MAR 24/05
Goodbye, Dragon Inn
Tsai Ming-Liang
82′ | 2003 | Taiwan

MER 25/05
Flaming Creatures
Jack Smith
45′ | 1963 | Italia

GIO 26/05
L’assassinio di Sister George
Robert Aldrich
139′ | 1968 | USA

VEN 27/05
Paris is burning
Jennie Livingston
78′ | 1991 | USA

INFO:
www.veneziagiovane.info
www.queervenice.blogspot.com
www.e-ven.net

“Cos’è il contemporaneo?” – visita alla Fondazione Bevilacqua La Masa




Cos’è il contemporaneo? 4 – L’arte si racconta
giovedì 19 maggio, ore 11.00-17.00
ore 11.00: Isola della Giudecca – ore 14.30: Palazzo Carminati
Fondazione Bevilacqua La Masa – Venezia
Ritrovo a Padova: ore 9.15 davanti alla Mondadori in stazione dei treni



Ingresso libero.


La Fondazione Bevilacqua La Masa:
Punto di osservazione privilegiato delle esperienze artistiche italiane ed internazionali più interessanti ed incubatore di progetti che coinvolgono la comunità artistica locale, La Fondazione Bevilacqua La Masa (BLM) nasce nel 1898 per volontà di Felicita Bevilacqua, che lascia al Comune di Venezia il suo palazzo di famiglia sul Canal Grande, Cà Pesaro, a patto che diventi un luogo per la cultura artistica cittadina volto ad agevolare i “giovani artisti ai quali è spesso interdetto l’ingresso nelle grandi mostre”. La BLM diviene rapidamente il punto di riferimento e il trampolino di lancio per giovanissimi autori tra cui ricordiamo Boccioni, Casorati, Semeghini, Gino Rossi e Arturo Martini.
In seguito la sua sede si è spostata dapprima al Lido, poi a Piazza San Marco dove ha tutt’ora la sua principale sede espositiva. Una seconda sede è Palazzetto Tito, vicino a Campo San Barnaba e nel cuore della zona universitaria della città. Pensata e voluta per dare spazio alle ricerche artistiche giovanili, la Fondazione Bevilacqua La Masa continua la sua missione dopo oltre un secolo di vita, integrando il suo ruolo di sede espositiva con il sostegno agli artisti esordienti.
L’avveniristico interesse della Fondazione per la fotografia, il design e la grafica e arti applicate ne ha definito le linee programmatiche che mirano al raggiungimento di più obiettivi:
– organizzazione di mostre di artisti viventi di fama internazionale
– attività dedicate agli artisti del triveneto e ai giovani artisti
– l’organizzazione di convegni e conferenze e la realizzazione di pubblicazioni e altri strumenti di informazione e divulgazione, come ad esempio l’Archivio Giovani
– il programma studi d’artista della Fondazione Bevilacqua La Masa
– la riflessione sull’identità e sull’immagine di Venezia, che ha contraddistinto un’ampia parte delle attività della Fondazione negli ultimi otto anni.



Gli Atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa
Il programma di residenze per artisti della Fondazione BLM è tra i più antichi in Europa ed ha origine nel 1898 con la nascita dell’istituzione stessa: fu infatti la sua fondatrice, la duchessa Felicita Bevilacqua La Masa, a disporre che la propria residenza privata, il Palazzo Ca’ Pesaro sul Canal Grande, fosse destinata alla promozione dell’arte dei giovani artisti a Venezia. La donazione aveva lo scopo di agevolare l’ingresso al circuito artistico per i giovani creativi, ai quali spesso veniva interdetta la partecipazione alle grandi mostre.
Proprio per questa ragione la Fondazione nacque nel 1908 con una struttura che permetteva non solo di esporre al grande pubblico nelle sale di Ca’ Pesaro, ma si offriva anche come importante vetrina per la vendita delle opere e come luogo di residenza e di studio per gli artisti. Per volontà della duchessa, infatti, il piano nobile e gli ammezzati vennero destinati all’attività espositiva, mentre il terzo piano fu destinato alla collocazione di quattordici studi/residenze gratuite per gli artisti.
Attualmente, mentre per varie vicessitudini storico-artistiche non è più Ca’ Pesaro ad ospitare la sede della Fondazione, la BLM mantiene quasi inalterata l’originaria missione di promozione dei giovani artisti: gli Atelier si trovano oggi nelle prestigiose sedi di Palazzo Carminati a San Stae e nel complesso dei Santi Cosma e Damiano nell’Isola della Giudecca.
Ogni anno la Fondazione assegna tramite un bando di concorso dodici studi d’artista, cinque in Giudecca e sette nella sede di Palazzo Carminati, che possono essere impiegati, per dodici mesi, da giovani talentuosi come atelier personali (e non dunque come residenze personali); questi spazi diventano allora luoghi di sperimentazione creativa, di contaminazione artistica e intellettuale, di confronto diretto con colleghi e con la critica del settore. Ciò avviene attraverso l’organizzazione di visite di curatori e operatori del settore provenienti da Istituzioni internazionale di arte contemporanea, quali ad esempio la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, Dena Foundation di Parigi, il Gasworks di Londra, Stazione Rogers di Trieste, il centro Platform Garanti di Istanbul, Fondazione Antonio Ratti di Como, Fondazione March di Padova, De Apple Arts Centre di Amsterdam e FormContent di Londra. Almeno due volte nel loro anno di lavoro presso gli studi, inoltre, gli artisti hanno la possibilità di presentare le proprie ricerche e le proprie modalità di lavoro al pubblico generale, in occasione degli Open Studios & ArtistsTalk. A partire da quest’anno il progetto degli studi vedrà inoltre la collaborazione col Museo Zauli di Faenza che selezionerà un artista per una residenza e per la produzione di un’opera in ceramica.



Open Studios – Atelier Bevilacqua La Masa, artisti partecipanti:
Nico Angiuli, Lia Cecchin, Nebojša Despotović, Nina Fiocco e Nicola Turrini, Martino Genchi, Giovanni Giaretta, Alessandra Messali, Andrea Napolitano, Luca Pucci, Chiara Trivelli, Aleksander Velišček, Serena Vestrucci.

“Vorrei raccontarti un’opera” di Antonio Guiotto selezionato per “Il Cantiere” su Radio Rai3


“Il progetto “vorrei raccontarti un’opera” è stato pensato alcuni anni fa, come installazione sonora a fruizione singola. Si presentava composto da 7 riproduttori audio, con 7 cuffie e 7 occhiali oscuranti, e ognuna delle postazioni era un’opera in cui una voce narrante, la mia, raccontava, descrivendo in maniera romanzata, un’opera che avevo pensato, ma che non è mai stata realizzata fisicamente, in questo modo davo la possibilità, ad ogni ascoltatore, di immaginarla e costruirla mentalmente, rendendolo protagonista e coautore di ambienti, spazi e oggetti. L’esperimento pensato per Radio Rai3 è un adattamento del progetto, per il quale ho collegato assieme 3 delle 7 tracce, creando un percorso che non fosse solo direzionato verso la costruzione mentale di 3 opere, ma verso la realizzazione immaginativa di un vero e proprio museo d’arte mentale, con rumori di sottofondo aggiunti, per tramutare ciò che era stato pensato come singole opere, in una sorta di mostra con progetto curatoriale, e la bellezza o la nitidezza del ricordo, dipenderanno dalla capacità immaginativa di ogni ascoltatore.”

 

[audio:http://www.fondazionemarch.org/wp-content/uploads/docs/il_cantiere_di_radio_rai_3.mp3|titles=il_cantiere_di_radio_rai_3]

CUXINA – DINNER TWO


CUXINA – Dinner Two, la seconda di 3 cene esclusive nell’Appartamento LAGO di Venezia-Rialto.


9 artisti, 1 appartamento, 1 fondazione, 1 azienda. Ricette per Appartamento, Manuale di cucina azionista nasce nell’estate 2010, quando i 9 artisti ospiti del Lagostudio ideano alcune “istruzioni d’artista”, ricette che i tenant degli Appartamenti LAGO possono personalizzare con i propri ingredienti.


COS’ È SUCCESSO:
Chi ha prenotato per la cena si è trovato a mangiare in ogni stanza dell’appartamento usando in maniera non convenzionale tutti i mobili della casa, sono stati progettati tavoli su misura per sfruttare al meglio tutti gli spazi e chi si è trovato a cenare seduto sul letto è presto passato da seduto a disteso.
Durante la cena gli ospiti sono stati i protagonisti delle riprese del film d’artista GLI AMATORI di Francesco Urbano e Francesco Ragazzi. Giocando con il tradizionale filmato di famiglia, gli artisti hanno rinunciato a rappresentare le dinamiche familiari per fare un ritratto di fondazione march all’interno di un contesto “aziendale”, facendo diventare attori d’eccezione tutti presenti alla serata.
Oltre al film i partecipanti hanno potuto gustare le ricette ISTRUZIONI FAI DA TE di Valentina Vetturi, uno speciale taccuino bianco è stato fatto girare tra tavoli invogliando gli ospiti a lasciare le loro particolari istruzioni su come usare in modo non convenzionale i mobili e l’Appartamento Lago. Gli ospiti hanno risposto con entusiasmo alle richieste dell’artista e subito il libretto si è riempito di schizzi e disegni.


COSA SUCCEDERÀ:
Gli ospiti che parteciperanno a Dinner Two assisteranno alle istruzioni dell’artista Daniele Zoico MUSICA DA CAMERA che, grazie alla partecipazione del gruppo d’archi Fraglia dei Musici, trasformerà l’appartamento in un concerto. La seconda ricetta della serata saranno le istruzioni SENZA TITOLO di Elisa Caldana che poterà gli ospiti in un’atmosfera straniante e surreale; il tutto sarà condito dal design Lago e dall’immancabile tradizione di sfruttare ogni mobile della casa come tavoli e sedute su cui far cenare gli ospiti.


QUANDO: il 20 maggio 2011 ore 20.00


DOVE: Appartamento LAGO Venezia-Rialto, Sestiere San Polo 205, Venezia
membership fondazione march – tessera green del valore di 25 euro.
Il tutto è reso possibile dalla partnership tecnica di:
Banqueting by Perla
Bormioli Rocco
Costa Vini Verona
Nuvolari Casa
Pentole Agnelli
Fraglia dei Musici



Se vuoi conoscere il progetto e gli artisti, se vuoi contribuire in prima persona, prenota ora!
Contributo fund art: 25 euro.
Per prenotazioni:


Motore: Passione


Motore: Passione
Centro Porsche Padova e fondazione march presentano:


Mendini, Munari, Branzi, Giacon
Quattro maestri del design
a cura di Galleria Daniele


Centro Porsche Padova – 13 maggio 2011 ore 19

Corso Stati Uniti 35 – Padova


Ingresso gratuito con prenotazione: info@fondazionemarch.org – tel. 049.8808331


Motore: Passione è un ciclo annuale ideato da fondazione march e articolato in due eventi che verranno ospitati presso il Centro Porsche Padova per indagare e rendere fruibile ciò che solitamente viene denominato una passione. Il tutto in un’atmosfera elegante e intima e che metterà ancora più in luce l’assoluta esclusività delle proposte.


Per il primo evento che si terrà il 13 maggio la passione scelta è quella per il design, settore in cui Porsche si è distinta fin dalle sue origini, partendo dall’idea che arte e design spesso si intersecano tra loro creando oggetti di un valore e di una bellezza rara. Sono state quindi selezionate, a cura della Galleria Daniele specializzata in questo settore, alcune creazioni di grandi designer contemporanei: Mendini, Munari, Branzi e il giovane Giacon. Verranno presentati, in un allestimento esclusivo per l’evento, all’interno del Centro Porsche Padova dei pezzi scelti dalla collezione vetri di Munari (con opere di Botta, Mendini, Paladino, e altri) denominata Après Veronese, la serie di sculture ceramiche Colonne di Mendini, la serie i Portali di Branzi e alcune opere ceramiche dell’artista padovano Giacon.


Gli invitati potranno quindi passeggiare tra le opere in un’atmosfera particolare e carica di suggestioni, apprezzando il disegno esclusivo delle opere con la tranquillità derivata dall’intimità dell’evento.
In questa serata sarà possibile vedere opere di grande valore come:


12 colonne
Alessandro Mendini

Con questo progetto Mendini rielabora e interpreta la struttura della colonna che lui stesso definisce come “archetipo fondativo e primario”. La colonna è quindi un oggetto che rimanda al passato ma che in questa struttura in ceramica laccata gioca con il presente e induce alla riflessione. Singole però divise in tre gruppi di quattro queste colonne giocano con colori e strutture diverse quasi a voler esplorare tutte le possibilità che questa forma può offrire.


Mi viene in mente la scrittura musicale, quando la si osserva o si cerca di leggerla e guardarla, è incomprensibile a chi non ne conosce il linguaggio, mentre è chiara lettura per il musicista che deve suonare, e per il direttore d’orchestra che ne traduce il senso con una serie di movimenti che trasformano il suo corpo in strumento di comunicazione per tutti i componenti dell’orchestra. Anna Gili, Febbraio 2008


Après Veronese
Cleto Munari

Cleto Munari ha promosso e dato realizzazione, a Murano, a un’iniziativa di grande interesse e, per certi versi, intrigrante e provocatoria, chiedendo a un gruppo di artisti, architetti e designers di grande celebrità di rivisitare, reinterpretare e confrontarsi con uno dei vetri più celebri prodotti nell’isola lagunare nel Cinquecento e riproposto poi nel Novecento con l’indicazione di vaso Veronese. Com’è noto infatti, il vaso prende il nome da Paolo Veronese, il quale lo rappresentò sulla balaustra alle spalle della Vergine nel suo dipinto L’Annunciazione, del 1578, che si può ammirare oggi alle Gallerie dell’Accademia di Venezia. […] Gli artisti che hanno accolto l’invito di Cleto Munari ne hanno dato interpretazioni del tutto nuove e personali, di grande suggestione, facendo ricorso al colore, alla non trasparenza della materia, agli effetti ottici e alle più aggiornate tecniche del vetro soffiato.
Attilia Dorigato, direttrice Musei del Vetro di Venezia, testo catalogo


Gli artisti che hanno partecipato al progetto sono: Matteo Thun, Borek Sipek, Paolo Portoghesi, David Palterer, Mimmo Paladino, Carlo Nason, Cleto Munari, Alessandro Mendini, Richard Meier, Massimiliano Fuksas, Mario Botta, Anonimo.


Portali
Andrea Branzi

La serie portali è una serie di 18 quadrati di ceramica in cui si intersecano elementi naturalistici. Ma la vera particolarità dell’opera è la sua articolazione spaziale, l’artista stesso li definisce come “una serie di micro-spazi […] che nel loro insieme creano un paesaggio architettonico fiorito”. Prendendo spunto dalla cultura giapponese l’artista vuole creare non dei decori ma degli spazi autonomi e indipendenti in grado di racchiudere e proteggere la delicatezza e la preziosità dei fiori, “oggetti sacri delle civiltà laiche”.


Ogni portale è quindi un quadrato al cui interno sono posizionati vasi, fiori e tronchi d’albero che creano strutture che mischiano il bianco della ceramica con i colori tenui della natura, contrapponendo le texture e le materie.


Massimo Giacon

Per quest’evento Giacon presenterà alcune delle sue collezioni di ceramica realizzate per lo studio design Superego. I colori e le forme riprendono la tradizione del pop e del fumetto con cui Giacon lavora. Per tanto i colori sono forti, brillanti, pieni, le forme rotonde e ironiche, giocando con la ri-proposizione di personaggi incontrati tra la pagine di un fumetto o tra i frame di un cartone animato. Tra le opere esposte ci saranno “Love Carrot”, “So cute”, “Crucified”, “Bug Bunny”, “Coniglionna”. Tutte le ceramiche sono a tiratura limitata.



I Designer:


Alessandro Mendini, architetto, è nato a Milano nel 1931. Ha diretto le riviste “Casabella”, “Modo” e “Domus”, di cui da poco ha ripreso la direzione. E’ considerato insieme ad Ettore Sottsass jr. e Andrea Branzi il principale teorico e promotore del rinnovo del design italiano negli anni ottanta, il “nuovo design” o “neo-modernismo”. A metà degli anni ottanta ha rinnovato l’immagine della compagnia Alessi e ricominciato a lavorare come architetto, oltre a lavorare con pittura e scultura. Come membro dello studio associato Alchimia è consulente di diverse compagnie internazionali come Alessi, Philips, Cartier, Swatch, Hermés, Venini ed é consulente di varie industrie, anche nell’Estremo Oriente, per l’impostazione dei loro problemi di immagine e di design. Oltre a lavorare nella produzione d’arte e mobili ha partecipato attivamente in seminari ed insegnamenti universitari in Italia e all’estero. Ha scritto diversi libri sul tema del design (Paesaggio casalingo, Architettura addio, Il Progetto infelice) ed è attivo membro del comitato scientifico del Domus Accademy.


Andrea Branzi, ha studiato architettura e design a Firenze. Attualmente lavora a Milano, dove è docente di Disegno Industriale al Politecnico di Milano e Presidente del corso di laurea in Interior Design. Dal 1967 si occupa di design industriale e sperimentale, architettura, progettazione urbana, didattica e promozione culturale. Ha collaborato con le maggiori aziende produttrici di design in Italia e all’estero, come Alessi, Artemide, Cassina, Poltronova, Vitra, Zanotta. Ha partecipato a numerose mostre collettive e a molte edizioni della Triennale di Milano e della Biennale di Venezia. Ha tenuto mostre personali in vari musei internazionali, tra cui il Museo delle Arti Decorative di Montreal, il Museo delle Arti Decorative di Parigi, Documenta X di Kassel. Pubblicista, collabora con le principali riviste italiane e straniere. Vasta è la sua attività di teorico e saggista. Nel 1987 gli é stato assegnato il Compasso d’Oro Speciale per la sua opera complessiva di progettista e teorico.


Cleto Munari, nato a Gorizia, Cleto Munari vive e lavora a Vicenza. Dopo l’esperienza nell’industria meccanica, è dall’incontro con Carlo Scarpa nel 1973 che scaturisce il suo interesse per il mondo del design e delle arti applicate. Con l’amicizia e la collaborazione di molti fra i più noti architetti e designer internazionali, Cleto Munari realizza negli anni oggetti preziosi, presenti nelle collezioni permanenti dei maggiori musei del mondo: fra questi il Metropolitan Museum of Modern Art di New York.


Massimo Giacon, nato a Padova nel 1961. Dal 1980 lavora a Milano sospeso tra le sue diverse attività di fumettista, illustratore, designer, artista e musicista. Protagonista sin dai primi anni ’80 del rinnovamento del fumetto italiano scaturito da riviste come Frigidaire, Alter, Dolce Vita, Cyborg e Nova Express, inizia a collaborare nel 1985 con lo studio di architettura Sottsass Associati, proseguendo la sua attività nel design con collaborazioni con Matteo Thun, Studio Mendini, Sieger design, e progetti per Olivetti, Memphis, Artemide, Alessi, Swatch, Philips, Ritzenhoff, Telecom. Insegna a Milano all’istituto Europeo di Design. Attualmente sta sviluppando la produzione di diversi oggetti per Alessi, progettando videogiochi, disegnando fumetti per “Blue”, Coconino Press e continuando la sua attività artistico-performativa.


Organizzano:


Galleria Daniele
La Galleria Daniele apre a fine 2005 via Bartolomeo Cristofori a Padova, distinguendosi fina dal principio per la dedicazione nei confronti degli artisti di arte programmata, con particolare riferimento al Gruppo N di Padova. Tra i primi ad esporre nello spazio sono quindi importanti esponenti di questo movimento come Manfredo Massironi a cui fanno seguito Getulio Alviani, il gruppo Grav, Ennio Chiggio, Edoardo Landi. Vengono realizzate anche mostre storiche, con Hans Richter e le sue ricerche di estetica cinematografica, e di design, da dove comincia la collaborazione con Mendini e Branzi. Non mancano esposizioni di gioielli d’autore (Paolo Marcolongo, Pilar Garrigosa, Helfried Kodrè) e di ceramisti come Alessio Tasca.
Nel 2009 viene aperto un secondo spazio in Piazzetta San Nicolò dedicato al design e all’oggettistica. Dal febbraio 2011 la galleria di Via Bartolomeo Cristofori viene trasferita anch’essa in Piazzetta San Nicolò riunendo così le due sedi nella medesima piazzetta la due sedi vengono riunite nella stessa piazzetta San Nicolò inaugurando la prima mostra italiana del gruppo Alchimas+x=0, gruppo fondato in occasione della biennale di Praga con riferimento al Gruppo N.


Centro Porsche Padova
Il Centro Porsche Padova nasce nel 1999 quale naturale evoluzione del precedente centro vendita diretta di Porsche Italia. Nel corso degli anni il Centro Porsche Padova si è potuto affermare per professionalità, cortesia ed esperienza. Ubicato nella stessa sede che ospita l’importatore per l’Italia, ne esprime tutta la competenza e la qualità che hanno fatto unico ed esclusivo il marchio Porsche.
La concessionaria ospita l’esposizione di tutta la gamma delle vetture Porsche, una Officina completamente rinnovata ed ampliata e una esposizione Usato Garantito Porsche. Sul nostro sito internet, www.padova.porsche.it potrete accedere ad una visita virtuale della nostra azienda e potrete trovare sempre aggiornate le nostre iniziative legate al mondo Porsche.

Davide Tomaiuolo ospite a “Cos’è il contemporaneo?”


Cos’è il contemporaneo? 4 – L’arte si racconta
giovedì 5 maggio, ore 17.00-19.00
sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova
con Paola Gallio



Ingresso libero.


Davide Tomaiuolo – SHORT VISIT
Davide Tomaiuolo presenta Short Visit, un progetto curatoriale itinerante, ideato insieme a Paola Gallio, che sceglie lo studio d’artista come spazio espositivo.
Short Visit è l’evoluzione del precedente Short Show #. Il processo funziona a ritroso. Short Visit nasce come una pirandelliana ricerca d’autore; un contenuto in cerca di contenitore. Il format Short Visit cerca una sede e la identifica nella formula dello studio visit. Short Visit, riproducendo lo stesso meccanismo temporale di Short Show, diventa un rapido evento espositivo che prevede un momento inaugurale, con la presentazione di un progetto site specific dell’artista all’interno del suo studio. Nei dieci giorni che seguono la vernice, lo spazio è gestito come interzona di presentazione del lavoro, rendendo pubblica la prassi del canonico studio visit. Short Visit, possedendo una fluidità nomade, non ha una cadenza prestabilita ma matura a seconda delle disponibilità e delle esigenze dei soggetti coinvolti.


Davide Tomaiuolo – portfolio
Davide Tomaiuolo, nato a Padova nel 1982, inizia a interessarsi alle dinamiche curatoriali durante la frequentazione del biennio di Laurea Specialistica in Comunicazione e organizzazione per l’arte contemporanea, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Durante gli studi a Brera, insieme a Paola Gallio nasce il progetto Short Show presso lo spazio no-profit Neon>Fdv a Milano. Un format curatoriale che ha visto svolgersi, per la durata di un anno, dieci mostre della durata di dieci giorni, curate ciascuna da diversi giovani curatori. Un’idea basata sulla rapidità degli eventi e sulla possibilità di dare visibilità a giovani artisti del territorio. Nel 2009 sulla scia dell’esperienza nasce Short Visit, una formula espositiva itinerante, che individua lo spazio direttamente nello studio dell’artista. Un format senza una cadenza prestabilita che, tramite la piattaforma web www.shortvisit.it, si prefigge di fornire una mappatura delle realtà dove operano i giovani artisti italiani.


Si ringrazia CARS, Cusio Artist Residency Space: www.carsomegna.com


Ascolta l’audio della conferenza:
[audio:http://www.fondazionemarch.org/wp-content/uploads/docs/Tomaiuolo_SDV_0137.mp3]

Car: un nuovo paesaggio – Riccardo Benassi – Art&co 2011Car: un nuovo paesaggio – Art&co 2011

Car: un nuovo paesaggio

relazioni tra arte, artigianato e impresa

presenta:
DAYDREAMING

Riccardo Benassi

installazione mixed media, 2011

A cura di Chiara De Cristan e Silvia Ferri de Lazara – fondazione march

In collaborazione con Porsche Italia, Giovani Imprenditori Confartigianato Veneto e Fondazione la Fornace di Asolo per il Festival delle Città Impresa.


Aziende artigiane partner: Vetreria A.T.C.T. di Zen A.& Figli S.r.l.,Ciaghi Libero&C. s.n.c, Leonardo Cimolin, Bosa-Italo Bosa, Carrozzeria Riva Leonido srl, Fabian – Pellicceria pelle e montoni, Venzo Stampi.

Inaugurazione:
27aprile-8 maggio 2011

Fornace dell’Innovazione – sala Esedra

Via strada Muson 2 – 31011 Asolo (TV)

orari: dal giovedì al sabato 15-18.30

domenica: 10-12; 15-18.30

Scarica le immagini dell’inaugurazione

Car: un nuovo paesaggio si inserisce Art&Co., un progetto di fondazione march per il Festival delle Città Impresa.

1° puntata:

2° puntata:

3° puntata:

Rielaborare una Porsche 911 attraverso la sapienza degli artigiani del Nordest e il coordinamento di un artista, attivando un modello di lavoro in rete e di mobilità delle idee, che può diventare una nuova strategia del made in Italy. E’ questo il progetto con il quale fondazione march, in collaborazione con Porsche Italia e Giovani Imprenditori Confartigianato Veneto, crea un insolito connubio tra realtà che inventano un nuovo paesaggio, fatto di relazioni tra figure professionali rinnovate.

L’artigiano infatti è oggi testimone di una tradizione manuale e di alta qualità, ma allo stesso tempo sperimentatore di nuove tecniche contemporanee; l’artista con il suo pensiero laterale trasforma la normale visione e percezione di un’auto in un’esperienza unica al di fuori del normale circuito produttivo e simbolico. Porsche 911 una macchina da sogno che appartiene al nostro immaginario collettivo, Porsche Italia un’azienda d’eccellenza capace anche di attivare cultura e immaginari nuovi.

Nasce così una nuova sensibilità di impresa attenta al territorio in cui opera, una nuova identità artigianale aperta al dialogo ed allo sviluppo di nuove idee, una nuova figura d’artista che sa confrontarsi con le realtà operative di un territorio dando una nuova chiave di lettura.

Il modello Porsche 911 rappresenta un esempio della filosofia Porsche per tradizione e innovazione: è in produzione dal 1963, ma allo stesso tempo un’auto diversa ogni anno che segna quindi il tempo in cui nasce e si arricchisce ogni volta dell’elemento dell’unicità e dell’innovazione come un’opera d’arte. Ma è anche sinonimo di qualità e eccellenza: Porsche 911 è una icona di bellezza, di unione di design, creatività e tecnologia, pensata con una cura artigianale e una creatività extra- ordinaria.

Riccardo Benassi artista internazionale che ha esposto da Roma a Gerusalmme a New York pensa Daydreaming, un progetto che destruttura una Porsche 911 in 9 installazioni. L’auto non sarà presente nella sua unità, ma attraverso degli elementi rielaborati che rimandano all’oggetto quasi a costruire una sorta di rebus che raggiunge la sua completezza solo nella visione mentale e nell’esperienza personale dell’ambiente installativo di ogni partecipante. Le 9 installazioni ci raccontano di un viaggio a due che coinvolge sia chi guida che l’auto.



I 9 interventi sono:

“Tergiminuti”: un orologio da parete in ceramica con i tergicristalli Porsche 911 che segnano le 9 e 11 e le 4 e 7, numeri di riferimento per il modello Porsche e i 47 elementi che non vengono mai modificati.

 

 

 

 

 

 

 

 

“Tutti Passeggeri”: una seggiola a dondolo per due con sedili e specchietti Porsche 911 che diviene un ambiente confortevole che permette diverse vedute o visioni.

“Con lei vado dove voglio”: scultura in ceramica che riprende la forma di due copertoni Porsche 911 che formano il simbolo dell’infinito.

“L’altra metà dell’arcobaleno (i suoi occhi)” è un’installazione formata da due specchietti retrovisori Porsche 911 affissi a parete dai quali si genera un arcobaleno in vetro artigianale.

“Lunotto Lunatico” è una scultura formata da un lunotto Porsche 911 le cui linee di riscaldamento non sono orizzontali ma creano una sorta di vortice.

“Non piove mai in verticale”: installazione composta da due sportelli anteriori Porsche 911 affissi a parete e gocce di vetro artigianale pensili.

“Siamo già stati qui”: tappeto realizzato in pelle con un intarsio dalla forma di una traccia circolare e continua di pneumatico.

“Attraverso il finestrino”: intervento ambientale realizzato in vetro specchiante e calpestabile, che disegna una doppia corsia continua con un’installazione sonora con i suoni di una Porsche 911.

Riccardo Benassi nasce in Italia nel 1982. Cresce a Cremona, sulle rive del fiume Po, e al momento vive e lavora a Berlino. Tra le mostre personali si ricordano Attimi Fondamentali, realizzata con Piero Frassinelli/Superstudio a cura di Alberto Salvadori, Museo Marino Marini – Firenze (2011), 1982 a cura di Marcello Smarelli, Premio 6Artista, Macro – Roma (2010), Autostrada Verticale, a cura di Andrea Lissoni/Xing, PAC – Ferrara (2009). Tra le recenti mostre collettive Emerging Talents, selezionato da Andrea Bruciati, CCCS – Firenze (2011), Elusive a cura di Jimmie Durham, Radio Arte Mobile – Roma (2010), ITaliens a cura di Marina Sorbello e Alessandra Pace, Ambasciata della Repubblica Italiana di Berlino (2010), Se vuoi che questa storia continui…, a cura di Andrea Bruciati, Neon>Campobase – Bologna (2010), 25th Nadezda Petrovic Memorial, selezionato da Maja Ciric –Cacak, Serbia (2010), Sensibili Energie a cura di Alberto Salvadori, G.C.A.M – Arezzo (2009), 10ms Perspective on Microsound, a cura di Daniel Neumann, Diapason Gallery – New York (2009), The Jerusalem Syndrom/Sound Project, a cura di Federica Bueti, Al-Ma’mal Foundation –Jerusalem (2009).

Partner:
Porsche Italia
www.porsche.com/italy

Giovani Imprenditori Confartigianato Veneto
www.giovaniimprenditori.confartigianato.it

Fondazione La Fornace dell’Innovazione
www.fondazionefornace.org

Festival delle Città Impresa (27 aprile – 1 maggio)
www.festivaldellecittaimpresa.it


Aziende artigiane:
VETRERIA A.T.C.T. di Zen A.& Figli S.r.l.

Via Santa Rita, 8 – 36022 Cassola (VI)

www.atct.it

CIAGHI LIBERO & C. s.n.c

Via Zanchi, 17 (Z.I.) – 36010 Posina (VI)

www.modelleriaciaghi.com

LEONARDO CIMOLIN

Via delle Pernici, 18 – 30034 Mira (VE)

www.leonardocimolin.com

BOSA – ITALO BOSA

Via Molini,44 – 31030 Borso del Grappa (TV)

www.bosatrade.com

CARROZZERIA RIVA LEONIDO SRL

Via Marosticana, 6 – 36030 Povolaro di Dueville (VI)

www.carrozzeriariva.com

FABIAN – Pellicceria pelle e montoni

Via Mazzini, 27 – Carpanedo di Albignasego (PD)

VENZO STAMPI

Via Nardi, 132/B – 36060 Romano d’Ezzelino (VI)

www.venzostampi.it

 

Car. Un nuovo paesaggio – Mappa


Car. Un nuovo paesaggio, insieme agli altri progetti dell’edizione Art&Co. di quest’anno, ha ispirato quest’immagine nella quale, attraverso la scomposizione di una Porsche 911, viene generato un tessuto urbano creando continuità tra ciò che è “contenuto” e ciò che “sta fuori”, un flusso continuo e bidirezionale.
E’ un’illustrazione prodotta dallo studio Signaletic™ per il progetto Art&Co. 2011.



Guarda l’immagine

A beautiful Day – Art&Co. 2011A beautiful Day – Art&Co. 2011




Dal 27 febbraio al 29 aprile 2011
I luoghi: Baxi, Conergy, Ferrari Ventilatori, Fracasso, Legnopan, Gruppo Mastrotto, Zordan, Trivellato
A cura di Chiara De Cristan e Silvia Ferri de Lazara – fondazione march

In collaborazione con AIDP e Adecco





Inaugurazione:

29 Aprile 2011 ore 18
Trivellato Mercedes Benz, Viale Europa 112, Montecchio Maggiore (VI)





Scarica le immagini dell’inaugurazione


A Beautiful Day si inserisce Art&Co., un progetto di fondazione march per il Festival delle Città Impresa.

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A beautiful day, ovvero una giornata piena di bellezza.
La bellezza ci dice chi siamo e cosa facciamo.
La bellezza è creare e condividere una’idea armonica del mondo, e saperla esprimere.

A beautiful day nasce con lo scopo di portare in superficie le “belle aziende” del Nord-Est, ossia quelle dove i risultati economici si sposano ancora con il bel lavoro, dove ogni giorno, come ricorda il titolo del progetto, è sempre “A BEAUTIFUL DAY”.

Il progetto basa sul presupposto che una strutturazione aziendale fondata su un approccio esclusivamente logico-analitico e mentale rischia di entrare in contraddizione con l’autorappresentazione dell’azienda stessa, ossia con la visione che essa ha dei propri obiettivi, del proprio funzionamento, della relazione fra gli elementi che la costituiscono – persone ma anche macchine e oggetti.
Una bella organizzazione è quella in cui si tiene conto di suoni, odori, sapori, e dei contatti, accidentali o necessari, con persone e cose, ma soprattutto dei desideri.
Pensati, detti, comunicati.

fondazione march in collaborazione con AIDP e Adecco, presenta durante il Festival delle Città Impresa un “manuale”, uno specifico strumento che si inserisca in modo attivo nell’incrocio tra l’azienda e la creatività dell’arte contemporanea e che nasce da alcuni workshop per i dipendenti d’azienda tenuti da artisti internazionali su tematiche economiche.
Lungi dall’imitare il modello dell’incomprensibile manuale di istruzioni comunemente inteso, vuole invece essere un mezzo coinvolgente, pratico ed accessibile per la diffusione, in ambito aziendale, di esperienze di rinnovamento e creatività.
Il manuale si comporrà di vere e proprie soluzioni strategiche d’artista, ciascuna delle quali nascerà da un workshop svolto in un’azienda del Nordest.
Essendo una raccolta di idee, non è da intendersi come un mero resoconto, conclusivo e in sé compiuto, di un lavoro giunto al termine. Il manuale agisce ogniqualvolta lo si consulti. È pronto all’uso, si rivolge ai curiosi e agli interessati che ne vogliano sfogliare le pagine e vive del ritmo indefesso delle idee, della loro funzione incessantemente transitiva, sempre proiettata verso ulteriori sviluppi delle stesse.

Si è scelto di focalizzarsi sul formato workshop con la convinzione che abbiano carattere olistico, ossia non siano segmentabili , e siano situati nell’interagire organizzativo.

Ogni artista affronterà una tematica in un’azienda:
A12 Associati si confronterà sulla tematica salute e sicurezza con l’azienda Fracasso, Nico Angiuli su produzione e trasformazione per Grupppo Mastrotto, Antonia Carrara su risorse ed ottimizzazione degli sprechi per Conergy, Tomaso De Luca sul tema innovazione e miglioramento per Baxi, Daniel Gonzalez su comunicazione – identità e immagine per Zordan, Marco Strappato sul concetto di scambio per Ferrari Ventilatori, Alberto Tadiello su qualità – successo e fallimento per Legnopan, Luca Vitone su logistica – mobilità per l’azienda Trivellato.

Art&Co. Il progetto si inserisce nel contenitore Art&Co. ideato e curato da fondazione march che mette in connessione il mondo dell’arte contemporanea, territorio e impresa evidenziando le possibilità di sviluppo del concetto di innovazione, e di coinvolgere diverse realtà di tutto il Nordest dando vita a nuove sinergie.
Art&Co. è un evento collaterale del Festival delle Città Impresa che sviluppa tre diversi progetti: a Beautiful Day, Car, un nuovo paesaggio e A future love story.



Artisti:

A 12 Associati scarica la schedascarica il pdf con le immagini
Antonia Carrara scarica la schedascarica il pdf con le immagini
Alberto Tadiello scarica la schedascarica il pdf con le immagini
Daniel Gonzalez scarica la schedascarica il pdf con le immagini
Luca Vitone scarica la schedascarica il pdf con le immagini
Marco Strappato scarica la schedascarica il pdf con le immagini
Nico Angiuli scarica la schedascarica il pdf con le immagini
Tommaso De Luca scarica la schedascarica il pdf con le immagini



scarica i progetti di workshop



Aziende Partner:

Fracasso S.p.A scarica il profilo

www.fracasso.it

Conergy Italia S.p.A scarica il profilo

www.conergy.it

Legnopan S.p.A scarica il profilo

www.legnopan.com

Zordan s.r.l scarica il profilo
www.zordansrl.com

Trivellato S.p.A scarica il profilo

www.trivellato.it

F.lli Ferrari Ventilatori industriali S.p.A scarica il profilo

www.ferrariventilatori.com

Gruppo Mastrotto S.p.A scarica il profilo

www.mastrotto.com

Baxi S.p.A scarica il profilo

www.baxi.it



Partner:
AIDP Triveneto – associazione italiana per la direzione del personale
www. triveneto.aidp.it

Adecco
www.adecco.it

Festival delle Città Impresa
www.festivaldellecittaimpresa.it

A Beautiful Day by Macinino




Macinino™ produce il video emozionale A beautiful day per la promozione e divulgazione online del progetto ideato da fondazione march in collaborazione con AIDP Triveneto e Adecco Italia.
Lo spot è una riflessione sulla visione laterale. Il video si suddivide in 3 episodi ciascuno dei quali rappresenta una situazione mostrata da due diversi punti di vista. Lo spostamento di prospettiva e lo stacco improvviso dai diversi piani sequenza svelano allo spettatore una nuova versione della realtà.

A beautiful day – Mappa


A beautiful day, uno dei tre progetti dell’edizione di Art&Co. di quest’anno, ha ispirato l’immagine nella quale sono stati inseriti tutti i partecipanti all’iniziativa. L’albero che ne risulta è formato dagli intrecci delle linee della metropolitana, ognuna dedicata ad un’azienda partecipante.
E’ un’illustrazione prodotta dallo studio Signaletic™ per il progetto Art&Co. 2011.


Guarda l’immagine

A future love story. Un distretto industriale evoluto – Anna Scalfi Eghenter


A future love story
un distretto industriale evoluto

Presenta:
IL TEMPO È IL LUOGO
Anna Scalfi Eghenter

A cura di Giulia d’Amaro Valle e Silvia Ferri de Lazara

in collaborazione con
LAGO e Federazione dei Comuni del Camposampierese

A future love story. Un distretto industriale evoluto si inserisce Art&Co., un progetto di fondazione march per il Festival delle Città Impresa.

Identità, mobilità, sviluppo, servizi condivisi sono i temi che l’artista Anna Scalfi Eghenter affronta per proporre una visione nuova dei luoghi pubblici e delle zone industriali, partendo dall’analisi di tutte le caratteristiche della zona industriale di Villa del Conte e dei Comuni del Camposampierese, e concentrandosi in un primo momento sul viaggio dei pendolari di tutte le aziende della area.
Per ritrasformare luoghi deputati al lavoro e al mero passaggio in luoghi di partecipazione e di condivisione del vissuto. Il titolo Il tempo è il luogo vuole così favorire una riflessione e presa di coscienza dei fruitori dell’area industriale sui punti critici della mobilità della zona e proporre strategie creative che possano diventare nuove abitudini e che stimolino le relazioni tra le aziende tanto da poter creare una partita di Urban Golf che ha visto il coinvolgimento di tutti i dipendenti e degli spazi aziendali della zona indistriale di Villa del Conte.

Inaugurazione:
giovedì 28 Aprile 2011, ore 17.30
Partenza da: stazione ferroviaria di Villa del Conte (PD)
Arrivo: Art Waiting Room di LAGO SpA, Villa del Conte (PD)



Scarica le immagini de Il tempo è il luogo

Scarica le immagini delle buche della partita di Industrial golf

Gli invitati coraggiosi hanno preso il treno delle 16.45 da Padova (ritrovo 16.30 edicola interna stazione), con arrivo alla stazione di Villa del Conte alle 17.20. Il personale di fondazione march ha organizzato la partita di Industrial Golf. Le persone sono state divise in gruppi di 10 ed ogni 10 minuti un gruppo è stato dotato di mazze da golf e pallina morbida ed è stato accompagnato da un maestro golfista verso la zona industriale dove ogni azienda aveva la sua buca, con bandierina riportante il suo logo.
Nell’attesa di giocare, contemporaneamente gli altri gruppi hanno seguito i percorsi ideati dall’artista a piedi e in bicicletta.

IL TEMPO E’ IL LUOGO
di Anna Scalfi Eghenter

L’area del distretto industriale di Villa del Conte. Venti minuti da Bassano, trentacinque da Padova, un’ora da Venezia. Subito dopo la ferrovia, la rete delle aziende che si sovrappone alla traccia del graticolato romano. Scorrono gli stabilimenti distribuiti lungo lo stradone e le file di post-it delle schede di produzione. La stessa necessaria sequenza che segna processo. O forse processo che segna necessità. Il ciclo di produzione industriale che informa del proprio linguaggio obbligato, monitorato, certo. Solidità di edifici e programmi, mura e tabelle, volumi. Lo spazio dove contestualizzare l’azione è il “tempo”, organizzato o abbandonato, dentro l’azienda o fuori, per raggiungere le sedi e ottenere il prodotto. Lo spostamento organizzato di chi ci lavora e la sezione spianata delle sequenze produttive. Chi fa cosa e quando, come ci arriva e dove.

Time Ticket. Un biglietto dove la destinazione è il tempo e non il luogo. La meta è nel periodo che si desidera destinare al viaggio. In un biglietto sul quale appare la durata. Veicoli e coincidenze sono variabili. I costi conseguenti. Dipende dalla velocità dei mezzi di trasporto che consentono di raggiungere un pretesto spaziale. Può essere un volo di migliaia di chilometri magari equivalente al tempo di quattro treni locali nella provincia adiacente. La meta è nel percorso, la destinazione cercata nel tragitto. Una mappa uniformata al tempo che ci si concede per attraversarla. Una percorrenza. Sul valore del tempo disponibile, liberato, sciolto. Affrancato dalla sua funzione.

Usucapio. Nella vettura del treno locale una poltrona viene dedicata a chi ne ha già il possesso, in quanto pendolare quotidiano praticante. Un posto riservato con la cortesia di un ospite riconoscente al suo affezionato cliente utilizzando i materiali propri della sicurezza e della manutenzione. Un copri posto di tessuto fluorescente arancione, con stampato il nome e cognome di un lavoratore normalmente in viaggio su quella tratta. Posto di Nome e Cognome, La ringraziamo per averci onorato anche questa mattina delle sua fiducia. L’azienda di trasporti assurge a ruolo di ospite attento e al fruitore viene riconosciuto il valore di acquirente volontario di un servizio, garantito da un contratto di viaggio.

Born to Be Stolen. Delle biciclette sono quotidianamente messe a disposizione dei pendolari nel parcheggio della stazione ferroviaria. Le componenti del telaio che solitamente vengono rubate appaiono dipinte di vernice gialla fluorescente. Visibili anche di notte nel buio. Le istruzioni per il furto schematizzate in una targhetta allegata. Un deterrente. La certezza che si auto sconfessa. Relitti dei passati furti di biciclette vengono prelevati come prototipi di reperto. L’eventuale futuro ladro diventa parte del gesto.

Fairway. Un campo da golf sul distretto industriale. Fuori da ogni azienda partecipante il rispettivo logo è reso bandiera di un punto da segnare. L’estensione del territorio industriale, organizzata in un tragitto per raggiungere le varie aziende, diventa il circuito di buche del campo da golf, fruibile dal pubblico con l’aiuto di un istruttore che fornisce la sacca delle mazze e assistenza di gioco. La componente di mobilità funzionale della routine quotidiana viene sovrapposta a una logica di uso dello spazio come campo da gioco, nella gestione di una pratica condivisa. Mutuato dall’Urban golf, diventa Industrial golf, dove nel teatro del campo da gioco è incluso il contesto dello spazio pubblico cittadino. Cemento e sterrato, qualche tappeto di prato vicino ai cancelli. Palline morbide compatibili con l’ambiente. Come veicolo dedicato un ibrido tra il mezzo elettrico di servizio sui campi e uno tipico dell’utilizzo aziendale.

Work Station. Nello spazio intermedio tra l’azienda e il territorio, tra attesa e lavoro – all’ingresso -, una stazione di lavoro che mutua dagli uffici tabelle e scrivanie, materiali e processi. Il progetto artistico tradotto nelle modalità aziendali si manifesta complesso, articolato, vasto, in virtù della sua esposizione contestualizzata. L’interfaccia organizzativo dei processi produttivi reifica tempo di lavoro, progettualità e gestione di risorse. Recupero di artefatti, mappe, reperti. Conversione di fasi e compiti nelle modalità riconoscibili per rendersi condivisibili, e ammesse nella loro qualifica di lavoro, in quanto produzione di lavoro artistico. Il reparto prosegue dentro l’ingresso, o è l’ingresso che si estende dentro il reparto. L’azienda si rende promotore di ricerca, senza il pregiudizio dell’arte, senza il pregiudizio del prodotto. Un cantiere aperto in ascolto del territorio.

Mapcase. Una tautologia spaziale. Una mensola che riproduce la trama della mappa del luogo nel quale è allestita, vincolata nell’uso a questa sua consistenza concettuale, di cui è supporto esclusivo. La mappa di Villa del Conte sulla parete interna dell’edificio a Villa del Conte. All’interno della elaborazione di processo, viene sviluppata l’idea di un artefatto che traduca il passaggio del progetto artistico nel linguaggio e nella tipicità del prodotto dell’azienda coinvolta. La ricerca sulla costruzione della mappa territoriale come supporto di contenuti viene visualizzata in una Mapcase che è previsto sia disegnata sempre sulla base della mappa del luogo dove è installata. Solo nei luoghi deputati all’arte può essere installata una mappa non corrispondente alla mappa della città ospite, in quanto luoghi di un’altra giurisdizione organizzativa. A seconda della forma potranno sostenere oggetti diversi, con difficoltà nelle traiettorie verticali e oblique della mappa. Un arredo non funzionale.

Anna Scalfi Eghenter, nata a Trento nel 1965, vive l’arte come frame sovversivo i confini dell’agire concesso. L’intero processo organizzativo dei suoi progetti rientra in una prospettiva analitica dei meccanismi di negoziazione tra arte e società civile. Artista indipendente, interviene con progetti site-specific in grado di innescare dinamiche partecipative oltre l’ambito strettamente artistico, su temi come l’economia, l’ambiente, vita quotidiana e l’abitare.
Attualmente lavora a Londra dove porta avanti il progetto “From inside (I like the system)”, un programma di PhD al the Essex Business School. La sua ricerca riflette una formazione interdisciplinare all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milan), l’Accademia d’Arte Drammatica S. D’Amico (Roma), la Facoltà di Sociologia a Trento. I lavori della Scalfi Eghenter sono stati presentati alla Fondazione Pistoletto a Biella (2010), Fondazione Galleria Civica di Trento (2009), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino (2008), MART-Museum of Modern and Contemporary Art aRovereto (2007), così come a Manifesta7-Parallel Events (2008).
www.annascalfi.com

Partner:
Lago
www.lago.it

Federazione dei Comuni del Camposampierese
www.unionecamposampierese.it

Festival delle Città Impresa
www.festivaldellecittaimpresa.it

Hanno collaborato:
Berti Pavimenti
Berti Silvano
CCE
Due Erre
Favarin
Filmop
Nel Segno bar snackeria + Officina Zorzi
nova-plast
Off Carr
Securo
studiodz

Art&Co 2011 – Festival delle Città Impresa (27 aprile – 1 maggio 2011) costituisce il primo step di un progetto più ampio che vuole creare un “caso di studio” per un distretto industriale evoluto, in cui LAGO si fa attivatore di una collaborazione tra le aziende della zona artigianale e industriale di Villa del Conte.
La zona industriale di Villa del Conte diventa così un distretto industriale evoluto – non nell’accezione propria del termine che delinea un’entità socioeconomica costituita da un insieme di imprese di uno stesso settore produttivo localizzato in un’area circoscritta, tra le quali vi è collaborazione ma anche concorrenza – ma nel senso di un luogo costituito da un insieme di imprese di diversi settori produttivi che condividono servizi, visioni e punti di aggregazione.
A partire dal mese di maggio gli sviluppi futuri saranno raccontati in Art Waiting Room, sala d’attesa LAGO dedicata alle mostre in collaborazione con fondazione march.

A future love story. Un distretto industriale evoluto – Mappa


A future love story, insieme agli altri progetti dell’edizione Art&Co. di quest’anno, ha ispirato quest’immagine nella quale si viene immersi in un nuovo luogo di percezione, un’area industriale rielaborata in tessuto urbano articolato, fatto di sovrapposizioni di esperienze e nuovi modi di vedere più in profondità. Una mappa tridimensionale per orientarsi nelle vie di una nuova percezione.
E’ un’illustrazione prodotta dallo studio Signaletic™ per il progetto Art&Co. 2011.


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Urban Code ospite a “Cos’è il contemporaneo?”


Cos’è il contemporaneo? 4 – L’arte si racconta
giovedì 21 aprile, ore 17.00-19.00
sala Anziani, Palazzo Moroni, Padova
Urban Code e Marco Baravalle – Sale Docks





Ingresso libero


Urban Code – Graffiti Writing e lo spazio urbano: le pratiche artistiche del singolo diventano “comune”. Laboratori di critica contemporanea e rottura degli orizzonti metropolitani.
Parlare di writing, oggi, significa parlare, allo stesso tempo, di pacchetto sicurezza e di vestiti per adolescenti, significa scrivere di illegalità e di Mtv, di treni “fatti” a rischio di galera e di critici che hanno già inciso la pietra tombale del graffito con l’epitaffio: “Qui giace l’archeologia della contemporaneità”.
Significa, insomma, scrivere di un fenomeno di costume che ha pienamente assunto la dimensione di arredo urbano globale.
Chi ha meno di sessant’anni difficilmente potrebbe pensare ad una città (ad una vita) senza il writing: sui muri, sulle architetture, sui mezzi di trasporto, sulle felpe, sui cappellini, in televisione, nelle insegne, sulle saracinesche, nelle vetrine, nelle gallerie d’arte, nelle aste.
Il writing, come pratica diffusa ha realizzato, più di ogni singolarità artistica che abbia affrontato il problema, la sfida di costruire quell’opera d’arte totale che rende incerti i confini tra i generi, tra l’alto e il basso, tra l’arte e la vita.
Proprio a causa del suo carattere spurio, il writing è oggi un medium dalle potenzialità comunicative non paragonabili rispetto ad ogni altra pratica che possa essere annessa, a torto o ragione, all’ambito delle arti visive. Non si tratta qui, di avere una visione meramente strumentale del writing, però bisogna evitare ogni ingenuità. Il carattere di autonomia (in senso artistico) assunto da questa pratica, cioè l’ipotetica frase: “questo pezzo non significa altro che se stesso, non esprime altro che il proprio stile, non vuole che testimoniare il fatto che il writer abbia sentito la necessità di farlo”, tale frase (come è storicamente accaduto per l’arte “alta”) consegna questa pratica ad un suo uso meramente strumentale dal punto di vista mercantile. Insistere sul carattere di spontaneità e informalità del writing significa darlo in pasto, nudo e crudo, alla sua sussunzione mainstream.
Con questo cosa voglio dire? Che un writer non dovrebbe ricavare reddito dalla sua attività? Assolutamente no, ma dovrebbe farlo operando una scelta, magari evitando di recitare la parte di Cappuccetto Rosso in grembo alla nonna-lupo.
Mi riferisco ad una scelta di produzione di senso dentro e contro quella che è la produzione di senso del capitale legata al writing. Quest’ultima non può limitarsi a risarcire in minima parte il singolo writer (rendendogli l’onoreficenza simbolica, spesso neanche richiesta, del titolo di artista) attraverso il mercato, spingendolo nelle mani di questo per mezzo della sua criminalizzazione e la conseguente restrizione di spazi di praticabilità urbana. Dentro a questo processo l’etichetta del ribelle si trasforma in un logo appetibile.
Analizziamo dunque una spontaneità non conforme ad attitudini di legalità e passività di fronte alla standardizzazione, che spesso non intende solamente decorare ma, piuttosto rompere.
Interrompere un veloce scorrere di moduli nuovi, quasi una costrizione per chi osserva, a riflettere su quanto l’orizzonte dei segni possa in qualche modo influire sulle esperienze emotive della quotidianità nella metropoli.
Di conseguenza, l’intervento sul vagone di un treno, di una metro, un muro, una periferia opprimente, ha l’intento spesso inconscio di creare una rottura visiva, un attacco di vernice volto a colpire l’intoccabile.
Tale spontaneità, parte dal basso con pochi e poveri mezzi, irrita i nervi scoperti della città ed evidenzia il fallimento di un orizzonte alienante e ripetitivo.
Talvolta diventa quasi una necessità intervenire per riqualificare, attuare percorsi di reale decoro in quei luoghi dove i vecchi moduli sono evidentemente falliti e appaiono come contenitori incapaci di rispecchiare la dignità della vita che li attraversa.
Un agire attivo e programmato di una piccola resistenza, che oltre a sottolineare e migliorare, mette di fronte agli occhi di tutti, parte dei suoi lineamenti e racconta le proprie pratiche ed esperienze caratterizzanti.


Ha senso parlare di identità quando si parla di graffiti writing; è proprio la ricerca di una nuova identità (alias) che spinge una persona a scrivere il proprio nome su una superficie. L’uso di uno pseudonimo permette di potersi esprimere liberamente, creando una persona che non esiste, un nome che rappresenta solo quello che è scritto, che a volte è solo la somma di lettere che suonano bene insieme. La scelta di un nome è il primo scalino che si deve superare nel percorso che porta spesso molti giovani nelle nostre città a scrivere in maniera più o meno attiva, frequente ed organizzata; spesso il nome rappresenta quello che si è (può essere un soprannome per esempio), o quello che si vorrebbe essere (il nome richiama qualche oggetto o personaggio preesistente).
L’adolescente cresciuto nell’era della comunicazione, nonostante i mezzi tecnologici per comunicare, si sente in difetto e da sfogo alla necessità di essere fisicamente presente nei luoghi dove vive scrivendo.
La storia del writing, come lo conosciamo noi oggi, nasce (non solo per convenzione teorica) nella più grande metropoli contemporanea, New York. Non è un caso che negli anni ’60 le periferie alienanti della grande città non offrissero null’altro ai giovani abitanti se non un treno di metropolitana che raggiungeva il centro, che andava a confluire in stazioni affollate di centinaia di persone di tutte le estrazioni sociali. Ecco il mezzo di comunicazione perfetto, che parte dalla periferia ed arriva in centro, per comunicare liberamente, per affermare la propria esistenza, per costruire la propria identità. Centinaia di ragazzi dei diversi quartieri cominciano a scrivere il proprio nome con i pennarelli sui vagoni della metropolitana e nelle stazioni, riuscendo a raggiungere un pubblico eterogeneo di migliaia di persone.
In quegli anni scrivere sui treni e sui muri diviene un fenomeno di massa, tale che, per essere identificato dagli altri, non basta più solo scrivere, ma bisogna farlo in modo massiccio e aggraziato, per uscire (anche graficamente) dalla massa. Ecco che le tecniche si fanno più elaborate. Non bastano più i sottili pennarelli, ne i marker Pilot, che per quanto scrivessero bene, e sono ancora utilizzati, non assicuravano alla scritta delle dimensioni che fossero sufficientemente visibili. Si capisce che una bomboletta spray, un contenitore sotto pressione con della vernice dentro, poteva diventare da attrezzo per il fai-da-te, a vero e proprio strumento di scrittura. I writer scoprono e usano una cosa che non era stata mai utilizzata prima a quello scopo, uno strumento duttile, efficace, economico, di facile reperibilità, la bomboletta spray.
Con questa iniziano a scrivere il nome in modo più evidente e grande, fino ad arrivare a farne un uso più complesso, dal bubble style al masterpiece. Ora i nomi si leggono bene, sono grandi quanto i vagoni stessi della metropolitana, attorniati da messaggi che fanno riflettere, colorati, dei perfetti loghi che rappresentano la persona che li ha fatti, che vivono di vita propria nelle sensazioni di chi li vede in un altro quartiere qualche giorno dopo, che li copia e li reinterpreta.
Anche il giovane scrittore anonimo diventa una piccola star, identificato in un brand del tutto personale non imposto dall’alto che cambia giorno per giorno, che rappresenta se stesso, che nasce negli oscuri depositi dei treni della periferia ed arriva in centro davanti agli occhi di tutti.




Urban Code – portfolio
Urban Code è un’associazione culturale costituita nel 2007, a Venezia, da un gruppo eterogeneo di artisti, attivisti ed organizzatori provenienti da esperienze tra loro molto diverse. Accomunati dallo stesso interesse per l’arte negli spazi pubblici, promuovono iniziative comuni su vari livelli.
 Urban Code svolge la propria opera a livello nazionale, ma è molto orientata alla promozione delle realtà del nord-est Italia.
Promuove il dialogo, la cooperazione e l’associazione tra creativi, artisti e writers.
Organizza mostre e workshop, eventi di graffiti e di arte di strada. Urban Code è il referente italiano per “Meeting of Styles International” e ha curato la realizzazione a Mestre-Venezia del “Meeting of Styles 2008”, il più importante evento itinerante di graffiti nel mondo.
Cura la consulenza per progetti di riqualificazione di spazi urbani ed edifici.
Organizza corsi di creatività e disegno presso istituti scolastici (medie e superiori) ed enti locali.
Collabora con altre associazioni che si occupano di arte, di musica e di iniziative a carattere sociale e culturale.


Ascolta l’audio della conferenza – prima parte:
[audio:http://www.fondazionemarch.org/wp-content/uploads/docs/UrbanCode_SDV_0135.mp3]


Ascolta l’audio della conferenza – seconda parte:
[audio:http://www.fondazionemarch.org/wp-content/uploads/docs/UrbanCode_SDV_0136.mp3]

Anagoor ospite a “Cos’è il contemporaneo?”


Cos’è il contemporaneo? 4 – L’arte si racconta
giovedì 14 aprile, ore 17.00-19.00
sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova





Ingresso libero


Anagoor – La tempesta delle immagini
Simone Derai di Anagoor incontra il pubblico per raccontare il proprio percorso.
Attraverso la visione di alcune immagini della produzione teatrale della compagnia, sarà indagato il rapporto stretto tra contemporaneità, immagini dell’antico ed esperienza dolorosa.
“Le parole non sgorgano quando i territori di indagine sono quelli che lasciano muti, quelli di fronte ai quali per l’orrore può scaturire solo la scossa della creazione poetica a tentare di esorcizzare le paure, incanalare l’angoscia. Il senso del nostro affondare le mani, le braccia, la testa e tutti noi stessi nel grande archivio dell’Antichità trova in questa balbuzie e in queste paure i suoi primi motori”.
Durante l’incontro saranno mostrati, tra gli altri, i seguenti video:
Wish me luck. (2010)
How much fortune can we make? (2010)
Il Fortunale delle Immagini (2010)
Il Sogno di Clitemnestra (2007)



Anagoor – portfolio
Anagoor nasce a Castelfranco Veneto nel 2000 raccogliendo, attorno alle figure di Simone Derai e Paola Dallan, la precedente esperienza di un gruppo di artisti del teatro. Al primo nucleo si aggiungono Anna Bragagnolo, Marco Menegoni, Moreno Callegari, Eloisa Bressan e Pierantonio Bragagnolo, contribuendo alla definizione del gruppo e alla sua direzione.
Anagoor ha sede a Castelfranco Veneto e base operativa a La Conigliera di Castelminio. Nel 2010 Tempesta debutta a Londra all’ICA – Institute of Contemporary Art. Nel mese di febbraio 2011 con Ballo Venezia Anagoor si insedia, con un eccezionale evento performativo/installativo, a Palazzo Fortuny a Venezia. Nel 2011 debutterà la nuova produzione Fortuny. Anagoor è parte della Factory di Centrale Fies.


Ascolta l’audio della conferenza – prima parte:
[audio:http://www.fondazionemarch.org/wp-content/uploads/docs/Anagoor_SDV_0133.mp3]


Ascolta l’audio della conferenza – seconda parte:
[audio:http://www.fondazionemarch.org/wp-content/uploads/docs/Anagoor_SDV_0134.mp3]

Festival delle Città Impresa – La metropoli capitale europea della cultura 2019


Far Viaggiare Le Idee
Il Nordest sta vivendo un’ulteriore fase di cambiamento. Le reti fisiche, di relazione, di idee e creatività, hanno assunto un ruolo determinante nella creazione di valore. Nella sua quarta edizione il Festival si propone di mettere al centro il grande tema delle infrastrutture e delle reti (fisiche e immateriali) sulle quali la metropoli candidata a Capitale Europea della Cultura 2019
dovrà poter contare per far viaggiare le idee e le merci delle nuove industrie creative.
L’Alta Velocità ferroviaria è l’emblema di un ritardo che il Nordest deve colmare in brevissimo tempo. Un ruolo parimenti centrale sarà esercitato da altre reti di comunicazione: dalla metropolitana di superficie all’accesso alla banda larga.
Il Festival esplorerà quindi le diverse tematiche che permettono di far viaggiare le idee e si articolerà in un insieme di iniziative, incontri e riflessioni di carattere economico, culturale e artistico, su una pluralità di questioni connesse al tema della mobilità di idee, persone e merci.



Per informazioni sul programma e registrazione agli eventi
www.festivaldellecittaimpresa.it



Scarica la brochure del festival


Evento collaterale del Festival è Art&Co. Opere tra arte e impresa
Art&Co. in questa sua seconda edizione continua a raccontare l’impegno etico di alcune aziende che vedono nell’arte uno strumento di innovazione e di identità e cerca di rendere questa tensione culturale alla bellezza e alla creatività uno stimolo condiviso.



Gli eventi di quest’anno sono:


3 puntata: Guarda il video. Riccardo Benassi, Daydreaming.

Car

un nuovo paesaggio
relazioni tra arte, artigianato e impresa

un progetto di fondazione march

in collaborazione con: Porsche Italia, Giovani Imprenditori Confartigianato Veneto e Fondazione La Fornace dell’Innovazione
presenta:

Daydreaming
di Riccardo Benassi

9 installazioni sul tema del viaggio realizzati con il contributo di :Vetreria A.T.C.T. di Zen A.& Figli S.r.l.; Ciaghi Libero&C. s.n.c; Leonardo Cimolin; Bosa-Italo Bosa; Carrozzeria Riva Leonido srl; Fabian – Pellicceria pelle e montoni; Associazione Italiana Pellicceria; Venzo Stampi



A beautiful Day – Art&Co. 2011_Ottavo workshop d’artista, Tomaso De luca in Baxi spa

Ottavo workshop d’artista del progetto A beautiful day!


Tomaso De Luca, con 13 dipendenti di Baxi spa: Marco Costa; Chiara Carlesso; Silvia Bordignon; Daniele Carraro; Francesco Reffo; Matteo Refosco; Ciro Tria; Tiziano Marzaro; Maurizio Scalco; Diego Martinello; Stefano Settin; Alessandro Brunelli; Paolo Pesavento, hanno attivato il workshop in azienda concentrandosi sul tema dell’innovazione.


Tomaso De Luca, giovane artista emergente, ha suggerito una nuova tipologia processuale che partendo dall’analisi di alcune fotografie d’archivio dell’azienda,
dagli esordi ad un passato più recente, e dall’osservazione dei componenti delle caldaie, ha permesso ai partecipanti di identificare degli elementi simbolo che
ricorrono sia nel passato che nel presente (ad es. la spirale, il cerchio, e la freccia) e che possano essere un ponte per il futuro. Il tutto è esemplificato in una scultura progettata dagli stessi dipendenti e potenzialmente realizzabile.


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A beautiful Day – Art&Co. 2011_Settimo workshop d’artista, Nico Angiuli in Gruppo Mastrotto spa


Settimo workshop d’artista del progetto A beautiful day!


Nico Angiuli, con 11 dipendenti del Gruppo Mastrotto: Chiara Mastrotto , Massimo Lechthaler, Amos De Lorenzi, Stefano Dalla Rosa, Andrea Zampieri, Alessandra Refosco, Susi Dalla Valle, Marta Bertoldo, Stefania Federigi, Lorenzo Bruttomesso, Lara Toscano, hanno attivato il workshop in azienda concentrandosi sul tema della produzione.


Nico Angiuli, giovane artista emergente, ha messo in atto una nuova dinamica di produzione chiedendo ad ogni partecipante di portare un oggetto o un simbolo che rappresentasse il proprio approccio con il lavoro. Durante il pomeriggio di workshop la condivisione dei simboli portati ha permesso l’ideazione di un racconto collettivo. Per completare il ritratto identitatrio dei dipendenti e l’interconnesione tra i loro ruoli, il testo verrà inserito all’interno di una nuova mazzetta colori simile a quella aziendale, dove i campioni di pelle riportano la stampa del ritratto fotografico delle mani dei partecipanti, pelle su pelle.


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Cecilia Canziani ospite a “Cos’è il contemporaneo?”


Cos’è il contemporaneo? 4 – L’arte si racconta
giovedì 31 marzo, ore 17.00-19.00
sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova





ingresso libero


Cecilia Canziani – Le possibilità narrative dell’archivio

Agli archivi associamo solitamente un’immagine polverosa: il materiale contenuto riposa inerte in scaffali, filze e faldoni, nel buio di una stanza inaccessibile.
L’archivio viceversa ha infinite possibilità narrative, e come tale è preso in prestito come metafora del museo, quando ne consideriamo la collezione come testo; modello curatoriale attraverso la proposta di mostre che ne mutuano la logica o ne interrogano le potenzialità e infine come materiale critico nel lavoro degli artisti.
Poiché nello spazio l’archivio non è soggetto a un’organizzazione gerarchica, i suoi termini sono tutti equivalenti: l’archivio ci permette dunque di iniziare una storia dal mezzo, di seguire tracce inaspettate, di mettere in luce aspetti solitamente oscuri, di far emergere narrazioni alternative.
L’archivio è insomma un luogo privilegiato di analisi del testo e della sintassi dell’arte contemporanea: le opere e l’apparato espositivo, ed è anche un dispositivo critico attraverso il quale possiamo sottrarci a letture codificate e unidirezionali del reale.
Non è forse un caso che il novecento abbia avuto al centro della sua elaborazione teorica proprio l’archivio, e che l’arte contemporanea ne abbia fatto materiale poietico: l’incontro per Che cos’è il contemporaneo si concentra sulle diverse declinazioni, usi e interpretazioni dell’archivio nel lavoro di artisti e nella sua relazione con l’apparato espositivo.



Cecilia Canziani – Portfolio

Cecilia Canziani (Roma, 1976) è curatrice e storica dell’arte. Il suo lavoro si concentra sull’analisi e sulla decostruzione delle strutture e dei rituali che determinano la produzione e ricezione dell’apparato espositivo, sulla pratica artistica contemporanea come interrogazione dello spazio culturale e del suo contesto e sulla didattica della cultura visiva contemporanea. Da gennaio 2009 è co-direttore artistico, insieme a Ilaria Gianni, di Nomas Foundation, Roma. È docente presso l’Università di Roma La Sapienza, l’Accademia di Belle Arti di Palermo e l’Istituto Europeo di Design. È membro fondatore di 1:1projects, per cui ha sviluppato la programmazione e curato i progetti Independence!, Unfair Fair, e progetti di didattica in collaborazione con il Liceo artistico Giorgio de Chirico di Roma. È stata coordinatrice della Biennale di Tirana del 2003 e ha collaborato con il British Museum nell’ambito del Contemporary Arts and Culture Programme, sotto la direzione di James Putnam. È membro del comitato scientifico del Center for Contemporary Art Afghanistan di Kabul. Nel settembre 2005 le è stata assegnata una residenza curatoriale presso NIFCA, Helsinki. Ha tenuto lezioni e seminari presso diverse Università italiane e straniere, tra cui: Facoltà di Architettura di Roma, Cornell University, Temple University, Swedish Academy for Fine Arts, Centro per il restauro e la conservazione di monumenti di Tirana, Museo Archeologico Nazionale de Il Cairo. Ha collaborato a diverse pubblicazioni, tra cui: A. Burtscher, J. Wielander, Visible, Stemberg Press 2010; Johanna Billing, Look Behind Us! A Blue Sky, Hatje Cantz, 2007; Marinella Senatore, Fondacio Peréz, 2007; R. Wiejhager, Minimalism and After, Hatje Cantz, 2006; ha curato Museum of Angels, British Museum, Londra 2003. Collabora con le riviste “Arte e Critica” e “Flash Art”.


Ascolta l’audio della conferenza – prima parte:
[audio:http://www.fondazionemarch.org/wp-content/uploads/docs/Canziani_SDV_0131.mp3]


Ascolta l’audio della conferenza – seconda parte:
[audio:http://www.fondazionemarch.org/wp-content/uploads/docs/Canziani_SDV_0132.mp3]

Car, un nuovo paesaggio, relazioni tra arte, artigianato e impresa – Riccardo Benassi


Mercoledì 23 Marzo 2011
ore 11.00
sala consigliare del Comune di Asolo
piazza D’Annunzio 1
Asolo

Tavola rotonda
Saluti:
Francesco Giacomin – Presidente Fondazione La Fornace dell’innovazione
Luca Baggio – Presidente Commissione Attività Produttive Regione Veneto
Loredana Baldisser – Sindaco di Asolo

Intervengono:
Silvia Ferri de Lazara – Presidente Fondazione March – L’arte come sistema attivatore di un territorio
Mauro Gentile – Direttore PR/Ufficio Stampa Porsche Italia – Innovazione, tradizione, qualità ed eccellenza: la promozione dei valori
Filiberto Zovico – Presidente Festival Città Impresa – Festival delle Città Impresa: attivatore di reti territoriali
Sandro Venzo – Presidente Giovani Imprenditori Confartigianato Veneto – Il ruolo dell’artigiano oggi
Riccardo Benassi – Artista – Daydreaming progetto promosso da fondazione march, Porsche Italia, Giovani Imprenditori Confartigianato Veneto, Fondazione La Fornace dell’innovazione per il Festival delle Città Impresa 2011

Saranno presenti i sindaci dei territori di riferimento
e
Saranno presenti le aziende

Car: il progetto generale

2 puntata: Guarda il video. Riccardo Benassi, Daydreaming.

Car

un nuovo paesaggio
relazioni tra arte, artigianato e impresa

un progetto di fondazione march

in collaborazione con: Porsche Italia, Giovani Imprenditori Confartigianato Veneto e Fondazione La Fornace dell’Innovazione
presenta:

Daydreaming
di Riccardo Benassi

9 installazioni sul tema del viaggio realizzati con il contributo di :Vetreria A.T.C.T. di Zen A.& Figli S.r.l.; Ciaghi Libero&C. s.n.c; Leonardo Cimolin; Bosa-Italo Bosa; Carrozzeria Riva Leonido srl; Fabian – Pellicceria pelle e montoni; Associazione Italiana Pellicceria; Venzo Stampi

A beautiful Day – Art&Co. 2011_Sesto workshop d’artista, Daniel Gonzalez in Zordan s.r.l

Sesto workshop d’artista del progetto A beautiful day!


Daniel Gonzalez, con tutti i dipendenti di Zordan: Perin Alessandro, Faccin Luca, Magagnin Marianna, Serafin Cristiano, Perich Francesco, Gaspar Sorin, Albiero Ivano, Vaccaretti Roberto, De Forni Michela, Zigiotti Luciano, Iannella Gianni, Soldà Paolo, Sandri Alessia, Zordan Fabio Nicola, Mazzaretto Stefano, Battistin Alessandro, Strobbe Domenico, Savegnago Massimo, Bedin Fabrizio, Zordan Marta Maria, Basso Alessandro, Basilico Pio, Zordan Massimo, Ghiurca Ileana hanno attivato il workshop in azienda concentrandosi sul tema della comunicazione.


Daniel Gonzalez, artista internazionale, ha attivato una nuova dinamica di comunicazione interna tra i dipendenti e di analisi dei bisogni di ciascuno per sentirsi a proprio agio ed attivare una comunicazione ottimale. Durante tutta la giornata si è sviluppata la Piazza trasportabile Attilio Zordan, una piazza che non necessita di permessi comunali, formata da 4 isole (una per reparto) che diventa luogo identificativo dell’azienda, del suo spazio collettivo dedicato alla socialità.



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A beautiful Day – Art&Co. 2011_Quinto workshop d’artista, A12 in Fracasso S.p.A

Quinto workshop d’artista del progetto A beautiful day!

A12, con 13 dipendenti di Fracasso di reparti diversi: Collesei Giulio, Schiavon Simone, Naletto Davis, Ballin Adriano, Giacomelli Luca, Dainese Roberto, Franco Mattia, Dori Tommaso, Pagnin Cosetta, Costa Marco, Mazzarolo Manuel, Salvadori Enrico, Terrin Lisa hanno attivato il workshop in azienda concentrandosi sul tema della sicurezza.



A12, gruppo di artisti ed architetti, hanno attivato una riflessione teorica-sperimentale sul concetto di sicurezza e sulla distanza di sicurezza, intesa non solo come normativa, ma come percezione di uno spazio sicuro. Durante tutta la giornata sono stati eseguiti esperimenti e misurazioni scientifiche per analizzare diverse tipologie di distanze di sicurezza.



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A beautiful Day – Art&Co. 2011_Quarto workshop d’artista, Antonia Carrara in Conergy Italia S.p.A

Quarto workshop d’artista del progetto A beautiful day!



Antonia Carrara, con 20 dipendenti di Conergy di reparti diversi: Alberto Ceola, Antonio Schenale, Laura Magri, Aurora Galvan, Daniela Piccinno, Francesco Ditillo, Carolina Sinigaglia, Mario Tonin, Giorgia Polato, Marta Pasqualotto, Anna Noro, Isabel Benedetti, Chiara Carraro, Andrea Schiavo, Alex Dal Santo, Dario Carta, Ivan Ceruffi, Simone Fabio, Lara Reniero, Elena Mampreso hanno attivato il workshop in azienda concentrandosi sul tema dell’ottimizzazione concentrandosi sul tempo.



Antonia Carrara, artista italiana, residente a Parigi, ha attivato una riflessione teorica-performativa sul concetto di ottimizzazione e di tempo partendo dal thè del Cappellaio Matto di Alice nel Paese delle Meraviglie, e da L’invenzione di Morel di Adolfo Bioy Casares, Esercizi di stile di  Raymond Queneau, e da I giochi e gli uomini di Roger Caillois. Durante tutta la giornata sorseggiando del thè sono stati attivati dei giochi di ruolo sulle dinamiche che regolano la nostra percezione e consapevolezza del tempo.



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1 puntata: Riccardo Benassi, Daydreaming, 9 installazioni mixed media.

Car
un nuovo paesaggio
relazioni tra arte, artigianato e impresa

presenta:

Daydreaming
di Riccardo Benassi

9 installazioni sul tema del viaggio realizzati con  il contributo di :Vetreria A.T.C.T. di Zen A.& Figli S.r.l.; Ciaghi Libero&C. s.n.c; Leonardo Cimolin; Bosa-Italo Bosa; Carrozzeria Riva Leonido srl; Fabian – Pellicceria pelle e montoni; Venzo Stampi
In collaborazione con: Porsche Italia, Giovani Imprenditori Confartigianato Veneto e Fondazione La Fornace dell’Innovazione



A beautiful Day – Art&Co. 2011_Terzo workshop d’artista, Alberto Tadiello in Legnopan




Terzo workshop d’artista del progetto A beautiful day!


Alberto Tadiello, con 8 dipendenti di Legnopan di reparti diversi: Massimo Toniolo, Tamara Gonzato, Yari Bertapelle, Gabriele Manfron, Francesco Simonato, Anna Beriotto, Davide Sossella, De Rossi Paolo hanno attivato il workshop in azienda concentrandosi sul tema della qualità.


Alberto Tadiello, giovane artista, ma già affermato sulla scena artistica internazionale, ha attivato una discussione teorica sul concetto di qualità cercando di ricreare un ritratto schematico dell’azienda. Una mappa che cerchi di spiegare cosa significa e implica far bene e quali relazioni attivi. Il workshop ha innescato un momento di condivisione e di narrazione del concetto di qualità che verrà sintetizzato in un circuito grafico.


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A beautiful Day – Art&Co. 2011_Secondo workshop d’artista, Marco Strappato in Ferrari Ventilatori

Secondo workshop d’artista del progetto A beautiful day!

Marco Strappato, con 15 dipendenti di Ferrari Ventilatori di reparti diversi: Federica Dalla noce (STARGATE), Costantino Mogentale (ATHOS), Daniela Negretto (DON’T WORRY BE HAPPY); Diego Pettena (VOIZ), Simone Fracca (ERCOLE). Nicola Castagna (POSEIDONE), Graziano Vezzaro (REX),Fabrizio Concato (INOX), Giorgio Cisco (TETRIS), Franco Miazzi (IBRIDO), Valentina Consolaro (SORRISO), Vanessa Zorzin (LA PERLA), Renata Libondi (TATA), Simone Bellini (BACKUP), Lorenzo Magnaguagno (EAGLE) hanno attivato il workshop in azienda concentrandosi sul tema dello scambio.


Marco Strappato, artista emergente che indaga sul rapporto tra l’articolazione del linguaggio e la visione, ha guidato i dipendenti attraverso tre studi finalizzati ad interpretare le componenti fisiche e concettuali del ventilatore. I dipendenti hanno così lavorato durante la prima fase con il loro corpo, mentre nella seconda hanno esplorato il suono ed il linguaggio attivando diverse dinamiche relazionali. L’artsta ed i dipendenti stanno creando un diario con lo scambio delle mail che si è svluppato in questo periodo.


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CUXINA – DINNER ONE

SOLD OUT  le prenotazioni per la prima di 3 cene esclusive di fondazione march in Appartamento a Venezia: CUXINA – Dinner One.
Solo per voi mettiamo in palio altri cinque posti, contattateci a info@fondazionemarch.org

COSA:

9 artisti, 1 appartamento, 1 fondazione, 1 azienda.

Ricette per Appartamento, Manuale di cucina azionista nasce nell’estate 2010, quando i 9 artisti ospiti del Lagostudio ideano alcune “istruzioni d’artista”, ricette che i tenant degli Appartamenti LAGO possono personalizzare con i propri ingredienti. Nella stessa settimana gli artisti progettano una mostra site-specific per l’Appartamento di Venezia-Rialto, intitolata ARE YOU IN?, che inaugurerà il giugno prossimo.

3 cene, 1 set, 40 attori.

CUXINA è una serie di 3 cene di fund-raising che fondazione march organizza per presentarvi il manuale e realizzare le ricette d’artista in preparazione alla mostra.
Con Dinner One l’Appartamento si trasforma in ristorante e in set, dove i 40 invitati saranno i protagonisti. Le prime ricette da gustare infatti saranno il film d’artista GLI AMATORI di Francesco Ragazzi e Francesco Urbano e le ISTRUZIONI FAI DA TE di Valentina Vetturi.

QUANDO: il 10 marzo 2011 ore 20.30

DOVE: Appartamento LAGO Venezia, Sestiere San Polo 205, Venezia

Se vuoi conoscere il progetto e gli artisti, se vuoi contribuire in prima persona, prenota ora!

L’offerta responsabile è di 25 euro a persona.


A beautiful Day – Art&Co. 2011_Primo workshop d’artista, Luca Vitone presso Trivellato

È partito il progetto  A beautiful day!


Luca Vitone,  con 8 dipendenti di Trivellato SpA di reparti diversi: Mirko Cocco, Fabio Riva, Alessandro Bisaccia, Stefano Mantiero, Monica Conte, Chiara Morello, Marco Bernardi, hanno attivato il primo degli otto workshop in azienda concentrandosi sulla mobilità.


Luca Vitone, artista internazionale che lavora sul concetto di mappa e territorio, ha guidato i dipendenti con un veicolo Mercedes per il territorio Vicentino mostrando una diversa tipologia di spostamento slegato da un percorso predefinito e finalizzato al raggiungimento di un obiettivo. Il percorso è stato costruito durante il workshop stesso a seconda delle suggestioni nate dal dialogo tra i partecipanti e dalla loro visione del territorio. Le tappe toccate sono state: il Lago di Fimon, Monte Berico, Rotonda del Palladio ed infine una pasticceria di Vicenza. Il tutto ha portato allo sviluppo di una mappa e ad una raccolta di immagini e video.


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Salottobuono ospite a “Cos’è il contemporaneo?”

Cos’è il contemporaneo? 4 – L’arte si racconta
giovedì 3 marzo, ore 17.00-19.00
sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova



ingresso libero

Salottobuono – L’UNICA ARCHITETTURA SARÀ LA NOSTRA VITA
Alla fine degli anni Sessanta la nuova generazione di architetti porta i temi della rivolta studentesca dall’Università all’interno della pratica architettonica. Il rifiuto dell’eredità del Movimento Moderno e la contestazione al sistema nel suo complesso generano un fertile decennio di sperimentazione architettonica, poi riassunto da Germano Celant con il termine di “Architettura Radicale”. Al di là di una facile corrispondenza della parola “radicale” con un certo ambito di estremismo politico e culturale, o – su un altro piano – con un ritorno ad una forma di purezza primitiva dettata dal rifiuto della tecnologia e dalle forme di comodità contemporanea, cosa significa essere radicali in un tempo in cui ogni strada sembra già percorsa, ogni pensiero già sviscerato? Dove risiede, oggi, la
possibilità di una rivolta? Dove lo stesso pensiero di un rifiuto quando tutto è a nostra immediata disposizione? Siamo ancora capaci di pensare la vita in termini radicali?

Architetture per cerimonie sconosciute. Istruzioni per dispositivi ignoti. Atlanti per mondi inesplorati. Guide per città indecifrabili. Nuove forme di vita radicale. L’unica architettura sarà la nostra vita!

Salottobuono – portfolio
Salottobuono è uno studio di progettazione con sede a Venezia. Nasce come collettore di diverse esperienze di ricerca e produzione progettuale. Indaga lo spazio urbano alla ricerca di dispositivi in grado di innescare strategie di trasformazione: temi e programmi diventano l’occasione per analisi diagrammatiche o per l’elaborazione di visioni paradossali. L’attività di Salottobuono si articola in concorsi, attività didattica, progetti editoriali e incarichi di progettazione. Dal 2007 Salottobuono è editor della rubrica  “Istruzioni per l’uso” nella rivista «Abitare». Attraverso l’analisi e l’elaborazione di disegni e diagrammi originali si intende dotare il lettore di un efficace strumento di comprensione
dei progetti pubblicati. Il lavoro di Salottobuono è stato presentato recentemente in occasione di conferenze tenute presso: Università Iuav di Venezia, Politecnico di Milano, UC Berkeley, UrbanLab – Lussemburgo, Festarch – Cagliari, Universität der Künste – Berlino, Architectural Association – London. Nel 2008 lo studio ha partecipato alla Biennale di Architettura di Venezia nella sezione “L’Italia cerca casa – Housing Italy”, all’interno del Padiglione Italiano. Nel 2010 ha pubblicato “Manual of Decolonization”, un manuale per la trasformazione degli insediamenti israeliani nella West Bank.  Salottobuono è stato incaricato, in collaborazione con Francesco Librizzi, della progettazione dell’allestimento del Padiglione Italiano per la XII Biennale di Architettura di Venezia.

Enrico Vezzi e Vittorio Cavallini ospiti a “Cos’è il contemporaneo?”

Cos’è il contemporaneo? 4 – L’arte si racconta
giovedì 17 febbraio, ore 17.00-19.00
sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova

Ingresso libero

Enrico Vezzi e Vittorio Cavallini – WHAT IS A CONFERENCE?
La condivisione di uno spazio fisico e mentale

Oggetto dell’incontro sarà il contesto stesso della conferenza: verrà proposto come una nuova occasione di condivisione, a partire dalla quale costruire un nuovo paesaggio.
L’incontro è gestito in collaborazione con Blauer Hase.

Enrico Vezzi – portfolio
Enrico Vezzi è nato a San Miniato nel 1979, dove risiede. Si è Laureato in Psicologia all’Università degli Studi di Firenze nel 2004. Ha esposto il suo lavoro in numerosi spazi pubblici e privati italiani. Le sue opere sono sempre la traccia di un tentativo di Relazione; sebbene realizzate con una grande varietà di mezzi – pittura, scultura, video, foto, installazioni – sono tutti tentativi di testimoniare il processo stesso con cui l’opera si manifesta, e di stimolare un dialogo, un confronto. Tra le sue mostre si ricordano: My Favourite Things, Galleria Contemporaneo, Mestre, 2010; Il Caos, Isola di San Servolo, Venezia, 2009; Emerging Talents, CCCStrozzina, Palazzo Strozzi, Firenze, 2009; White Balance, Via Nuova arte contemporanea, Firenze, 2008; Il Rimedio Perfetto, Galleria Riccardo Crespi, Milano, 2008; TrafficZone 04, Galleria Civica di Trento, Centro Opera Universitaria, Trento, 2006; Rotte Metropolitane, Spazio SESV, Firenze, 2005; Retentiva, Padiglione Italiano, Venezia, 2004.
Vittorio Cavallini – portfolio
Vittorio Cavallini si è laureato in scultura all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 2000; dal 2003 ha esposto il suo lavoro in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero e  collaborato con artisti italiani e stranieri. L’attitudine per il lavoro in spazi condivisi gli ha  permesso di sviluppare progetti di gruppo e di considerare la discussione tra i  partecipanti come fondamentale strumento di ricerca. Che si tratti di una installazione, di un oggetto o di un testo scritto, il risultato appare imprevedibile perché si basa su  relazioni tra eventi diversi che producono opere la cui forma emerge dallo spazio o dalla situazione che l’artista si trova ad abitare. Tra le esposizioni del 2010: Attraverso uno spazio denso togliendo qualcosa, Brown Project-Space, Milano; Tentativo di condizionare i futuri processi di creazione di Cesare Pietroiusti con interventi visibili e  invisibili nel suo studio, Trastevere 259, Roma; Niente da vedere tutto da vivere, Istituto Pietro Tacca, Carrara.
Blauer Hase – portfolio
Blauer Hase è un collettivo che nasce nel 2007, proponendo forme sperimentali di produzione e di fruizione. L’idea di trascendere parzialmente le singole individualità e di lavorare come gruppo nasce dalla assoluta importanza che Blauer Hase dà alla discussione e alla collaborazione. In quest’ottica, l’intero processo produttivo di un’occasione espositiva viene inteso come oggetto artistico, cercando di unire in un’unica entità progettuale: curatela, produzione, promozione e design. Principali mostre personali e collettive: “Hic sunt leones”, Palazzo Cà Corniani degli Algarotti – Venezia, Dicembre 2007; “Furniture Music”, Fondamenta Priuli dei Cavalletti, Venezia, Maggio 2009; “Furniture Music (Locked room mystery)”, Fondazione March – Padova, Ottobre
2009, “Bluff”, Gum Studio – Carrara, Novembre 2010. “Opera 2009 Artisti degli Atelier Bevilacqua La Masa” con il progetto “Rodeo”, Viafarini DOCVA, Fabbrica del Vapore – Milano, Gennaio 2010. Blauer Hase comprende Mario Ciaramitaro, Riccardo Giacconi, Giulia Marzin, Daniele Zoico.

Adrian Paci ospite a “Cos’è il contemporaneo?”

Cos’è il contemporaneo? 4 – L’arte si racconta

venerdì 4 febbraio, ore 15.00-18.00

sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova

ingresso gratuito


Adrian Paci – TERRITORI ATTRAVERSATI: RIFLESSIONE SUL CONTEMPORANEO

Quando si parla del contemporaneo, la prima cosa che viene in mente è la relazione con il tempo. E se invece provassimo a considerare anche la dimensione dello spazio? Che cosa significa essere contemporaneo in due spazi diversi? E se questi spazi, distanti dal punto di vista geografico, lo fossero anche dal punto di vista economico, sociale, politico, culturale?

E se, invece di due territori separati, provassimo a pensare un’esperienza di attraversamento? Che cosa vuol dire essere contemporaneo quando non si ha più un luogo fisso e quando gli spostamenti e gli attraversamenti sono diventati la propria condizione?

Attraverso il racconto della sua esperienza e del suo lavoro, l’artista affronterà il tema dell’essere contemporaneo non soltanto considerando ciò in rapporto alla dimensione del tempo, come del resto la parola “con-temporaneo” indica, ma soprattutto riflettendo sulle relazioni tra l’essere contemporaneo e l’esperienza dello spostamento e dell’attraversamento geopolitico.

Adrian Paci – portfolio

Adrian Paci (1969, Shkoder, Albania) è fra gli artisti più attivi del panorama contemporaneo internazionale. Diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Tirana, nel 1997 si trasferisce a Milano dove vive e lavora. Fra le sue mostre personali si ricordano quelle al Kunsthalle Zurich e al Bloomberg Space di Londra (2010), al CCA di Tel Aviv (2009) e al P.S.1 di New York (2005). I suoi lavori sono inoltre stati esposti in numerose mostre collettive, al Kunsthaus Granz (2010), al MART di Rovereto (2009), alla Tate Modern (2008), al Power Plant di Toronto, al Kunsthalle Fridericianum di Kassel e allo Spazio Oberdan di Milano (2006). Nel 1999 e nel 2005 partecipò alla Biennale di Venezia, nel 2009 alla decima Biennale di Lione e nel 2008 ottenne il primo premio alla Quadriennale di Roma. Nel 2012 l’artista parteciperà ad un progetto presso Jeu de Paume, Parigi.



immagine: Adrian Paci, “turn on”, 2004, film on dvd, length 3’ 33”

courtesy: galleria kaufmann repetto, Milano

Cos’è il contemporaneo? 4 – L’arte si raccontaCos’è il contemporaneo? 4 – Art speaking

Cos’è il contemporaneo? 4

L’arte si racconta



incontri dedicati alla cultura e alle arti visive

a cura di fondazione march

da febbraio a settembre 2011

Padova – Venezia


Cos’è il contemporaneo?, alla sua quarta edizione, propone un nuovo ciclo di incontri sulla cultura e sulle arti contemporanee. Il progetto prevede la collaborazione con Università, fondazioni, istituti superiori e scuole di indirizzo creativo di Padova e Venezia.

A Padova gli incontri si terranno in sala Paladin a Palazzo Moroni, generalmente nella giornata di giovedì (17.00-19.00); a Venezia saranno invece ospitati da tre diverse sedi: Fondazione Bevilacqua La Masa, IUAV, Fondazione Claudio Buziol. In tal modo si vorrebbe intessere relazioni nel territorio, indicando agli studenti un percorso formativo e professionale e mostrando al contempo, a tutti i cittadini, l’eccellenza degli istituti artistici locali.


Il progetto nasce come tentativo di comprendere il contemporaneo e di diffonderlo, prendendo spunto da un saggio del filosofo Giorgio Agamben. Data la natura controversa e mutevole del contemporaneo, il progetto intende non tanto fornire risposte in proposito, quanto piuttosto approfondire l’indagine e sollevare questioni stimolanti, rivolgendosi a tutta la cittadinanza e in particolar modo ai giovani studenti.

Nel ruolo di relatori interverranno artisti, curatori e altre figure professionali del campo delle arti contemporanee: sia personalità già affermate, che racconteranno la propria ricerca e i propri metodi operativi, sia giovani emergenti, chiamati a presentare progetti di ricerca particolarmente innovativi.

Come nelle scorse edizioni, ogni incontro avrà una propria originale configurazione: ciascun relatore sceglierà l’espressione che riterrà più consona per stimolare l’attenzione e la partecipazione del pubblico.

Gli interventi dei relatori verranno infine pubblicati in collaborazione con la casa editrice CLEUP, in lingua italiana ed inglese, andando a costituire il quarto volume della collana “Cos’è il contemporaneo?”. La pubblicazione si propone sia come documentazione che come sviluppo di  differenti  approcci alla contemporaneità.

Il ciclo di incontri intende innanzitutto inserirsi nel contesto della formazione ed educazione degli studenti, mettendo in contatto i diversi percorsi didattici che insieme completano la formazione di figure professionali del mondo dell’arte.
Gli studenti partecipanti al progetto avranno la possibilità di approfondire le tematiche emerse dagli incontri realizzando interviste che saranno poi raccolte nella Pubblicazione finale e in una mostra di fine progetto, ospitata dalla Fondazione Claudio Buziol nel mese di settembre.

Programma

• 4 febbraio

Adrian Paci, artista – Albania

sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova, ore 15.00-18.00   scheda

• 17 febbraio

Enrico Vezzi e Vittorio Cavallini, artisti – Italia

sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova, ore 17.00-19.00   scheda

• 3 marzo

Salottobuono, studio di architettura – Italia

sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova, ore 17.00-19.00   scheda

• 17 marzo

Urban Code, associazione culturale – Italia

sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova, ore 17.00-19.00

• 31 marzo

Cecilia Canziani, curatrice – Italia

sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova, ore 17.00-19.00

• 14 aprile

Anagoor, compagnia teatrale – Italia

sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova, ore 17.00-19.00

• 5 maggio

Davide Tomaiuolo, curatore indipendente – Italia

sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova, ore 17.00-19.00

• 19 maggio

studio visit

Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, ore 11.00-17.00

• maggio

lezione-laboratorio

IUAV, Venezia

• settembre

mostra di fine progetto: Interviews in action

Fondazione Claudio Buziol, Venezia

Ingresso gratuito

Scarica la locandina.

Scarica il pieghevole.


Main Partner:

Centro Porsche Padova

In collaborazione con:

• Comune di Padova – Assessorato alla Cultura

• APS Holding

Partner culturali:

• Corsi di Laurea DAMS e Beni Culturali dell’Università di Padova

• Facoltà di Design e Arti dello IUAV di Venezia

• Fondazione Claudio Buziol di Venezia

• Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia

• Scuola Internazionale di Comics di Padova

• Scuola Italiana Design di Padova

• ISFAV – Scuola Superiore Fotografia e Arti Visive di Padova

• Liceo Artistico Modigliani di Padova

• Liceo Artistico Selvatico di Padova

• Scuola di Musica Gershwin di Padova

Partnership tecniche:

• Kipoint – Cartoservice S. Rita

• Best Western Premier Galileo Padova

• Cleup

• Signaletic

Patrocini:

• Comune di Padova

• Provincia di Padova

• Regione del Veneto

Il progetto rientra nel contenitore culturale “Universi Diversi” ideato dal Comune di Padova.

Mediapartner:

• Padovando

• Il Gazzettino

• Radio Bue

Radio Bue sarà l’unica radio che seguirà il ciclo di incontri; il suo palinsesto prevede un programma dedicato all’arte contemporanea e rappresenta una valida sede per approfondimenti culturali, anche in relazione al mondo universitario.


cameraVideo presso Sala Dogana, Palazzo Ducale Genova

cameraVideo, Festival itinerante di video arte

a cura di fondazione march

Opening 4 dicembre 2010

dal 5 al 16 dicembre 2010

Sala Dogana, Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura

Piazza Matteotti 9 – Genova

cameraVideo parte da un concorso per giovani videoartisti italiani ed internazionali, alla sua terza edizione, che quest’anno si arricchisce e diviene festival.

In un’epoca in cui il video è diventato uno dei principali mezzi per l’esplorazione della realtà, cameraVideo si propone di indagare quali sono le direzioni che la giovane videoarte sta percorrendo. fondazione march intende infatti proseguire il suo percorso di ricerca nell’analisi e la scoperta di quelle che possono essere, anno dopo anno, le modalità di sperimentazione legate al video. cameraVideo diviene dunque contenitore, ma lungi dal voler apparire un contenitore conchiuso all’interno di confini predefiniti, si offre come piattaforma di discussione.

fondazione march, in collaborazione con Comune di Genova – Assessorato alla Cultura e Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, propone una mostra che mette in relazione alcuni dei lavori selezionati dal progetto.

cameraVideo è una stanza di approfondimento sul video, sia sulla sua ricerca concettuale che sul rapporto col mezzo: i lavori si snoderanno lungo un percorso espositivo che diverrà esempio di una ricerca trasversale coinvolgente differenti modalità di sperimentazione legate al video. I lavori si relazioneranno dialogando e confrontandosi l’un l’altro, in funzione allo spazio che li ospiterà.

fondazione march procede dunque con l’approfondimento sulle elaborazioni audio-visive, e dà vita ad ulteriori opportunità di riflessione e a stimoli che coinvolgano, oltre che gli artisti, il pubblico, la Fondazione stessa e le sedi che di volta in volta ospitano il progetto.

cameraVideo è infatti un progetto itinerante, presentato presso diversi spazi culturali e festival d’arte contemporanea in Italia e all’estero:

• Loop Festival – Barcellona (maggio 2010)

• Kaunas in Art festival – Lituania (luglio 2010)

• Tina b festival – Praga (ottobre 2010)

• Sils Project Space – Rotterdam (novembre 2010)

• Medionauta – Milano (novembre 2010)

• Sala Dogana, Palazzo Ducale – Genova (dicembre 2010)

Inoltre, in ottobre 2010, cameraVideo è stato presentato attraverso una rassegna di quattro serate presso il

cinema MPX di Padova:

• 25 ottobre ore 21: Concorso | proiezione video selezionati

• 26 ottobre ore 21: Yesterday | Sezione video storici. Selezione Identifications di Gerry Schum (1970)

• 27 ottobre ore 21: Spazi Altri | Sezione dedicata ad altre realtà che lavorano con il video. Selezione da Euganea Film Festival. Ospite Marco Segato, direttore artistico del festival.

• 28 ottobre ore 21: Pourparler | Sezione incontri e discussioni. Rapporto tra videoarte e cinema. Ospite Marco Senaldi, critico di arte contemporanea.

A breve aprirà il nuovo bando di concorso per l’anno 2011.

Per informazioni: info@fondazionemarch.org

L’evento fa parte di “Dogana. Giovani idee in transito”. Nella Sala Dogana a Palazzo Ducale a Genova nasce un centro interdisciplinare dedicato alla creatività per dare spazio alle idee giovani.

Per info sulle iniziative di “Dogana. Giovani idee in transito”:

www.gg6.comune.genova.it/dogana

Facebook: Sala Dogana Genova

Tel. 0105573967/974/975

saladogana@comune.genova.it

cameraVideo

mostra a cura di fondazione march

per “Dogana. Giovani idee in transito”

opening 4 dicembre 2010

5 – 16 dicembre 2010

Giorni e orari di apertura: dal martedì alla domenica – dalle 14.30 alle 19.00

Sala Dogana, Palazzo Ducale

Piazza Matteotti 9 – Genova

Artisti e lavori in mostra

Marco Strappato, B(m)

b/n 1’19”, Italia 2009 (Courtesy Galleria Placentia Arte)

Un’appropriazione delle immagini del documentario Blind Child (1964) di Johan Van Der Keuen che attraverso un editing diventa riflessione sulla vista e sul visibile. L’allegoria dell’uomo che corre cieco verso un futuro incerto, pieno di ostacoli e di paure per l’ignoto.

Rimas Sakalauskas, Synchronisation

col. 8’04”, Lituania 2009

Un viaggio surreale all’interno della memoria dell’artista del periodo sovietico, quando luoghi, oggetti, immagini dovevano apparire suggestivi e rimandare ad un’idea di monumentalità. Il rapporto tra surreale e reale apre un nuovo spazio geografico – temporale simbolico ed inquietante.

Pietro Mele, Local boys

col. 7’08”, Italia 2009

Un ritratto di provincia tra noia e violenza latente. Il lavoro si riferisce ad un determinato luogo, ma allo stesso tempo non è rivelata una posizione geografica specifica, rendendo il concetto di local culturalmente condivisibile, perché non chiaramente decifrabile. Il commento musicale è una citazione da Platoon di Oliver Stone, che accompagna la scena in cui William Dafoe (Elias) è abbandonato dai suoi commilitoni.

Alisa Vostiklap, Messia machina

col. 11’15”, Germania 2009

La storia di una trasformazione in un “Messia” grazie ad una macchina costruita seguendo delle istruzioni trovate in una rivista, capaci di dar vita ad un surreale processo di liberazione.

Boris Eldagsen, SPAM the musical (The lottery)

col. 5’01”, Germania, Australia, Nigeria, 2009

Basato sui testi delle e-mail spam, il lavoro è spam trasformato in videoarte. Si focalizza su e-mail che fingono tu sia il vincitore di una lotteria online, e mette in scena uno spettacolo televisivo che promuove la globalizzazione, internet e i mondiali del Sud Africa del 2010.

Diego Caglioni, The show must go on

col. 1’20” loop, Italia 2007

Di fronte ad un vecchio teatro che sta per essere demolito, le macchine passano velocemente. Nuovi spettatori applaudono, in un tempo in cui le persone preferiscono un supermarket ad un teatro.

Virginia Serpieri Eleuteri, Perduta visione

col. 5’20”, Italia 2009

Un’immagine di un’estate di cinquant’anni fa. La memoria di una ragazza mai dimenticata viene raccontata attraverso frammenti di immagini e narrazione girati in super8.

Alessandro Ambrosini, Fateless

col. 2’41”, Italia 2007

Qualcosa accade e turba un sereno paesaggio di montagna. Improvvisamente si sentono degli spari e appaiono degli oggetti fluttuanti, distruggendo la fissità dell’immagine. Dove siamo? Esiste uno sfondo e un accaduto? È l’accaduto che arriva a definirne lo sfondo?

Nicola Genovese, Walking

col. 1’36”, Italia 2010

Un lavoro ironico sul tentativo dell’uomo di riunirsi alla natura. Nel periodo della Green Economy, siamo ancora capaci di vivere la natura? La natura è un luogo o definisce un atto che noi compiamo? Che cosa definisce “naturale” un luogo o un atteggiamento?

Micol Roubini, Safely unknown

col. 4’, Italia 2009

Riprese di stanze in semioscurità, il silenzio e i suoni frammentati del vento sulle persiane. Rimandi ad un’indagine sull’ambivalente e complessa relazione di una casa disabitata dove però tutto sembra rimanere com’era prima.

Lemeh 42, Inner klaenge

animazione digitale 10’, Italia 2010

Nel 1910 Kandiskij pubblicò a Monaco un lavoro chiamato Klaenge (sonorità). Il principio generale di Klaenge era la liberazione del suono interiore. Un secolo dopo, Lemeh42 realizza il proprio personale omaggio alla figura del pittore russo, attraverso un’animazione che vuole indagare l’interiorità del suono attraverso il percorso di un immaginario.

Lucilla Pesce, Grazie dei fiori

col. 4’26”, Italia 2009

La spiaggia Iride è una struttura balneare in Sardegna costruita negli anni ’50, destinazione per i turisti di tutto il mondo e teatro di famosi concerti. Il video indaga il suo attuale stato di degrado e abbandono, accompagnato da una famosa canzone di Nilla Pizzi, che a suo tempo si esibì nella struttura. La canzone è un dialogo con le rovine dei nostri giorni (i cittadini sono molto vicini alla storia e al prestigio di questo luogo e sono rattristati dalle sue condizioni) e un’eco del passato che si può udire debolmente, portato dal vento, attraverso il tempo, nelle immagini del presente.

Francesco Biccheri, Paesaggio composto #3

col 5’51”, Italia 2009

Un gioco dove lo sguardo si muove in un paesaggio urbano che cambia continuamente, in modo da dischiudere e dar vita a sempre nuovi punti di vista.

Valentina Curandi, Katz Nathaniel, New natives

col. 1’26”, Colombia, Italia 2009

Un’indagine sul desiderio di comunità e lo svolgimento del suo linguaggio secondo varie modalità di rappresentazione e di comunicazione. Appropriandosi di richieste per la formazione di comunità trovate su internet, l’intenzione è metterne alla prova voce, efficacia e risonanza e di verificarne l’intrinseca ideologia.

Riccardo Giacconi, Daniele Zoico, La scena emisferica

col. 16’35”, Italia 2009

Episodi della vita dell’atleta namibiano Frankie Fredericks sono raccontati attraverso l’ossessione di un turista che si reca in Namibia ogni anno per ricercare i luoghi di Fredericks e rivivere la sua storia. Una sorta di diario, dove i sentimenti del turista si confrontano con la frustrazione e i fallimenti nel realizzare un’autentica esperienza del paesaggio della Namibia.

Alessandra Messali, Kindergarten show 1991/2009

col. 45’, Italia 2009

Un saggio di fine anno: una sessantina di bambini della scuola materna recitano, cantano e ballano per celebrare la fine della loro infanzia. È il 1991. Oggi, a distanza di diciotto anni, i bambini cresciuti ritornano sul palco e si confrontano con lo stesso copione, gli stessi canti frivoli e gli stessi balletti appena accennati.

Il lavoro è un remake del saggio di fine scuola materna dell’autrice. Al filmato originale, di cui si mantiene lo sguardo amatoriale, si intrecciano le riprese contemporanee. Le battute dedicate all’affetto per i genitori assumono una risonanza altra: tra il copione e l’attore si instaura un rapporto più attivo determinato dal gioco delle identità formate ma anche dal clima anestetizzato in cui si svolge lo spettacolo. I bambini sono cresciuti, non ci sono più applausi carichi di affetto per loro e la pasta accogliente del vhs lascia spazio alla nitidezza del digitale.

L’enigma della fortezza

Scarica l’invito.

L’enigma della fortezza
a cura di Caterina Benvegnù e Ana María Bresciani
26 novembre – 10 dicembre 2010
inaugurazione 26 novembre 2010 ore 12

Università degli Studi di Padova
Facoltà di Lettere e Filosofia
Dipartimento di Storia delle Arti Visive e della Musica

El enigma de la fortaleza è un progetto realizzato a Bogotá in Colombia, negli spazi della BLAA (Biblioteca Luis Ángel Arango) nel 2009, con il supporto della Fundación Gilberto Alzate Avendaño. Il progetto, scaturito in un’esplorazione audiovisiva e fotografica, indaga il concetto di biblioteca come fortezza, uno spazio solido e compatto che accumula la memoria dell’uomo e conserva un segreto chiamato felicità.

Successivamente si ricorre alla forma scritta per rielaborare le idee alla base della ricerca. In tal modo il libro è mezzo, ma anche fine di un percorso, che restituisce unità al progetto attraverso le differenti circostanze nel quale ha preso forma, consentendo di non tralasciare i vari frammenti che lo compongono. Come ultima istanza d’indagine di uno spazio localizzato in un contesto specifico, la forma scritta diviene a sua volta generatrice di domande comuni di un mondo che abitiamo nel suo essere timore e riparo.

Dipartimento di Storia delle Arti Visive e della Musica
Palazzo Liviano,
piazza Capitaniato 7, Padova

apertura
dal lunedì al giovedì: 10.00-18.00
venerdì: 10.00-17.00
c. +39 3397866948
t. +39 0498274641/4673

In collaborazione con:
fondazione march – collana “Libro d’artista”
casa editrice Cleup
Dal Sasso

Redesign Life. Lago e il Design delle Relazioni

Centro Culturale Altinate / San Gaetano, via Altinate, 71 – Padova
Dal 21 novembre al 8 dicembre 2010
Orario: tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00
Ingresso libero
Inaugurazione sabato 20 novembre ore 17.00

La mostra Redesign Life. Lago e il Design delle Relazioni è all’interno del progetto Creacity ’10: L’industria nel segno della creatività, a cura di Scuola Italiana Design – PST Galileo, pensato all’interno del contenitore culturale RAM.

La mostra racconta un modo aperto di vedere un’azienda: la Lago Spa; racconta di un gruppo di persone che grazie alla cultura ha fatto passi da gigante in poco tempo, che attraverso l’arte cerca di generare bellezza e che attraverso un proprio punto di vista sul mondo cerca di esprimersi. La mostra stessa sarà la performance di alcuni videomaker, che coinvolgeranno i visitatori nel diventare parte integrante dei loro lavori realizzati in un set cinematografico d’eccezione.

La mostra presenta anche un’installazione dell’artista Antonio Guiotto a cura di fondazione march.
L’installazione artistica racconta l’azienda Lago da nove punti di vista: 

la storia, il prodotto, LagoStudio, lo stabilimento, l’uso innovativo della Rete, la produzione lean/kaizen, i progetti lateral, l’Appartamento.

Antonio Guiotto racconta il suo progetto:

“Molti anni fa scrissi una storia, ed in questa storia il protagonista manifestava il desiderio di costruire un apparecchio in grado di estrapolare dagli oggetti la memoria di quanto avevano vissuto, ipotizzando che, probabilmente, ogni cosa al mondo riceve delle vibrazioni che racchiudono informazioni su tutto ciò che è accaduto a loro e attorno a loro.

Questa idea è rimasta nella mia testa e si è sviluppata in altri modi, ho raccontato opere d’arte, ho scattato foto che come titolo riportavano racconti, e devo dire che come evoluzione, ha mantenuto un certo umore di fantasia, ed un certo peso; il fatto è che se un’idea è persistente, e se genera altre idee, allora è vincente.

In questo caso specifico, ho cercato di fondere le due cose, ho messo a disposizione di Lago, la mia capacità narrativa, accoppiandola ad un mezzo espressivo di tipo installativo, ho cercato di tradurre informazioni e dati in qualcosa che desse la possibilità ad un percorso sonoro e visivo di raccontare i successi, la storia, i concetti e l’impegno dell’azienda; sicuramente non stiamo parlando di un’opera d’arte, la quale ha bisogno di un impegno intellettuale e riflessivo diverso, e che viene concepita per far riflettere su alcuni aspetti personali o di ordine sociale, ma piuttosto di un intervento in grado di racchiudere tutto quello che serve sapere, con un taglio diverso, questo è vero, che si scosti dal classico totem informativo, pesante e noioso, ma piuttosto un gioco dove creatività, design e l’intervento di un artista possano incontrarsi.

Lago mi ha dato la possibilità di giocare con loro, ed io li ho ripagati creando qualcosa in grado di rappresentarli al meglio, o almeno spero.”

http://blog.lago.it/

http://www.galileopark.it/it/news/2010/1931-lago-e-il-design-delle-relazioni-a-ram-2010.html

http://issuu.com/lago/docs/redesignlifepadova

NORDEST 2019, FINALMENTE SI PARTE

In questo numero di Nordesteuropa.it la GUIDA ALLA CANDIDATURA DEL NORDEST A CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA2019: le idee e i progetti degli esperti per capire a cosa serve e come realizzarla.
La rivista è già online all’indirizzo www.nordesteuropa.it e si troverà in edicola a partire dal 3 novembre. Potete inoltre richiedere Nordesteuropa.it all’indirizzo mail info@nordesteuropa.it.
La candidatura c’è. È iniziata la corsa del Nordest per divenire sede della Cultura europea al prossimo “turno” italiano: a dicembre si firma il protocollo tra i soggetti fondatori e viene costituito il gruppo dei Cento; a marzo si riunirà il Comitato scientifico. La concorrenza sarà nutrita (dieci ad oggi le città aspiranti, tra cui Siena, Palermo, L’Aquila e persino Torino) ma le carte da giocare sono robuste: qualità e unità del territorio, offerta culturale, coesione politica. E l’aggiudicazione darebbe una spinta decisiva al completamento delle infrastrutture.
All’interno la storia e la nascita della Capitale europea della Cultura, prima Città della Cultura, il percorso e le strategie (governance, programma, grafica, ideazione del progetto), il raffronto con le città che concorreranno al titolo e le analisi di Roberto Daneo, curatore del dossier Nordest Capitale Europea della Cultura e del giornalista Sandro Mangiaterra.
Le interviste sono a Pierluigi Sacco, docente di Economia della Cultura allo IUAV di Venezia e a Saverio Sbalchiero, brand strategist di Nordest Capitale 2019.
E’ inoltre già attivo il portale www.nordest2019.eu dove potete trovare tutte le informazioni e i materiali sulla Candidatura.
«Comunque vada, il fatto in sé che la candidatura stia prendendo forma rappresenta un successo territoriale che solo pochi anni fa sarebbe stato impensabile – scrive il direttore Roberto Morelli nell’editoriale di apertura -. È in assoluto la prima volta, la prima circostanza concreta, la prima visibile rappresentazione esterna in cui il Nordest si pone come soggetto unitario al di là delle Regioni, Province e città che lo compongono. Che Venezia svolga nella candidatura il ruolo trainante, è indispensabile e persino scontato. Ma che alle sue spalle vi sia un’area coesa che mai prima d’oggi aveva preso coscienza di sé, e che si propone nella sua interezza prescindendo da campanili e schieramenti, è un fatto nuovo e quanto mai promettente».

Nello stesso numero trovate anche:

Politica. Il tema del “bene pubblico” analizzato nelle scelte delle amministrazioni in due temi “forti” come quello della viabilità e della sanità.
L’intervista. A parlare il bocconiano economista Francesco Giavazzi sul tema dell’Università italiana e del progetto UniVeneto. «Il modello a cui ispirarsi è la California», dice Giavazzi che all’aggregazione preferisce la concorrenza tra i poli.
A seguire il punto della situazione sul progetto della Fondazione veneta degli atenei.
Economia. Sistema fiere, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia nessun passo in avanti sul fronte delle sinergie. Nell’analisi del giornalista Claudio Pasqualetto la necessità di un’unica cabina di regia.
BCC: conti in tasca a un sistema che pare aver risentito meno di altri la crisi. Virtù e opportunità delle piccole banche di territorio.

RAPPORTO UDINE. Paradosso lavoro: dopo la crisi la provincia è alle prese con l’assorbimento di cassintegrati e addetti in mobilità ma le imprese sono alla ricerca di manodopera qualificata. Nella frattura tra domanda e offerta di lavoro lo spaccato di Udine. A parlare è il presidente della Confartigianato locale Carlo Faleschini. Interviste al sindaco Furio Honsell e al presidente di Provincia Pietro Fontanini.

NORDESTEUROPA CULTURA
IO SCELGO IL NORDEST

Per passione, destino, lavoro. Molti gli artisti e letterati stranieri che scelgono le città del Triveneto per vivere e lavorare. Nelle loro storie e riflessioni, e nelle interviste con Veit Heinichen e Efraim Medina Reyes, i perché di un’attrazione ma anche le difficoltà d’integrarsi.
Questo il tema di copertina dell’ultimo numero di Nordesteuropa Cultura già online al sito www.nordesteuropacultura.it e in edicola, allegato a Nordesteuropa.it. L’editoriale del numero è affidato a Cesare De Michelis che invita a una riflessione sull’apertura di questo territorio alle nuove intellighenzie e alla contemporanea chiusura nei confronti di un altro tipo di immigrazione.

L’intervista del numero è dedicata ad Alessandro Verona, presidente di Vicino/lontano che candida Udine a centro culturale contemporaneo e di «attivazione urbana».
All’interno la riconversione a Valdagno dell’ex inceneritore in polo culturale; la «Treviso 2» che nasce dall’ex Area Appiani, il rapporto con la musica, non solo di produzione, di Fazioli.
Nello speciale eventi: La retrospettiva veneziana di Adolph Gottlieb nella sale del Guggenheim. La stagione jazz di Padova tra Storie di jazz, Porsche live. Le notti e Padova festival jazz.
La dodicesima inchiesta sul rapporto tra le città e la cultura è dedicata a Belluno, la città più a Nord del Veneto, a torto considerata la periferia del Nordest, dove insiste un’offerta effervescente attorno alla montagna, rivalutata anche per i giovani.
Nella sua rubrica l’architetto Flavio Albanese illustra lo scenario imprevedibile di una decrescita demografica, a scapito di ogni previsione.

Nordesteuropa Editore
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cameraVideo

camera Video
immagine-movimento / immagine-tempo

festival itinerante di videoarte

multisala MPX, sala Giotto
via Bonporti 22, Padova
25 – 28 ottobre 2010, ore 21

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova dedica tre mesi alla promozione e valorizzazione del Contemporaneo in tutte le sue forme nell’autunno 2010, attraverso il festival RAM.
fondazione march si inserisce all’interno degli eventi di RAM con il progetto cameraVideo, festival itinerante di videoarte che verrà presentato al cinema MPX di Padova dal 25 al 28 ottobre 2010.

Alla sua terza edizione, Où va la vidéo? si trasforma in cameraVideo: il concorso per giovani artisti italiani ed internazionali che lavorano col video si arricchisce e diviene festival.
Le quattro serate saranno dedicate alla proiezione dei video selezionati; alla proiezione di video storici, con un focus particolare su Identifications (1970) di Gerry Schum; alla presentazione di Marco Senaldi, critico d’arte contemporanea che si concentrerà sulla relazione tra cinema e video arte, insieme alla critica cinematografica Cristina Menegolli; ad una selezione di lavori dell’Euganea Film Festival, presentati dal direttore artistico Marco Segato.
Inoltre, per proseguire il dibattito ed il confronto, il progetto prevede la presenza di un guest artist che potrà mostrare i suoi lavori e parlare della sua ricerca artistica durante le tappe del progetto in Italia e all’estero. Nella tappa di Padova saranno presentati alcuni lavori di Rossella Biscotti, videoartista italiana che vive e lavora a Rotterdam.

In un’epoca in cui il video è diventato uno dei principali mezzi per l’esplorazione della realtà, il progetto si propone nuovamente di indagare quali sono le direzioni che la giovane videoarte sta percorrendo. fondazione march intende infatti proseguire il suo percorso di ricerca nell’analisi e nella scoperta di quelle che possono essere, anno dopo anno, le modalità di sperimentazione legate al video. cameraVideo diviene dunque contenitore ma, lungi dal voler apparire un contenitore conchiuso all’interno di confini predefiniti, si offre come piattaforma di discussione: un tentativo di dialogo tra le opere di giovani artisti che concentrano la loro indagine sulla elaborazione audiovisiva, e lavori più storici di artisti consacrati, che hanno fatto della sperimentazione la loro principale di linea di ricerca.
Il sottotitolo del progetto cita il filosofo Gilles Deleuze, che riallaccia le sue riflessioni sul cinema ai concetti di movimento e di tempo: da un’immagine-movimento fondata sull’importanza dell’istanza narrativa, ad un’immagine-tempo che esprime in maniera diretta la natura del tempo e sottolinea l’importanza del frammento, della dissociazione, della disomogeneità.
cameraVideo, senza voler fornire definizioni o tracciare percorsi predefiniti, intende ad ogni modo riprendere i concetti delineati da Gilles Deleuze, il quale vede nel cinema una manifestazione dell’attività del pensare che si esprime mediante immagini. La rassegna si propone dunque di comprendere se e come la sperimentazione data dalle immagini-movimento/immagini-tempo di artisti affermati possa confrontarsi ed attivare un dialogo con quella di videoartisti più giovani. In tal modo, fondazione march procede con l’approfondimento sulle elaborazioni audio-visive, e dà vita ad ulteriori opportunità di riflessione e a stimoli che coinvolgano, oltre che gli artisti, il pubblico e la Fondazione stessa.
Come suggerisce il titolo, cameraVideo è una stanza di approfondimento sul video, sia sulla sua ricerca concettuale che sul rapporto col mezzo.


Programma

Padova, 25-28 ottobre 2010
Cinema MPX, via Bonporti 22, Padova
• 25 ottobre ore 21: Concorso – proiezione video selezionati
• 26 ottobre ore 21: Yesterday – Sezione video storici
Selezione da “Land Art” (1969) e “Identifications” di Gerry Schum (1970). Si ringrazia Mino Mazzocato
• 27 ottobre ore 21: Spazi Altri – Sezione dedicata ad altre realtà che lavorano con il video
Selezione da Euganea Film Festival. Sarà presente Marco Segato, direttore artistico del festival.
• 28 ottobre ore 21: Pourparler – Sezione incontri e discussioni
Rapporto tra videoarte e cinema: Marco Senaldi, critico di arte contemporanea, con un intervento di Cristina Menegolli, studiosa di linguaggio cinematografico.

cameraVideo è anche:

In funzione – sezione dedicata ai video dislocati nella città di Padova
dal 25 ottobre al 6 novembre 2010
• daFrom – via del Santo 9
• Replay Store – via San Fermo 16. Si ringrazia Fondazione Buziol
• Cafè au Livre – via Zabarella 23

Itinerante – sezione Tappe estere
in corso
• Loop Festival – Barcellona (maggio 2010)
• Kaunas in Art festival – Lituania (luglio 2010)
• Tina b festival – Praga (ottobre 2010)
• Sils Project Space – Rotterdam (novembre 2010)
• Medionauta – Milano (novembre 2010)
• Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura – Genova (dicembre 2010)

Scarica il comunicato stampa del progetto.


Artisti e lavori selezionati

Alessandro Ambrosini, Fateless, 2’41”, Italy 2007

Francesca Barison, Erica Zamborlin, Acqua, 3’49”, Italy 2009

Francesco Biccheri, Paesaggio composto n. 3, 5’51”, Italy 2009

Diego Caglioni, The show must go on, 1’20” loop, Italy 2007

Valentina Curandi, Katz Nathaniel, New natives, 1’26”, Colombia-Italy 2009

Boris Eldagsen, SPAM the musical (The lottery), 4’56”, Germany-Australia-Nigeria 2009

Nicola Genovese, Walking, 1’36”, Italy 2010

Riccardo Giacconi, Daniele Zoico, La scena emisferica, 16’35”, Italy 2009

Lemeh 42, Inner klaenge, 10’, Italy 2010

Pietro Mele, Local boys, 7’08”, Italy 2009

Alessandra Messali, Kindergarten show 1991/2009, 43’, Italy 2009

Lucilla Pesce, Grazie dei fiori, 4’26”, Italy 2009

Micol Roubini, Safely unknown, 4’, Italy 2009

Rimas Sakalauskas, Synchronisation, 8’04”, Lithuania 2009

Virginia Serpieri Eleuteri, Perduta visione, 5’20”, Italy 2009

Marco Strappato, B(m), 1’19”, Italy 2009

Alisa Vostiklap, Messia machina, 11’15”, Germany 2009

Guest artist: Rossella Biscotti



Premi

PRIMO PREMIO
Marco Strappato, B(m), 1’19”

MENZIONE SPECIALE/SPECIAL MENTION
Alessandra Messali, Kindergarten show 1991/2009, 43’
Menzione dedicata a video che risultano meritori, ma che per la natura di cameraVideo, la cui fruizione è legata ad una sala cinematografica, non potranno essere proiettati ma necessitano di modalità installative particolari.

MENZIONE SPECIALE
Rimas Sakalauskas, Synchronisation, 8’04”
Menzione dedicata alla miglior realizzazione tecnica.

PREMIO STUDENTI UNDER 18
Francesca Barison, Erica Zamborlin, Acqua, 3’49”
Il lavoro sarà presentato durante la premiazione al termine della proiezione.

Giuria
Caterina Benvegnù – fondazione march
Chiara De Cristan – fondazione march
Silvia Ferri de Lazara – fondazione march
Luca Di Lorenzo – CUC, Centro Universitario Cinematografico di Padova
Bruno Lorini – docente Liceo Artistico “A. Modigliani”
Marco Segato – Euganea Film Festival
Elisabetta Torresin – Associazione Culturale Pixelle

camera Video
movement-image/time-image
itinerant videoart festival

MPX cinema, via Bonporti 22, Padua
25-28 October 2010, h21

The Cultural Department of the Municipality of Padua dedicates three months to promotion and valorisation of the Contemporary in all its shapes and forms during Autumn 2010, through the festival RAM.
fondazione march gets into the events of RAM with the project cameraVideo, itinerant videoart festival, that will be presented at MPX cinema of Padua from 25th to 28th October 2010.

At its third edition, Où va la vidéo? turns into cameraVideo: the open call for Italian and International young  videoartists has been enriched and becomes festival.
The four evenings will be dedicated to the screening of the selected videos; to the screening of historical videos, with a particular focus on Identifications (1970) by Gerry Schum; to the presentation of Marco Senaldi, contemporary art critic, whose speech will focus on the relation between cinema and videoart, together with the film critic Cristina Menegolli; to a selection of works by Euganea Film Festival, presented by the art director Marco Segato.
Moreover, in order the debate and the confrontation to continue, the project presents a guest video artist, who could show her works and talk about her artistic research. In the Paduan stage some works of Rossella Biscotti, Italian videoartist who lives and works in Rotterdam, will be shown.
Nowadays, when video seems to be one of the most widespread medium for the exploration of reality, the project wants to investigate again which direction the artistic research of young videomakers is pursuing. fondazione march in fact intends to go on in its research path of analysis and discover those that can be, year after year, new forms of experimentation linked to the video. cameraVideo therefore becomes a container, but far from wanting to appear a container closed inside predefined borders, it provides a platform for a debate. The festival therefore wants to be an attempt of dialogue between the works of young artists whose investigation is based on audio-visual elaboration, and more historical works by established artists whose principal research line is experimentation.
The subtitle of the project quotes the philosopher Gilles Deleuze, who links his reflections on cinema to the concepts of movement and time: from a movement-image, founded on the importance of the narration, to a time-image that expresses directly the nature of time and underlines the importance of the fragment, of the dissociation, of the unhomogeneity.
cameraVideo, without claiming to give definitions or draw predefined paths, intends however to recover the concepts Deleuze outlines: he sees in cinema a manifestation of the thought that expresses itself through images. The project proposes to comprehend if and how the experimentation given from the movement-images/time-images of affirmed artists could confront and activate a dialogue with that of younger videoartists. This way, fondazione march goes on in deepening audio-visual elaborations, and gives life to further reflections opportunities and to stimula able to involve the artists, the audience, and the Foundation itself.
The title cameraVideo plays with the double Italian meaning of the word camera: camera and room. So, cameraVideo is a room to focus on video, both on its conceptual research and on the relation with the medium.


Program

• 25 October, h21: Concorso (Contest) – Projection of the video selection.
• 26 October, h21: Yesterday – Section of historical videos.
Selection from “Land Art” (1969) and “Identifications” by Gerry Schum (1970). Thanks to Mino Mazzocato.
• 27 October, h21: Spazi Altri (Other Spaces) – Section dedicated to other realities that work with video.
Selection from Euganea Film Festival. Marco Segato, art director of the festival, will be present.
• 28 October h21: Pourparler – Section meetings and discussions.
Relation between video-art and cinema: Marco Senaldi, contemporary art critic, with a speech by Cristina Menegolli, scholar of movie language.

cameraVideo is also:

In funzione – section dedicated to videos displaced in the town of Padua
from 25 October to 6 November 2010
• daFrom – via del Santo 9
• Replay Store – via San Fermo 16. Thanks to Fondazione Buziol
• Cafè au Livre – via Zabarella 23

Itinerante – section Abroad Stages
in progress
• Loop Festival – Barcelona (May 2010)
• Kaunas in Art festival – Lithuania (July 2010)
• Tina b festival – Prague (October 2010)
• Sils Project Space – Rotterdam (November 2010)
• Medionauta – Milan (November 2010)
• Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura – Genoa (December 2010)

Download the press release of the project.



Selected artists and works

Alessandro Ambrosini, Fateless, 2’41”, Italy 2007

Francesca Barison, Erica Zamborlin, Acqua, 3’49”, Italy 2009

Francesco Biccheri, Paesaggio composto n. 3, 5’51”, Italy 2009

Diego Caglioni, The show must go on, 1’20” loop, Italy 2007

Valentina Curandi, Katz Nathaniel, New natives, 1’26”, Colombia-Italy 2009

Boris Eldagsen, SPAM the musical (The lottery), 4’56”, Germany-Australia-Nigeria 2009

Nicola Genovese, Walking, 1’36”, Italy 2010

Riccardo Giacconi, Daniele Zoico, La scena emisferica, 16’35”, Italy 2009

Lemeh 42, Inner klaenge, 10’, Italy 2010

Pietro Mele, Local boys, 7’08”, Italy 2009

Alessandra Messali, Kindergarten, 43’, Italy 2009

Lucilla Pesce, Grazie dei fiori, 4’26”, Italy 2009

Micol Roubini, Safely unknown, 4’, Italy 2009

Rimas Sakalauskas, Synchronisation, 8’04”, Lithuania 2009

Virginia Serpieri Eleuteri, Perduta visione, 5’20”, Italy 2009

Marco Strappato, B(m), 1’19”, Italy 2009

Alisa Vostiklap, Messia machina, 11’15”, Germany 2009

Guest artist: Rossella Biscotti




Prizes

FIRST PRIZE
Marco Strappato, B(m), 1’19”

SPECIAL MENTION
Alessandra Messali, Kindergarten, 43’
Mention dedicated to those meritorious works that couldn’t be projected in a movie theatre because they need particular conditions of installation and fruition.

SPECIAL MENTION
Rimas Sakalauskas, Synchronisation, 8’04”
Mention dedicated to the best technical realization

PRIZE STUDENTS UNDER 18
Francesca Barison, Erica Zamborlin, Acqua, 3’49”
The work will be presented during the prize-giving, at the end of the screening.


Jury

Caterina Benvegnù – fondazione march
Chiara De Cristan – fondazione march
Silvia Ferri de Lazara – fondazione march
Luca Di Lorenzo – CUC, Centro Universitario Cinematografico di Padova
Bruno Lorini – docente Liceo Artistico “A. Modigliani”
Marco Segato – Euganea Film Festival
Elisabetta Torresin – Associazione Culturale Pixelle

Intervista ad Astrid Wege per La Zona

fondazione march partecipa ad Art_Verona anche insieme a La Zona, proponendo il
panel di discussione Immaginare un territorio, immaginare un pubblico.
In occasione del panel discussion del 17 ottobre, Silvia Ferri de Lazara propone al
pubblico una lettura dell’intervista ad Astrid Wege, curatrice e critica attualmente
attiva a Colonia.
Qui di seguito il testo in lingua originale.



Interview with Astrid Wege
by Silvia Ferri de Lazara, President of fondazione march


October 14, 2010

– Tell us about the method created by European Kunsthalle. It seems it has deconstructed
the concept of kunsthalle as physical space and hardware and proposed as an agency, a
forum investigating diverse aspects of the collaborative practice?

The European Kunsthalle was launched in 2005 as a discursive platform without a physical
location of its own. Its initial aim was to reflect the concepts and potentials of the ‘Kunsthalle’
model, to put it into perspective and develop it for the future. After its two-years founding
period the European Kunsthalle was temporarily situated for another two years at a central
square in Cologne, the Ebertplatz. We – i.e. me, Rike Frank and Anders Kreuger – called this
period “c/o Ebertplatz”, as this title underlines the fact that European Kunsthalle was a
“guest” or interloper at this place where we organized a programme with exhibitions,
screenings, new artistic productions, panel discussions, concerts etc. In New York, the small
exhibition space of Ludlow 38/Goethe Institute New York served as another venue for nearly
a year. For all these various forms and sites of activity, collaborative practice was an
important aspect as well as the question of “space” which in our view is not only conceived
as “physical space”, but also as a space of thought, experiment, communication, debate.
Still, we inhabited existing physical spaces and created new ones by using them in a different
way. In this sense, the launch of the European Kunsthalle was not directed against the model
of a kunsthalle as “physical space” – in fact, the whole project started with counteracting the
destruction of a building, the former Kunsthalle in Cologne. However, the European
Kunsthalle clearly aimed at a shift in emphasis: away from discussing art institutions mainly
in terms of (representative) architecture (which is very often what City governments do) to
focussing on what we consider to be at the core of a kunsthalle: instigating artistic
production, presenting and reflecting art and culture in its discursive as well as social and
political context.

– In your opinion, what’s the ‘model for tomorrow’ for a public or private institution today?
I’m thinking of A.C.A.D.E.M.Y, collective project by Kunstverein Hamburg, MuHKA Antwerp,
Van Abbemuseum Eindhoven and Department of Visual Cultures of Goldsmiths College
London (http://summit.kein.org), accounting for the notion of “expanded academy” as an
alternative, or at least an essential element for a critical approach, to the exhibitions industry.

I think it is important to maintain and further develop a variety of different institutional
concepts and forms – museums as well as kunsthallen as well as Kunstvereine, off spaces,
(expanded) academies, nomadic and decentralized forms as well as more permanent ones. I
would rather not propagate just one model which supposedly may substitute other forms –
even less in a situation in which many cultural institutions are at risk to be closed down or are
paralyzed in their scope of action due to severe cuts in funding.
What we do need, however, is a reflection and redirection of the functions and goals of
cultural institutions – that “success”, for instance, is not primarily measured in high numbers
of visitors or whether a specific programming seems to meet the expectations of what is
considered “mainstream”. Cultural institutions have first and foremost not been conceived to
be part of the entertainment industry or to serve the art market, but to present platforms for
experimental as well as critical artistic reflection and public debate. It is crucial that
institutions more decidedly bethink themselves of this idea.

– The concept of the net is a declination of the web, an abstract aspiration that plays with the
immaterial, but which steps are capable of transforming it from a useful tool into a proper
project method? And what kind of project does it require?

Networking is no new method. The internet has simply changed its scale and pace. It has
become easier to connect, and many artists apply reproducible media in their work, including
those projects which exclusively take place in the web. Still, there always has been
“hardware” to a certain extent, even if it may not be as present and visible any more.

– I would like to investigate the relationship between project and context, its exportability.
Can you think of any examples of a method that can be exported and applied to different
contexts, still maintaining its adhesiveness to the context of reference?

Well, the relation between work, context and site has been intensively discussed not only
since the 1990s, when the notion of “site” shifted from focussing on its physical givens to a
conception of site as a “process, an operation occurring between sites, a mapping of
institutional and discursive filiations and the bodies that move between them”, as James
Meyer put it in 1995. In my experience, one can approach a context in its specificity
sometimes also without directly addressing it. The programming of “c/o Ebertplatz”, for
example, made reference to the fact that it took place in a public square, testing also the
confines of what a “public institution” is. Some artists produced new works, like Stephen
Willats, which turned the Ebertplatz both into a site of production and a stage; some adapted
already existing concepts, like Julia Scher who specially tailored an audio piece referring to
surveillance and control techniques in public space to the situation c/o Ebertplatz; and
others, as Yane Calovski, commented on the context in Cologne through the choice of the
pieces shown: he presented his work “Master Plan“ (2008), which makes reference to
Japanese architect Kenzo Tange’s plans for Skopje’s reconstruction in the wake of the 1963
earthquakes, while it reflects how these very plans were diluted in their realization.
Everybody in Cologne rightly understood Yane’s piece as a commentary of the master plan
for the City of Cologne which had been made public shortly before his exhibition. In New
York, on the other hand, we presented the first solo show in the US of the German artist
KRIWET who has been one of the first artists to sample found audio and visual footage in the
1960s and 1970s and who had hardly been shown in the US although an important group of
his works refers to major media events in the States. To be conscious of the context or
related to it very often does not mean to stick to one method or form only, but to permanently
reconsider and question one’s curatorial approach and to think of what makes sense in a
specific situation, time and space.

– Many artists or artist collectives are now experimenting curatorial practices in more or less
institutionalised spaces: from their own studios to structured artist-run initiatives. What is
your opinion on this phenomenon? How does it shape the way curating is seen and
understood? Is this approach only a temporary strategy or can it expand and become an
established modality for other types of institutions? We are thinking of Artur Zmijewski,
polish artist who will curate the next edition of the Berlin Biennale.

Today one can, in fact, observe an increased mobility between the various roles, tasks and
functions within the field of art. One reason for the emergence of the artist-curator is probably
that s/he is not willed to delegate the processes of meaning production which art works are
subjected to, to curators, art critics, dealers etc. only and therefore claims these functions for
him/herself. To run own spaces is most probably also a means to create visibility and gain
control over one’s own appearance – which was, to give a non contemporary example, also
at the core of Marcel Broodthaers’ artistic practice, which may indicate that this phenomenon
is not so new anyway. I actually do not see a competition between these various forms of
curatorial practice, on the contrary, approaching from another angle may bring about
interesting impulses which is probably also why it seemed to be attractive to appoint an artist
to direct the next edition of the Berlin Biennial. We will see whether and in which way his
approach differs from other curators’ approaches.

– As freelance curator which methods do you apply, and what have you taken with you after
your experience at the European Kunsthalle?

For me, curating is a means to create frameworks and spaces for new thoughts, ideas and
public debate, to reflect structures and visual regimes which generate meaning, and to
occasion discourse. Through spatial arrangements exhibitions can provide new perspectives
on seemingly familiar artistic phenomena and reflect them in their present social and political
context. This requires an awareness of the very context one is working in, which also informs
and influences the form as well as the topic of the project one will realize in a given situation.
Equally important to me is a sound research as well as a close cooperation with the
participating artists who are my first dialogue partners. The European Kunsthalle has been
an experimental, extremely interesting context to work in, and though the City of Cologne
does not fund it any more, we are currently instituting the next phase.

© Astrid Wege


Astrid Wege
Born 1965 in Munich, Germany.
Astrid Wege is a curator and critic. Her articles, exhibitions and publications analyze art as a form of cultural criticism, whether in relation to feminism with her project Oh boy, it’s a girl! (1994), gender and science in Sex – Vom Wissen und Wünschens (2001-2002) or time and value in Ökonomien der Zeit (2002-2003). Between 1995 and 1999 she was editor of Texte zur Kunst. Between 2003 and 2006 she was deputy director of Galerie im Taxispalais, Innsbruck, and, among others, curator of the first comprehensive retrospective of Charlotte Posenenske. Exhibitions and programmes since then include “Resonances, or How One Reality can be Understood Through Another” in cooperation with the Jan van Eyck Academy, Maastricht, The Netherlands (2006/07), “Jeanne Faust”, Galerie Museum Bozen, “Transforming Memory. The Politics of Images” (2007) in Cacak, Serbia, and “Moirés. Andreas Fogarasi, Katya Sander, Urtica”. 2008/2009 she was programme director of the “European Kunsthalle c/o Ebertplatz”, Cologne, and 2009/2010 one of the directors of European Kunsthalle’s cooperation with Ludlow 38/Goethe Institut New York, New York. She teaches at the Ruhr University Bochum and at the University of Cologne.

Art_Verona Independents / 14 > 18 ottobre

fondazione march presenta:

Daniele Zoico, wiiiiiiiiiiiiissssssshhhhhhh

Diego Tonus, Elisa Caldana, Un attimo di buio

Motore di ricerca, periodico dell’archivio di fondazione march

fondazione march partecipa a Independents, un progetto a cura di Cristiano Seganfreddo per ArtVerona che vuole riservare uno spazio a diverse realtà indipendenti nazionali di rilievo che svolgono ricerca nell’ambito dell’arte contemporanea.

Per la prima volta in una fiera d’arte moderna e contemporanea sarà ospitato – in una specifica area riservata – un vero e proprio “festival degli Indipendenti” con l’intento di creare nuove relazioni tra chi opera nel contemporaneo.

fondazione march con questo progetto si interroga su cosa vuol dire operare nel non profit, scegliendo di sostenere giovani artisti non ancora inseriti in un ambito commerciale che portano avanti ricerche “fuori mercato”; inoltre, presentando le modalità di ricerca che caratterizzano il suo operare attraverso la realizzazione di un periodico legato all’archivio della Fondazione stessa.

I progetti dei due artisti scelti da fondazione march si caratterizzano per il loro essere immateriali, in quanto nascono da un confronto di idee sul significato del concetto di scultura, o da una riflessione su esperienze condivisibili da tutti come il guardare le stelle e il desiderare.

Un attimo di buio è un testo estratto dai dialoghi sull’omonima scultura non ancora realizzata, calco in cemento in scala 1:1 della figura dell’artista Diego Tonus, la cui posizione suggerisce il titolo dell’opera. Il frammento di corrispondenza raccoglie delle riflessioni sulle possibili destinazioni in cui la scultura può avere luogo. Il testo è visto come paesaggio, nel quale la scultura è immersa.

wiiiiiiiiiiiiissssssshhhhhhh è un’installazione sonora che nasce dalla riflessione su ciò che è un desiderio partendo dall’etimologia della parola stessa: de-siderare nel latino antico significa infatti guardare le stelle con attenzione; inoltre, su ciò che comporta il desiderio e cioè l’attesa della realizzazione.

L’opera, come Daniele Zoico racconta, descrive una notte in cui “a volte la luna e le stelle danno speranze. Ma accade anche che la notte sia del tutto priva di luci. È nel buio di questa notte che si manifesta la proiezione dei nostri desideri, ritrovando forma in una stella cadente; in un frammento che a contatto con l’atmosfera terrestre perde la propria esistenza nel più visibile ed effimero dei modi. E l’attesa, in una realtà che trova il suo limite solo nella propria finitezza, diviene il concepimento dell’infinito. È il desiderio che resta la condizione assoluta di potenza dell’uomo ed è sulla scia di una stella il luogo dove si situa il frammento temporale del desiderio stesso. Ma è l’attesa ciò che legittima il tutto

In questa occasione inoltre fondazione march presenta ed inaugura il primo numero del periodico Motore di ricerca, che darà avvio al nuovo sistema di archivio itinerante di artisti e curatori che collaborano con la fondazione, che svilupperà workshop e diverse modalità di discussione in altri spazi nazionali ed internazionali che operano nel contemporaneo. Motore di ricerca è un periodico semestrale che permetterà all’archivio di divenire un vero e proprio mezzo di indagine e ricerca.

La pubblicazione si concentrerà di volta in volta su di un particolare “motore di ricerca”- una sorta di parola chiave – da sviscerare attraverso la raccolta di testi critici, saggi, mappe concettuali, bozze di ricerca che attivino dibattiti e opportunità di riflessione. Per ogni motore di ricerca saranno chiamati uno o più artisti/curatori che avranno l’opportunità di raccontare la propria ricerca artistica anche attraverso una riflessione sulla tematica in questione.

Il primo numero di Motore di ricerca indaga la dimensione territoriale/ dimensione concettuale, vista come esplorazione del concetto di luogo e delle sue connessioni con la sua memoria, le sue aspirazioni, il suo rapporto con l’ “altrove”, attraverso gli interventi di: Cesare Viel e Nathaniel Katz con Valentina Curandi.

Scarica il comunicato stampa completo di Independents, clicca qui.

Visita il sito di VeronaFiere, clicca qui.

fondazione march partecipa assieme a La Zona al panel di discussione Immaginare un territorio, immaginare un pubblico. Gli incontri avranno luogo venerdì 15 ottobre dalle 18.00 alle 19.00 e domenica 17 ottobre dalle 16.30 alle 19.00.

Scarica il programma completo degli incontri, clicca qui.

La Fondazione in onda su Radio3Suite!

RadioTre Suite nel mese di agosto apre una finestra sui luoghi del contemporaneo in Italia. Dall’8 agosto, per quattro domeniche, il programma propone i reportage “Le regioni dell’arte” a cura di Costantino D’Orazio. Un viaggio da Nord a Sud per riscoprire musei, parchi d’arte e progetti no-profit che operano fuori dai grandi centri urbani, iniziative che spesso non godono della medesima attenzione dei grandi musei. I reportage sono concepiti come viaggi all’interno di ogni regione, dove tra colline, fiumi e città di provincia D’Orazio racconterà le diverse tappe con l’aiuto dei protagonisti. La voce dei curatori di ciascun progetto descriverà i luoghi e presenterà in anteprima le iniziative del prossimo autunno. “Le regioni dell’arte” è un’esperimento di turismo culturale realizzato anche per offrire agli ascoltatori eventuali suggerimenti per percorsi alternativi da frequentare durante le vacanze estive. Il programma parte con l’esplorazione di quattro regioni: Piemonte (domenica 8, ore 20), Sicilia (domenica 15, ore 20), Veneto (domenica 22, ore 20) e Toscana (domenica 29, ore 22).

Ascolta il programma.

LAGO STUDIO ART-WORKSHOP 2010

LAGO STUDIO ART-WORKSHOP 2010
L’Abitare. L’Arte tra le mura domestiche
28.06 – 02.07. 2010

a cura di fondazione march

Alex Bellan, Filippo Berta, Elisa Caldana, Nicola Nunziata, Francesco Ragazzi, Folco Salani, Francesco Urbano, Valentina Vetturi, Daniele Zoico.

Chi bussa alla porta dell’Appartamento?

Si sta per concludere la seconda edizione del Lago Studio Art-Workshop, residenza per artisti residenti in Italia a cura di fondazione march.

9 artisti hanno vissuto la settimana dal 28 giugno al 2 luglio nel rustico Lago Studio a Villa del Conte (PD) per discutere con noi il tema “L’Abitare. L’Arte tra le mura domestiche” e per sviluppare un progetto ad hoc per l’Appartamento di Venezia.

Venerdì 2 luglio gli artisti hanno presentato i propri progetti.




La piantina dell’Appartamento di Venezia

LAGO STUDIO ART-WORKSHOP 2010
L’Abitare. L’Arte tra le mura domestiche
28.06 – 02.07. 2010

a cura di fondazione march

Alex Bellan, Filippo Berta, Elisa Caldana, Nicola Nunziata, Francesco Ragazzi, Folco Salani, Francesco Urbano, Valentina Vetturi, Daniele Zoico.

Chi bussa alla porta dell’Appartamento?

Si sta per concludere la seconda edizione del Lago Studio Art-Workshop, residenza per artisti residenti in Italia a cura di fondazione march.

9 artisti hanno vissuto la settimana dal 28 giugno al 2 luglio nel rustico Lago Studio a Villa del Conte (PD) per discutere con noi il tema “L’Abitare. L’Arte tra le mura domestiche” e per sviluppare un progetto ad hoc per l’Appartamento di Venezia.

Venerdì 2 luglio gli artisti hanno presentato i propri progetti.





La piantina dell’Appartamento di Venezia

“There is no why here” a cura di Andrea Molino

Si cercano collaboratori volontari per la realizzazione di “Wall Project”, un progetto che sarà parte di un progetto complessivo più grande dal titolo “There is no why here”.

“There is no why here” è un progetto di teatro musicale multimediale ideato e composto da Andrea Molino, in collaborazione con Giorgio Van Straten per la scelta dei testi e la drammaturgia.

“There is no why here” è il capitolo finale di una trilogia che è iniziata con due precedenti progetti di Andrea Molino: CREDO, 2003-2004, sui conflitti etnici e religiosi, e WINNERS, 2005-2006, sui “vincitori e perdenti”. Ciò che accomuna questi progetti è il fatto che i diversi elementi del vocabolario musicale, teatrale e multimediale (musica, testi, multimedia, interattività, suono, palco, luci) vengono concepiti insieme e convergono in un linguaggio organico, attraverso l’uso strumentale della tecnologia. Il flusso della performance è quindi creato attraverso una continua sequenza di momenti musicali e teatrali. I diversi materiali utilizzati (testi da fonti diverse, contributi audiovisivi, connessioni dal vivio con altre località), tutti connessi con il tema principale, vengono elaborati nella drammaturgia e inseriti nel linguaggio teatrale.

“There is no why here” è un progetto internazionale condotto dal Teatro La Fenice di Venezia in co-produzione con Opera Australia, Sydney, e in collaborazione con la Fondazione Claudio Buziol di Venezia e “Action and Passion for Peace”, l’associazione non-profit indipendente che supporta le attività dei vincitori del Nobel per la Pace.

Scarica il progetto completo di “There is no why here”, clicca qui.

Contribuisci anche tu al “Wall Project”!

Attraverso la coordinazione della Fondazione Claudio Buziol, la quale metterà a disposizione molteplici risorse tra cui il suo sito internet, puntiamo a mettere insieme una comunità internazionale di volontari che contribuiranno al contenuto della sezione del progetto “There Is No Why Here”, il quale sarà dedicato al tema dei “Muri”, nel senso di “barriere di separazione”.

Puoi trovare una descrizione precisa di tali barriere e una lista dettagliata su http://en.wikipedia.org/wiki/Separation_barrier. Ci interessano le barriere storiche (come la Grande Muraglia cinese) ma probabilmente ci concentreremo di più sulle barriere attuali, socialmente e politicamente rilevanti, come la barriera di separazione israeliana, il Peace Wall a Belfast, la barriera tra USA e Messico, ecc. Alcune barriere del passato, ma ancora oggi importanti, come il Muro di Berlino, saranno considerate barriere attuali.

I collaboratori dovrebbero vivere in prossimità di tali muri, così che possano raggiungerli fisicamente in modo regolare e con uno sforzo trascurabile di tempo e risorse. Le uniche caratteristiche richieste dei potenziali collaboratori sono: una raglionevole familiarità con la lingua inglese, l’abilità di tenere i contatti regolarmente tramite internet (Skype per esempio) e l’abilità di registrare e spedire, via internet, materiali audiovisivi (foto, brevi video, ecc.) anche di bassa risoluzione. Materiali ad alta risoluzione sono ben accetti, ma la qualità del contenuto ha una forte priorità rispetto all’attrezzatura professionale o semi-professionale. Per esempio, un normale telefono cellulare con capacità di registrare dei video e opzioni di upload potrebbe svolgere il lavoro.

I collaboratori saranno in contatto regolarmente con la direzione artistica e il coordinamento del progetto e spediranno brevi video, foto, testi, ma anche idee, suggerimenti, ecc. Sebbene il direttore artistico e il coordinatore del progetto controlleranno i contributi, la creatività dei collaboratori, nel contesto del contenuto artisticvo e drammaturgico, verrà fortemente incoraggiata.

A parte l’uso di qualche argomento nel contesto del progetto “There is no why here”, lo scopo è di creare un archivio di materiali interattivo e in costante sviluppo su un gran numero di tali barriere presenti nel mondo. I materiali verranno regolarmente pubblicati in internet; le diverse forme di pubblicazione (libri, DVD, ecc.) saranno determinate a seconda degli sviluppi del progetto.

I collaboratori potranno essere persone private ma anche organizzazioni.

In teoria, l’iniziativa è su base volontaria; nessun compenso economico sarà fornito, a questo stadio, ai collaboratori. I collaboratori dovranno dare il loro permesso alla pubblicazione dei loro contributi in forma non-commerciale (per esempio nel sito internet della Fondazione Claudio Buziol) e con condizioni no-profit nel progetto “There is no why here”. I collaboratori verranno correttamente riconosciuti in tutte le fasi del progetto. Nel caso in cui il progetto subisca uno sviluppo con implicazioni commerciali, un nuovo accordo verrà negoziato tra i collaboratori interessati; sebbene, a questo stadio, questa prospettiva e ben lontana dall’essere realistica.

Sherwood Open Art @ Sherwood Festival

Mercoledì 23 Giugno, ore 20
Sherwood Open Art @ Sherwood Festival
Parcheggio Nord Stadio Euganeo, Padova

Per maggiori informazioni visita anche www.globalproject.info/it/produzioni

• Aperitivo/incontro con “La Zona”:
fondazione march aderisce a LA ZONA, network di realtà no-profit che agiscono nel campo dell’arte contemporanea: riunisce, in modo informale, associazioni, fondazioni, spazi pubblici, ma anche curatori indipendenti e collettivi di artisti le cui attività sono specificatamente orientate alla produzione e diffusione dei linguaggi più innovativi delle arti visive.
Si tratta di una piattaforma lavorativa e progettuale dai confini duttili che si colloca, agisce e sviluppa le proprie relazioni in un contesto che diventa di volta in volta comunità locale, spazio urbano, territorio regionale, dimensione internazionale.
LA ZONA si presenta per la prima volta al pubblico nell’ambito di Sherwood Open Art come una riflessione su un glossario condiviso, strutturato secondo alcuni concetti chiave sottesi all’affine modo di operare che accomuna i componenti del gruppo. Lo sguardo si sofferma anche sulle singole identità che costituiscono il network e il progetto intende svilupparsi su un piano discorsivo aperto e interattivo.
Lo spazio allestito all’interno del festival è uno spazio diffuso: un box video concretizza la definizione del network evidenziandone le dimensioni di diversità e identità, da un lato, e di affinità e condivisione, dall’altro; un glossario sparso invade l’intera area del festival collocandosi in modo inusuale nelle dinamiche e situazioni casuali che vi avranno luogo.

LA ZONA è:
Artway of thiniking – http://www.artway.info
Associazione E: – http://www.e-ven.net/
fondazione march – http://www.fondazionemarch.org
Galleria Contemporaneo – http://www.galleriacontemporaneo.it
Nuova Icona – http://www.nuovaicona.org
Progettozero+ – http://www.progettozeropiu.com
S.a.L.E. Docks – http://www.saledocks.org
Sottobosco – http://www.sottobosco.net
StartUp – associazione.startup@gmail.com


A seguire, alle ore 20.30
• Rassegna video a cura di fondazione march:
pro loco. dimensione territoriale/concettuale

fondazione march ha selezionato alcuni video dal suo archivio, scegliendo quei lavori capaci di esplorare il rapporto tra territorio geografico e territorio concettuale, analizzandone le connessioni con il concetto stesso di luogo, con la sua memoria, con le sue aspirazioni e con il suo rapporto con l’ “altrove”.
pro loco. dimensione territoriale/concettuale non è un ente ma un lavoro di indagine a favore del territorio, sulla definizione e sulla narrazione di ciò che può essere “luogo”: il locale ed il globale, il rapporto tra surreale e reale, le esplorazioni mentali e gli attraversamenti fisici, sino all’autonomia dalla definizione funzionale.

Alessandro Ambrosini, Fateless
col. 2’41”, Italia 2007

Ana Maria Bresciani, Invece dentro di sé essa cantava
col. 15′, Super8 trasferito a video, Italia 2007/10

Nine Budde,
You and Me
col. 14’, Italia/Germania 2009
Shall I ignore the youth?
col. 9’56”, Italia 2009

Nathaniel Katz, Learning How to Milk a Cow from My Father (Imparando a mungere una mucca da mio padre)
col. 11’21”, USA 2007

Nicola Genovese, Walking
col. 1’36”, Italia 2010

Pietro Mele, Local boys
col. 7’08”, Italia 2009

Lucilla Pesce, Grazie dei fiori
col. 4’26, Italia 2009

Rimas Sakalauskas, Synchronisation
col. 8’04”, Lituania 2009

Carolina Saquel, Heimatwechsel (Change of home )
col. 3’33’’, Germania 2004


Inoltre, per tutta la durata del festival, fondazione march presenta presso lo stand di Sherwood Open Art:

Federica Menin, Laura Lovatel, Rest by changing
col. 22’09”, Italia 2009

Riccardo Giacconi, Daniele Zoico, La scena emisferica
col. 16’35”, Italia 2009

Carolina Saquel, Reconstitution du jardin delectable
col. 9’51, 2008


Per maggiori informazioni sui video, clicca qui.

Mercoledì 23 Giugno, ore 20
Sherwood Open Art @ Sherwood Festival
Parcheggio Nord Stadio Euganeo, Padova

Per maggiori informazioni visita anche www.globalproject.info/it/produzioni

• Aperitivo/incontro con “La Zona”:
fondazione march aderisce a LA ZONA, network di realtà no-profit che agiscono nel campo dell’arte contemporanea: riunisce, in modo informale, associazioni, fondazioni, spazi pubblici, ma anche curatori indipendenti e collettivi di artisti le cui attività sono specificatamente orientate alla produzione e diffusione dei linguaggi più innovativi delle arti visive.
Si tratta di una piattaforma lavorativa e progettuale dai confini duttili che si colloca, agisce e sviluppa le proprie relazioni in un contesto che diventa di volta in volta comunità locale, spazio urbano, territorio regionale, dimensione internazionale.
LA ZONA si presenta per la prima volta al pubblico nell’ambito di Sherwood Open Art come una riflessione su un glossario condiviso, strutturato secondo alcuni concetti chiave sottesi all’affine modo di operare che accomuna i componenti del gruppo. Lo sguardo si sofferma anche sulle singole identità che costituiscono il network e il progetto intende svilupparsi su un piano discorsivo aperto e interattivo.
Lo spazio allestito all’interno del festival è uno spazio diffuso: un box video concretizza la definizione del network evidenziandone le dimensioni di diversità e identità, da un lato, e di affinità e condivisione, dall’altro; un glossario sparso invade l’intera area del festival collocandosi in modo inusuale nelle dinamiche e situazioni casuali che vi avranno luogo.

LA ZONA è:
Artway of thiniking – http://www.artway.info
Associazione E: – http://www.e-ven.net/
fondazione march – http://www.fondazionemarch.org
Galleria Contemporaneo – http://www.galleriacontemporaneo.it
Nuova Icona – http://www.nuovaicona.org
Progettozero+ – http://www.progettozeropiu.com
S.a.L.E. Docks – http://www.saledocks.org
Sottobosco – http://www.sottobosco.net
StartUp – associazione.startup@gmail.com


A seguire, alle ore 20.30
• Rassegna video a cura di fondazione march:
pro loco. dimensione territoriale/concettuale

fondazione march ha selezionato alcuni video dal suo archivio, scegliendo quei lavori capaci di esplorare il rapporto tra territorio geografico e territorio concettuale, analizzandone le connessioni con il concetto stesso di luogo, con la sua memoria, con le sue aspirazioni e con il suo rapporto con l’ “altrove”.
pro loco. dimensione territoriale/concettuale non è un ente ma un lavoro di indagine a favore del territorio, sulla definizione e sulla narrazione di ciò che può essere “luogo”: il locale ed il globale, il rapporto tra surreale e reale, le esplorazioni mentali e gli attraversamenti fisici, sino all’autonomia dalla definizione funzionale.

Alessandro Ambrosini, Fateless
col. 2’41”, Italia 2007

Ana Maria Bresciani, Invece dentro di sé essa cantava
col. 15′, Super8 trasferito a video, Italia 2007/10

Nine Budde,
You and Me
col. 14’, Italia/Germania 2009
Shall I ignore the youth?
col. 9’56”, Italia 2009

Nathaniel Katz, Learning How to Milk a Cow from My Father (Imparando a mungere una mucca da mio padre)
col. 11’21”, USA 2007

Nicola Genovese, Walking
col. 1’36”, Italia 2010

Pietro Mele, Local boys
col. 7’08”, Italia 2009

Lucilla Pesce, Grazie dei fiori
col. 4’26, Italia 2009

Rimas Sakalauskas, Synchronisation
col. 8’04”, Lituania 2009

Carolina Saquel, Heimatwechsel (Change of home )
col. 3’33’’, Germania 2004


Inoltre, per tutta la durata del festival, fondazione march presenta presso lo stand di Sherwood Open Art:

Federica Menin, Laura Lovatel, Rest by changing
col. 22’09”, Italia 2009

Riccardo Giacconi, Daniele Zoico, La scena emisferica
col. 16’35”, Italia 2009

Carolina Saquel, Reconstitution du jardin delectable
col. 9’51, 2008


Per maggiori informazioni sui video, clicca qui.

Visita guidata agli Open Studios

Ultimo appuntamento di Cos’è il Contemporaneo?3
giovedì 17 giugno, dalle ore 11 presso gli Open Studios della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia


fondazione march rinnova l’appuntamento agli atelier di Fondazione Bevilacqua La Masa come conclusione del ciclo di conferenze di Cos’è il ciontemporaneo?3. Gli atelier sono luoghi di sperimentazione e di contaminazione artistica e intellettuale, che danno la possibilità di un confronto diretto con il pubblico, colleghi e con la critica del settore. Ogni anno la Fondazione Bevilacqua assegna tramite un bando di concorso dodici studi d’artista, cinque nella sede della Giudecca e sette nella sede di Palazzo Carminati. Lo studio viene conferito ai giovani talentuosi allo scopo di utilizzare questi spazi come atelier personali. Durante quest’anno, nel considerare gli studi non solo come luogo di produzione ma anche occasione per un intenso scambio di informazioni, di contatti e di relazioni, vengono programmate diverse attività.
La giornata vuole essere un momento di incontro tra gli studenti e gli artisti che partecipano agli Studios, permettendo una reale interazione tra questi soggetti.


Per chi volesse partire da Padova, prenderemo il treno delle 9.29 trovandoci direttamente al binario. Altrimenti l’appuntamento è per le 11 davanti la sede degli atelier che si trova nel complesso del Chiostro dei SS. Cosma e Damiano in calle Pistor alla Giudecca. Per maggiori informazioni su come arrivare alla sede della Giudecca, clicca qui.

Vi ricordiamo la possibilità per gli studenti di partecipare alla pubblicazione del volume di Cos’è il Contemporaneo?3 elaborando un progetto sulla base degli spunti che emergeranno durante la visita agli ateliers. Per scaricare il progetto, clicca qui.

Cos’è il Contemporaneo?3 Nono appuntamento con Andrea Molino, compositore, Italia


Giovedì 3 giugno, ore 16.30-18.30
Liceo Artistico Statale A.Modigliani, via Scrovegni 30 Padova.


COCA-COLA ALLA CASA BIANCA
ossia
Il Concetto di Simultaneità ed i Seni di Janet Jackson

Scarica la scheda dell’incontro, clicca qui.


Profilo
Andrea Molino nato a Torino nel 1964, come compositore ha attirato l’attenzione grazie alla sua opera multimediale Those Who Speak In A Faint Voice (2001), un progetto sulla pena di morte. Il suo teatro multimediale CREDO ha debuttato con grande successo nel 2004 al Badisches Staatstheater di Karlsruhe, è stato replicato poco dopo alla stazione Termini a Roma ed ha aperto l’edizione del 2005 del Queensland Biennial Festival of Music. WINNERS ha debuttato nel luglio del 2006 al Brisbane Festival (prima europea al Centre Pompidou a Parigi) ed è in programma per il 2011 ai Musikfestspiele di Dresda.
La prima mondiale del concerto scenico multimediale un Temps vécu, ou qui pourrait l’être ha avuto luogo nel giugno 2008 presso Le Fresnoy, a Lille, dove Molino è stato “Artiste Invité” per la stagione 2007-2008.
Nell’ottobre 2009 ha assunto la direzione artistica del World Venice Forum di Venezia, l’evento internazionale a supporto del progetto del Dalai Lama e del Premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel per la creazione a Venezia di un Tribunale Internazionale per i crimini ambientali. Nel concerto di gala alla Basilica dei Frari ha diretto l’Orchestra della Fenice nel concerto multimediale Of Flowers And Flames, in occasione del 25.anniversario della tragedia di Bhopal, in India.
E’ attivo a livello internazionale come direttore d’orchestra. Ha inaugurato la stagione sinfonica 2010 del Teatro La Fenice di Venezia con la prima mondiale del Requiem di Bruno Maderna. Alla Fenice di Venezia aveva inaugurato l’edizione 2005 della Biennale di Musca con Surrogate Cities di Heiner Goebbels e nel 2007 diretto la prima mondiale dell’opera Signor Goldoni di Luca Mosca; il prossimo dicembre dirigerà la prima mondiale dell’opera Il killer di parole di Claudio Ambrosini, su soggetto di Daniel Pennac. Ha diretto tra l’altro all’Edinburgh International Festival, alla Konzerthaus a Vienna, all’Opera di Roma, al Comunale di Bologna, al Musik der Jahrhunderte festival a Stoccarda, al Queensland Biennial Festival of Music a Brisbane, alla Biennale di Musica di Venezia. Dal 1996 al 2007 è stato direttore musicale della Pocket Opera Company di Norimberga. Il suo lavoro è documentato su diversi CDs e DVDs.
E’ stato direttore artistico del dipartimento musicale di Fabrica (2000-2006); dal 2008 è Curatore musicale alla Fondazione Claudio Buziol a Venezia.


Ambiente Video


Ambiente Video
fondazione march per Riciclarti
alcuni video dall’archivio di fondazione march
31 maggio 2010 ore 21
Ex-Macello, via Cornaro 1, Padova.



fondazione march, che da sempre presta un’attenzione particolare per l’indagine della videoarte, presenterà una selezione di video dal suo archivio. I lavori affronteranno da diversi punti di vista la tematica dell’ambiente nella sua complessità. Durante la proiezione ci sarà spazio per un dibattito con il pubblico.

Elenco artisti e titolo dei video che verranno presentati:

Nine Budde:
Nashmiri Sian Do Yo, 1’36, 2005

Pietro Mele:
Ottana, 11’46, 2008
Beautiful Landscape #1, 1’46, 2008

Carolina Saquel:
Reconstitution du jardin delectable, 9’51, 2008

Lucilla Pesce:
Grazie dei Fiori, 4’26, 2009

Katri Anna Walker:
Aguamiel, 16’30, 2008

Diego Caglioni:
The show must go on, 1’20, 2007


Scarica il comunicato stampa di Riciclarti, clicca qui.

Scarica l’invito a Riciclarti, clicca qui.

Scarica la locandina di Riciclarti con tutti gli appuntamenti, clicca qui.

Presentazione delle pubblicazioni di fondazione march alla Feltrinelli di Padova

Per la prima volta fondazione march sarà presente all’interno del programma di eventi della Feltrinelli con un appuntamento che avrà luogo mercoledì 19 maggio alle ore 18 presso la Feltrinelli di Padova, in via San Francesco 7.

In quest’occasione verranno presentati i progetti e le attività che la Fondazione svolge a partire dal 2007 per sostenere e diffondere l’arte contemporanea. In particolare verranno presentati i testi, editi da Cleup, che fondazione march ha pubblicato in questi anni:

Cos’è il Contemporaneo? e Cos’è il Contemporaneo?2: si tratta di due volumi che raccolgono gli interventi di artisti, curatori, storici dell’arte e critici che hanno preso parte alle conferenze curate da fondazione march in collaborazione con Porsche Italia, il Centro Porsche Padova, il Liceo Artistico Statale A. Modogliani, l’Università degli Studi di Padova, l’Università IUAV di Venezia, la Fondazione Bevilacqua la Masa, la Fondazione Claudio Buziol, l’Istituto Europeo Design di Venezia.


Video. Où va la vidéo?: raccoglie le prime due edizioni del concorso per giovani videoartisti organizzato da fondazione march. Il libro contiene alcuni saggi e testi critici sulle immagini in movimento in generale, nonché riflessioni più specifiche che vanno a toccare i singoli lavori selezionati durante il concorso.




In between silence. Nine Budde: il catalogo nasce in occasione della mostra In between silence di Nine Budde, artista tedesca che ha vissuto in residenza presso la Fondazione. La pubblicazione è testimonianza del lavoro compiuto dall’artista nel corso dei tre mesi di residenza, dei progetti realizzati e della sua esperienza di relazione con il territorio e la realtà socio-culturale in cui ha vissuto.




Scarica l’invito e la locandina dell’evento.

cameraVideo ospite al Loop Festival di Barcellona

I lavori selezionati all’interno di cameraVideo, il concorso per giovani videoartisti curato da fondazione march, verranno presentati martedì 18 maggio al Loop Festival, il festival di videoarte di Barcellona.

cameraVideo sarà ospite della sezione dei Festival video provenienti da altri paesi, e in particolare verrà inserito nel programma dedicato alla “Pratica e diffusione della videoarte in Italia”, che avrà luogo presso l’Università di Barcellona, nella Facoltà di Belle Arti.

A presentare la selezione dei video sarà Caterina Benvegnù, curatrice del progetto.

The Waiting Room – Attendere prego

Giovedì 13 maggio alle ore 19 inaugurazione della mostra Attendere prego presso lo showroom dell’azienda Lago, via Artigianato II n.21, Villa del Conte, Padova.

Scarica il comunicato stampa della mostra, clicca qui.
Scarica l’invito alla mostra, clicca qui.

La mostra nasce attraverso l’esperienza di Art Waiting Room (AWR), dal 2010 semplicemente The Waiting Room, un progetto in collaborazione tra fondazione march e Lago SpA che si propone di mettere in relazione il linguaggio dell’arte contemporanea con la sala d’attesa, intesa non solo come spazio fisico ma anche come concetto, perché esso diventi stimolo per aprire nuovi spazi critici e di pensiero.

Per quest’edizione di The Waiting Room si intende indagare il concetto di attesa e le forme che esso può assumere attraverso i più diversi linguaggi espressivi provenienti da tutto il mondo.

Guarda le foto dell’inaugurazione sul Flickr di fondazione march.
Visita il sito Lago Lateral sulla mostra Waiting Room

Gli artisti selezionati di questa edizione sono:

Roberta Baldaro – Anancasmo e Del caffè e di altri pomeriggi

Lisa Castellani – Almost seven in the morning

Gaia Ippolita Civiletti – L’attesa

Elisa Desortes – Dolce attesa

Mauro Doimo – White

Hiroko Goda – Everybody needs somebody e Onda su onda

Sabrina Grasso – Mute distance

Dario Lazzaretto – Disegni da piazzale di sosta

Laura Lovatel, Federica Menin – Rest by changing

Marta Maldini – Libro da usare durante l’attesa

Nicola Nunziata – Senza titolo (crossing words)

Umberto Perico – Yi er san qiezi (one two three cheese)

Philipp Rauch, Umberto Perico – Social coffee

Serena Piccinini – Il rumore dei tuoi passi

Umberto Rotondella – Dialogue

Folco Salani – Senza titolo (lettera)

Aldo Sergio – Banc public

Enrico Tealdi – La lunga attesa, Tetto, Il salto

Catrina Zanirato – I luoghi dell’attesa

Daniele Zoico – Desirando una stella, Continuando a desiderare, Lancio di un oggetto in orbita: tentativo n.1 – banana

Cos’è il Contemporaneo? Ottavo appuntamento con Andrea Lissoni, storico dell’arte, Italia

Fondazione Claudio Buziol, Palazzo Mangilli-Valmarana, Cannareggio 4392, Venezia

Giovedì 20 maggio, ore 16.30-18.30

Andrea Lissoni è uno storico dell’arte e un ricercatore dell’arte contemporanea, con un particolare interesse per le arti performative e le immagini in movimento. Ha curato specifici progetti d’arte e mostre utilizzando la sua attività come strumento di ricerca. Nel 2007 ha conseguito il Dottorato internazionale in studi audiovisivi presso l’ Università di Udine/Dams di Gorizia. È co-fondatore del network xing e co-direttore del festival internazionale Netmage. Co-fondatore e curatore del progetto editoriale Cujo, collabora con le riviste Le Purple Journal, Flash Art, Mousse, Close-Up e Rolling Stone Italia, di cui è responsabile della sezione Arte. Ha curato la mostra Circular presso lo stadio di San Siro a Milano (2004) e, recentemente, Collateral. Quando l’arte incontra il cinema, Hangar Bicocca Milano, SESC Paulista, Sao Paulo. Per Bruno Mondadori editore ha curato i volumi “Il cinema di Amos Gitai. Frontiere e territori”; “Gabriele Basilico. Architetture, città, visioni” e “Fra le immagini. Foto, cinema,video, di Raymond Bellour”. Ha curato l’esposizione Circular (Stadio San Siro, Milano2004) e, di recente, è stato co-curatore della mostra Collateral. When Art meets cinema (Hangar Bicocca, Milano; Sesc Pompeia, Sao Paulo, 2008). I suoi ultimi progetti: Milano si mostra. Un chilometro con Gabriele Basilico (Progetto d’arte realizzato da Fondazione Catella, Milano, curatore), Chilimoontown (www.chilimoontown.com, Mexico City, project manager), mostra Daydream Fields presso la Fondazione Claudio Buziol (Venezia, curatore), progetto internazionale di ricerca Check-in architecture (presentato all’11ma Biennale Internazionale di Architettura di Venezia), personali di Jimmie Durham (Codalunga, Vittorio Veneto, TV) e Andreas Golinski (Pac, Ferrara) e work in progress exhibition-project sul nuovo immaginario audiovisivo di rappresentazioni territoriali Ballads dei nostri parchi invisibili (La Rada-International Film Festival, Locarno, 2007) e Clouds of sounds, Innerparks (Fair_play, film and video award, Lugano, 2008). Nel 2009 ha iniziato il progetto curatoriale e di ricerca Multinatural (blackout) presso la Fondazione Claudio Buziol.

Data la ridotta disponibilità di posti si richiede la prenotazione entro le ore 12 del giorno precedente: ffw@fondazioneclaudiobuziol.org

Scarica la scheda dell’incontro in pdf.

Che cos’è il contemporaneo? Settimo incontro con Ana Maria Bresciani, artista, Colombia-Italia

Liceo Artistico Statale Amedeo Modigliani – Auditorium, via Scrovegni 30, Padova
giovedì 6 maggio, dalle 16.30 alle 18.30



Ana Maria Bresciani
Nata a Bogotà, consegue la laurea in Artes Plásticas presso l’Universidad de los Andes nel 2001. A Venezia frequenta la laurea specialistica in Progettazione e Produzioni delle Arti Visive dell’Università IUAV.
Il suo ultimo progetto El Enigma de la Fortaleza è vincitore al premio presso La Fundación Gilberto Alzate Avendaño, Bogotà, Colombia dove all’esposizione di un nuovo lavoro fotografico e video in loco affianca una serie di laboratori per giovani artisti.
Altri premi e mostre a cui ha partecipato di recente: Omnia Vincit Labor Modena (2009), VideoReportItaly Monfalcone e Fair Play:Video and Film Award Lugano (2008), Premio Marco Magnani, Sassari e Laws of Relativity, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Guarene d’Alba (2007) e ‘Spektakle Stadt’, Stuttgart (2006).

Scarica la scheda dell’incontro in pdf.

L’inaugurazione di Art&Co.

Venerdì 23 aprile si è inaugurata la mostra Art&Co. Opere tra Arte e Impresa presso Villa Contarini a Piazzola sul Brenta.

La serata di inaugurazione si è aperta con il convegno Quando il mecenate è un’azienda. Il ruolo dell’imprenditoria e del collezionismo nell’arte contemporanea che è stato seguito da circa 250 persone. Il convegno ha visto come protagonisti alcune figure chiave del rapporto tra arte contemporanea e mercato: Mauro Corinaldi, imprenditore ed esperto di comunicazione; Giovanni Bonelli, gallerista; Giorgio Fasol, collezionista e Pierluigi Sacco, Università IUAV di Venezia.

Il dibattito, moderato da Silvia Ferri de Lazara presidente di fondazione march, ha introdotto la tematica del rapporto tra arte e impresa fungendo da presentazione della mostra Art&Co. Opere tra Arte e Impresa.

Ecco le foto dell’evento.

La conferenza Quando il mecenate è un’azienda. Il ruolo dell’imprenditoria e del collezionismo nell’arte contemporanea di venerdì 23 aprile 2010.

Anila Rubiku, Untitled, 2007, un progetto per fondazione march

Claudia Rossini, Souvenirs, 2010

Maddalena Fragnito De Giorgio, Murmuring, 2010

Ettore Favini, Metodo Walden. Capitolo #1 primavera, 2010

Michael Fliri, Untitled, 2010

Akira Arita, Cube, 2009

Mariko Mori, Aliens, 2003

Dipendenti Valcucine, Green Guerrilla, 2010

Workshop di Anna Galtarossa, Via dei matti numero 0. L’abitare dei bambini, 2010

Art&Co.

Opere tra arte e impresa

Art&Co. è un progetto ideato e curato da fondazione march che vede come main partner Porsche Italia, che da tempo promuove progetti culturali in sinergia con il mondo imprenditoriale. Art&Co. ospita un progetto promosso da Adecco e Aidp, che operano nel settore delle risorse umane e mirano a promuovere giovani artisti e favorire la creatività all’interno del territorio azienda, diventando partner sostenitori del catalogo edito da Marsilio.

Il progetto nasce per il Festival delle città impresa, che crea una piattaforma culturale dove le discussioni teoriche si arricchiscono di progetti visivi e offrono un ampio panorama di casi concreti. Art&Co. si pone l’obiettivo di mettere in relazione arte, territorio e impresa evidenziando le possibilità di sviluppo del concetto di innovazione, e di coinvolgere diverse realtà di tutto il Nordest dando vita a nuove sinergie. Il traguardo a cui si vuole arrivare è la candidatura del Nordest a Capitale Europea della Cultura nel 2019,  dimostrando come la cultura possa diventare oggi un fattore competitivo per l’impresa.
Art&Co. raccoglie i risultati di cinque progetti d’arte contemporanea, nati dalla relazione con altrettante aziende. Valcucine, Technogel, Massimago, Lago e GPS Packaging si sono messe in gioco confrontandosi con i linguaggi espressivi di diversi artisti.
Le aziende sono state scelte per la loro apertura alla cultura e all’arte e partecipano attivamente ad Art&Co. garantendo la presenza del progetto anche all’interno dell’ambiente aziendale. Ogni azienda ha affrontato tematiche differenti come il confronto tra arte e scienza per Technogel; il rapporto arte e vino, il concetto di qualità dei prodotti e di slow food per Massimago; l’approccio all’ecologia e alla sostenibilità attraverso l’arte per Valcucine; l’arte e il design, il nuovo concetto del made in Italy per Lago; l’arte e le relazioni per GPSpackaging; l’arte e lo sviluppo del pensiero per Porsche Italia.
Fondamentale è la duplice sede di Art&Co., che si sviluppa sia all’interno delle aziende coinvolte sia nella prestigiosa sede di Villa Contarini. La mostra è patrocinata dalla Regione Veneto e prevede un catalogo edito da Marsilio Editore.

Leggi il testo critico del progetto, clicca qui.

Scarica il comunicato stampa della mostra Art&Co., clicca qui.

Scarica l’invito alla mostra Art&Co., clicca qui.

Art & Co. – Technogel Art Project

Partner: Technogel Italia S.r.l.

Villa Contarini, Piazzola sul Brenta, dal 24 aprile al 27 giugno 2010

inaugurazione 23 aprile 2010 ore 19.00

Mariko Mori, Akira Arita, Charlotte Mumm, Luca Trevisani, Michael Fliri a cura di Giulia Ongaro – fondazione march

Scarica l’invito alla mostra Art&Co., clicca qui.


Art&Co. è un progetto ideato e curato da fondazione march che si pone l’obiettivo di mettere in relazione arte, territorio e impresa mostrando le possibilità di sviluppo del concetto di innovazione; mira inoltre a coinvolgere diverse realtà di tutto il Nordest sviluppando nuove sinergie e dimostrando come la creatività può coinvolgere qualsiasi campo.

Technogel Art Project,
sezione dedicata ai progetti di arte contemporanea di Technogel Italia S.r.l.
Per Art&Co. sono stati selezionati due progetti sviluppati nell’anno corrente dagli artisti Luca Trevisani e Michael Fliri, oltre ad alcuni dei migliori progetti degli anni passati realizzati da Akira Arita, Charlotte Mumm e Mariko Mori.
Il progetto rimanda al materiale prodotto dall’azienda, ovvero il technogel® che possiede caratteristiche uniche nel suo genere: è un poliuretano atossico totalmente privo di plastificanti e altre sostanze volatili; non indurisce e non invecchia mantenendo le sue proprietà elasto-meccaniche nel tempo.
La volontà è di indagare attraverso il mezzo artistico le qualità di questa materia traslucida, morbida al tatto e alla vista e soprattutto di far dialogare arte e scienza, apportando innovazione attraverso la creatività.
Generalmente, i prodotti vengono pensati da addetti al settore molto specializzati e concentrati in unica direzione scientifica. Tuttavia, il pensiero d’artista è in grado di mettere in moto soluzioni e idee inusuali all’interno del processo produttivo e l’arte, giorno dopo giorno, conferma e rafforza la libertà di pensiero laterale e sul futuro. L’incontro tra scienza e arte può quindi produrre risultati di straordinaria suggestione, oltre ad offrire nuovi punti di vista e spunti alla ricerca sulle potenzialità di questo materiale dalla formulazione esclusiva.

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Biografie degli artisti:

Mariko Mori
Nasce a Tokyo nel 1967. Vive e lavora tra New York e Tokyo.
Si laurea in Fashion Design al Bunka Fashion College, Tokyo (1986-1988). Studia successivamente al Byam Shaw School of Art (1988-1989) e al Chelsea College, Londra (1989-1992). Nel 1992 inizia un programma di studio indipendente al Whitney Museum di New York. Ha partecipato a rassegne internazionali come la Biennale di Venezia e la Biennale di Lione e ha presentato mostre personali al Centre Pompidou di Parigi, alla Serpentine Gallery di Londra, al Museum of Contemporary Art di Chicago e alla Fondazione Prada a Milano. Il suo lavoro, sebbene basato su una profonda riflessione dedicata al significato del fare arte, esprime un forte senso di libertà nell’uso dei media e dell’immaginario caratteristico della sua generazione. Il linguaggio dell’artista è fondamentalmente radicato nell’osservazione attenta e nella profonda comprensione della società e della cultura giapponese.

Akira Arita
Nasce a Osaka in Giappone nel 1947. Vive e lavora a New York.
Frequenta la Rhode Island School of Design a Providence. Realizza mostre personali e collettive tra Stati Uniti e Giappone. Nel 1991 vince il Japanese Grand Prix for the Arts. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e aziendali (tra gli altri, ARCO Los Angeles CA, Kahitsukan – Kyoto Museum of Contemporary Art, Mobil Oil Corporation New York, Dow Jones & Co. New York). La sua ricerca parte dalla pittura fino ad arrivare recentemente alla scultura.

Charlotte Mumm
Nasce a Georgsmarienhütte, in Germania nel 1980. Vive e lavora in Germania.
Studia all’Accademia di Belle Arti di Kassel (Germania) dal 2000 al 2007, trascorrendo un anno in Cina all’Istituto di Belle Arti a Chongqing. Realizza mostre personali prevalentemente in Germania (l’ultima dal titolo «but you are beautiful – that compensates for your laziness», presso la galleria Tanit di Monaco), ma anche in Italia, Cina, Serbia e Olanda. L’artista sviluppa un immaginario molto personale, che non dà luogo a interpretazioni preconcette, ma si apre a una nuova visione tra figurazione e astrazione, sottolineando la qualità narrativa delle sue opere.

Michael Fliri
Nasce in Alto Adige nel 1978. Vive e lavora a Vienna e in Italia.
Studia all’Accademia di Belle Arti di Bologna, all’Akademie der Bildenden Künste di Monaco, in Germania, e in Norvegia alla Kunstadademiet Bergen. Nel 2008, la galleria Raffaella Cortese di Milano gli dedica la mostra personale «Getting too old to die young». Nello stesso anno vince il premio Museion, per una borsa presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets della Dena Foundation for Contemporary Art di Parigi. Nel 2009 partecipa a esposizioni collettive come «Speranze & Dubbi. Arte giovane tra Italia e Libano» alla Fondazione Merz di Torino, «New Entries!» al Museion di Bolzano e «Fuori Centro» all’Hangar Bicocca di Milano. Realizza un progetto speciale per la Biennale di Mosca 2009, Ekaterina Foundation.

Luca Trevisani
Nasce a Verona nel 1979. Vive tra New York e Berlino.
Nel 2003 si laurea in storia dell’arte a Bologna. Nel 2005 segue Matrisoka, un workshop con Tobias Rehberger alla Domus Academy di Milano e il Corso superiore di arti visive alla Fondazione Antonio Ratti di Como. Nel 2007 vince il premio Furla per l’Arte e la residenza d’artista alla Künstlerhaus Bethanien di Berlino. L’opera finalista è stata acquisita dal MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Tra le mostre più recenti: «NIMK / Montevideo», Amsterdam (2010), «Identity is a cloud», Museo Carlo Zauli di Faenza (2009), «The truth is that the truth changes», galleria Pinksummer di Genova (2009). Tra le aree di interesse dell’artista vi sono grafica e design, che egli manipola per costruire oggetti-opere che vivono e circolano in maniera diversa rispetto al normale sistema delle opere d’arte.

Art & Co. – Metodo Walden, capitolo#1 primavera

Partner: Valcucine S.p.A

Villa Contarini, Piazzola sul Brenta, dal 24 aprile al 27 giugno 2010

inaugurazione 23 aprile 2010 ore 19.00

Metodo Walden, capitolo#1 primavera, Ettore Favini

A cura di Caterina Benvegnù – fondazione march

Appuntamenti in azienda
Valcucine – via L. Savio 11, Pordenone:
20 aprile, ore 11.00 presentazione del progetto e incontro con l’artista Ettore Favini

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Art&Co. è un progetto ideato e curato da fondazione march che si pone l’obiettivo di mettere in relazione arte, territorio e impresa mostrando le possibilità di sviluppo del concetto di innovazione; mira inoltre a coinvolgere diverse realtà di tutto il Nordest sviluppando nuove sinergie e dimostrando come la creatività può coinvolgere qualsiasi campo.


Valcucine è un’azienda che da sempre presta attenzione all’ambiente non limitandosi al rispetto delle leggi imposte, ma nasce dalla presa di coscienza di una responsabilità e della soddisfazione dei bisogni dell’uomo e dello spazio che lo circonda.
Il progetto pensato per l’azienda presenta delle opere dell’artista Ettore Favini, la cui ricerca si concentra principalmente sui temi della memoria, del paesaggio e del rapporto con l’ambiente.
Metodo Walden – capitolo#1 primavera è un’azione diretta nella natura. L’artista sceglierà un luogo urbano abbandonato dall’uomo, un luogo marginale di cui la natura si è riappropriata, che diverrà la sua abitazione per una settimana. Al suo interno, Ettore Favini andrà a compiere delle piccole azioni, documentandole. Il lavoro risultante sarà una performance invisibile, una serie di immagini e video e delle installazioni all’interno del luogo stesso, che la natura cancellerà nel tempo.
Inoltre, nello stesso periodo, altre azioni ed interventi di sensibilizzazione ambientale saranno compiute dagli stessi dipendenti di Valcucine coordinati dall’artista. L’obiettivo, andare a rivalorizzare zone urbane agendo contro l’incuria delle aree verdi.
In mostra a Villa Contarini sarà esposta la documentazione degli interventi realizzati.

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Biografia dell’artista:

Ettore Favini
Nel 2007 ha vinto il prestigioso premio New York alla Columbia University di New York.
Partecipa a numerose esposizioni in Italia e all’estero, «Greenwashing, Environment: Perils, Promises and Perplexities», Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, di Torino e nel 2007, sempre a Torino, a «This is the time (and this is the record of the time)», a cura di Simone Menegoi. Il suo lavoro si avvale di diversi materiali che spaziano dalla fotografia alla scultura. La sua riflessione verte principalmente su una concezione di tempo e sul tentativo di coglierne un aspetto di infinito. I suoi interventi sono organici, nel momento in cui non rimangono immutabili, ma cambiano nel tempo e nello spazio in cui si trovano a reagire.

Art & Co. – Souvenirs e Murmuring

Partner: azienda agricola Massimago

Villa Contarini, Piazzola sul Brenta, dal 24 aprile al 27 giugno 2010

inaugurazione 23 aprile 2010 ore 19.00

Souvenirs, Claudia Rossini – Murmuring, Maddalena Fragnito De Giorgio

a cura di Chiara De Cristan – fondazione march

Appuntamenti in azienda
Massimago, via Paoli 14,  Padova:
21 aprile, ore 19.00, inaugurazione WINE spazio tra arte e vino. Interventi d’artista

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Art&Co. è un progetto ideato e curato da fondazione march che si pone l’obiettivo di mettere in relazione arte, territorio e impresa mostrando le possibilità di sviluppo del concetto di innovazione; mira inoltre a coinvolgere diverse realtà di tutto il Nordest sviluppando nuove sinergie e dimostrando come la creatività può coinvolgere qualsiasi campo.


Massimago è un’azienda vitivinicola tutta al femminile, è un’idea, un progetto ambizioso nato dal sogno di far rivivere un luogo ricco di profumi, di ricordi e di storia.
A message in a bottle è un’iniziativa ad ampio raggio che vuole aprire l’azienda Massimago al mondo ed ai linguaggi dell’arte contemporanea. Grazie ad un confronto con Camilla e Carlo Rossi Chauvenet, si vuole sviluppare l’idea di un vino pregiato, oltre che per i suoi aromi e profumi, anche per la sua natura di connettore di relazioni e di veicolo di messaggi.
Il progetto Souvenirs di Claudia Rossini indaga i luoghi, i legami, le relazioni e le passioni che muovono e rendono possibile la realtà di Massimago raccontata attraverso la fotografia e le parole. Oltre ad una narrazione articolata attraverso una serie di fotografie verranno realizzate delle cartoline ricordo legate a Massimago.
Nella sede padovana dell’azienda verrà inoltre inaugurato ”WINE”: un nuovo spazio, caratterizzato da una grotta di un bastione, dedicato al vino e all’arte dove sarà disponibile la serie di “cartoline” realizzate da Claudia Rossini e si darà inizio ad una raccolta speciale di etichette d’artista.
La serie di disegni Murmuring di Maddalena Fragnito De Giorgio inizierà la prima edizione di etichette pensate ad hoc per le bottiglie di vino. Le impressioni della vita quotidiana, la tematica del lavoro, le regole dello spettacolo vengono tradotti in segno su carta attraverso un’ironia capace di destabilizzarne l’equilibrio.

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Biografie delle artiste:

Claudia Rossini
Nasce a Piacenza nel 1986. Vive e lavora a Venezia.
Diplomata in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, frequenta il corso di laurea specialistica in Progettazione e produzione delle arti visive presso l’Università Iuav di Venezia. Tra le sue principali mostre: «In Between Arada Tra», MSGU Tophane-i Amire Culture Center, Istanbul; «Rodeo #9 – Post Vertigo Virgins», Palazzo Carminati, Venezia; «Real Presence 2009», MkM, Belgrado. La sua ricerca artistica si articola attraverso la raccolta di materiale fotografico e video, studiando la percezione del paesaggio inteso come rappresentazione delle dinamiche sociali.

Maddalena Fragnito de Giorgio
Nasce nel 1980 a Milano, dove vive e lavora.
Frequenta la facoltà di scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e consegue un master in video d’animazione all’Universitat Pompeu Fabra di Barcellona. Ha vinto una residenza d’artista a Fabrica e negli Atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa. Espone in Italia e all’estero. Collabora con Nova100 del «Il Sole 24 ore», con progetti e compagnie di teatro, con comitati per i diritti della donna e associazioni di promozione e produzione d’arte. Il suo lavoro sul disegno è fatto di osservazione, ironia e semplicità del segno. Sulla carta, come nella testa, fissa pensieri e riflessioni che si accumulano durante il giorno.

Art & Co. – Via dei matti numero 0. L’abitare ai bambini

Partner: Lago S.p.a.

Villa Contarini, Piazzola sul Brenta, dal 24 aprile al 27 giugno 2010

inaugurazione 23 aprile 2010 ore 19.00,

Via dei matti numero 0. L’abitare ai bambini

Anna Galtarossa in collaborazione con Mauro Biffaro

A cura di Giulia d’Amaro Valle – fondazione march

Appuntamenti in azienda
Lago S.p.a. – via dell’Artigianato II 21, Villa del Conte, Padova

21 aprile, ore 10-17 laboratorio di Anna Galtarossa, in collaborazione con Mauro Biffaro, Alessandro Allera e Raffaella Giorcelli, rivolto alle scuole primarie dell’Alta Padovana,
21 aprile, ore 18 conferenza aperta con Mauro Biffaro e Anna Galtarossa.

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Art&Co. è un progetto ideato e curato da fondazione march che si pone l’obiettivo di mettere in relazione arte, territorio e impresa mostrando le possibilità di sviluppo del concetto di innovazione; mira inoltre a coinvolgere diverse realtà di tutto il Nordest sviluppando nuove sinergie e dimostrando come la creatività può coinvolgere qualsiasi campo.


Nell’affollato scenario del design domestico, Lago è azienda simbolo per innovazione d’immagine e filosofia aziendale.
Via dei matti numero 0. L’abitare ai bambini, workshop d’artista basato su materiali di riciclo a km 0, provenienti cioè dalla Lago stessa e dalle aziende circostanti, vuole essere un vero e proprio laboratorio di ricerca sulle abitazioni del futuro, un’iniezione di nuova energia alla creatività, slegata da luoghi comuni, regole edilizie o norme sociali. Partendo da ispirazioni storiche, cinematografiche, etniche e artistiche, l’artista Anna Galtarossa guiderà i bambini nella creazione della casa dei sogni, secondo i loro gusti e desideri, mostrando come la libertà possa portare a grandi scoperte. La conferenza conclusiva, tenuta dall’esperto in didattica Mauro Biffaro e Anna Galtarossa, è aperta a tutti.
Villa Contarini ospiterà le opere realizzate in sede di workshop, allestite dall’artista stessa in una sorta di mostra-parco giochi in cui bimbi e adulti possano divertirsi con quanto creato, andando a costituire un vero e proprio percorso che accompagni il visitatore alla scoperta dell’immaginario fanciullesco dell’abitare, e insieme alla riscoperta della potenza e dell’importanza dei sogni e di un design innovativo.


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Biografia dell’artista:

Anna Galtarossa
Nasce a Bussolengo (Verona) nel 1975. Vive e lavora tra San Pietro in Cariano e New York.
Studia nel corso di Alberto Garutti all’Accademia di Belle Arti di Brera e al Corso superiore di arti visive della Fondazione Ratti con Haim Steinbach. Lavora con la galleria Spencer Brownstone di New York, dove nel 2004 ha realizzato la sua prima personale e pubblicato il suo primo libro City. Dal 2007 collabora con l’artista argentino Daniel González nei progetti Chili Moon Town Tour, galleggiante e itinerante città dei sogni; e Homeless Rocket With Chandeliers, una gru di 30 metri, utilizzata quotidianamente a Lambrate. Nel 2008 partecipa alla seconda Triennale di Torino curata da Daniel Birnbaum.



Le foto del laboratorio con le scuole primarie dell’Alta Padovana.
Si ringraziano i fotografi Pietro Bonometto e Guglielmo Cassinelli.

cameraVideo per Sherwood Open Art

fondazione march in collaborazione con Sherwood Open Art presenta una selezione di 5 lavori realizzati da giovani videoartisti nazionali ed internazionali. I video sono stati selezionati nell’ambito delle due edizioni di Où va la vidéo? (2008 e 2009), concorso dedicato alla videoarte organizzato da fondazione march.

Per l’edizione 2010, Où va la vidéo? si trasforma in cameraVideo divenendo rassegna, che prevede anche alcune serate dedicate alla proiezione di video storici e l’intervento di Marco Senaldi, critico d’arte contemporanea.

In un’epoca in cui il video è diventato uno dei principali mezzi per l’esplorazione della realtà, il progetto si propone di indagare quali sono le direzioni che la giovane videoarte sta percorrendo e scoprire quelle che possono essere, anno dopo anno, le modalità di sperimentazione legate al video. cameraVideo diviene dunque contenitore, ma lungi dal voler apparire un contenitore conchiuso all’interno di confini predefiniti, si offre come piattaforma di discussione e come un tentativo di dialogo tra le opere di giovani artisti la cui indagine si concentra sulla elaborazione audiovisiva, e lavori più storici di artisti consacrati che hanno fatto della sperimentazione la loro principale di linea di ricerca. Come suggerisce il titolo, cameraVideo è una stanza di approfondimento sul video, sia sulla sua ricerca concettuale che sul rapporto col mezzo.

La collaborazione con Sherwood Open Art nasce anche dall’esigenza di allargare la “visione” che, nell’ambito degli spazi di V/lo Pontecorvo, sta da tempo puntando sulla tematica dell’ambiente e che avrà seguito all’interno dello Sherwood Festival 2010.

Video in mostra

Pietro Mele

Il lavoro di Pietro Mele si focalizza sulle sue origini geografiche e culturali. Tutti i suoi video sono ambientati in Sardegna, un posto in cui il processo di modernizzazione è avvenuto in maniera talmente repentina da riuscire a sventrare in una manciata di decenni antichi equilibri consolidatisi nei secoli, senza fornire al contempo gli strumenti necessari per metabolizzare tale cambiamento.

Ottana (col., 11’ 46’’, Italia 2008)

Ci troviamo immersi in un paesaggio incontaminato in cui vediamo sfilare degli uomini a cavallo che si dirigono verso l’orizzonte. Lo scorrere del video così come il fluire del tempo storico ci conducono verso l’attualità di Ottana, città sarda situata in pieno deserto della Barbagia.

Beach (col., 9’ 47”, Italia 2006)

Una spiaggia in una grigia giornata invernale, con sulla sabbia ben visibili le tracce dell’ultima stagione turistica. Un testo “subliminale” fa da contrappunto alla desolazione dell’immagine mostrata. Il testo riguardante una Sardegna tutta “Sole e ferie da sogno” contrasta assurdamente con una realtà assai meno avvincente, fatta di un turismo di massa consumistico e barbaro.

Beautiful landscape #1 (col., 1’ 46” , Italia 2006)

Un paesaggio naturale viene interrotto dall’improvviso dal passaggio di un aereo che ne sconvolge la tranquillità.

Marxz Rosado-Ríos

Sinfonia de Cruceros (Sinfonia delle crociere) – col., 9’ 30’’, Puerto Rico 2006

San Juan a Puerto Rico è uno dei porti più antichi d’America, visitato da migliaia di turisti che ogni settimana arrivano su grandi crociere. Un gruppo di pescatori locali che si allontana dall’isola incontra una di queste navi. Un rapporto mitologico si stabilisce tra gli abitanti del luogo e l’animale mostruoso. Questo faccia-a-faccia viene enfatizzato dal suono, che appare come il canto di una balena.

Katri Walker

Aguamiel (col., 16’ 30’’, Messico 2008)

Un giorno nella vita di una famiglia messicana che produce e vende pulque, un succo ricavato dalla pianta di agave. Una storia di lavoro, impegno, fede e vita quotidiana.

Che cos’è il contemporaneo? con Giulio Mozzi, Valentina Brunettin, Valerio Mieli al Centro Porsche Padova

Centro Porsche Padova – 8 aprile 2010 ore 21.00

Ingresso libero fino ad esaurimento posti, è consigliata la prenotazione a info@fondazionemarch.org – 049.88.08.331

Il Centro Porsche Padova e Porsche Italia sostengono e promuovono per il terzo anno consecutivo il progetto Cos’è il contemporaneo? ideato e curato da fondazione march. Il progetto consiste in una serie di incontri e workshop, aperti a tutti, con l’obiettivo di indagare e diffondere la cultura del contemporaneo e coniugare il mondo della formazione al mondo del lavoro e del pensiero. Il programma di incontri vede alternarsi i giovani e i grandi protagonisti del panorama dell’arte contemporanea intesa a 360 gradi, come Angela Vettese, Alberto Garutti, Franco Vaccari, Pierluigi Sacco, Cesare Pietroiusti, Rossella Biscotti, Pietro Mele.

Cos’è il contemporaneo? in questa sua terza edizione vuole ampliare gli orizzonti di indagine aprendosi anche al mondo della scrittura, del cinema e della musica. Oltre ad allargare le tematiche affrontate, quest’anno l’iniziativa amplia il suo raggio d’azione a tutta la città, coinvolgendo: scuole, università, fondazioni d’arte e per la prima volta anche lo spazio di un’azienda. Le diverse tematiche e l’itineranza in diverse sedi mirano a stimolare un pubblico vario ed eterogeneo.

Il sesto incontro di Cos’è il contemporaneo?3, che si terrà presso il Centro Porsche di Padova, si struttura come un dialogo tra due scrittori ed un regista per confrontarsi con le diverse modalità di linguaggio della cultura contemporanea. L’incontro vedrà come ospiti tre personalità attive nella scena contemporanea che non si racconteranno solamente, ma che dialogheranno sulle loro esperienze ed idee. Saranno infatti coinvolti: Giulio Mozzi, scrittore, docente di scrittura creativa e consulente editoriale; Valerio Mieli, scrittore e regista del film Dieci Inverni, uscito nei cinema lo scorso dicembre; Valentina Brunettin, scrittrice e vincitrice del premio Campiello a soli diciotto anni. Gli interventi saranno coordinati e moderati da: Giulia Belloni, editor narrativa e saggistica italiana per la casa editrice ALET, e da Silvia Ferri de Lazara, presidente di fondazione march.

Questo incontro, che vuole essere il primo di una serie di appuntamenti annuali, si inserisce perfettamente nei progetti portati avanti da Porsche Italia nel campo della letteratura, arricchendoli con una conoscenza dei talenti italiani di oggi.

Cos’è il contemporaneo? 3

Main Partner:

In collaborazione con Fondazione Bevilacqua La Masa, Fondazione Claudio Buziol, IED, Liceo Artistico Statale A. Modigliani, IUAV di Venezia

Partner Tecnici: Costa Vini

Col patrocinio e la collaborazione del corso di laurea Dams della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Padova.

Info:

www.fondazionemarch.org
info@fondazionemarch.org

tel. 049.88.08.331

Che cos’è il contemporaneo? Quinto incontro con Veit Loers, autore e curatore, Germania

Università degli Studi di Padova, Palazzo Maldura – Aula G, via Beato Pellegrino 1, Padova
25 marzo 2010, ore 16.30 – 18.30

Scarica la scheda dell’incontro in PDF
Veit Loers – Il volto di Giano nell’arte contemporanea
Veit Loers, autore e curatore, parlerà delle diverse sfaccettature dell’arte contemporanea prendendo ad esempio Mona Hatoum, Mikol Assael, Danh Vo, Thomas Zipp e Thomas Houseago.

Profilo
Ha studiato storia dell’arte a Monaco di Baviera e a Vienna. Tra il 1987 ed il 1995 è Direttore artistico del Museum Fridericianum Kassel; tra il 1995 ed il 2003 è Direttore del Museum Abteiberg, Mönchengladbach; tra il 1999 ed il 2002 è
curatore per gli acquisti della Repubblica Federale di Germania; dal 2007 è organizzatore del premio d’arte ‘blauorange’. Ha curato numerose mostre d’arte contemporanea come: Made for Arolsen (con Puppy di Jeff Koons) (1992) ; Joseph Beuys, documenta-Arbeit (1993); Tobias Rehberger (1995); Okkultismus und Avantgarde, Frankfurt /M (1995); Franz West , Gelegentliches (1996); Martin Kippenberger, Der Eiermann und seine Ausleger (1997); la sua ultima pubblicazione è Psychonauten, Kunst in Ekstase (Editore) (2008). Sarà il nuovo direttore del Kunstraum Innsbruck. Vive e lavora da 2003 nel Valbelluna



2° incontro di Aspettando… l’Arte come Idea

Aspettando…L’Arte come Idea – ciclo di tre workshop sull’arte contemporanea, per conoscerla, distinguerla e comprendere i temi del nuovo dibattito artistico, organizzati dall’associazione Amici del Gradenigo in collaborazione con fondazione march, e il comune di Piove di Sacco.

2° incontro – mercoledì 26 marzo dalle ore 21.00 presso l’Auditorium di Piove di Sacco

2° LA POP ART AMERICANA – relatore Chiara De Cristan
L’arte diventa “popolare”, guarda fuori al mondo massificato e prodotto in serie. Andy Warhol sceglie come soggetto delle sue serigrafie le lattine della zuppa Campbell oppure produce in serie il ritratto di Marilyn Monroe; Roy Lichtenstein dipinge ispirandosi al mondo dei fumetti dilatandoli enormemente, Claes Oldenburg crea degli oggetti in misura gigantesca come monumenti ai nuovi eroi della civiltà contemporanea: un gigante spazzolino da denti o un rossetto da labbra.


1° workshop di Aspettando… l’arte come idea

Aspettando… l’Arte come Idea – ciclo di tre workshop sull’arte contemporanea, per conoscerla, distinguerla e comprendere i temi del nuovo dibattito artistico, organizzati dall’associazione Amici del Gradenigo in collaborazione con fondazione march, e il comune di Piove di Sacco.

1° incontro – mercoledì 17 marzo dalle ore 21.00 presso l’Auditorium di Piove di Sacco


DAGLI ANNI NOVANTA A OGGI – relatore: Silvia Ferri de Lazara

La “pubblica relazione” e la rete diventano arte.

Non ci sono veri movimenti, ma artisti, curatori, galleristi che creano delle novità. L’evento Saatchi: la sfida lanciata da un pubblicitario al mondo dell’arte: non conta tanto il talento quanto una buon campagna pubblicitaria. Il caso italiano di Cattelan con i suoi autoritratti pungenti e ironici. Felix Gonzales Torres propone cumuli di baci Perugina collocati in un angolo pari al peso corporeo del suo compagno che il pubblico può mangiare. L’opera di Rirkrit Tiravanija è una grande cena in galleria: l’opera non esiste ma consiste in un evento collettivo che mette in relazione le persone. Opere che operano esclusivamente in Internet o in stretta relazione con essa: Tobias Rehberger alla Biennale di Venezia collega delle lampade di Murano a tutte le “venezie” del mondo: ogni volta che qualcuno apre una porta lì, si accende una lampada qui. Olafur Eliasson alla Tate Gallery di Londra costruisce un sole finto e migliaia di spettatori vi si distendono sotto per abbronzarsi. 0100101110101101.ORG e rtmark creano virus informatici.

cameraVideo per Chimere

fondazione march e Pixelle

Mercoledì 17 marzo alle ore 22 fondazione march presenta una selezione di 5 lavori realizzati da giovani videoartiste nazionali ed internazionali presso il circolo Pixelle. I video sono stati selezionati nell’ambito delle due edizioni di Où va la vidéo? (2008 e 2009), concorso dedicato alla videoarte organizzato da fondazione march.

Per l’edizione 2010, Où va la vidéo? si trasforma in cameraVideo divenendo rassegna, che prevede anche alcune serate dedicate alla proiezione di video storici e l’intervento di Marco Senaldi, critico d’arte contemporanea.

Dove? Circolo Arci Pixelle, via Turazza 19 Padova – ore 22.00

www.pixelle.it


Video in mostra

1. The ManosBuckius Cooperative

The MBC @ the office

col., 3’07”, USA 2008

Le ManosBuckius Cooperative lavorano come gruppo interagendo fisicamente con i dispositivi tecnologici; questi vengono utilizzati in maniera performativa rendendo non convenzionali ed improduttive le loro azioni. Viene proposta una reinterpretazione giocosa e assurda della tecnologia che quotidianamente utilizziamo, mettendo in questione sia il ruolo della funzione che quello della produzione.

2. Anna Gonzales Suero

Heidi

col., 4’40”, Germania 2008

Pascale Kiliman-Braun veste i panni di alcuni personaggi facenti parte di un certo tipo di rappresentazione filmica, per indagare il modo in cui l’industria cinematografica ha ritratto in maniera stereotipata la disabilità fisica.

3. Nine Budde

Gone with the wind (Via col vento)

col., 4’ 41’’, Germania 2007

Una donna, passando attraverso un contesto prima urbano e poi naturale, incontra alcuni esempi dell’arte femminista dagli anni Sessanta agli anni Novanta. Quelle che sono state delle icone e dei momenti centrali di una certa tendenza dell’arte, vengono ormai vissute con un distacco tale da essere relegate unicamente ad una dimensione onirica.

4. Roberta Galassini

Tre minuti di mia madre

col., 3’ 55’’, Italia 2007

Una donna sola su una spiaggia abbandonata, ricordo della sua gioventù, è impegnata nel risolvere dei cruciverba, che sembrano essere la sua unica distrazione. Il sottofondo del vento narra della malattia che la consuma e allo stesso tempo tenta di cancellare la sua memoria. Il paesaggio e la donna sono lo stesso indice, la stessa direzione di uno stato di abbandono alla ricerca della sua immagine.

5. Katri Walker

Aguamiel

col., 16’ 30’’, Messico 2008

Un giorno nella vita di una famiglia messicana che produce e vende pulque, un succo ricavato dalla pianta di agave. Una storia di lavoro, impegno, fede e vita quotidiana.

The Waiting Room: Man on the river

The Waiting Room ha il piacere di ospitare il progetto Man on the river.

Stiamo costruendo la barca di Giacomo De Stefano. Giacomo utilizzerà per il suo viaggio la barca che verrà qui costruita. The waiting Room seguirà il processo di creazione in attesa del viaggio.

La sala d’attesa diviene così un’incubatrice di idee, un laboratorio di nuovi progetti tra arte, cultura  e sociale.

Il tragitto sarà di oltre 5200 km da Londra ad Istanbul lungo il Tamigi, il Reno, il Danubio, coadiuvato  dalla sola forza delle braccia e del vento.

Un vero viaggio ad impatto zero.

L’impresa infatti non ha pretese agonistiche o sportive, ma servirà a costruire un dialogo con le terre e le persone che Giacomo riuscirà ad incontrare, parlando di sostenibilità, rispetto dell’acqua, dei fiumi, riportando l’attenzione ai veri bisogni dell’uomo e al giusto tempo per ogni cosa, tempo del quale non abbiamo più concezione.

Nel 2008 con le stesse modalità e la stessa tenacia Giacomo ha risalito il Po, da Venezia a Torino, scoprendo i lati più nascosti di un fiume forse un poco dimenticato ma che ancora tante cose ha da dire. Tutto il suo viaggio è raccontato nel sito http://manontheriver.com.

Segui in live streaming la costruzione della barca http://lateral.lagodesign.eu/2010/boat-streaming/

Progetto in collaborazione con LAGO s.p.a.

Pubblicazione di “Cos’è il contemporaneo? 2”

Il volume raccoglie le testimonianze dei protagonisti del ciclo di conferenze Cos’è il contemporaneo? 2 che ha avuto luogo presso il Liceo Artistico Statale Amedeo Modigliani e l’Università di Padova nell’a.a. 2008-2009, organizzato dalla fondazione march per l’arte contemporanea in collaborazione con i due istituti e con l’Università Iuav di Venezia.

Cos’è il contemporaneo? 2, edito da Cleup-Padova, è a cura di Antonio Cataldo e Giulia d’Amaro Valle. I saggi contenuti in questo volume sono ad opera di Angela Vettese, Pietro Mele, Ian Tweedy, Pierluigi Sacco, Diana Baldon, Mara Ambrozic, Alberto Garutti, Mino Mazzocato, Franco Pavanello, Massimo De Carlo, Nine Budde, Lia Perjovschi e Caterina Benvegnù.

Il libro è acquistabile a 12 euro, ma se possiedi una tessera Membership puoi acquistare le pubblicazioni di fondazione march scontate!

Per informazioni e acquisto clicca qui.

Speciale Membership per STUDENTI

E’ possibile avere la tessera GREEN di fondazione march a soli 5 euro per tutti gli studenti fino a 27 anni.

Quali sono i vantaggi?
– Invito agli eventi, incontri, presentazioni, inaugurazioni organizzati dalla Fondazione e dai partner culturali della Fondazione
– Invito a partecipare ai programmi di didattica
– Sconto sulle pubblicazioni della Fondazione
– Entrata gratuita al Mart di Trento e Rovereto
– Invio della newsletter

Per maggiori informazioni contattate:
e-mail membership@fondazionemarch.org
tel +39 049 8808331

DEADLINE cameraVideo 13/03!

Open call cameraVideo deadline: 13 marzo 2010

Open call cameraVideo deadline: 13th March 2010 ENGLISH VERSION

cameraVideo è aperto a tutti i giovani artisti, senza limiti di età e di tutte le nazionalità, che intendano il proprio lavoro come ricerca di un nuovo modo di relazionarsi con il mezzo video.

• materiali: ogni artista può partecipare al concorso con una o più opere video (max 3 per ogni artista). Ogni opera dovrà essere corredata da una breve scheda tecnica. Inserire all’interno del plico per la partecipazione:

• Una copia del video per la selezione in formato DVD (PAL)

• Una copia per la proiezione su un DVD in formato quicktime (.mov, PAL).

• Un curriculum vitae aggiornato.

• La scheda d’iscrizione al concorso.

I materiali inviati ai fini del concorso non verranno restituiti. I lavori selezionati entreranno a far parte dell’archivio della fondazione march per fini di ricerca o affini.

• partecipazione: al fine dell’eleggibilità al concorso, la scheda d’iscrizione (scaricabile dal sito www.fondazionemarch.org) stampata in formato A4, debitamente compilata in tutte le sue parti e firmata, nonché tutti i materiali richiesti all’interno del presente bando dovranno pervenire entro il 13 marzo 2010 (farà fede il timbro postale) presso: fondazione march, via armistizio 49, 35142 Padova (PD) – Italia

• selezione: le opere verranno selezionate sulla base della qualità e dell’innovazione del lavoro proposto. Le selezioni saranno a cura di fondazione march, artisti, curatori ed altri professionisti del settore che saranno comunicati a breve. I risultati finali saranno annunciati sul sito della Fondazione e spediti ai partecipanti via mail.

ANNULLATO il 1° workshop di Aspettando… l’arte come idea

CAUSA MALTEMPO IL PRIMO INCONTRO DI STASERA E’ ANNULLATO!

Aspettando…L’Arte come Idea – ciclo di tre workshop sull’arte contemporanea, per conoscerla, distinguerla e comprendere i temi del nuovo dibattito artistico, organizzati dall’associazione Amici del Gradenigo in collaborazione con fondazione march, e il comune di Piove di Sacco.

1° incontro – mercoledì 10 marzo dalle ore 21.00 presso l’Auditorium di Piove di Sacco

DAGLI ANNI NOVANTA A OGGI – relatore: Silvia Ferri de Lazara
La “pubblica relazione” e la rete diventano arte.

Non ci sono veri movimenti, ma artisti, curatori, galleristi che creano delle novità. L’evento Saatchi: la sfida lanciata da un pubblicitario al mondo dell’arte: non conta tanto il talento quanto una buon campagna pubblicitaria. Il caso italiano di Cattelan con i suoi autoritratti pungenti e ironici. Felix Gonzales Torres propone cumuli di baci Perugina collocati in un angolo pari al peso corporeo del suo compagno che il pubblico può mangiare. L’opera di Rirkrit Tiravanija è una grande cena in galleria: l’opera non esiste ma consiste in un evento collettivo che mette in relazione le persone. Opere che operano esclusivamente in Internet o in stretta relazione con essa: Tobias Rebergher alla Biennale di Venezia collega delle lampade di Murano a tutte le “venezie” del mondo: ogni volta che qualcuno apre una porta lì, si accende una lampada qui. Olafur Eliasson alla Tate Gallery di Londra costruisce un sole finto e migliaia di spettatori vi si distendono sotto per abbronzarsi. 0100101110101101.ORG e rtmark creano virus informatici.

Aspettando… l’Arte come Idea

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Ciclo di tre workshop sull’arte contemporanea, per conoscerla, distinguerla e comprendere i temi del nuovo dibattito artistico, organizzati dall’associazione Amici del Gradenigo in collaborazione con fondazione march, e il comune di Piove di Sacco.

Il progetto scaturisce dalla forte convinzione che la lettura di ciò che è contemporaneo rappresenti non solo il bisogno di ognuno per una propria crescita personale, ma sia un vincolo necessario per implementare uno sviluppo coordinato della creatività e produzione del territorio, della società e delle aziende. Si vuole indagare il mondo dell’arte contemporanea attraverso gli occhi di esperti del settore per capire non solamente i processi di sviluppo di questa, ma anche il modo di
integrare l’arte contemporanea nel territorio e quindi anche nel tessuto imprenditoriale.
Quest’anno la seconda edizione prevede tre workshop, aperti a tutti, su temi chiave dell’arte contemporanea, che permettano una conoscenza ed un’analisi dell’arte e delle sue innovazioni dagli anni ’50 in poi. Conoscere le principali innovazioni in ambito artistico degli ultimi settant’anni è fondamentale per comprendere il dibattito culturale e soprattutto per padroneggiare e sfruttare meglio le risorse del territorio in cui si vive.

Gli incontri sono aperti a tutti, della durata di un’ora e trenta presso l’Auditorium di Piove di Sacco con cadenza settimanale nelle serate di mercoledì 10, mercoledì 17 e venerdì 26 marzo dalle ore 21.00 alle ore 22.30.

Che cos’è il contemporaneo? Quarto incontro con Tania Bruguera, artista, Cuba

Università degli Studi di Padova, Palazzo Maldura – Aula H, via Beato Pellegrino 1, Padova – 5 marzo 2010, ore 16.30 – 18.30

Tania Bruguera è un’artista interdisciplinare che lavora principalmente su temi politici attraverso arte comportamentale, performance, installazioni e video. Ha partecipato a Documenta, Performa, a tre biennali a Venezia, due a Gwangju e tre all’Havana. Le sue opere sono state esposte nei maggiori musei in Europea e negli Stati Uniti come: Tate Modern, The Whitechapel Gallery, PS1, il ZKM, IVAM, Kunsthalle di Vienna e il New Museum of Contemporary Art. Vive e lavora tra Chicago, Parigi e Havana. E’ la fondatrice/direttrice di Arte de Conducta, il primo programma di studio sulla performance in America Latina ospitato dall’Instituto Superiore di Arte di Havana, è professore esterno all’Ecole des Beaux-Arts a Parigi e professore associato all’Università di Chicago (USA).

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Che cos’è il contemporaneo? Terzo incontro con Marjetica Potrč, artista, Slovenia e Wes Janz, architetto, U.S.A.

IUAV, 25 febbraio 2010, ore 17.00, aula D, sede delle Terese, Dorsoduro 2206, Venezia
L’incontro si sviluppa durante il laboratorio di arti visive della prof.ssa Marjetica Potrc che presenta Wes Janz, architetto, educatore e fondatore di “onesmallproject”, che parlerà di “small architecture BIG LANDSCAPES”, una mostra in corso presso lo Swope Art Museum in Terre Haute, Indiana, USA.

Janz prende in considerazione alcune delle architetture e dei paesaggi più estremi e, contemporaneamente, più comuni. Facendo questo, suggerisce che abbiamo molto da imparare da quelle zone comunemente considerate più svantaggiate.

Profilo Wes Janz è fondatore di onesmallproject (che esiste attraverso web, blog, deli.cio.us, flickr, issuu e siti wiki), ed è un professore associato di architettura all’Università di Ball State a Muncie, Indiana dove è stato vincitore del premio universitario Outstanding Teaching Award nel 2006. Nel 2008 è stato finalista del premio Curry Stone Design Prize, destinato a progetti innovativi che hanno il “potere e le potenzialità per migliorare le nostre vite e il mondo in cui viviamo”.
Negli ultimi sette anni, ha viaggiato attraverso Argentina, Cina, Finlandia, India, Panama, Russia, Sri Lanka, Thailandia, Turchia, UAE e Uruguay, coste del Golfo (dopo l’uragano Katrina); ha inoltre visitato una dozzina di città della regione della Rust Belt negli USA, documentando i modi di vita e gli edifici di alcune tra le persone più povere al mondo e dei loro dintorni. Lungo il suo percorso, Wes Janz è passato da una curiosità verso il potere detenuto dalle personalità più ricche del mondo e dai designers più importanti, al credere che le persone, generalmente – non importa quanto povere o apparentemente svantaggiate – siano pienamente capaci di trovare la propria strada nel mondo, e questo è spesso il caso in cui gli interventi di persone ben intenzionate portino sia opportunità che svantaggi alle vite dei locali.
Marjetica Potrč è artista ed architetto che vive e lavora a Ljubljana, Slovenia. E’ conosciuta soprattutto per i suoi progetti in-situ nei quali utilizza il design partecipativo, le sue serie di disegni e i suoi casi di studio architettonici. Il suo lavoro è stato esposto ampiamente in Europa e nelle Americhe. Le sue più importanti installazioni in-situ includono: Dry Toilet (Caracas, 2003) e The Cook, the Farmer, His Wife and Their Neighbour (Stedelijk goes West, Amsterdam, 2009). Ha vinto molti premi e borse di studio, i più importanti: Hugo Boss Prize (2000) e Vera List Center for Arts and Politics Fellowship presso The New School a New York (2007).

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Che cos’è il contemporaneo? Secondo incontro con Denis Isaia, curatore

Università degli Studi di Padova, Palazzo Maldura – Aula H, via Beato Pellegrino 1, Padova – 11 marzo 2010, ore 16.30 – 18.30

Il curatore nel contemporaneo, iperboli dell’arte e sistema
Denis Isaia, giovane curatore di arte contemporanea, va ad indagare alcune fondamentali questioni relative alla sua professione. Come si inserisce la figura del curatore nella storia dell’arte? Di quali innovazioni si fa carico?
Profilo
Ricercatore culturale e curatore di arte contemporanea. Nel 2006 avvia il concorso per giovani curatori Best Art Practices con il tema mostre in spazi non convenzionali. Nel 2007 vince il premio Borsa Arte Giovane di Genova con la mostra Del paese e altre storie. Nel 2008 è assistente dei Raqs Media Collective con cui co-cura i 45 eventi in 111 giorni del progetto Tabula Rasa. Nello stesso anno inaugura la prima edizione del Premio alle passioni la seconda luna. Nel 2009 inaugura il progetto curatoriale Cosa ho visto di bello, un’indagine sulla descrizione e sulla narrazione del bello contemporaneo. Da luglio dello stesso anno è direttore del progetto artistico di Anna Scalfi indeposito, un deposito gratuito di opere d’arte.

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Cesare Pietroiusti, artista apre il ciclo Che cos’è il contemporaneo? 3

Università degli Studi di Padova, Palazzo Maldura – Aula C, via Beato Pellegrino 1, Padova – 28 gennaio 2010 ore 16.30 – 18.30

Cesare Pietroiusti – L’opera insatura. Il lavoro artistico come mezzo e non come fine

Cesare Pietroiusti nasce a Roma nel 1955, vive a Roma. Si laurea in Laurea in Medicina nel 1979, con tesi in Clinica Psichiatrica e allo stesso tempo partecipa attivamente all’ambiente culturale romano co-fondando il Centro Studi Jartrakor e la Rivista di Psicologia dell’Arte. Tra il 1997 e il 2000 è tra gli artisti coinvolti nell’organizzazione di Oreste e di “Oreste alla Biennale” in occasione della 50.ma Biennale di Venezia (giugno-novembre 1999), nonché co-fondatore del progetto.
Vince il premio Alinovi nel 1999. E’ co-fondatore di Nomads & Residents (New York, 2000) e co-curatore del Sound Art Museum, Roma (2004-2006). Nel 2005 diventa membro del comitato scientifico e co-curatore del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti di Como (2006). Attualmente è anche docente all’Università IUAV di Venezia nel corso “Laboratorio di arti visive”. Dal 1977 ha esposto in spazi privati e pubblici, deputati e non, in Italia e all’estero. Negli
ultimi anni il suo lavoro si è concentrato soprattutto sul tema dello scambio e sui paradossi che possono crearsi nelle pieghe dei sistemi e degli ordinamenti economici. Nel 1997 ha realizzato una pubblicazione per le edizioni Morra, i Pensieri non funzionali, una raccolta di idee “apparentemente immotivate e inutilizzabili” che nel 2008, accresciuta, ha assunto la fisionomia di un sito: www.pensierinonfunzionali.net. Nel 2007 ha fondato, in collaborazione con il collettivo Space di Bratislava, “Evolution de l’Art”, la prima galleria d’arte contemporanea che tratta soltanto opere immateriali.

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Che cos’è il contemporaneo? 3

Le arti contemporanee a scuola

27 gennaio – 17 giugno 2010

Ciclo di conferenze e workshop curato da fondazione march in collaborazione con Centro Porsche Padova e Porsche Italia, Istituto Statale Amedeo Modigliani, Università degli Studi di Padova, Università IUAV di Venezia, fondazione Bevilacqua la Masa, fondazione Claudio Buziol e l’Istiuto Europeo Design di Venezia.

Cos’è il contemporaneo? alla sua terza edizione, nasce da un desiderio di tentare di capire il contemporaneo e di cercare poi di diffonderlo.

E’ per questo motivo che fondazione march propone un nuovo ciclo di incontri che vertano sul tema dell’arte contemporanea, che si vuole analizzare a 360 gradi, chiamando nel ruolo di relatori sia figure curatoriali del panorama artistico italiano ed internazionale sia ospitando artisti mid-career, accreditati dal sistema dell’arte, sia scrittori, sia imprenditori che lavorano attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea, che racconteranno la propria ricerca ed i propri metodi operativi.

Questo ciclo di proposte volutamente si esprime in forme diverse: incontri, tavole rotonde, workshop e conferenze. Come nelle scorse due edizioni, ogni giornata seguirà la personalità del relatore che sceglierà l’espressione che riterrà più consona, in modo da stimolare l’attenzione e la partecipazione del pubblico.


Programma

• 28 gennaio, Cesare Pietroiusti, artista, Italia – Palazzo Maldura, Padova, ore 16.30-18.30

• 11 febbraio, Denis Isaia, curatore, Italia – Palazzo Maldura, Padova, ore 16.30-18.30

• 25 febbraio, Marjetica Potrc, artista, Slovenia e Wes Janz, architetto, Usa, – aula D, sede delle Terese, Dorsoduro 2206, Venezia. Facoltà Design e Arti IUAV, Dorsoduro, Venezia ore 17.00

• 5 marzo, Tania Bruguera, artista, Cuba – Palazzo Maldura, aula H, Padova, ore 16.30-18.30

• 25 marzo, Veit Loers, autore-curatore, Germania – palazzo Maldura, Padova, ore 16.30-18.30

• 8 aprile, Giulio Mozzi, scrittore, Italia, Valentina Brunettin, scrittrice, Italia, e Valerio Mieli, regista, Italia- Centro Porsche Padova, ore 21

• 22 aprile, Rossella Biscotti, artista, Italia-Germania – Liceo Artistico Statale Amedeo Modigliani, Padova, ore 16.30-18.30

• 6 maggio, Ana Maria Bresciani, artista, Colombia-Italia – Liceo Artistico Statale Amedeo Modigliani, Padova, ore 16.30-18.30

• 20 maggio, Andrea Lissoni, storico dell’arte, Italia – fondazione Claudio Buziol, Venezia, orario da definire

• 3 giugno, Andrea Molino, compositore, Italia – Liceo Artistico Statale Amedeo Modigliani, Padova, ore 16.30-18.30

• 17 giugno, visita guidata agli Open Studios – Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, ore 11-17

Words/billboard

7 dicembre 2009 – 16 gennaio 2010, Padova

Conferenza stampa
lunedì 30 novembre – ore 11
sala Bresciani Alvarez, Palazzo Moroni, Padova

Words/billboard vuole essere un progetto annuale internazionale e site-specific, in collaborazione con APS advertising, APS Holding, TINA B. – festival d’arte contemporanea di Praga – e con il patrocinio del Comune di Padova.
Questo progetto prevede l’invasione di Padova e della capitale ceca con vere e proprie opere d’arte basate sul testo e sulla parola, attraverso cartelloni stradali di 3×6 metri.

Artisti coinvolti: Collettivo Raudì; Ettore Favini; Maddalena Fragnito; Kendell Geer; Jirì Kovanda; Macinino; Vittorio Santoro; Tankboys per New York Memories; Kirsimaria E. Törönen-Ripatti; Barbara Rosenthal; Cesare Viel.

Furniture Music (Locked room mystery) di Blauer Hase

opening: sabato 3 ottobre2009 ore 19
3 ottobre – 30 ottobre 2009 (lun. – ven. 11-17 su appuntamento)
via Armistizio 49, Padova

Con l’espressione “mistero della camera chiusa” viene indicata una particolare varietà di romanzo o racconto giallo, nella quale l’indagine verte intorno a un delitto compiuto in circostanze apparentemente impossibili, come all’interno di una camera chiusa dall’interno.
Per gli spazi di fondazione march, Blauer Hase propone un intervento ambientale che riflette sui temi trattati nel progetto Furniture Music, sul rapporto fra cultura e spazi domestici. Per l’occasione, si è deciso di adottare una strategia espositiva che fa riferimento alla casa-museo di Sherlock Holmes a Baker Street, Londra: gli elementi esposti in tale luogo evocano necessariamente un panorama narrativo. Verrà esplorato il ruolo ambiguo che spesso l’oggetto di arredamento gioca all’interno delle dinamiche della detective story: attraverso tale studio si intende mettere in luce la duplice valenza di ciò che è posto fra il regime espositivo e quello domestico. Lo scarto tra opera e arredamento viene inoltre indagato proponendo una possibile ri-attuazione del concetto di “musica d’arredamento” introdotto dal compositore Erik Satie nel 1914.
Nell’occasione verrà presentato il libro Furniture Music, uno strumento di ricerca che indaga l’ambito della produzione culturale nello spazio domestico. In esso sono raccolti saggi ed interviste che trattano una serie di tematiche: il rapporto fra arte e domesticità, i modi dell’abitare contemporaneo, lo statuto culturale e politico dell’arredamento e del design. Il libro comprende interviste con Stefano Boeri, Francesca Cappelletti, Giulio Cappellini, Gillo Dorfles, Martino Gamper, Joa Herrenknecht, Jan Hoet, Eva Marisaldi, Hans Ulrich Obrist, Raqs Media Collective, Felix Vogel e saggi di Nicola Bernardini, Solène Bertrand, Massimo De Nardo, Cornelia Lauf, Sam Thorne, Daniela Zangrando.

Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco – celeste, il suo nome è Fausto Coppi!

a cura di Franco Pavanello
opening: sabato 3 ottobre2009 ore 18
3 ottobre – 30 ottobre 2009 (lun. – ven. 11-17 su appuntamento)
via Armistizio 49, Padova

Omaggio attraverso l’arte contemporanea al “campionissimo” del ciclismo italiano ed al suo mito, attraverso la memoria e le opere scelte da Franco Pavanello in collaborazione con fondazione march.
Angelo Fausto Coppi è una figura chiave per una generazione che tra gli anni quaranta e cinquanta considerava il ciclismo più importante del calcio, tanto che la sua fama ed il suo nome è ancora presente nell’immaginario collettivo dei campioni italiani dello sport. Con il suo mito, che come tale è reso forte da una morte prematura avvolta dal mistero, e la sua bravura è riuscito a trasformare la concezione del ciclismo portandolo all’idea odierna. L’airone, così veniva chiamato Coppi, riuscì ad avvicinare il pubblico italiano al ciclismo non solo attraverso le sue vittorie, ma anche grazie alla sua forte determinazione nel vincere nello sport, ma come nella vita la sua condizione di povertà.Coppi è stato quindi un personaggio popolare importante per la storia della società italiana contemporanea. Il 2009 è un anno particolare per la sua storia, infatti in quest’anno cade il 90°anniversario della nascita del ciclista e sono sessanta anni dalla vittoria doppia avvenuta nel 1949 sia al Giro d’Italia che al Giro di Francia, impresa ritenuta impossibile da realizzare fino ad allora. Per questi motivi e per questi anniversari importanti, fondazione march ha deciso di dedicare la giornata AMACI del contemporaneo il 3 ottobre 2009 ad un’esposizione curata da Franco Pavanello che vuole, attraverso l’arte contemporanea, rendere omaggio alla memoria di Coppi.Il curatore stesso afferma rivivendo i suoi ricordi attraverso le parole di Gianni Brera “non era mai nato nel nostro paese e forse neppure al mondo; e quando ha capito che sopravvivere a se stesso non era impossibile, ma certo sconveniente, per uno come lui, con infinita tristezza ha deciso di abdicare e di lasciarci… Il mondo intero piange Fausto Coppi.” Le opere che nelle intenzioni del curatore faranno rivivere il ricordo del campionissimo sono di: Elisabetta Di Maggio, Bruno Lorini, Patrick Tuttofuoco, Vedovamazzei.
Verrà sviluppato in questo modo un percorso che farà riflettere sui simboli principali che hanno accompagnato l’ascesa di Coppi: da La maglia rosa di Elisabetta Di Maggio che evoca le cinque conquistate da Fausto, a Turmalè opere di Bruno Lorini che rievocano una delle tappe fondamentali per le gare di ciclismo, a Velodream (Riccardo) di Patrick Tuttofuoco, un velocipede che riporta il tutto ad una dimensione ludica, a My weakness di Vedovamazzei opera che nasce sul mito di Coppi dove sopra ad una pila di materassi che ricordano i tanti ricoveri di Coppi, c’è la sua bicicletta Bianchi che gocciola sudore, il prezzo che ha dovuto pagare per la sua fama.

Partners: Brooks England, Technogel

In between silence di Nine Budde

a cura di Caterina Benvegnù
opening: giovedì 23 luglio, ore 18
24 – 30 luglio 2009
fondazione march, via Armistizio 49, 35142, Padova

Residenza d’artista realizzata con il sostegno del Comune di Padova – Ufficio Progetto Giovani, e la collaborazione di Circuito GAI e Associazione Pépinières Européennes pour Jeunes Artistes.
Nel corso dei tre mesi di residenza presso la Fondazione, Nine Budde ha avuto modo di realizzare due progetti, nati dall’esigenza dell’artista di entrare in relazione con il territorio e la realtà socio-culturale in cui ha vissuto.
L’artista presenta due video, You and Me e Shall I ignore the youth? che si inseriscono pienamente nel suo percorso di ricerca. Indipendenti l’uno dall’altro ma allo stesso tempo tra di essi comunicanti, si costruiscono sui concetti di spiritualità e di educazione, sul rapporto tra realtà tra di loro in opposizione.

Yael Bartana + Jordan Wolfson

Opening 30 ottobre ore 18.30 presso fondazione march

Sedi della mostra: fondazione march (mart-ven, 10-14 e 16-20; sab 16-20) e Porto Astra, sala Fronte del Porto, Padova (6/11 e 8/01, ore 21)

fondazione march presenta una mostra personale della videoartista Yael Bartana, in primis assoluta in Italia. La mostra ha il patrocinio del Comune, della Provincia, della Regione Veneto e dell’ambasciata Israeliana ed è curata da Gabi Scardi.

Project room: insieme alla personale di Bartana, la fondazione october prevede una project room dell’artista new yorkese Jordan Wolfson. Nasce a New york nel 1980, vive tra Berlino e New York. Ha esposto alla Tate Modern, alla Whitney Biennial, Whitney Museum of American Art, New York, al Musée d’Art moderne de la Ville de Paris/ARC, Paris, GAMec di Bergamo e in molti altri spazi di rilievo internazionale. La project room prevede un’installazione sonora all’esterno alla fondazione. Galleria di riferimento: T293 di Napoli e Galleria Johann König di Berlino

Nata e cresciuta in Israele, Bartana studia a New York, poi si trasferisce ad Amsterdam dove risiede per alcuni anni. Oggi vive e lavora tra Tel Aviv e Amsterdam. Ha esposto tra l’altro a Documenta 12, 2007; alla Biennale di Istanbul, alla Bienal de São Paulo,  a Manifesta 4, a New York al P.S.1 e in molti altri spazi internazionali. Galleria di riferimento: Annet Gelink di Amsterdam.

Le opere di Yael Bartana prendono avvio con la puntuale registrazione di situazioni pubbliche o semi-pubbliche: l’artista videodocumenta eventi, cerimonie, attività di gruppo come raduni sportivi, ma anche azioni militari: situazioni per lo più reali; in qualche caso verosimiglianti messe in scena. Il suo interesse tende infatti ad appuntarsi su momenti di aggregazione, sui rituali più ordinari e quotidiani o su quelli eccezionali legati a ricorrenze, celebrazioni e momenti di festa, e ha origine nella constatazione che ogni gruppo, ogni società tende a convogliare i comportamenti individuali e a trasformarli in esperienze collettive tese alla formazione di un’identità culturale e nazionale. Le contraddizioni della società attuale, la tendenza al mascheramento, i meccanismi di appartenenza e di esclusione, e in particolare una quotidianità fatta di tensioni e violenze talvolta esplicite ed esplosive, talaltra latenti, emergono così nelle sue opere nel nome di uno sguardo da antropologa, capace di combinare partecipazione e distanza critica. Il processo di postproduzione rappresenta per Bartana una sorta di filtro: l’artista opera infatti un annullamento di ogni aspetto aneddotico e tende a dilatare ritmi e gesti; nel modo di concatenare le immagini e nel sempre curatissimo accompagnamento sonoro i rituali e le situazioni collettive documentati subiscono un’alterazione trasformandosi in stranianti performance dal carattere di volta in volta enigmatico, ironico, addirittura caustico, comunque capaci di suscitare un senso d’interrogazione e di toccare i nervi scoperti della contemporaneità.

Tra i video presentati:

Summer Camp, 2007

L’opera, presentata nell’ambito dell’ultima Documenta, è nata dalla ripresa di un Campo Estivo dell’ICAHD, organizzazione di volontari israeliani, palestinesi e di altre nazionalità che si dedicano alla ricostruzione a scopo dimostrativo di case palestinesi abbattute per ordine del governo israeliano. Mentre le immagini hanno un sobrio carattere documentario, il sonoro ha un carattere filmico ed esprime un energico ed ottimistico crescendo; l’incongruità tra queste due componenti del video genera l’effetto di un ironico paradosso. Lo sguardo ironico di Bartana costituisce in sé una presa di distanza dalla storiografia ufficiale e da ogni retorica.

Wild Seeds, 2005

sullo sfondo di un paesaggio semidesertico Bartana riprende un groviglio inestricabile di corpi avvinghiati in una lotta che è gioco e violenza, attrazione e tensione. Si tratta di una sorta di azione rituale, un gioco inventato da alcuni ragazzi israeliani, chiamato “Evacuazione della colonia di Gilad”, ma l’azione risultò poi aver anticipato di poco i momenti più cruenti della lotta che contrappose i residenti di alcune colonie della strisca di Gaza e i soldati israeliani incaricati di far evacuare l’area. il tragico rapporto tra popoli simili ma diversi, comunque vicini per origine e per destino diventa una grande, drammatica metaforta universale. Questa lotta tra amici, che assume confini sfumati, ci rimanda al pensiero di una violenza presente in ogni atto quotidiano e alla facilità con cui oggi le relazioni interpersonali sfociano in aggressività.

Low Relief II, 2004

Bartana combina frammenti di scene tratte da diverse manifestazioni a cui, sotto il controllo dei soldati, partecipano insieme dimostranti israeliani e palestinesi. Vi si alternano, in modo apparentemente casuale, gesti disinvolti e spontanei e azioni codificate. Le immagini sono trattate in modo da assumere l’aspetto e l’uniforme colorazione grigia dei bassorilievi. Il ritmo dell’azione è rallentato. Un basso rilievo in movimento. Una tecnica antica per raccontare una storia contemporanea che togliere la connotazione troppo specifica dell’evento e narra di storie di violenza tra gente comune e polizia che ognuno di noi vive nella propria città e quotidianità.

Profile, 2000

Sono giovani militari i protagonisti di Profile: soldatesse di leva allineate mentre provano i loro primi tiri di arma da fuoco. Lo sguardo di Bartana, altrettanto concentrato quanto quello delle soldatesse, inquadra primi piani: visi tesi, mani, dita pronte a premere  il grilletto, cuffie insonorizzanti che riparano i timpani delle tiratrici dall’effetto sonoro del colpo e al contempo le isolano dal contesto. L’obiettivo non è visibile. Si notano invece la conformità delle divise verde caki e la diversità dei profili, il contrasto tra convenzioni condivise ed elementi contingenti, tra segni distintivi individuali e la tensione della prova collettiva fortemente codificata: una sorta di rito di passaggio a maggior  ragione determinante in virtù del ruolo dei soldati di leva. Allo spettatore Bartana offre cuffie come quelle delle soldatesse affinché nulla lo distragga delle immagini; tutto contribuisce alla possibilità di identificarsi in questa esperienza collettiva intensa, ma raffreddata da ogni risvolto cruento.

Daniel Knorr + Carlo Zanni

Daniel Knorr, “The way politics influences art and vice versa”

project room: Carlo Zanni, ” When The Class Is Boring I Go To The Bathroom “

28 maggio – 28 giugno 2008; opening: 27 maggio 2008 h. 18.30, fondazione march

scarica l’e-catalogue (link momentaneamente disattivato)

La fondazione march inaugura la mostra personale di Daniel Knorr, a cura di Raluca Voinea. La mostra è corredata da un e-catalogue in due lingue (italiano e inglese), con testo critico di Raluca Voinea.

fondazione march presenta inoltre una project room di Carlo Zanni.

In occasione della pubblicazione del catalogo che racchiuderà tutte le project room di fondazione march (previsto per l’autunno), l’artista dialogherà con Sara Tucker della Dia Art Foundation, New York. Entrambi gli artisti esporranno in prima assoluta in Italia. La mostra si avvale inoltre del sostegno della Provincia di Padova – Assessorato alla Cultura, e della collaborazione dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia. Si avvale del patrocinio dell’ambasciata di Romania, della Regione del Veneto, della Provincia di Padova, del Comune di Padova e del Goethe-Institut Mailand. La mostra sottolinea l’interesse della Fondazione, in virtù della propria collocazione geografica, di posizionarsi sull’area dell’est europeo, registrandone le ultime tendenze creative.

Daniel Knorr, The way politics influences art and vice versa

Durante la sua visita alla fondazione march, l’artista ha scoperto che la parete che divideva l’ufficio dallo spazio espositivo era stata prestata dall’ufficio per le elezioni locali. e che in occasione delle elezioni del 13-14 aprile era necessario toglierla perchè doveva servire come delimitatore negli spazi deputati alla votazione. Daniel Knorr ha deciso di seguire il percorso della parete, dallo spazio espositivo in Fondazione, ai locali per la votazione, sino al ritorno ancora una volta in Fondazione. Per tale motivo ha realizzato uno storyboard ed ha incaricato un cameraman professionista, Karma Gava, di filmare i passaggi del percorso seguendo i suoi disegni. L’ultima ripresa avverrà durante l’opening, documentando sia il nuovo posizionamento della parete che i visitatori. L’artista guarda a questo processo attraverso la visione oggettiva del cameraman o del sistema stesso, e include in esso anche il momento finale, quando la parete sarà assimilata come opera d’arte durante l’inaugurazione. Inoltre, il cameraman e le sue riprese, lo staff della fondazione e il pubblico stesso divengono parte dell’opera – senza comunque essere ridotti al ruolo di oggetti da palcoscenico.

Daniel Knorr (Bucarest, 1968) vive e lavora a Berlino. Ha esposto al Padiglione Rumeno della Biennale di Venezia del 2005, e sta attualmente espoendo alla V Biennale di Berlino. Esporrà a Manifesta 7 a Rovereto, U-Turn Quadriennale a Copenhagen, Vera List Art Center a NY, Centre Georges Pompidou a Parigi e presenterà delle personali al Fei CAC a Shanghai e al Borges Libraria ICA a Guangzhou, Cina.

Carlo Zanni, When The Class Is Boring I Go To The Bathroom

La ricerca di Carlo Zanni si orienta verso ciò che lui chiama DATA CINEMA: un nuovo modo di approccio alla forma narrativa e alla produzione filmica, che si basa sull’uso dei dati di feedback raccolti  da Internet, per dare vita a esperienze di coscienza sociale basate sul passare del tempo. L’artista, per la project room alla fondazione march,  presenta una nuova installazione che ospita il suo ultimo progetto di DATA Cinema “My Temporary Visiting Position From The Sunset Terrace Bar”. L’installazione, che si offre come un sistema di visione temporanea, si riferisce al classico uso dei bagni di scuola come luogo di fuga da una realtà imposta e alienante. In questo senso l’uso improprio della parola “Bathroom” trasla il senso ad un’età adulta dove il bagno di casa forse si presta a ultimo rifugio da una società improntata sul controllo e in perenne stato “always on”. In questo senso l’installazione è volutamente non coerente con il film esposto che ha altra origine e pensiero.

Nel video “My Temporary Visiting Position From the Sunset Terrace Bar” una voce narrante recita una poesia di Ghada Samman e sulle note dei Gotan Project introduce ad un semplice paesaggio ripreso da una camera a mano. Mentre il profilo di case fa parte di un filmato pre registrato nella città di Ahlen in Germania (dove ha sede il museo che ha commissionato l’opera) il cielo è ripreso in tempo reale da una webcam che cattura quello di Napoli al tramonto. Questo film che tocca temi quali l’esilio, la migrazione e il controllo dei confini, si autogenera quotidianamente e può essere visitato online all’indirizzo: http://www.fromthesunsetterrace.com/

Carlo Zanni (La Spezia, 1975) è un artista italiano che vive tra Milano e New York. Negli ultimi anni ha esposto in gallerie e musei internazionali come il MAXXI di Roma (2007, 2006); il New Museum di New York (2005); Gavin Brown’s Enterprise a Passerby, New York (2005); al P.S.1 Contemporary Art Center di New York (2001). L’ICA – Institute of Contemporary Art in London ha tenuto la sua prima retrospettiva in ottobre 2005 e ha pubblicato il libro “Vitalogy”.