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Francesco Careri inaugura Lezioni di Viaggio

Lezioni di Viaggio è un ciclo di incontri che ci accompagnerà fino a Detour. Festival del Cinema di Viaggio, nel segno di una riflessione che bene esprimono le parole di Bruce Chatwin: “il viaggio non soltanto allarga la mente: dà forma”.
Viaggiatori di diverso tipo ci faranno scoprire le varie sfacettature del viaggio, da chi lo compie attraverso l’arte a chi ne fa un modello di vita sostenibile o a chi vuole promuovere un turismo consapevole.

Francesco Careri aprirà questi incontri 19 aprile 2013 alle ore 17.30 al Caffè Pedrocchi.
Per l’occasione presenterà il suo libro Walkscapes. Camminare come pratica estetica.
Il libro attraversa diversi momenti della storia dell’uomo che cammina. L’atto di attraversare lo spazio nasce dal bisogno naturale di muoversi per reperire il cibo e le informazioni necessarie alla propria sopravvivenza. Ma una volta soddisfatte le esigenze primarie il camminare si è trasformato in forma simbolica che ha permesso all’uomo di abitare il mondo. Modificando i significati dello spazio attraversato, il percorso è stato la prima azione estetica che ha penetrato i territori del caos costruendovi un nuovo ordine sul quale si è sviluppata l’architettura degli oggetti situati. Il camminare è un’arte che porta in grembo il menhir, la scultura, l’architettura e il paesaggio. Da questa semplice azione si sono sviluppate le più importanti relazioni che l’uomo intesse con il territorio.

È in questa prospettiva che sono stati approfonditi tre importanti momenti di passaggio della storia dell’arte – tutti assolutamente noti agli storici – che hanno avuto come punto di svolta un’esperienza legata al camminare. Si tratta dei passaggi dal dadaismo al surrealismo (1921-24), dall’Internazionale Lettrista all’Internazionale Situazionista (1956-57) e dal minimalismo alla land art (1966-67). Analizzando questi episodi si ottiene simultaneamente una storia della città percorsa che va dalla città banale di Dada alla città entropica di Smithson, passando per la città inconscia e onirica dei surrealisti e per quella ludica e nomade dei situazionisti. Quella che viene scoperta dalle erranze degli artisti è una città liquida, un liquido amniotico dove si formano spontaneamente gli spazi dell’altrove, un arcipelago urbano da navigare andando alla deriva. Una città in cui gli spazi dello stare sono le isole del grande mare formato dallo spazio dell’andare.

Francesco Careri (1966) è architetto e dal 2005 è Ricercatore Universitario presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre. Dal 1995 è membro fondatore del laboratorio di Arte Urbana Stalker Osservatorio Nomade, con cui sperimenta metodologie di intervento creativo nella città multiculturale e dell’abitare informale a Roma, prima con azioni di arte pubblica al Campo Boario, in seguito a Corviale con studi e progetti sulle microtrasformazioni operate dagli abitanti, attualmente nella città dei Rom, tra baraccopoli, campi attrezzati e auto recupero di spazi occupati. Dal 2006 è titolare del Corso di Arti Civiche della Facoltà di Architettura di Roma Tre, un corso opzionale a struttura peripatetica che si svolge interamente camminando analizzando e interagendo in situ con i fenomeni urbani emergenti. Dal 2012 è Direttore del Master Arti Architettura Città, ed è coordinatore del Master PIMC – Politiche dell’Incontro e Mediazione Culturale. Tra le sue pubblicazioni: Constant. New Babylon, una città nomade, Testo & Immagine, Torino 2001e Walkscapes. El andar como pràctica estética / Walking as an aesthetic practice, Editorial Gustavo Gili, Barcellona 2002, trad.it. Walkscapes. Camminare come pratica estetica, Einaudi, Torino 2006.

Green Industrial Space

Green Industrial Space è un progetto nato con l’intento di intervenire e riqualificare attraverso il linguaggio e le strategie dell’arte contemporanea le zone industriali, contribuendo così alla progettazione dell’identità visiva del contesto suburbano.
Il progetto ideato e curato da
fondazione march gode del contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo tramite il bando Culturalmente e della collaborazione e del patrocinio del Comune di Villa del Conte e di Lago spa.
Il progetto mira ad attivare processi di riflessione e trasformazione urbana proponendo una nuova decodificazione della realtà attraverso diverse azioni che potranno ricostruire relazioni all’interno di una zona e innescare scambi positivi con il resto della città.

Attivatori di questo processo di trasformazione saranno Francesco Careri e Lorenzo Romito del collettivo Stalker che guideranno dei giovani artisti a ideare un progetto per rivivere un’area verde della zona industriale di Villa del Conte.

Con Green Industrial Space si vuole fare un ulteriore passo avanti verso la trasformazione dell’area industriale di Villa del Conte in un distretto industriale evoluto, un luogo deputato al lavoro, ma anche alla partecipazione e condivisione del vissuto, attraverso la presa di coscienza dei fruitori dell’area industriale sui punti critici della zona e la proposta di strategie creative che possano diventare nuove abitudini e che stimolino le relazioni tra le aziende. Obiettivo principale di questo progetto è coinvolgere la popolazione e i lavoratori della zona per permettergli di riacquisire e rivivere degli spazi verdi altrimenti abbandonati e non considerati come bene della città.

Il progetto si svilupperà in quattro diverse fasi:
17-18-19 aprile 2013
: workshop “Spazi verdi industriali e Guerrillia Gardening”
a cura di Francesco Careri e Lorenzo Romito del collettivo Stalker

Un workshop di tre giornate tenuto dal noto collettivo di artisti Stalker, che da anni compie ricerche e azioni sul territorio, con particolare attenzione alle aree di margine, urbane e suburbane. Il workshop sarà rivolto a  giovani artisti (under 35), selezionati su invito.

6-8 maggio 2013: Giuria e progetto vincitore
Una giuria composta da: Silvia Ferri de Lazara, presidente e direttore di fondazione march, Chiara De Cristan, vice-direttore di fondazione march, Paolo Fontana, designer e proprietario di Signaletic srl, Francesco Careri e Lorenzo Romito del collettivo Stalker, selezionerà un progetto e un artista vincitore.

8- 23 maggio 2013: open studio
Il progetto vincitore potrà essere affinato ed esposto durante un momento di open studio che si terrà nell’Art Waiting Room dell’azienda Lago spa, con lo scopo di condividerlo con i cittadini, i lavoratori della zona in modo da raccogliere il contributo di tutti coloro che vorranno partecipare e lasciare un segno sul territorio. Lo studio sarà infatti aperto al pubblico e i passanti potranno conoscere il progetto e al tempo stesso collaborare per accrescerlo.

24 maggio 2013: performance collettiva progetto vincitore
La performance porterà alla riscoperta dell’area industriale e il coinvolgimento del pubblico in tutte le fasi del progetto. Permetterà di sviluppare nelle persone una sorta di responsabilizzazione sociale e culturale, trasformando la zona industriale in una vera propria comunità industriale.

Artisti

Stalker è un soggetto collettivo nato nel 1995, che compie ricerce e azioni sul territorio con particolare attenzione alle realtà di margine, territori in abbandono e in trasformazione chiamati “Territori Attuali”. Rappresentanti del gruppo saranno: Lorenzo Romito e Francesco Careri 

Artisti partecipanti al workshop:
Aspra.mente

Orizzontale

Fabio Pennacchia

Publink

Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo: ente di diritto privato senza scopo di lucro che opera per promuovere lo sviluppo sociale ed economico delle comunità delle province di Padova e Rovigo. Svolge due tipi di attività strettamente connesse: gestisce il proprio patrimonio per produrre reddito; promuove, sostiene e realizza progetti di utilità collettiva principalmente nei seguenti ambiti: ricerca scientifica, istruzione, arte e attività culturali, salute e ambiente, assistenza e tutela delle categorie deboli, sport e protezione civile. Gli stanziamenti previsti nel 2013 per l’arte e le attività culturali ammontano a 8,5 milioni di euro.

Lago spa. Nata come impresa artigianale, LAGO ha saputo ritagliarsi nel tempo una sua identità precisa diventando un marchio innovativo nel panorama del design italiano. Dal 2006, sotto la conduzione di Daniele Lago, fortemente orientata al design, l’azienda diventa una delle più interessanti rivelazioni degli ultimi anni. La visione allargata del design come disciplina che produca senso e non solo prodotti, in grado di innovare tutta la filiera, ha reso possibile l’affermazione di LAGO come azienda innovativa capace di proporre nuove visioni e nuovi modelli per l’abitare.  Più che prodotti l’azienda progetta alfabeti e chiama il fruitore ad utilizzarli, creando un design partecipativo, bottom-up, che si arricchisce delle energie che provengono dall’utente finale. Partecipazione, contaminazione e condivisione sono le parole chiave dell’azienda e da questo modo di intendere il design e la comunicazione sono nati il progetto Appartamento Lago che offre a chiunque la possibilità di diventare ambasciatore dell’azienda e Lagostudio, il laboratorio creativo dell’azienda che ospita ogni anno designer, architetti per creare i prodotti e le idee del futuro.

Scarica la cartella stampa

CUXINA – DINNER ONE

SOLD OUT  le prenotazioni per la prima di 3 cene esclusive di fondazione march in Appartamento a Venezia: CUXINA – Dinner One.
Solo per voi mettiamo in palio altri cinque posti, contattateci a info@fondazionemarch.org

COSA:

9 artisti, 1 appartamento, 1 fondazione, 1 azienda.

Ricette per Appartamento, Manuale di cucina azionista nasce nell’estate 2010, quando i 9 artisti ospiti del Lagostudio ideano alcune “istruzioni d’artista”, ricette che i tenant degli Appartamenti LAGO possono personalizzare con i propri ingredienti. Nella stessa settimana gli artisti progettano una mostra site-specific per l’Appartamento di Venezia-Rialto, intitolata ARE YOU IN?, che inaugurerà il giugno prossimo.

3 cene, 1 set, 40 attori.

CUXINA è una serie di 3 cene di fund-raising che fondazione march organizza per presentarvi il manuale e realizzare le ricette d’artista in preparazione alla mostra.
Con Dinner One l’Appartamento si trasforma in ristorante e in set, dove i 40 invitati saranno i protagonisti. Le prime ricette da gustare infatti saranno il film d’artista GLI AMATORI di Francesco Ragazzi e Francesco Urbano e le ISTRUZIONI FAI DA TE di Valentina Vetturi.

QUANDO: il 10 marzo 2011 ore 20.30

DOVE: Appartamento LAGO Venezia, Sestiere San Polo 205, Venezia

Se vuoi conoscere il progetto e gli artisti, se vuoi contribuire in prima persona, prenota ora!

L’offerta responsabile è di 25 euro a persona.


Cos’è il contemporaneo? 4 – L’arte si raccontaCos’è il contemporaneo? 4 – Art speaking

Cos’è il contemporaneo? 4

L’arte si racconta



incontri dedicati alla cultura e alle arti visive

a cura di fondazione march

da febbraio a settembre 2011

Padova – Venezia


Cos’è il contemporaneo?, alla sua quarta edizione, propone un nuovo ciclo di incontri sulla cultura e sulle arti contemporanee. Il progetto prevede la collaborazione con Università, fondazioni, istituti superiori e scuole di indirizzo creativo di Padova e Venezia.

A Padova gli incontri si terranno in sala Paladin a Palazzo Moroni, generalmente nella giornata di giovedì (17.00-19.00); a Venezia saranno invece ospitati da tre diverse sedi: Fondazione Bevilacqua La Masa, IUAV, Fondazione Claudio Buziol. In tal modo si vorrebbe intessere relazioni nel territorio, indicando agli studenti un percorso formativo e professionale e mostrando al contempo, a tutti i cittadini, l’eccellenza degli istituti artistici locali.


Il progetto nasce come tentativo di comprendere il contemporaneo e di diffonderlo, prendendo spunto da un saggio del filosofo Giorgio Agamben. Data la natura controversa e mutevole del contemporaneo, il progetto intende non tanto fornire risposte in proposito, quanto piuttosto approfondire l’indagine e sollevare questioni stimolanti, rivolgendosi a tutta la cittadinanza e in particolar modo ai giovani studenti.

Nel ruolo di relatori interverranno artisti, curatori e altre figure professionali del campo delle arti contemporanee: sia personalità già affermate, che racconteranno la propria ricerca e i propri metodi operativi, sia giovani emergenti, chiamati a presentare progetti di ricerca particolarmente innovativi.

Come nelle scorse edizioni, ogni incontro avrà una propria originale configurazione: ciascun relatore sceglierà l’espressione che riterrà più consona per stimolare l’attenzione e la partecipazione del pubblico.

Gli interventi dei relatori verranno infine pubblicati in collaborazione con la casa editrice CLEUP, in lingua italiana ed inglese, andando a costituire il quarto volume della collana “Cos’è il contemporaneo?”. La pubblicazione si propone sia come documentazione che come sviluppo di  differenti  approcci alla contemporaneità.

Il ciclo di incontri intende innanzitutto inserirsi nel contesto della formazione ed educazione degli studenti, mettendo in contatto i diversi percorsi didattici che insieme completano la formazione di figure professionali del mondo dell’arte.
Gli studenti partecipanti al progetto avranno la possibilità di approfondire le tematiche emerse dagli incontri realizzando interviste che saranno poi raccolte nella Pubblicazione finale e in una mostra di fine progetto, ospitata dalla Fondazione Claudio Buziol nel mese di settembre.

Programma

• 4 febbraio

Adrian Paci, artista – Albania

sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova, ore 15.00-18.00   scheda

• 17 febbraio

Enrico Vezzi e Vittorio Cavallini, artisti – Italia

sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova, ore 17.00-19.00   scheda

• 3 marzo

Salottobuono, studio di architettura – Italia

sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova, ore 17.00-19.00   scheda

• 17 marzo

Urban Code, associazione culturale – Italia

sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova, ore 17.00-19.00

• 31 marzo

Cecilia Canziani, curatrice – Italia

sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova, ore 17.00-19.00

• 14 aprile

Anagoor, compagnia teatrale – Italia

sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova, ore 17.00-19.00

• 5 maggio

Davide Tomaiuolo, curatore indipendente – Italia

sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova, ore 17.00-19.00

• 19 maggio

studio visit

Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, ore 11.00-17.00

• maggio

lezione-laboratorio

IUAV, Venezia

• settembre

mostra di fine progetto: Interviews in action

Fondazione Claudio Buziol, Venezia

Ingresso gratuito

Scarica la locandina.

Scarica il pieghevole.


Main Partner:

Centro Porsche Padova

In collaborazione con:

• Comune di Padova – Assessorato alla Cultura

• APS Holding

Partner culturali:

• Corsi di Laurea DAMS e Beni Culturali dell’Università di Padova

• Facoltà di Design e Arti dello IUAV di Venezia

• Fondazione Claudio Buziol di Venezia

• Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia

• Scuola Internazionale di Comics di Padova

• Scuola Italiana Design di Padova

• ISFAV – Scuola Superiore Fotografia e Arti Visive di Padova

• Liceo Artistico Modigliani di Padova

• Liceo Artistico Selvatico di Padova

• Scuola di Musica Gershwin di Padova

Partnership tecniche:

• Kipoint – Cartoservice S. Rita

• Best Western Premier Galileo Padova

• Cleup

• Signaletic

Patrocini:

• Comune di Padova

• Provincia di Padova

• Regione del Veneto

Il progetto rientra nel contenitore culturale “Universi Diversi” ideato dal Comune di Padova.

Mediapartner:

• Padovando

• Il Gazzettino

• Radio Bue

Radio Bue sarà l’unica radio che seguirà il ciclo di incontri; il suo palinsesto prevede un programma dedicato all’arte contemporanea e rappresenta una valida sede per approfondimenti culturali, anche in relazione al mondo universitario.


Art_Verona Independents / 14 > 18 ottobre

fondazione march presenta:

Daniele Zoico, wiiiiiiiiiiiiissssssshhhhhhh

Diego Tonus, Elisa Caldana, Un attimo di buio

Motore di ricerca, periodico dell’archivio di fondazione march

fondazione march partecipa a Independents, un progetto a cura di Cristiano Seganfreddo per ArtVerona che vuole riservare uno spazio a diverse realtà indipendenti nazionali di rilievo che svolgono ricerca nell’ambito dell’arte contemporanea.

Per la prima volta in una fiera d’arte moderna e contemporanea sarà ospitato – in una specifica area riservata – un vero e proprio “festival degli Indipendenti” con l’intento di creare nuove relazioni tra chi opera nel contemporaneo.

fondazione march con questo progetto si interroga su cosa vuol dire operare nel non profit, scegliendo di sostenere giovani artisti non ancora inseriti in un ambito commerciale che portano avanti ricerche “fuori mercato”; inoltre, presentando le modalità di ricerca che caratterizzano il suo operare attraverso la realizzazione di un periodico legato all’archivio della Fondazione stessa.

I progetti dei due artisti scelti da fondazione march si caratterizzano per il loro essere immateriali, in quanto nascono da un confronto di idee sul significato del concetto di scultura, o da una riflessione su esperienze condivisibili da tutti come il guardare le stelle e il desiderare.

Un attimo di buio è un testo estratto dai dialoghi sull’omonima scultura non ancora realizzata, calco in cemento in scala 1:1 della figura dell’artista Diego Tonus, la cui posizione suggerisce il titolo dell’opera. Il frammento di corrispondenza raccoglie delle riflessioni sulle possibili destinazioni in cui la scultura può avere luogo. Il testo è visto come paesaggio, nel quale la scultura è immersa.

wiiiiiiiiiiiiissssssshhhhhhh è un’installazione sonora che nasce dalla riflessione su ciò che è un desiderio partendo dall’etimologia della parola stessa: de-siderare nel latino antico significa infatti guardare le stelle con attenzione; inoltre, su ciò che comporta il desiderio e cioè l’attesa della realizzazione.

L’opera, come Daniele Zoico racconta, descrive una notte in cui “a volte la luna e le stelle danno speranze. Ma accade anche che la notte sia del tutto priva di luci. È nel buio di questa notte che si manifesta la proiezione dei nostri desideri, ritrovando forma in una stella cadente; in un frammento che a contatto con l’atmosfera terrestre perde la propria esistenza nel più visibile ed effimero dei modi. E l’attesa, in una realtà che trova il suo limite solo nella propria finitezza, diviene il concepimento dell’infinito. È il desiderio che resta la condizione assoluta di potenza dell’uomo ed è sulla scia di una stella il luogo dove si situa il frammento temporale del desiderio stesso. Ma è l’attesa ciò che legittima il tutto

In questa occasione inoltre fondazione march presenta ed inaugura il primo numero del periodico Motore di ricerca, che darà avvio al nuovo sistema di archivio itinerante di artisti e curatori che collaborano con la fondazione, che svilupperà workshop e diverse modalità di discussione in altri spazi nazionali ed internazionali che operano nel contemporaneo. Motore di ricerca è un periodico semestrale che permetterà all’archivio di divenire un vero e proprio mezzo di indagine e ricerca.

La pubblicazione si concentrerà di volta in volta su di un particolare “motore di ricerca”- una sorta di parola chiave – da sviscerare attraverso la raccolta di testi critici, saggi, mappe concettuali, bozze di ricerca che attivino dibattiti e opportunità di riflessione. Per ogni motore di ricerca saranno chiamati uno o più artisti/curatori che avranno l’opportunità di raccontare la propria ricerca artistica anche attraverso una riflessione sulla tematica in questione.

Il primo numero di Motore di ricerca indaga la dimensione territoriale/ dimensione concettuale, vista come esplorazione del concetto di luogo e delle sue connessioni con la sua memoria, le sue aspirazioni, il suo rapporto con l’ “altrove”, attraverso gli interventi di: Cesare Viel e Nathaniel Katz con Valentina Curandi.

Scarica il comunicato stampa completo di Independents, clicca qui.

Visita il sito di VeronaFiere, clicca qui.

fondazione march partecipa assieme a La Zona al panel di discussione Immaginare un territorio, immaginare un pubblico. Gli incontri avranno luogo venerdì 15 ottobre dalle 18.00 alle 19.00 e domenica 17 ottobre dalle 16.30 alle 19.00.

Scarica il programma completo degli incontri, clicca qui.

Sherwood Open Art @ Sherwood Festival

Mercoledì 23 Giugno, ore 20
Sherwood Open Art @ Sherwood Festival
Parcheggio Nord Stadio Euganeo, Padova

Per maggiori informazioni visita anche www.globalproject.info/it/produzioni

• Aperitivo/incontro con “La Zona”:
fondazione march aderisce a LA ZONA, network di realtà no-profit che agiscono nel campo dell’arte contemporanea: riunisce, in modo informale, associazioni, fondazioni, spazi pubblici, ma anche curatori indipendenti e collettivi di artisti le cui attività sono specificatamente orientate alla produzione e diffusione dei linguaggi più innovativi delle arti visive.
Si tratta di una piattaforma lavorativa e progettuale dai confini duttili che si colloca, agisce e sviluppa le proprie relazioni in un contesto che diventa di volta in volta comunità locale, spazio urbano, territorio regionale, dimensione internazionale.
LA ZONA si presenta per la prima volta al pubblico nell’ambito di Sherwood Open Art come una riflessione su un glossario condiviso, strutturato secondo alcuni concetti chiave sottesi all’affine modo di operare che accomuna i componenti del gruppo. Lo sguardo si sofferma anche sulle singole identità che costituiscono il network e il progetto intende svilupparsi su un piano discorsivo aperto e interattivo.
Lo spazio allestito all’interno del festival è uno spazio diffuso: un box video concretizza la definizione del network evidenziandone le dimensioni di diversità e identità, da un lato, e di affinità e condivisione, dall’altro; un glossario sparso invade l’intera area del festival collocandosi in modo inusuale nelle dinamiche e situazioni casuali che vi avranno luogo.

LA ZONA è:
Artway of thiniking – http://www.artway.info
Associazione E: – http://www.e-ven.net/
fondazione march – http://www.fondazionemarch.org
Galleria Contemporaneo – http://www.galleriacontemporaneo.it
Nuova Icona – http://www.nuovaicona.org
Progettozero+ – http://www.progettozeropiu.com
S.a.L.E. Docks – http://www.saledocks.org
Sottobosco – http://www.sottobosco.net
StartUp – associazione.startup@gmail.com


A seguire, alle ore 20.30
• Rassegna video a cura di fondazione march:
pro loco. dimensione territoriale/concettuale

fondazione march ha selezionato alcuni video dal suo archivio, scegliendo quei lavori capaci di esplorare il rapporto tra territorio geografico e territorio concettuale, analizzandone le connessioni con il concetto stesso di luogo, con la sua memoria, con le sue aspirazioni e con il suo rapporto con l’ “altrove”.
pro loco. dimensione territoriale/concettuale non è un ente ma un lavoro di indagine a favore del territorio, sulla definizione e sulla narrazione di ciò che può essere “luogo”: il locale ed il globale, il rapporto tra surreale e reale, le esplorazioni mentali e gli attraversamenti fisici, sino all’autonomia dalla definizione funzionale.

Alessandro Ambrosini, Fateless
col. 2’41”, Italia 2007

Ana Maria Bresciani, Invece dentro di sé essa cantava
col. 15′, Super8 trasferito a video, Italia 2007/10

Nine Budde,
You and Me
col. 14’, Italia/Germania 2009
Shall I ignore the youth?
col. 9’56”, Italia 2009

Nathaniel Katz, Learning How to Milk a Cow from My Father (Imparando a mungere una mucca da mio padre)
col. 11’21”, USA 2007

Nicola Genovese, Walking
col. 1’36”, Italia 2010

Pietro Mele, Local boys
col. 7’08”, Italia 2009

Lucilla Pesce, Grazie dei fiori
col. 4’26, Italia 2009

Rimas Sakalauskas, Synchronisation
col. 8’04”, Lituania 2009

Carolina Saquel, Heimatwechsel (Change of home )
col. 3’33’’, Germania 2004


Inoltre, per tutta la durata del festival, fondazione march presenta presso lo stand di Sherwood Open Art:

Federica Menin, Laura Lovatel, Rest by changing
col. 22’09”, Italia 2009

Riccardo Giacconi, Daniele Zoico, La scena emisferica
col. 16’35”, Italia 2009

Carolina Saquel, Reconstitution du jardin delectable
col. 9’51, 2008


Per maggiori informazioni sui video, clicca qui.

Mercoledì 23 Giugno, ore 20
Sherwood Open Art @ Sherwood Festival
Parcheggio Nord Stadio Euganeo, Padova

Per maggiori informazioni visita anche www.globalproject.info/it/produzioni

• Aperitivo/incontro con “La Zona”:
fondazione march aderisce a LA ZONA, network di realtà no-profit che agiscono nel campo dell’arte contemporanea: riunisce, in modo informale, associazioni, fondazioni, spazi pubblici, ma anche curatori indipendenti e collettivi di artisti le cui attività sono specificatamente orientate alla produzione e diffusione dei linguaggi più innovativi delle arti visive.
Si tratta di una piattaforma lavorativa e progettuale dai confini duttili che si colloca, agisce e sviluppa le proprie relazioni in un contesto che diventa di volta in volta comunità locale, spazio urbano, territorio regionale, dimensione internazionale.
LA ZONA si presenta per la prima volta al pubblico nell’ambito di Sherwood Open Art come una riflessione su un glossario condiviso, strutturato secondo alcuni concetti chiave sottesi all’affine modo di operare che accomuna i componenti del gruppo. Lo sguardo si sofferma anche sulle singole identità che costituiscono il network e il progetto intende svilupparsi su un piano discorsivo aperto e interattivo.
Lo spazio allestito all’interno del festival è uno spazio diffuso: un box video concretizza la definizione del network evidenziandone le dimensioni di diversità e identità, da un lato, e di affinità e condivisione, dall’altro; un glossario sparso invade l’intera area del festival collocandosi in modo inusuale nelle dinamiche e situazioni casuali che vi avranno luogo.

LA ZONA è:
Artway of thiniking – http://www.artway.info
Associazione E: – http://www.e-ven.net/
fondazione march – http://www.fondazionemarch.org
Galleria Contemporaneo – http://www.galleriacontemporaneo.it
Nuova Icona – http://www.nuovaicona.org
Progettozero+ – http://www.progettozeropiu.com
S.a.L.E. Docks – http://www.saledocks.org
Sottobosco – http://www.sottobosco.net
StartUp – associazione.startup@gmail.com


A seguire, alle ore 20.30
• Rassegna video a cura di fondazione march:
pro loco. dimensione territoriale/concettuale

fondazione march ha selezionato alcuni video dal suo archivio, scegliendo quei lavori capaci di esplorare il rapporto tra territorio geografico e territorio concettuale, analizzandone le connessioni con il concetto stesso di luogo, con la sua memoria, con le sue aspirazioni e con il suo rapporto con l’ “altrove”.
pro loco. dimensione territoriale/concettuale non è un ente ma un lavoro di indagine a favore del territorio, sulla definizione e sulla narrazione di ciò che può essere “luogo”: il locale ed il globale, il rapporto tra surreale e reale, le esplorazioni mentali e gli attraversamenti fisici, sino all’autonomia dalla definizione funzionale.

Alessandro Ambrosini, Fateless
col. 2’41”, Italia 2007

Ana Maria Bresciani, Invece dentro di sé essa cantava
col. 15′, Super8 trasferito a video, Italia 2007/10

Nine Budde,
You and Me
col. 14’, Italia/Germania 2009
Shall I ignore the youth?
col. 9’56”, Italia 2009

Nathaniel Katz, Learning How to Milk a Cow from My Father (Imparando a mungere una mucca da mio padre)
col. 11’21”, USA 2007

Nicola Genovese, Walking
col. 1’36”, Italia 2010

Pietro Mele, Local boys
col. 7’08”, Italia 2009

Lucilla Pesce, Grazie dei fiori
col. 4’26, Italia 2009

Rimas Sakalauskas, Synchronisation
col. 8’04”, Lituania 2009

Carolina Saquel, Heimatwechsel (Change of home )
col. 3’33’’, Germania 2004


Inoltre, per tutta la durata del festival, fondazione march presenta presso lo stand di Sherwood Open Art:

Federica Menin, Laura Lovatel, Rest by changing
col. 22’09”, Italia 2009

Riccardo Giacconi, Daniele Zoico, La scena emisferica
col. 16’35”, Italia 2009

Carolina Saquel, Reconstitution du jardin delectable
col. 9’51, 2008


Per maggiori informazioni sui video, clicca qui.

Visita guidata agli Open Studios

Ultimo appuntamento di Cos’è il Contemporaneo?3
giovedì 17 giugno, dalle ore 11 presso gli Open Studios della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia


fondazione march rinnova l’appuntamento agli atelier di Fondazione Bevilacqua La Masa come conclusione del ciclo di conferenze di Cos’è il ciontemporaneo?3. Gli atelier sono luoghi di sperimentazione e di contaminazione artistica e intellettuale, che danno la possibilità di un confronto diretto con il pubblico, colleghi e con la critica del settore. Ogni anno la Fondazione Bevilacqua assegna tramite un bando di concorso dodici studi d’artista, cinque nella sede della Giudecca e sette nella sede di Palazzo Carminati. Lo studio viene conferito ai giovani talentuosi allo scopo di utilizzare questi spazi come atelier personali. Durante quest’anno, nel considerare gli studi non solo come luogo di produzione ma anche occasione per un intenso scambio di informazioni, di contatti e di relazioni, vengono programmate diverse attività.
La giornata vuole essere un momento di incontro tra gli studenti e gli artisti che partecipano agli Studios, permettendo una reale interazione tra questi soggetti.


Per chi volesse partire da Padova, prenderemo il treno delle 9.29 trovandoci direttamente al binario. Altrimenti l’appuntamento è per le 11 davanti la sede degli atelier che si trova nel complesso del Chiostro dei SS. Cosma e Damiano in calle Pistor alla Giudecca. Per maggiori informazioni su come arrivare alla sede della Giudecca, clicca qui.

Vi ricordiamo la possibilità per gli studenti di partecipare alla pubblicazione del volume di Cos’è il Contemporaneo?3 elaborando un progetto sulla base degli spunti che emergeranno durante la visita agli ateliers. Per scaricare il progetto, clicca qui.

Cos’è il Contemporaneo?3 Nono appuntamento con Andrea Molino, compositore, Italia


Giovedì 3 giugno, ore 16.30-18.30
Liceo Artistico Statale A.Modigliani, via Scrovegni 30 Padova.


COCA-COLA ALLA CASA BIANCA
ossia
Il Concetto di Simultaneità ed i Seni di Janet Jackson

Scarica la scheda dell’incontro, clicca qui.


Profilo
Andrea Molino nato a Torino nel 1964, come compositore ha attirato l’attenzione grazie alla sua opera multimediale Those Who Speak In A Faint Voice (2001), un progetto sulla pena di morte. Il suo teatro multimediale CREDO ha debuttato con grande successo nel 2004 al Badisches Staatstheater di Karlsruhe, è stato replicato poco dopo alla stazione Termini a Roma ed ha aperto l’edizione del 2005 del Queensland Biennial Festival of Music. WINNERS ha debuttato nel luglio del 2006 al Brisbane Festival (prima europea al Centre Pompidou a Parigi) ed è in programma per il 2011 ai Musikfestspiele di Dresda.
La prima mondiale del concerto scenico multimediale un Temps vécu, ou qui pourrait l’être ha avuto luogo nel giugno 2008 presso Le Fresnoy, a Lille, dove Molino è stato “Artiste Invité” per la stagione 2007-2008.
Nell’ottobre 2009 ha assunto la direzione artistica del World Venice Forum di Venezia, l’evento internazionale a supporto del progetto del Dalai Lama e del Premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel per la creazione a Venezia di un Tribunale Internazionale per i crimini ambientali. Nel concerto di gala alla Basilica dei Frari ha diretto l’Orchestra della Fenice nel concerto multimediale Of Flowers And Flames, in occasione del 25.anniversario della tragedia di Bhopal, in India.
E’ attivo a livello internazionale come direttore d’orchestra. Ha inaugurato la stagione sinfonica 2010 del Teatro La Fenice di Venezia con la prima mondiale del Requiem di Bruno Maderna. Alla Fenice di Venezia aveva inaugurato l’edizione 2005 della Biennale di Musca con Surrogate Cities di Heiner Goebbels e nel 2007 diretto la prima mondiale dell’opera Signor Goldoni di Luca Mosca; il prossimo dicembre dirigerà la prima mondiale dell’opera Il killer di parole di Claudio Ambrosini, su soggetto di Daniel Pennac. Ha diretto tra l’altro all’Edinburgh International Festival, alla Konzerthaus a Vienna, all’Opera di Roma, al Comunale di Bologna, al Musik der Jahrhunderte festival a Stoccarda, al Queensland Biennial Festival of Music a Brisbane, alla Biennale di Musica di Venezia. Dal 1996 al 2007 è stato direttore musicale della Pocket Opera Company di Norimberga. Il suo lavoro è documentato su diversi CDs e DVDs.
E’ stato direttore artistico del dipartimento musicale di Fabrica (2000-2006); dal 2008 è Curatore musicale alla Fondazione Claudio Buziol a Venezia.


Ambiente Video


Ambiente Video
fondazione march per Riciclarti
alcuni video dall’archivio di fondazione march
31 maggio 2010 ore 21
Ex-Macello, via Cornaro 1, Padova.



fondazione march, che da sempre presta un’attenzione particolare per l’indagine della videoarte, presenterà una selezione di video dal suo archivio. I lavori affronteranno da diversi punti di vista la tematica dell’ambiente nella sua complessità. Durante la proiezione ci sarà spazio per un dibattito con il pubblico.

Elenco artisti e titolo dei video che verranno presentati:

Nine Budde:
Nashmiri Sian Do Yo, 1’36, 2005

Pietro Mele:
Ottana, 11’46, 2008
Beautiful Landscape #1, 1’46, 2008

Carolina Saquel:
Reconstitution du jardin delectable, 9’51, 2008

Lucilla Pesce:
Grazie dei Fiori, 4’26, 2009

Katri Anna Walker:
Aguamiel, 16’30, 2008

Diego Caglioni:
The show must go on, 1’20, 2007


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Presentazione delle pubblicazioni di fondazione march alla Feltrinelli di Padova

Per la prima volta fondazione march sarà presente all’interno del programma di eventi della Feltrinelli con un appuntamento che avrà luogo mercoledì 19 maggio alle ore 18 presso la Feltrinelli di Padova, in via San Francesco 7.

In quest’occasione verranno presentati i progetti e le attività che la Fondazione svolge a partire dal 2007 per sostenere e diffondere l’arte contemporanea. In particolare verranno presentati i testi, editi da Cleup, che fondazione march ha pubblicato in questi anni:

Cos’è il Contemporaneo? e Cos’è il Contemporaneo?2: si tratta di due volumi che raccolgono gli interventi di artisti, curatori, storici dell’arte e critici che hanno preso parte alle conferenze curate da fondazione march in collaborazione con Porsche Italia, il Centro Porsche Padova, il Liceo Artistico Statale A. Modogliani, l’Università degli Studi di Padova, l’Università IUAV di Venezia, la Fondazione Bevilacqua la Masa, la Fondazione Claudio Buziol, l’Istituto Europeo Design di Venezia.


Video. Où va la vidéo?: raccoglie le prime due edizioni del concorso per giovani videoartisti organizzato da fondazione march. Il libro contiene alcuni saggi e testi critici sulle immagini in movimento in generale, nonché riflessioni più specifiche che vanno a toccare i singoli lavori selezionati durante il concorso.




In between silence. Nine Budde: il catalogo nasce in occasione della mostra In between silence di Nine Budde, artista tedesca che ha vissuto in residenza presso la Fondazione. La pubblicazione è testimonianza del lavoro compiuto dall’artista nel corso dei tre mesi di residenza, dei progetti realizzati e della sua esperienza di relazione con il territorio e la realtà socio-culturale in cui ha vissuto.




Scarica l’invito e la locandina dell’evento.

cameraVideo ospite al Loop Festival di Barcellona

I lavori selezionati all’interno di cameraVideo, il concorso per giovani videoartisti curato da fondazione march, verranno presentati martedì 18 maggio al Loop Festival, il festival di videoarte di Barcellona.

cameraVideo sarà ospite della sezione dei Festival video provenienti da altri paesi, e in particolare verrà inserito nel programma dedicato alla “Pratica e diffusione della videoarte in Italia”, che avrà luogo presso l’Università di Barcellona, nella Facoltà di Belle Arti.

A presentare la selezione dei video sarà Caterina Benvegnù, curatrice del progetto.

Cos’è il Contemporaneo? Ottavo appuntamento con Andrea Lissoni, storico dell’arte, Italia

Fondazione Claudio Buziol, Palazzo Mangilli-Valmarana, Cannareggio 4392, Venezia

Giovedì 20 maggio, ore 16.30-18.30

Andrea Lissoni è uno storico dell’arte e un ricercatore dell’arte contemporanea, con un particolare interesse per le arti performative e le immagini in movimento. Ha curato specifici progetti d’arte e mostre utilizzando la sua attività come strumento di ricerca. Nel 2007 ha conseguito il Dottorato internazionale in studi audiovisivi presso l’ Università di Udine/Dams di Gorizia. È co-fondatore del network xing e co-direttore del festival internazionale Netmage. Co-fondatore e curatore del progetto editoriale Cujo, collabora con le riviste Le Purple Journal, Flash Art, Mousse, Close-Up e Rolling Stone Italia, di cui è responsabile della sezione Arte. Ha curato la mostra Circular presso lo stadio di San Siro a Milano (2004) e, recentemente, Collateral. Quando l’arte incontra il cinema, Hangar Bicocca Milano, SESC Paulista, Sao Paulo. Per Bruno Mondadori editore ha curato i volumi “Il cinema di Amos Gitai. Frontiere e territori”; “Gabriele Basilico. Architetture, città, visioni” e “Fra le immagini. Foto, cinema,video, di Raymond Bellour”. Ha curato l’esposizione Circular (Stadio San Siro, Milano2004) e, di recente, è stato co-curatore della mostra Collateral. When Art meets cinema (Hangar Bicocca, Milano; Sesc Pompeia, Sao Paulo, 2008). I suoi ultimi progetti: Milano si mostra. Un chilometro con Gabriele Basilico (Progetto d’arte realizzato da Fondazione Catella, Milano, curatore), Chilimoontown (www.chilimoontown.com, Mexico City, project manager), mostra Daydream Fields presso la Fondazione Claudio Buziol (Venezia, curatore), progetto internazionale di ricerca Check-in architecture (presentato all’11ma Biennale Internazionale di Architettura di Venezia), personali di Jimmie Durham (Codalunga, Vittorio Veneto, TV) e Andreas Golinski (Pac, Ferrara) e work in progress exhibition-project sul nuovo immaginario audiovisivo di rappresentazioni territoriali Ballads dei nostri parchi invisibili (La Rada-International Film Festival, Locarno, 2007) e Clouds of sounds, Innerparks (Fair_play, film and video award, Lugano, 2008). Nel 2009 ha iniziato il progetto curatoriale e di ricerca Multinatural (blackout) presso la Fondazione Claudio Buziol.

Data la ridotta disponibilità di posti si richiede la prenotazione entro le ore 12 del giorno precedente: ffw@fondazioneclaudiobuziol.org

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Che cos’è il contemporaneo? Settimo incontro con Ana Maria Bresciani, artista, Colombia-Italia

Liceo Artistico Statale Amedeo Modigliani – Auditorium, via Scrovegni 30, Padova
giovedì 6 maggio, dalle 16.30 alle 18.30



Ana Maria Bresciani
Nata a Bogotà, consegue la laurea in Artes Plásticas presso l’Universidad de los Andes nel 2001. A Venezia frequenta la laurea specialistica in Progettazione e Produzioni delle Arti Visive dell’Università IUAV.
Il suo ultimo progetto El Enigma de la Fortaleza è vincitore al premio presso La Fundación Gilberto Alzate Avendaño, Bogotà, Colombia dove all’esposizione di un nuovo lavoro fotografico e video in loco affianca una serie di laboratori per giovani artisti.
Altri premi e mostre a cui ha partecipato di recente: Omnia Vincit Labor Modena (2009), VideoReportItaly Monfalcone e Fair Play:Video and Film Award Lugano (2008), Premio Marco Magnani, Sassari e Laws of Relativity, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Guarene d’Alba (2007) e ‘Spektakle Stadt’, Stuttgart (2006).

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Art & Co. – Metodo Walden, capitolo#1 primavera

Partner: Valcucine S.p.A

Villa Contarini, Piazzola sul Brenta, dal 24 aprile al 27 giugno 2010

inaugurazione 23 aprile 2010 ore 19.00

Metodo Walden, capitolo#1 primavera, Ettore Favini

A cura di Caterina Benvegnù – fondazione march

Appuntamenti in azienda
Valcucine – via L. Savio 11, Pordenone:
20 aprile, ore 11.00 presentazione del progetto e incontro con l’artista Ettore Favini

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Art&Co. è un progetto ideato e curato da fondazione march che si pone l’obiettivo di mettere in relazione arte, territorio e impresa mostrando le possibilità di sviluppo del concetto di innovazione; mira inoltre a coinvolgere diverse realtà di tutto il Nordest sviluppando nuove sinergie e dimostrando come la creatività può coinvolgere qualsiasi campo.


Valcucine è un’azienda che da sempre presta attenzione all’ambiente non limitandosi al rispetto delle leggi imposte, ma nasce dalla presa di coscienza di una responsabilità e della soddisfazione dei bisogni dell’uomo e dello spazio che lo circonda.
Il progetto pensato per l’azienda presenta delle opere dell’artista Ettore Favini, la cui ricerca si concentra principalmente sui temi della memoria, del paesaggio e del rapporto con l’ambiente.
Metodo Walden – capitolo#1 primavera è un’azione diretta nella natura. L’artista sceglierà un luogo urbano abbandonato dall’uomo, un luogo marginale di cui la natura si è riappropriata, che diverrà la sua abitazione per una settimana. Al suo interno, Ettore Favini andrà a compiere delle piccole azioni, documentandole. Il lavoro risultante sarà una performance invisibile, una serie di immagini e video e delle installazioni all’interno del luogo stesso, che la natura cancellerà nel tempo.
Inoltre, nello stesso periodo, altre azioni ed interventi di sensibilizzazione ambientale saranno compiute dagli stessi dipendenti di Valcucine coordinati dall’artista. L’obiettivo, andare a rivalorizzare zone urbane agendo contro l’incuria delle aree verdi.
In mostra a Villa Contarini sarà esposta la documentazione degli interventi realizzati.

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Biografia dell’artista:

Ettore Favini
Nel 2007 ha vinto il prestigioso premio New York alla Columbia University di New York.
Partecipa a numerose esposizioni in Italia e all’estero, «Greenwashing, Environment: Perils, Promises and Perplexities», Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, di Torino e nel 2007, sempre a Torino, a «This is the time (and this is the record of the time)», a cura di Simone Menegoi. Il suo lavoro si avvale di diversi materiali che spaziano dalla fotografia alla scultura. La sua riflessione verte principalmente su una concezione di tempo e sul tentativo di coglierne un aspetto di infinito. I suoi interventi sono organici, nel momento in cui non rimangono immutabili, ma cambiano nel tempo e nello spazio in cui si trovano a reagire.

Art & Co. – Souvenirs e Murmuring

Partner: azienda agricola Massimago

Villa Contarini, Piazzola sul Brenta, dal 24 aprile al 27 giugno 2010

inaugurazione 23 aprile 2010 ore 19.00

Souvenirs, Claudia Rossini – Murmuring, Maddalena Fragnito De Giorgio

a cura di Chiara De Cristan – fondazione march

Appuntamenti in azienda
Massimago, via Paoli 14,  Padova:
21 aprile, ore 19.00, inaugurazione WINE spazio tra arte e vino. Interventi d’artista

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Art&Co. è un progetto ideato e curato da fondazione march che si pone l’obiettivo di mettere in relazione arte, territorio e impresa mostrando le possibilità di sviluppo del concetto di innovazione; mira inoltre a coinvolgere diverse realtà di tutto il Nordest sviluppando nuove sinergie e dimostrando come la creatività può coinvolgere qualsiasi campo.


Massimago è un’azienda vitivinicola tutta al femminile, è un’idea, un progetto ambizioso nato dal sogno di far rivivere un luogo ricco di profumi, di ricordi e di storia.
A message in a bottle è un’iniziativa ad ampio raggio che vuole aprire l’azienda Massimago al mondo ed ai linguaggi dell’arte contemporanea. Grazie ad un confronto con Camilla e Carlo Rossi Chauvenet, si vuole sviluppare l’idea di un vino pregiato, oltre che per i suoi aromi e profumi, anche per la sua natura di connettore di relazioni e di veicolo di messaggi.
Il progetto Souvenirs di Claudia Rossini indaga i luoghi, i legami, le relazioni e le passioni che muovono e rendono possibile la realtà di Massimago raccontata attraverso la fotografia e le parole. Oltre ad una narrazione articolata attraverso una serie di fotografie verranno realizzate delle cartoline ricordo legate a Massimago.
Nella sede padovana dell’azienda verrà inoltre inaugurato ”WINE”: un nuovo spazio, caratterizzato da una grotta di un bastione, dedicato al vino e all’arte dove sarà disponibile la serie di “cartoline” realizzate da Claudia Rossini e si darà inizio ad una raccolta speciale di etichette d’artista.
La serie di disegni Murmuring di Maddalena Fragnito De Giorgio inizierà la prima edizione di etichette pensate ad hoc per le bottiglie di vino. Le impressioni della vita quotidiana, la tematica del lavoro, le regole dello spettacolo vengono tradotti in segno su carta attraverso un’ironia capace di destabilizzarne l’equilibrio.

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Biografie delle artiste:

Claudia Rossini
Nasce a Piacenza nel 1986. Vive e lavora a Venezia.
Diplomata in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, frequenta il corso di laurea specialistica in Progettazione e produzione delle arti visive presso l’Università Iuav di Venezia. Tra le sue principali mostre: «In Between Arada Tra», MSGU Tophane-i Amire Culture Center, Istanbul; «Rodeo #9 – Post Vertigo Virgins», Palazzo Carminati, Venezia; «Real Presence 2009», MkM, Belgrado. La sua ricerca artistica si articola attraverso la raccolta di materiale fotografico e video, studiando la percezione del paesaggio inteso come rappresentazione delle dinamiche sociali.

Maddalena Fragnito de Giorgio
Nasce nel 1980 a Milano, dove vive e lavora.
Frequenta la facoltà di scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e consegue un master in video d’animazione all’Universitat Pompeu Fabra di Barcellona. Ha vinto una residenza d’artista a Fabrica e negli Atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa. Espone in Italia e all’estero. Collabora con Nova100 del «Il Sole 24 ore», con progetti e compagnie di teatro, con comitati per i diritti della donna e associazioni di promozione e produzione d’arte. Il suo lavoro sul disegno è fatto di osservazione, ironia e semplicità del segno. Sulla carta, come nella testa, fissa pensieri e riflessioni che si accumulano durante il giorno.

Art & Co. – Via dei matti numero 0. L’abitare ai bambini

Partner: Lago S.p.a.

Villa Contarini, Piazzola sul Brenta, dal 24 aprile al 27 giugno 2010

inaugurazione 23 aprile 2010 ore 19.00,

Via dei matti numero 0. L’abitare ai bambini

Anna Galtarossa in collaborazione con Mauro Biffaro

A cura di Giulia d’Amaro Valle – fondazione march

Appuntamenti in azienda
Lago S.p.a. – via dell’Artigianato II 21, Villa del Conte, Padova

21 aprile, ore 10-17 laboratorio di Anna Galtarossa, in collaborazione con Mauro Biffaro, Alessandro Allera e Raffaella Giorcelli, rivolto alle scuole primarie dell’Alta Padovana,
21 aprile, ore 18 conferenza aperta con Mauro Biffaro e Anna Galtarossa.

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Art&Co. è un progetto ideato e curato da fondazione march che si pone l’obiettivo di mettere in relazione arte, territorio e impresa mostrando le possibilità di sviluppo del concetto di innovazione; mira inoltre a coinvolgere diverse realtà di tutto il Nordest sviluppando nuove sinergie e dimostrando come la creatività può coinvolgere qualsiasi campo.


Nell’affollato scenario del design domestico, Lago è azienda simbolo per innovazione d’immagine e filosofia aziendale.
Via dei matti numero 0. L’abitare ai bambini, workshop d’artista basato su materiali di riciclo a km 0, provenienti cioè dalla Lago stessa e dalle aziende circostanti, vuole essere un vero e proprio laboratorio di ricerca sulle abitazioni del futuro, un’iniezione di nuova energia alla creatività, slegata da luoghi comuni, regole edilizie o norme sociali. Partendo da ispirazioni storiche, cinematografiche, etniche e artistiche, l’artista Anna Galtarossa guiderà i bambini nella creazione della casa dei sogni, secondo i loro gusti e desideri, mostrando come la libertà possa portare a grandi scoperte. La conferenza conclusiva, tenuta dall’esperto in didattica Mauro Biffaro e Anna Galtarossa, è aperta a tutti.
Villa Contarini ospiterà le opere realizzate in sede di workshop, allestite dall’artista stessa in una sorta di mostra-parco giochi in cui bimbi e adulti possano divertirsi con quanto creato, andando a costituire un vero e proprio percorso che accompagni il visitatore alla scoperta dell’immaginario fanciullesco dell’abitare, e insieme alla riscoperta della potenza e dell’importanza dei sogni e di un design innovativo.


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Biografia dell’artista:

Anna Galtarossa
Nasce a Bussolengo (Verona) nel 1975. Vive e lavora tra San Pietro in Cariano e New York.
Studia nel corso di Alberto Garutti all’Accademia di Belle Arti di Brera e al Corso superiore di arti visive della Fondazione Ratti con Haim Steinbach. Lavora con la galleria Spencer Brownstone di New York, dove nel 2004 ha realizzato la sua prima personale e pubblicato il suo primo libro City. Dal 2007 collabora con l’artista argentino Daniel González nei progetti Chili Moon Town Tour, galleggiante e itinerante città dei sogni; e Homeless Rocket With Chandeliers, una gru di 30 metri, utilizzata quotidianamente a Lambrate. Nel 2008 partecipa alla seconda Triennale di Torino curata da Daniel Birnbaum.



Le foto del laboratorio con le scuole primarie dell’Alta Padovana.
Si ringraziano i fotografi Pietro Bonometto e Guglielmo Cassinelli.

cameraVideo per Sherwood Open Art

fondazione march in collaborazione con Sherwood Open Art presenta una selezione di 5 lavori realizzati da giovani videoartisti nazionali ed internazionali. I video sono stati selezionati nell’ambito delle due edizioni di Où va la vidéo? (2008 e 2009), concorso dedicato alla videoarte organizzato da fondazione march.

Per l’edizione 2010, Où va la vidéo? si trasforma in cameraVideo divenendo rassegna, che prevede anche alcune serate dedicate alla proiezione di video storici e l’intervento di Marco Senaldi, critico d’arte contemporanea.

In un’epoca in cui il video è diventato uno dei principali mezzi per l’esplorazione della realtà, il progetto si propone di indagare quali sono le direzioni che la giovane videoarte sta percorrendo e scoprire quelle che possono essere, anno dopo anno, le modalità di sperimentazione legate al video. cameraVideo diviene dunque contenitore, ma lungi dal voler apparire un contenitore conchiuso all’interno di confini predefiniti, si offre come piattaforma di discussione e come un tentativo di dialogo tra le opere di giovani artisti la cui indagine si concentra sulla elaborazione audiovisiva, e lavori più storici di artisti consacrati che hanno fatto della sperimentazione la loro principale di linea di ricerca. Come suggerisce il titolo, cameraVideo è una stanza di approfondimento sul video, sia sulla sua ricerca concettuale che sul rapporto col mezzo.

La collaborazione con Sherwood Open Art nasce anche dall’esigenza di allargare la “visione” che, nell’ambito degli spazi di V/lo Pontecorvo, sta da tempo puntando sulla tematica dell’ambiente e che avrà seguito all’interno dello Sherwood Festival 2010.

Video in mostra

Pietro Mele

Il lavoro di Pietro Mele si focalizza sulle sue origini geografiche e culturali. Tutti i suoi video sono ambientati in Sardegna, un posto in cui il processo di modernizzazione è avvenuto in maniera talmente repentina da riuscire a sventrare in una manciata di decenni antichi equilibri consolidatisi nei secoli, senza fornire al contempo gli strumenti necessari per metabolizzare tale cambiamento.

Ottana (col., 11’ 46’’, Italia 2008)

Ci troviamo immersi in un paesaggio incontaminato in cui vediamo sfilare degli uomini a cavallo che si dirigono verso l’orizzonte. Lo scorrere del video così come il fluire del tempo storico ci conducono verso l’attualità di Ottana, città sarda situata in pieno deserto della Barbagia.

Beach (col., 9’ 47”, Italia 2006)

Una spiaggia in una grigia giornata invernale, con sulla sabbia ben visibili le tracce dell’ultima stagione turistica. Un testo “subliminale” fa da contrappunto alla desolazione dell’immagine mostrata. Il testo riguardante una Sardegna tutta “Sole e ferie da sogno” contrasta assurdamente con una realtà assai meno avvincente, fatta di un turismo di massa consumistico e barbaro.

Beautiful landscape #1 (col., 1’ 46” , Italia 2006)

Un paesaggio naturale viene interrotto dall’improvviso dal passaggio di un aereo che ne sconvolge la tranquillità.

Marxz Rosado-Ríos

Sinfonia de Cruceros (Sinfonia delle crociere) – col., 9’ 30’’, Puerto Rico 2006

San Juan a Puerto Rico è uno dei porti più antichi d’America, visitato da migliaia di turisti che ogni settimana arrivano su grandi crociere. Un gruppo di pescatori locali che si allontana dall’isola incontra una di queste navi. Un rapporto mitologico si stabilisce tra gli abitanti del luogo e l’animale mostruoso. Questo faccia-a-faccia viene enfatizzato dal suono, che appare come il canto di una balena.

Katri Walker

Aguamiel (col., 16’ 30’’, Messico 2008)

Un giorno nella vita di una famiglia messicana che produce e vende pulque, un succo ricavato dalla pianta di agave. Una storia di lavoro, impegno, fede e vita quotidiana.

Che cos’è il contemporaneo? con Giulio Mozzi, Valentina Brunettin, Valerio Mieli al Centro Porsche Padova

Centro Porsche Padova – 8 aprile 2010 ore 21.00

Ingresso libero fino ad esaurimento posti, è consigliata la prenotazione a info@fondazionemarch.org – 049.88.08.331

Il Centro Porsche Padova e Porsche Italia sostengono e promuovono per il terzo anno consecutivo il progetto Cos’è il contemporaneo? ideato e curato da fondazione march. Il progetto consiste in una serie di incontri e workshop, aperti a tutti, con l’obiettivo di indagare e diffondere la cultura del contemporaneo e coniugare il mondo della formazione al mondo del lavoro e del pensiero. Il programma di incontri vede alternarsi i giovani e i grandi protagonisti del panorama dell’arte contemporanea intesa a 360 gradi, come Angela Vettese, Alberto Garutti, Franco Vaccari, Pierluigi Sacco, Cesare Pietroiusti, Rossella Biscotti, Pietro Mele.

Cos’è il contemporaneo? in questa sua terza edizione vuole ampliare gli orizzonti di indagine aprendosi anche al mondo della scrittura, del cinema e della musica. Oltre ad allargare le tematiche affrontate, quest’anno l’iniziativa amplia il suo raggio d’azione a tutta la città, coinvolgendo: scuole, università, fondazioni d’arte e per la prima volta anche lo spazio di un’azienda. Le diverse tematiche e l’itineranza in diverse sedi mirano a stimolare un pubblico vario ed eterogeneo.

Il sesto incontro di Cos’è il contemporaneo?3, che si terrà presso il Centro Porsche di Padova, si struttura come un dialogo tra due scrittori ed un regista per confrontarsi con le diverse modalità di linguaggio della cultura contemporanea. L’incontro vedrà come ospiti tre personalità attive nella scena contemporanea che non si racconteranno solamente, ma che dialogheranno sulle loro esperienze ed idee. Saranno infatti coinvolti: Giulio Mozzi, scrittore, docente di scrittura creativa e consulente editoriale; Valerio Mieli, scrittore e regista del film Dieci Inverni, uscito nei cinema lo scorso dicembre; Valentina Brunettin, scrittrice e vincitrice del premio Campiello a soli diciotto anni. Gli interventi saranno coordinati e moderati da: Giulia Belloni, editor narrativa e saggistica italiana per la casa editrice ALET, e da Silvia Ferri de Lazara, presidente di fondazione march.

Questo incontro, che vuole essere il primo di una serie di appuntamenti annuali, si inserisce perfettamente nei progetti portati avanti da Porsche Italia nel campo della letteratura, arricchendoli con una conoscenza dei talenti italiani di oggi.

Cos’è il contemporaneo? 3

Main Partner:

In collaborazione con Fondazione Bevilacqua La Masa, Fondazione Claudio Buziol, IED, Liceo Artistico Statale A. Modigliani, IUAV di Venezia

Partner Tecnici: Costa Vini

Col patrocinio e la collaborazione del corso di laurea Dams della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Padova.

Info:

www.fondazionemarch.org
info@fondazionemarch.org

tel. 049.88.08.331

Che cos’è il contemporaneo? Quinto incontro con Veit Loers, autore e curatore, Germania

Università degli Studi di Padova, Palazzo Maldura – Aula G, via Beato Pellegrino 1, Padova
25 marzo 2010, ore 16.30 – 18.30

Scarica la scheda dell’incontro in PDF
Veit Loers – Il volto di Giano nell’arte contemporanea
Veit Loers, autore e curatore, parlerà delle diverse sfaccettature dell’arte contemporanea prendendo ad esempio Mona Hatoum, Mikol Assael, Danh Vo, Thomas Zipp e Thomas Houseago.

Profilo
Ha studiato storia dell’arte a Monaco di Baviera e a Vienna. Tra il 1987 ed il 1995 è Direttore artistico del Museum Fridericianum Kassel; tra il 1995 ed il 2003 è Direttore del Museum Abteiberg, Mönchengladbach; tra il 1999 ed il 2002 è
curatore per gli acquisti della Repubblica Federale di Germania; dal 2007 è organizzatore del premio d’arte ‘blauorange’. Ha curato numerose mostre d’arte contemporanea come: Made for Arolsen (con Puppy di Jeff Koons) (1992) ; Joseph Beuys, documenta-Arbeit (1993); Tobias Rehberger (1995); Okkultismus und Avantgarde, Frankfurt /M (1995); Franz West , Gelegentliches (1996); Martin Kippenberger, Der Eiermann und seine Ausleger (1997); la sua ultima pubblicazione è Psychonauten, Kunst in Ekstase (Editore) (2008). Sarà il nuovo direttore del Kunstraum Innsbruck. Vive e lavora da 2003 nel Valbelluna



2° incontro di Aspettando… l’Arte come Idea

Aspettando…L’Arte come Idea – ciclo di tre workshop sull’arte contemporanea, per conoscerla, distinguerla e comprendere i temi del nuovo dibattito artistico, organizzati dall’associazione Amici del Gradenigo in collaborazione con fondazione march, e il comune di Piove di Sacco.

2° incontro – mercoledì 26 marzo dalle ore 21.00 presso l’Auditorium di Piove di Sacco

2° LA POP ART AMERICANA – relatore Chiara De Cristan
L’arte diventa “popolare”, guarda fuori al mondo massificato e prodotto in serie. Andy Warhol sceglie come soggetto delle sue serigrafie le lattine della zuppa Campbell oppure produce in serie il ritratto di Marilyn Monroe; Roy Lichtenstein dipinge ispirandosi al mondo dei fumetti dilatandoli enormemente, Claes Oldenburg crea degli oggetti in misura gigantesca come monumenti ai nuovi eroi della civiltà contemporanea: un gigante spazzolino da denti o un rossetto da labbra.


1° workshop di Aspettando… l’arte come idea

Aspettando… l’Arte come Idea – ciclo di tre workshop sull’arte contemporanea, per conoscerla, distinguerla e comprendere i temi del nuovo dibattito artistico, organizzati dall’associazione Amici del Gradenigo in collaborazione con fondazione march, e il comune di Piove di Sacco.

1° incontro – mercoledì 17 marzo dalle ore 21.00 presso l’Auditorium di Piove di Sacco


DAGLI ANNI NOVANTA A OGGI – relatore: Silvia Ferri de Lazara

La “pubblica relazione” e la rete diventano arte.

Non ci sono veri movimenti, ma artisti, curatori, galleristi che creano delle novità. L’evento Saatchi: la sfida lanciata da un pubblicitario al mondo dell’arte: non conta tanto il talento quanto una buon campagna pubblicitaria. Il caso italiano di Cattelan con i suoi autoritratti pungenti e ironici. Felix Gonzales Torres propone cumuli di baci Perugina collocati in un angolo pari al peso corporeo del suo compagno che il pubblico può mangiare. L’opera di Rirkrit Tiravanija è una grande cena in galleria: l’opera non esiste ma consiste in un evento collettivo che mette in relazione le persone. Opere che operano esclusivamente in Internet o in stretta relazione con essa: Tobias Rehberger alla Biennale di Venezia collega delle lampade di Murano a tutte le “venezie” del mondo: ogni volta che qualcuno apre una porta lì, si accende una lampada qui. Olafur Eliasson alla Tate Gallery di Londra costruisce un sole finto e migliaia di spettatori vi si distendono sotto per abbronzarsi. 0100101110101101.ORG e rtmark creano virus informatici.

cameraVideo per Chimere

fondazione march e Pixelle

Mercoledì 17 marzo alle ore 22 fondazione march presenta una selezione di 5 lavori realizzati da giovani videoartiste nazionali ed internazionali presso il circolo Pixelle. I video sono stati selezionati nell’ambito delle due edizioni di Où va la vidéo? (2008 e 2009), concorso dedicato alla videoarte organizzato da fondazione march.

Per l’edizione 2010, Où va la vidéo? si trasforma in cameraVideo divenendo rassegna, che prevede anche alcune serate dedicate alla proiezione di video storici e l’intervento di Marco Senaldi, critico d’arte contemporanea.

Dove? Circolo Arci Pixelle, via Turazza 19 Padova – ore 22.00

www.pixelle.it


Video in mostra

1. The ManosBuckius Cooperative

The MBC @ the office

col., 3’07”, USA 2008

Le ManosBuckius Cooperative lavorano come gruppo interagendo fisicamente con i dispositivi tecnologici; questi vengono utilizzati in maniera performativa rendendo non convenzionali ed improduttive le loro azioni. Viene proposta una reinterpretazione giocosa e assurda della tecnologia che quotidianamente utilizziamo, mettendo in questione sia il ruolo della funzione che quello della produzione.

2. Anna Gonzales Suero

Heidi

col., 4’40”, Germania 2008

Pascale Kiliman-Braun veste i panni di alcuni personaggi facenti parte di un certo tipo di rappresentazione filmica, per indagare il modo in cui l’industria cinematografica ha ritratto in maniera stereotipata la disabilità fisica.

3. Nine Budde

Gone with the wind (Via col vento)

col., 4’ 41’’, Germania 2007

Una donna, passando attraverso un contesto prima urbano e poi naturale, incontra alcuni esempi dell’arte femminista dagli anni Sessanta agli anni Novanta. Quelle che sono state delle icone e dei momenti centrali di una certa tendenza dell’arte, vengono ormai vissute con un distacco tale da essere relegate unicamente ad una dimensione onirica.

4. Roberta Galassini

Tre minuti di mia madre

col., 3’ 55’’, Italia 2007

Una donna sola su una spiaggia abbandonata, ricordo della sua gioventù, è impegnata nel risolvere dei cruciverba, che sembrano essere la sua unica distrazione. Il sottofondo del vento narra della malattia che la consuma e allo stesso tempo tenta di cancellare la sua memoria. Il paesaggio e la donna sono lo stesso indice, la stessa direzione di uno stato di abbandono alla ricerca della sua immagine.

5. Katri Walker

Aguamiel

col., 16’ 30’’, Messico 2008

Un giorno nella vita di una famiglia messicana che produce e vende pulque, un succo ricavato dalla pianta di agave. Una storia di lavoro, impegno, fede e vita quotidiana.

The Waiting Room: Man on the river

The Waiting Room ha il piacere di ospitare il progetto Man on the river.

Stiamo costruendo la barca di Giacomo De Stefano. Giacomo utilizzerà per il suo viaggio la barca che verrà qui costruita. The waiting Room seguirà il processo di creazione in attesa del viaggio.

La sala d’attesa diviene così un’incubatrice di idee, un laboratorio di nuovi progetti tra arte, cultura  e sociale.

Il tragitto sarà di oltre 5200 km da Londra ad Istanbul lungo il Tamigi, il Reno, il Danubio, coadiuvato  dalla sola forza delle braccia e del vento.

Un vero viaggio ad impatto zero.

L’impresa infatti non ha pretese agonistiche o sportive, ma servirà a costruire un dialogo con le terre e le persone che Giacomo riuscirà ad incontrare, parlando di sostenibilità, rispetto dell’acqua, dei fiumi, riportando l’attenzione ai veri bisogni dell’uomo e al giusto tempo per ogni cosa, tempo del quale non abbiamo più concezione.

Nel 2008 con le stesse modalità e la stessa tenacia Giacomo ha risalito il Po, da Venezia a Torino, scoprendo i lati più nascosti di un fiume forse un poco dimenticato ma che ancora tante cose ha da dire. Tutto il suo viaggio è raccontato nel sito http://manontheriver.com.

Segui in live streaming la costruzione della barca http://lateral.lagodesign.eu/2010/boat-streaming/

Progetto in collaborazione con LAGO s.p.a.

Pubblicazione di “Cos’è il contemporaneo? 2”

Il volume raccoglie le testimonianze dei protagonisti del ciclo di conferenze Cos’è il contemporaneo? 2 che ha avuto luogo presso il Liceo Artistico Statale Amedeo Modigliani e l’Università di Padova nell’a.a. 2008-2009, organizzato dalla fondazione march per l’arte contemporanea in collaborazione con i due istituti e con l’Università Iuav di Venezia.

Cos’è il contemporaneo? 2, edito da Cleup-Padova, è a cura di Antonio Cataldo e Giulia d’Amaro Valle. I saggi contenuti in questo volume sono ad opera di Angela Vettese, Pietro Mele, Ian Tweedy, Pierluigi Sacco, Diana Baldon, Mara Ambrozic, Alberto Garutti, Mino Mazzocato, Franco Pavanello, Massimo De Carlo, Nine Budde, Lia Perjovschi e Caterina Benvegnù.

Il libro è acquistabile a 12 euro, ma se possiedi una tessera Membership puoi acquistare le pubblicazioni di fondazione march scontate!

Per informazioni e acquisto clicca qui.

DEADLINE cameraVideo 13/03!

Open call cameraVideo deadline: 13 marzo 2010

Open call cameraVideo deadline: 13th March 2010 ENGLISH VERSION

cameraVideo è aperto a tutti i giovani artisti, senza limiti di età e di tutte le nazionalità, che intendano il proprio lavoro come ricerca di un nuovo modo di relazionarsi con il mezzo video.

• materiali: ogni artista può partecipare al concorso con una o più opere video (max 3 per ogni artista). Ogni opera dovrà essere corredata da una breve scheda tecnica. Inserire all’interno del plico per la partecipazione:

• Una copia del video per la selezione in formato DVD (PAL)

• Una copia per la proiezione su un DVD in formato quicktime (.mov, PAL).

• Un curriculum vitae aggiornato.

• La scheda d’iscrizione al concorso.

I materiali inviati ai fini del concorso non verranno restituiti. I lavori selezionati entreranno a far parte dell’archivio della fondazione march per fini di ricerca o affini.

• partecipazione: al fine dell’eleggibilità al concorso, la scheda d’iscrizione (scaricabile dal sito www.fondazionemarch.org) stampata in formato A4, debitamente compilata in tutte le sue parti e firmata, nonché tutti i materiali richiesti all’interno del presente bando dovranno pervenire entro il 13 marzo 2010 (farà fede il timbro postale) presso: fondazione march, via armistizio 49, 35142 Padova (PD) – Italia

• selezione: le opere verranno selezionate sulla base della qualità e dell’innovazione del lavoro proposto. Le selezioni saranno a cura di fondazione march, artisti, curatori ed altri professionisti del settore che saranno comunicati a breve. I risultati finali saranno annunciati sul sito della Fondazione e spediti ai partecipanti via mail.

ANNULLATO il 1° workshop di Aspettando… l’arte come idea

CAUSA MALTEMPO IL PRIMO INCONTRO DI STASERA E’ ANNULLATO!

Aspettando…L’Arte come Idea – ciclo di tre workshop sull’arte contemporanea, per conoscerla, distinguerla e comprendere i temi del nuovo dibattito artistico, organizzati dall’associazione Amici del Gradenigo in collaborazione con fondazione march, e il comune di Piove di Sacco.

1° incontro – mercoledì 10 marzo dalle ore 21.00 presso l’Auditorium di Piove di Sacco

DAGLI ANNI NOVANTA A OGGI – relatore: Silvia Ferri de Lazara
La “pubblica relazione” e la rete diventano arte.

Non ci sono veri movimenti, ma artisti, curatori, galleristi che creano delle novità. L’evento Saatchi: la sfida lanciata da un pubblicitario al mondo dell’arte: non conta tanto il talento quanto una buon campagna pubblicitaria. Il caso italiano di Cattelan con i suoi autoritratti pungenti e ironici. Felix Gonzales Torres propone cumuli di baci Perugina collocati in un angolo pari al peso corporeo del suo compagno che il pubblico può mangiare. L’opera di Rirkrit Tiravanija è una grande cena in galleria: l’opera non esiste ma consiste in un evento collettivo che mette in relazione le persone. Opere che operano esclusivamente in Internet o in stretta relazione con essa: Tobias Rebergher alla Biennale di Venezia collega delle lampade di Murano a tutte le “venezie” del mondo: ogni volta che qualcuno apre una porta lì, si accende una lampada qui. Olafur Eliasson alla Tate Gallery di Londra costruisce un sole finto e migliaia di spettatori vi si distendono sotto per abbronzarsi. 0100101110101101.ORG e rtmark creano virus informatici.

Aspettando… l’Arte come Idea

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Ciclo di tre workshop sull’arte contemporanea, per conoscerla, distinguerla e comprendere i temi del nuovo dibattito artistico, organizzati dall’associazione Amici del Gradenigo in collaborazione con fondazione march, e il comune di Piove di Sacco.

Il progetto scaturisce dalla forte convinzione che la lettura di ciò che è contemporaneo rappresenti non solo il bisogno di ognuno per una propria crescita personale, ma sia un vincolo necessario per implementare uno sviluppo coordinato della creatività e produzione del territorio, della società e delle aziende. Si vuole indagare il mondo dell’arte contemporanea attraverso gli occhi di esperti del settore per capire non solamente i processi di sviluppo di questa, ma anche il modo di
integrare l’arte contemporanea nel territorio e quindi anche nel tessuto imprenditoriale.
Quest’anno la seconda edizione prevede tre workshop, aperti a tutti, su temi chiave dell’arte contemporanea, che permettano una conoscenza ed un’analisi dell’arte e delle sue innovazioni dagli anni ’50 in poi. Conoscere le principali innovazioni in ambito artistico degli ultimi settant’anni è fondamentale per comprendere il dibattito culturale e soprattutto per padroneggiare e sfruttare meglio le risorse del territorio in cui si vive.

Gli incontri sono aperti a tutti, della durata di un’ora e trenta presso l’Auditorium di Piove di Sacco con cadenza settimanale nelle serate di mercoledì 10, mercoledì 17 e venerdì 26 marzo dalle ore 21.00 alle ore 22.30.

Che cos’è il contemporaneo? Quarto incontro con Tania Bruguera, artista, Cuba

Università degli Studi di Padova, Palazzo Maldura – Aula H, via Beato Pellegrino 1, Padova – 5 marzo 2010, ore 16.30 – 18.30

Tania Bruguera è un’artista interdisciplinare che lavora principalmente su temi politici attraverso arte comportamentale, performance, installazioni e video. Ha partecipato a Documenta, Performa, a tre biennali a Venezia, due a Gwangju e tre all’Havana. Le sue opere sono state esposte nei maggiori musei in Europea e negli Stati Uniti come: Tate Modern, The Whitechapel Gallery, PS1, il ZKM, IVAM, Kunsthalle di Vienna e il New Museum of Contemporary Art. Vive e lavora tra Chicago, Parigi e Havana. E’ la fondatrice/direttrice di Arte de Conducta, il primo programma di studio sulla performance in America Latina ospitato dall’Instituto Superiore di Arte di Havana, è professore esterno all’Ecole des Beaux-Arts a Parigi e professore associato all’Università di Chicago (USA).

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Che cos’è il contemporaneo? Terzo incontro con Marjetica Potrč, artista, Slovenia e Wes Janz, architetto, U.S.A.

IUAV, 25 febbraio 2010, ore 17.00, aula D, sede delle Terese, Dorsoduro 2206, Venezia
L’incontro si sviluppa durante il laboratorio di arti visive della prof.ssa Marjetica Potrc che presenta Wes Janz, architetto, educatore e fondatore di “onesmallproject”, che parlerà di “small architecture BIG LANDSCAPES”, una mostra in corso presso lo Swope Art Museum in Terre Haute, Indiana, USA.

Janz prende in considerazione alcune delle architetture e dei paesaggi più estremi e, contemporaneamente, più comuni. Facendo questo, suggerisce che abbiamo molto da imparare da quelle zone comunemente considerate più svantaggiate.

Profilo Wes Janz è fondatore di onesmallproject (che esiste attraverso web, blog, deli.cio.us, flickr, issuu e siti wiki), ed è un professore associato di architettura all’Università di Ball State a Muncie, Indiana dove è stato vincitore del premio universitario Outstanding Teaching Award nel 2006. Nel 2008 è stato finalista del premio Curry Stone Design Prize, destinato a progetti innovativi che hanno il “potere e le potenzialità per migliorare le nostre vite e il mondo in cui viviamo”.
Negli ultimi sette anni, ha viaggiato attraverso Argentina, Cina, Finlandia, India, Panama, Russia, Sri Lanka, Thailandia, Turchia, UAE e Uruguay, coste del Golfo (dopo l’uragano Katrina); ha inoltre visitato una dozzina di città della regione della Rust Belt negli USA, documentando i modi di vita e gli edifici di alcune tra le persone più povere al mondo e dei loro dintorni. Lungo il suo percorso, Wes Janz è passato da una curiosità verso il potere detenuto dalle personalità più ricche del mondo e dai designers più importanti, al credere che le persone, generalmente – non importa quanto povere o apparentemente svantaggiate – siano pienamente capaci di trovare la propria strada nel mondo, e questo è spesso il caso in cui gli interventi di persone ben intenzionate portino sia opportunità che svantaggi alle vite dei locali.
Marjetica Potrč è artista ed architetto che vive e lavora a Ljubljana, Slovenia. E’ conosciuta soprattutto per i suoi progetti in-situ nei quali utilizza il design partecipativo, le sue serie di disegni e i suoi casi di studio architettonici. Il suo lavoro è stato esposto ampiamente in Europa e nelle Americhe. Le sue più importanti installazioni in-situ includono: Dry Toilet (Caracas, 2003) e The Cook, the Farmer, His Wife and Their Neighbour (Stedelijk goes West, Amsterdam, 2009). Ha vinto molti premi e borse di studio, i più importanti: Hugo Boss Prize (2000) e Vera List Center for Arts and Politics Fellowship presso The New School a New York (2007).

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Che cos’è il contemporaneo? Secondo incontro con Denis Isaia, curatore

Università degli Studi di Padova, Palazzo Maldura – Aula H, via Beato Pellegrino 1, Padova – 11 marzo 2010, ore 16.30 – 18.30

Il curatore nel contemporaneo, iperboli dell’arte e sistema
Denis Isaia, giovane curatore di arte contemporanea, va ad indagare alcune fondamentali questioni relative alla sua professione. Come si inserisce la figura del curatore nella storia dell’arte? Di quali innovazioni si fa carico?
Profilo
Ricercatore culturale e curatore di arte contemporanea. Nel 2006 avvia il concorso per giovani curatori Best Art Practices con il tema mostre in spazi non convenzionali. Nel 2007 vince il premio Borsa Arte Giovane di Genova con la mostra Del paese e altre storie. Nel 2008 è assistente dei Raqs Media Collective con cui co-cura i 45 eventi in 111 giorni del progetto Tabula Rasa. Nello stesso anno inaugura la prima edizione del Premio alle passioni la seconda luna. Nel 2009 inaugura il progetto curatoriale Cosa ho visto di bello, un’indagine sulla descrizione e sulla narrazione del bello contemporaneo. Da luglio dello stesso anno è direttore del progetto artistico di Anna Scalfi indeposito, un deposito gratuito di opere d’arte.

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Cesare Pietroiusti, artista apre il ciclo Che cos’è il contemporaneo? 3

Università degli Studi di Padova, Palazzo Maldura – Aula C, via Beato Pellegrino 1, Padova – 28 gennaio 2010 ore 16.30 – 18.30

Cesare Pietroiusti – L’opera insatura. Il lavoro artistico come mezzo e non come fine

Cesare Pietroiusti nasce a Roma nel 1955, vive a Roma. Si laurea in Laurea in Medicina nel 1979, con tesi in Clinica Psichiatrica e allo stesso tempo partecipa attivamente all’ambiente culturale romano co-fondando il Centro Studi Jartrakor e la Rivista di Psicologia dell’Arte. Tra il 1997 e il 2000 è tra gli artisti coinvolti nell’organizzazione di Oreste e di “Oreste alla Biennale” in occasione della 50.ma Biennale di Venezia (giugno-novembre 1999), nonché co-fondatore del progetto.
Vince il premio Alinovi nel 1999. E’ co-fondatore di Nomads & Residents (New York, 2000) e co-curatore del Sound Art Museum, Roma (2004-2006). Nel 2005 diventa membro del comitato scientifico e co-curatore del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti di Como (2006). Attualmente è anche docente all’Università IUAV di Venezia nel corso “Laboratorio di arti visive”. Dal 1977 ha esposto in spazi privati e pubblici, deputati e non, in Italia e all’estero. Negli
ultimi anni il suo lavoro si è concentrato soprattutto sul tema dello scambio e sui paradossi che possono crearsi nelle pieghe dei sistemi e degli ordinamenti economici. Nel 1997 ha realizzato una pubblicazione per le edizioni Morra, i Pensieri non funzionali, una raccolta di idee “apparentemente immotivate e inutilizzabili” che nel 2008, accresciuta, ha assunto la fisionomia di un sito: www.pensierinonfunzionali.net. Nel 2007 ha fondato, in collaborazione con il collettivo Space di Bratislava, “Evolution de l’Art”, la prima galleria d’arte contemporanea che tratta soltanto opere immateriali.

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Che cos’è il contemporaneo? 3

Le arti contemporanee a scuola

27 gennaio – 17 giugno 2010

Ciclo di conferenze e workshop curato da fondazione march in collaborazione con Centro Porsche Padova e Porsche Italia, Istituto Statale Amedeo Modigliani, Università degli Studi di Padova, Università IUAV di Venezia, fondazione Bevilacqua la Masa, fondazione Claudio Buziol e l’Istiuto Europeo Design di Venezia.

Cos’è il contemporaneo? alla sua terza edizione, nasce da un desiderio di tentare di capire il contemporaneo e di cercare poi di diffonderlo.

E’ per questo motivo che fondazione march propone un nuovo ciclo di incontri che vertano sul tema dell’arte contemporanea, che si vuole analizzare a 360 gradi, chiamando nel ruolo di relatori sia figure curatoriali del panorama artistico italiano ed internazionale sia ospitando artisti mid-career, accreditati dal sistema dell’arte, sia scrittori, sia imprenditori che lavorano attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea, che racconteranno la propria ricerca ed i propri metodi operativi.

Questo ciclo di proposte volutamente si esprime in forme diverse: incontri, tavole rotonde, workshop e conferenze. Come nelle scorse due edizioni, ogni giornata seguirà la personalità del relatore che sceglierà l’espressione che riterrà più consona, in modo da stimolare l’attenzione e la partecipazione del pubblico.


Programma

• 28 gennaio, Cesare Pietroiusti, artista, Italia – Palazzo Maldura, Padova, ore 16.30-18.30

• 11 febbraio, Denis Isaia, curatore, Italia – Palazzo Maldura, Padova, ore 16.30-18.30

• 25 febbraio, Marjetica Potrc, artista, Slovenia e Wes Janz, architetto, Usa, – aula D, sede delle Terese, Dorsoduro 2206, Venezia. Facoltà Design e Arti IUAV, Dorsoduro, Venezia ore 17.00

• 5 marzo, Tania Bruguera, artista, Cuba – Palazzo Maldura, aula H, Padova, ore 16.30-18.30

• 25 marzo, Veit Loers, autore-curatore, Germania – palazzo Maldura, Padova, ore 16.30-18.30

• 8 aprile, Giulio Mozzi, scrittore, Italia, Valentina Brunettin, scrittrice, Italia, e Valerio Mieli, regista, Italia- Centro Porsche Padova, ore 21

• 22 aprile, Rossella Biscotti, artista, Italia-Germania – Liceo Artistico Statale Amedeo Modigliani, Padova, ore 16.30-18.30

• 6 maggio, Ana Maria Bresciani, artista, Colombia-Italia – Liceo Artistico Statale Amedeo Modigliani, Padova, ore 16.30-18.30

• 20 maggio, Andrea Lissoni, storico dell’arte, Italia – fondazione Claudio Buziol, Venezia, orario da definire

• 3 giugno, Andrea Molino, compositore, Italia – Liceo Artistico Statale Amedeo Modigliani, Padova, ore 16.30-18.30

• 17 giugno, visita guidata agli Open Studios – Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, ore 11-17

Words/billboard

7 dicembre 2009 – 16 gennaio 2010, Padova

Conferenza stampa
lunedì 30 novembre – ore 11
sala Bresciani Alvarez, Palazzo Moroni, Padova

Words/billboard vuole essere un progetto annuale internazionale e site-specific, in collaborazione con APS advertising, APS Holding, TINA B. – festival d’arte contemporanea di Praga – e con il patrocinio del Comune di Padova.
Questo progetto prevede l’invasione di Padova e della capitale ceca con vere e proprie opere d’arte basate sul testo e sulla parola, attraverso cartelloni stradali di 3×6 metri.

Artisti coinvolti: Collettivo Raudì; Ettore Favini; Maddalena Fragnito; Kendell Geer; Jirì Kovanda; Macinino; Vittorio Santoro; Tankboys per New York Memories; Kirsimaria E. Törönen-Ripatti; Barbara Rosenthal; Cesare Viel.

Yael Bartana + Jordan Wolfson

Opening 30 ottobre ore 18.30 presso fondazione march

Sedi della mostra: fondazione march (mart-ven, 10-14 e 16-20; sab 16-20) e Porto Astra, sala Fronte del Porto, Padova (6/11 e 8/01, ore 21)

fondazione march presenta una mostra personale della videoartista Yael Bartana, in primis assoluta in Italia. La mostra ha il patrocinio del Comune, della Provincia, della Regione Veneto e dell’ambasciata Israeliana ed è curata da Gabi Scardi.

Project room: insieme alla personale di Bartana, la fondazione october prevede una project room dell’artista new yorkese Jordan Wolfson. Nasce a New york nel 1980, vive tra Berlino e New York. Ha esposto alla Tate Modern, alla Whitney Biennial, Whitney Museum of American Art, New York, al Musée d’Art moderne de la Ville de Paris/ARC, Paris, GAMec di Bergamo e in molti altri spazi di rilievo internazionale. La project room prevede un’installazione sonora all’esterno alla fondazione. Galleria di riferimento: T293 di Napoli e Galleria Johann König di Berlino

Nata e cresciuta in Israele, Bartana studia a New York, poi si trasferisce ad Amsterdam dove risiede per alcuni anni. Oggi vive e lavora tra Tel Aviv e Amsterdam. Ha esposto tra l’altro a Documenta 12, 2007; alla Biennale di Istanbul, alla Bienal de São Paulo,  a Manifesta 4, a New York al P.S.1 e in molti altri spazi internazionali. Galleria di riferimento: Annet Gelink di Amsterdam.

Le opere di Yael Bartana prendono avvio con la puntuale registrazione di situazioni pubbliche o semi-pubbliche: l’artista videodocumenta eventi, cerimonie, attività di gruppo come raduni sportivi, ma anche azioni militari: situazioni per lo più reali; in qualche caso verosimiglianti messe in scena. Il suo interesse tende infatti ad appuntarsi su momenti di aggregazione, sui rituali più ordinari e quotidiani o su quelli eccezionali legati a ricorrenze, celebrazioni e momenti di festa, e ha origine nella constatazione che ogni gruppo, ogni società tende a convogliare i comportamenti individuali e a trasformarli in esperienze collettive tese alla formazione di un’identità culturale e nazionale. Le contraddizioni della società attuale, la tendenza al mascheramento, i meccanismi di appartenenza e di esclusione, e in particolare una quotidianità fatta di tensioni e violenze talvolta esplicite ed esplosive, talaltra latenti, emergono così nelle sue opere nel nome di uno sguardo da antropologa, capace di combinare partecipazione e distanza critica. Il processo di postproduzione rappresenta per Bartana una sorta di filtro: l’artista opera infatti un annullamento di ogni aspetto aneddotico e tende a dilatare ritmi e gesti; nel modo di concatenare le immagini e nel sempre curatissimo accompagnamento sonoro i rituali e le situazioni collettive documentati subiscono un’alterazione trasformandosi in stranianti performance dal carattere di volta in volta enigmatico, ironico, addirittura caustico, comunque capaci di suscitare un senso d’interrogazione e di toccare i nervi scoperti della contemporaneità.

Tra i video presentati:

Summer Camp, 2007

L’opera, presentata nell’ambito dell’ultima Documenta, è nata dalla ripresa di un Campo Estivo dell’ICAHD, organizzazione di volontari israeliani, palestinesi e di altre nazionalità che si dedicano alla ricostruzione a scopo dimostrativo di case palestinesi abbattute per ordine del governo israeliano. Mentre le immagini hanno un sobrio carattere documentario, il sonoro ha un carattere filmico ed esprime un energico ed ottimistico crescendo; l’incongruità tra queste due componenti del video genera l’effetto di un ironico paradosso. Lo sguardo ironico di Bartana costituisce in sé una presa di distanza dalla storiografia ufficiale e da ogni retorica.

Wild Seeds, 2005

sullo sfondo di un paesaggio semidesertico Bartana riprende un groviglio inestricabile di corpi avvinghiati in una lotta che è gioco e violenza, attrazione e tensione. Si tratta di una sorta di azione rituale, un gioco inventato da alcuni ragazzi israeliani, chiamato “Evacuazione della colonia di Gilad”, ma l’azione risultò poi aver anticipato di poco i momenti più cruenti della lotta che contrappose i residenti di alcune colonie della strisca di Gaza e i soldati israeliani incaricati di far evacuare l’area. il tragico rapporto tra popoli simili ma diversi, comunque vicini per origine e per destino diventa una grande, drammatica metaforta universale. Questa lotta tra amici, che assume confini sfumati, ci rimanda al pensiero di una violenza presente in ogni atto quotidiano e alla facilità con cui oggi le relazioni interpersonali sfociano in aggressività.

Low Relief II, 2004

Bartana combina frammenti di scene tratte da diverse manifestazioni a cui, sotto il controllo dei soldati, partecipano insieme dimostranti israeliani e palestinesi. Vi si alternano, in modo apparentemente casuale, gesti disinvolti e spontanei e azioni codificate. Le immagini sono trattate in modo da assumere l’aspetto e l’uniforme colorazione grigia dei bassorilievi. Il ritmo dell’azione è rallentato. Un basso rilievo in movimento. Una tecnica antica per raccontare una storia contemporanea che togliere la connotazione troppo specifica dell’evento e narra di storie di violenza tra gente comune e polizia che ognuno di noi vive nella propria città e quotidianità.

Profile, 2000

Sono giovani militari i protagonisti di Profile: soldatesse di leva allineate mentre provano i loro primi tiri di arma da fuoco. Lo sguardo di Bartana, altrettanto concentrato quanto quello delle soldatesse, inquadra primi piani: visi tesi, mani, dita pronte a premere  il grilletto, cuffie insonorizzanti che riparano i timpani delle tiratrici dall’effetto sonoro del colpo e al contempo le isolano dal contesto. L’obiettivo non è visibile. Si notano invece la conformità delle divise verde caki e la diversità dei profili, il contrasto tra convenzioni condivise ed elementi contingenti, tra segni distintivi individuali e la tensione della prova collettiva fortemente codificata: una sorta di rito di passaggio a maggior  ragione determinante in virtù del ruolo dei soldati di leva. Allo spettatore Bartana offre cuffie come quelle delle soldatesse affinché nulla lo distragga delle immagini; tutto contribuisce alla possibilità di identificarsi in questa esperienza collettiva intensa, ma raffreddata da ogni risvolto cruento.

Daniel Knorr + Carlo Zanni

Daniel Knorr, “The way politics influences art and vice versa”

project room: Carlo Zanni, ” When The Class Is Boring I Go To The Bathroom “

28 maggio – 28 giugno 2008; opening: 27 maggio 2008 h. 18.30, fondazione march

scarica l’e-catalogue (link momentaneamente disattivato)

La fondazione march inaugura la mostra personale di Daniel Knorr, a cura di Raluca Voinea. La mostra è corredata da un e-catalogue in due lingue (italiano e inglese), con testo critico di Raluca Voinea.

fondazione march presenta inoltre una project room di Carlo Zanni.

In occasione della pubblicazione del catalogo che racchiuderà tutte le project room di fondazione march (previsto per l’autunno), l’artista dialogherà con Sara Tucker della Dia Art Foundation, New York. Entrambi gli artisti esporranno in prima assoluta in Italia. La mostra si avvale inoltre del sostegno della Provincia di Padova – Assessorato alla Cultura, e della collaborazione dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia. Si avvale del patrocinio dell’ambasciata di Romania, della Regione del Veneto, della Provincia di Padova, del Comune di Padova e del Goethe-Institut Mailand. La mostra sottolinea l’interesse della Fondazione, in virtù della propria collocazione geografica, di posizionarsi sull’area dell’est europeo, registrandone le ultime tendenze creative.

Daniel Knorr, The way politics influences art and vice versa

Durante la sua visita alla fondazione march, l’artista ha scoperto che la parete che divideva l’ufficio dallo spazio espositivo era stata prestata dall’ufficio per le elezioni locali. e che in occasione delle elezioni del 13-14 aprile era necessario toglierla perchè doveva servire come delimitatore negli spazi deputati alla votazione. Daniel Knorr ha deciso di seguire il percorso della parete, dallo spazio espositivo in Fondazione, ai locali per la votazione, sino al ritorno ancora una volta in Fondazione. Per tale motivo ha realizzato uno storyboard ed ha incaricato un cameraman professionista, Karma Gava, di filmare i passaggi del percorso seguendo i suoi disegni. L’ultima ripresa avverrà durante l’opening, documentando sia il nuovo posizionamento della parete che i visitatori. L’artista guarda a questo processo attraverso la visione oggettiva del cameraman o del sistema stesso, e include in esso anche il momento finale, quando la parete sarà assimilata come opera d’arte durante l’inaugurazione. Inoltre, il cameraman e le sue riprese, lo staff della fondazione e il pubblico stesso divengono parte dell’opera – senza comunque essere ridotti al ruolo di oggetti da palcoscenico.

Daniel Knorr (Bucarest, 1968) vive e lavora a Berlino. Ha esposto al Padiglione Rumeno della Biennale di Venezia del 2005, e sta attualmente espoendo alla V Biennale di Berlino. Esporrà a Manifesta 7 a Rovereto, U-Turn Quadriennale a Copenhagen, Vera List Art Center a NY, Centre Georges Pompidou a Parigi e presenterà delle personali al Fei CAC a Shanghai e al Borges Libraria ICA a Guangzhou, Cina.

Carlo Zanni, When The Class Is Boring I Go To The Bathroom

La ricerca di Carlo Zanni si orienta verso ciò che lui chiama DATA CINEMA: un nuovo modo di approccio alla forma narrativa e alla produzione filmica, che si basa sull’uso dei dati di feedback raccolti  da Internet, per dare vita a esperienze di coscienza sociale basate sul passare del tempo. L’artista, per la project room alla fondazione march,  presenta una nuova installazione che ospita il suo ultimo progetto di DATA Cinema “My Temporary Visiting Position From The Sunset Terrace Bar”. L’installazione, che si offre come un sistema di visione temporanea, si riferisce al classico uso dei bagni di scuola come luogo di fuga da una realtà imposta e alienante. In questo senso l’uso improprio della parola “Bathroom” trasla il senso ad un’età adulta dove il bagno di casa forse si presta a ultimo rifugio da una società improntata sul controllo e in perenne stato “always on”. In questo senso l’installazione è volutamente non coerente con il film esposto che ha altra origine e pensiero.

Nel video “My Temporary Visiting Position From the Sunset Terrace Bar” una voce narrante recita una poesia di Ghada Samman e sulle note dei Gotan Project introduce ad un semplice paesaggio ripreso da una camera a mano. Mentre il profilo di case fa parte di un filmato pre registrato nella città di Ahlen in Germania (dove ha sede il museo che ha commissionato l’opera) il cielo è ripreso in tempo reale da una webcam che cattura quello di Napoli al tramonto. Questo film che tocca temi quali l’esilio, la migrazione e il controllo dei confini, si autogenera quotidianamente e può essere visitato online all’indirizzo: http://www.fromthesunsetterrace.com/

Carlo Zanni (La Spezia, 1975) è un artista italiano che vive tra Milano e New York. Negli ultimi anni ha esposto in gallerie e musei internazionali come il MAXXI di Roma (2007, 2006); il New Museum di New York (2005); Gavin Brown’s Enterprise a Passerby, New York (2005); al P.S.1 Contemporary Art Center di New York (2001). L’ICA – Institute of Contemporary Art in London ha tenuto la sua prima retrospettiva in ottobre 2005 e ha pubblicato il libro “Vitalogy”.