cameraVideo

cameraVideo – edizione 2010 si apre a tutti i giovani artisti, senza limiti di età e di tutte le nazionalità, che intendano il proprio lavoro come ricerca di un nuovo modo di relazionarsi con il mezzo video.

Alla sua terza edizione, Où va la vidéo? si è trasformato in cameraVideo: il concorso per giovani videoartisti italiani ed internazionali, si arricchisce e diviene rassegna, che prevede alcune serate dedicate alla proiezione di video storici oltre che una serata di presentazione di un guest artist o di un critico.

In un’epoca in cui il video è diventato uno dei principali mezzi per l’esplorazione della realtà, il progetto si è proposto di indagare quali sono le direzioni che la giovane videoarte sta percorrendo. fondazione march ha voluto infatti proseguire il suo percorso di ricerca nell’analisi e la scoperta di quelle che possono essere, anno dopo anno, le modalità di sperimentazione legate al video.

cameraVideo è divenuto dunque contenitore, ma lungi dal voler apparire un contenitore conchiuso all’interno di confini predefiniti, si è offerto come piattaforma di discussione, aperta ad accogliere i lavori di giovani videoartisti attraverso il concorso e ad offrire alla città di Padova ed alle tappe estere una serie di appuntamenti che possano far scoprire i lavori di alcuni tra i maggiori sperimentatori con il mezzo video, tra cui Stan Brakhage e Bill Viola.

Il progetto si è proposto dunque di comprendere se e come la sperimentazione di artisti affermati possa confrontarsi con quella di videoartisti più giovani. In tal modo, fondazione march procede con l’approfondimento sulle elaborazioni audio-visive e dà vita ad ulteriori opportunità di riflessione e a stimoli che coinvolgano, oltre che gli artisti, il pubblico e la Fondazione stessa. Come suggerisce il titolo, cameraVideo è una stanza di approfondimento sul video, sia sulla sua ricerca concettuale che sul rapporto col mezzo.

La rassegna ha voluto essere dunque un tentativo di dialogo tra le opere di giovani artisti la cui indagine si concentra sulla elaborazione audiovisiva e lavori più storici di artisti consacrati che hanno fatto della sperimentazione la loro principale di linea di ricerca. Inoltre, per proseguire il dibattito ed il confronto, il progetto ha previsto un’ulteriore serata di presentazione di un videoartista ospite o un critico, che ha potuto mostrare i suoi lavori e parlare della propria ricerca artistica. Il guest artist o il critico ha accompagnato il concorso ed il progetto durante le sue tappe all’estero presso diverse tipologie di spazi culturali in partnership con fondazione march.

Edizioni precedenti
La prime due edizioni del concorso, col nome di Où va la vidéo?, sono state presentate in prima battuta a Padova presso il cinema Porto Astra e al Summer Student Festival, per poi proseguire in differenti spazi italiani ed europei, con i festival Kaunas In Art in Lituania e Tina B di Praga, la Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale di Genova. A chiudere le prime due edizioni della rassegna è stato realizzato il catalogo Video. Où va la vidéo? che ha raccolto testi critici sul video in generale, nonché riflessioni più specifiche sui singoli lavori selezionati.

Scarica i programmi delle edizioni passate
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Où va la vidéo?

cameraVideo – edition 2010 is open to all young artists, without limits of age and nationalities, who consider their work as a research of a new way of realting with the video.

At its third edition, Où va la vidéo? turns into cameraVideo: the open call for Italian and International young videoartists has been enriched and becomes festival, with the addiction of events dedicated to the projections of historical videos and a presentation of a guest artist.

Nowadays, when video seems to be one of the most widespread medium for the exploration of reality, the projects wants to investigate again which direction the artistic research of young videomakers is pursuing. fondazione march in fact intends to go on in its research path of analysis and discover those that can be, year after year, new forms of experimentation linked to the video.

cameraVideo therefore becomes a container, but far from wanting to appear a container closed inside predefined borders, it provides a platform for a debate. It is open to gather works of young videoartists through the open call, and to offer the city of Padua and foreign spaces a series of dates, in order to discover the works of some of the most important experimental videoartists as Bill Viola or underground film makers as Stan Brakhage.

The project proposes to comprehend if and how the experimentation given from the movement-images/time-images of affirmed artists could confront and activate a dialogue with that of younger videoartists. This way, fondazione march goes on in deepening audio-visual elaborations, and gives life to further reflections opportunities and to stimula able to involve the artists, the audience, and the Foundation itself. The title cameraVideo plays with the double Italian meaning of the word camera: camera and room. So, cameraVideo is a room to focus on video, both on its conceptual research and on the relation with the medium.

The festival therefore wants to be an attempt of dialogue between the works of young artists whose investigation is based on audio-visual elaboration, and more historical works by established artists whose principal research line is experimentation. Moreover, in order for the debate and the confrontation to continue, the project counts a further date to present a guest videoartist, who could show his/her works and talk about his/her artistic research. The artist will accompany the open call and the whole project during its foreign stages in cultural spaces (partnership to be defined).

The first two editions of the open call have been presented first in Padua at Porto Astra cinema and at the Summer Student Festival, later in diverse Italian and International places, as Kaunas In Art festival, Lituania; Tina b festival, Prague; Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale, Genoa. At the end of the first two editions a catalogue has been realized. It has gathered critical essays on video in general, and more specific reflections on the single selected works.

Past editions
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Où va la vidéo?

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